Rifondazione Comunista a fianco del Rojava!
Ci giungono notizie terribili dalla Siria. Il Rojava è ancora una volta sotto
attacco. Le aree dell’Amministrazione Democratica Autonoma del Nord ed Est della
Siria stanno vivendo un nuovo assedio. Kobane è sotto assedio. Più di 100.000
persone sono bloccate. Migliaia in fuga.
Quella resistenza contro il Califfato che è diventata famosa è oggi sotto
attacco da parte di quegli stessi soggetti che sono stati liberati dalle
prigioni in cui si trovavano dopo essere stati sconfitti. Questo attacco rischia
di distruggere le speranze di democrazia per la Siria.
Qui sotto il comunicato del Congresso Nazionale del Kurdistan (KNK) e l’appello
alla comunità internazionale, ai movimenti e ai popoli democratici. Invitiamo
tutte e tutti a mobilitarsi.
COMUNICATO KNK:
La coalizione internazionale tace mentre le forze di Al Sharaa liberano migliaia
di combattenti dell’ISIS dalla prigione di Al Shadadi e attaccano Kobane.Nelle
ultime ore, le forze del governo di transizione siriano e le milizie jihadiste
alleate hanno attaccato la prigione di Al Shadadi, liberando tutti i prigionieri
dell’ISIS che vi erano detenuti. La coalizione internazionale non ha fatto nulla
per proteggere la prigione, lasciando le forze dell’SDF da sole a impedire la
fuga di migliaia di combattenti dell’ISIS. Le forze dell’SDF hanno resistito a
questi attacchi, ma sono state attaccate da tutti i lati e alla fine non sono
riuscite da sole a impedire la conquista della prigione.
Molti combattenti dell’SDF sono stati uccisi e decine sono rimasti feriti. A
causa dell’inerzia della Coalizione Internazionale, migliaia di combattenti
dell’ISIS sono ora fuggiti, per continuare a commettere atrocità contro i popoli
della regione.
Kobane assediata e sotto pesanti minacce
Allo stesso tempo, le forze del Governo di Transizione Siriano di al Sharaa,
insieme ad Al Qaeda, altre milizie jihadiste e gruppi sostenuti dalla Turchia,
hanno lanciato un assalto a Kobane. Kobane, teatro di una resistenza storica che
ha contribuito a salvare il mondo dalla brutalità e dalle stragi di massa
dell’ISIS nel 2015, è nuovamente sotto attacco da parte delle stesse forze, che
ora operano sotto bandiere diverse.
Chiediamo alla comunità internazionale, ai movimenti e ai popoli democratici del
mondo di non rimanere in silenzio e di agire per denunciare questi attacchi
genocidi.
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