Sul disastro ferroviario a Cordoba
Nella serata di ieri due treni si sono scontrati nei pressi della stazione di
Adamuz, vicino Cordoba, provocando 39 vittime (accertate fino ad ora) e oltre
150 feriti.
Secondo la ricostruzione fornita da Adif, gestore infrastruttura spagnolo,
l’incidente si è verificato attorno alle 19:39, quando un treno della compagnia
Iryo in servizio tra Malaga e Madrid Puerta de Atocha, con 317 persone a bordo,
è deragliato nei deviatoi di ingresso del binario 1 della stazione di Adamuz
(tra le prime ipotesi si parla di un giunto saltato), invadendo la linea
adiacente, dove alcuni secondi dopo transitava in senso contrario un altro treno
alta velocità dell’impresa statale Alvia (Renfe), proveniente da Madrid e
diretto a Huelva. Ricordiamo che Iryo è una impresa ferroviaria spagnola
all’interno della quale il Gruppo FS detiene la quota di maggioranza.
Esprimiamo la nostra vicinanza ai colleghi, ai feriti e alle famiglie delle
vittime, e ribadiamo con fermezza che tragedie di questo tipo non sono incidenti
isolati ma si ripetono, purtroppo, in molti paesi dell’Unione europea.
In riferimento a questo disastro, i media riportano che il sindacato dei
macchinisti aveva già lanciato l’allarme: in una lettera dell’8 agosto scorso
Adif veniva informata della grave usura dei binari, incluso quello teatro dello
scontro. I lavoratori denunciavano buche, dossi e squilibri nelle linee aeree
che provocavano guasti ricorrenti e danneggiamenti ai convogli.
Sarà compito delle indagini accertare le responsabilità tecniche e operative, ma
non possiamo chiudere gli occhi davanti a una verità tragica: le scelte di
liberalizzazione e privatizzazione delle ferrovie, che subordinano la sicurezza
alla logica del profitto, hanno un peso enorme. Chiediamo risposte chiare,
investimenti pubblici per la manutenzione e un cambio di rotta che ponga la vita
delle persone al di sopra degli interessi economici.
La Redazione di Ancora In Marcia
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