Primo soccorso in linea> Ferrovieri presentano ricorso e impugnano davanti al TAR il decreto
> peggiorativo. In attesa dell’esito la partita sul primo soccorso è ancora
> aperta
Un gruppo di lavoratori e RLS, assieme ad alcune Organizzazioni sindacali (USB-
CAT- CUB-Trasporti), con il contributo della Cassa di Solidarietà tra
ferrovieri, interpretando il sentimento di moltissimi lavoratori, hanno
presentato ricorso al TAR contro il Decreto Ministeriale n. 152/25, riguardante
le modalità di applicazione del primo soccorso in ambito ferroviario. La
richiesta di annullamento è motivata dalla riduzione delle tutele per il
personale che opera sulle linee, macchinisti, capitreno e manutentori, poiché il
provvedimento del governo ha cancellato l’obbligo per le imprese ferroviarie,
previsto dalla normativa precedente, di prestare ai lavoratori interessati il
primo soccorso in linea “nei tempi più rapidi possibili e in ciascun punto della
linea”.
Con l’impugnativa, depositata il 9 dicembre scorso, i ricorrenti hanno
contestato davanti al TAR, anche la ‘Decisione di esecuzione C (2024) 4976 della
Commissione Europea‘ posta a fondamento del decreto, atto di livello comunitario
ritenuto anch’esso illegittimo poiché interferisce sui temi della salute e
sicurezza del lavoro esclusivamente sulla base delle Direttive su concorrenza e
interoperabilità.
Infatti, la Decisione 4976 è un documento fondato sulle ‘lamentele’ delle
imprese ferroviarie del settore merci riguardo l’applicazione in Italia delle
regole sul primo soccorso in linea, ritenute incredibilmente ‘troppo
vantaggiose’ per i macchinisti. Tali richieste imprenditoriali sono state fatte
proprie dall’Agenzia per le ferrovie europee (ERA), forzando il significato
della ‘sicurezza ferroviaria’ tentando di estenderla sino ad includere la salute
e la sicurezza dei lavoratori, sebbene la stessa ERA sia del tutto incompetente
sulla materia. Una invasione di campo che appare un vero vero e proprio
“inchino” da parte di un Organismo comunitario alle sole esigenze delle imprese.
“Questa ingerenza – sottolineano i ricorrenti – è stata acriticamente avallata
dai funzionari del settore trasporti delegati dalla Commissione europea, per il
semplice fatto oggettivo che tutte le norme richiamate attengono esclusivamente
al funzionamento sicuro del sistema ferroviario dell’Unione e al controllo dei
rischi della circolazione ferroviaria nell’ambito dell’interoperabilità e non
alla materia della salute e sicurezza del lavoro”.
Le norme comunitarie in tema di concorrenza e interoperabilità sono certamente
legittime, tuttavia non possono essere applicate ignorando o, peggio, violando
le altre norme, con particolare riguardo alla Direttiva 391/89 su sicurezza e
salute durante il lavoro e qualsiasi intervento in materia, seppur legittimo
deve avvenire nel rispetto dell’intero quadro normativo comunitario e nazionale.
“Nell’informare del ricorso tutti i ferrovieri interessati e nell’attesa del suo
esito – concludono i ricorrenti – esprimiamo tutte le nostre perplessità verso
la sostanziale indifferenza con cui la modifica normativa, apportata col Decreto
152/25, è stata accolta dai sindacati firmatari del CCNL, i quali hanno già
firmato accordi applicativi, senza opporre alcuna obiezione poiché riteniamo
che, su alcuni particolari aspetti, la vertenza sul primo soccorso si da
considerare ancora aperta e suscettibile di nuovi sviluppi”.
Il nostro ruolo – Come rivista di cultura, tecnica e informazione politico
sindacale abbiamo il dovere di denuciare quanto sta accadendo per contrastare la
deriva in atto. Anche per questo crediamo sia indispensabile da parte di tutti i
lavoratori interessati, in primo luogo capitreno, macchinisti, manutentori ecc.
e di chi ha a cuore la sicurezza ferroviaria conoscere e approfondire nel
dettaglio le nuove disposizioni dell’Ansifsa: il Decreto n. 73 del 1 aprile 2025
sulle attribuzioni e le qualificazioni di sicurezza al personale e il Decreto n.
200 del 9 settembre 2025 sul riordino di tali qualificazioni.
Nel prossimo numero della rivista pubblicheremo un approfondimento, in cui
sottolineiamo tra l’altro che i due decreti Ansfisa sono provvedimenti che hanno
cancellato la gran parte delle regole a tutele della sicurezza ferroviaria
esistenti fino ad oggi ed hanno un impatto diretto, oltre che sulle tutele e la
nostra sicurezza come sta già avvenendo con il primo soccorso in linea, anche
sul piano professioniale, occupazionale e contrattuale. Per capirne di più e
comprendere il contesto istituzionale in cui si svolgono questi significativi
peggioramenti del quadro istituzionale occorre analizzare la citata ‘Decisione
di esecuzione C(2024)4976 della Commissione Europea‘, sia nel capitolo
riguardante il soccorso in linea che sul riordino normativo.
La norme di sicurezza d’ora in avanti non saranno più stabilite dalla
istituzioni pubbliche con regole e riferimenti normativi obbligatori da
rispettare, ma sono già da oggi affidate agli stessi operatori ferroviari,
“nell’ambito dei propri Sistema di Gestione della Sicurezza (SGS)“. Un
cambiamento epocale, basato sulla supremazia della libera concorrenza e la
priorità del profitto, anche in questo servizio essenziale strategico per lo
sviluppo e il benessere sociale, che farà arretrare la sicurezza del nostro
sistema ferroviario, lasciata alle decisioni autonome di ciascun imprenditore ed
alle sue convenienze economiche.
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