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Alimentare il genocidio - Quando la finanza è complice
Roma, giovedì 25 marzo 2026 BDS Italia annuncia il lancio della campagna nazionale Banche Complici, inizialmente rivolta a UniCredit, Intesa San Paolo, BNL-BNP Paribas - tra le istituzioni finanziarie italiane più coinvolte, causa operazioni non etiche, in operazioni di supporto nella colonizzazione illegale e nell’apartheid in Palestina, nello sfollamento e genocidio di Israele ora estesi alla Cisgiordania. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Nigrizia, Mosaico di Pace e Missione Oggi, tre periodici cattolici italiani che dal 2000 hanno promosso la Campagna di pressione sulle “banche armate”. Anche la Conferenza Episcopale Italiana (CEI), guidata da Matteo Zuppi, invita al disinvestimento da aziende produttrici di armi. UniCredit, Intesa Sanpaolo e BNL- BNP Paribas sono coinvolte in una o più delle seguenti pratiche che supportano Israele: * Il finanziamento o l’estensione di linee di credito/prestiti a società operanti nella produzione e nella fornitura di armi a Israele e utilizzate anche nel genocidio dei palestinesi. * La sottoscrizione e/o distribuzione di Titoli di Stato Israeliani (“War Bonds”) e di titoli azionari/obbligazionari di società presenti nella lista BDS che colludono con il genocidio di Israele (tra le quali ENI e Leonardo). * L’allocazione - attraverso acquisti individuali o fondi d’investimento gestiti - di capitale proprio o dei clienti - in obbligazioni/azioni di società in settori industriali complici del genocidio di Israele, dell’occupazione e delle sue crescenti violazioni del diritto internazionale. Prima di attivarci, abbiamo chiesto alle tre banche se, in base alle loro direttive, avessero escluso operazioni riguardanti il settore degli armamenti con lo Stato di Israele. La risposta è stata evasiva o assente. I due obiettivi principali della Campagna BDS Banche Complici sono: 1. Informare l’opinione pubblica e le persone di coscienza del ruolo e della complicità di queste banche italiane nel genocidio in corso, nell’occupazione, negli insediamenti coloniali e nell’incessante violazione dei diritti umani da parte di Israele in Palestina (Gaza e Cisgiordania). 2. Sollecitare azioni da parte degli attuali clienti privati e istituzionali delle banche affinché i loro risparmi e investimenti presso di esse non siano più associati a pratiche non etiche. Fino a quando tali istituti non dimostreranno di aver interrotto in modo permanente le loro complicità, chiediamo ai clienti di queste banche di trasferire tutti o in parte i propri risparmi e investimenti a istituti meno complici. Contatti BDS Italia Embargo Militare: bdsitalia.embargomilitare@gmail.com  Cellulare: (+39) 333-8312194 - Email: lorettamussi48@gmail.com Rosa Siciliano (Segreteria Campagna “banche armate”) - Cellulare: (+39) 339.138.0637 - Email: campagnabanchearmate@gmail.com Per ulteriori informazioni sulla Campagna BDS Italia (boicottaggio, disinvestimento, sanzioni) Banche Complici: bdsitalia.org Per ulteriori informazioni su La Campagna di pressione alle “banche armate”: banchearmate.org
Alimentare il genocidio - Quando la finanza è complice
Roma, giovedì 25 marzo 2026 BDS Italia annuncia il lancio della campagna nazionale Banche Complici, inizialmente rivolta a UniCredit, Intesa San Paolo, BNL-BNP Paribas - tra le istituzioni finanziarie italiane più coinvolte, causa operazioni non etiche, in operazioni di supporto nella colonizzazione illegale e nell’apartheid in Palestina, nello sfollamento e genocidio di Israele ora estesi alla Cisgiordania. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Nigrizia, Mosaico di Pace e Missione Oggi, tre periodici cattolici italiani che dal 2000 hanno promosso la Campagna di pressione sulle “banche armate”. Anche la Conferenza Episcopale Italiana (CEI), guidata da Matteo Zuppi, invita al disinvestimento da aziende produttrici di armi. UniCredit, Intesa Sanpaolo e BNL- BNP Paribas sono coinvolte in una o più delle seguenti pratiche che supportano Israele: * Il finanziamento o l’estensione di linee di credito/prestiti a società operanti nella produzione e nella fornitura di armi a Israele e utilizzate anche nel genocidio dei palestinesi. * La sottoscrizione e/o distribuzione di Titoli di Stato Israeliani (“War Bonds”) e di titoli azionari/obbligazionari di società presenti nella lista BDS che colludono con il genocidio di Israele (tra le quali ENI e Leonardo). * L’allocazione - attraverso acquisti individuali o fondi d’investimento gestiti - di capitale proprio o dei clienti - in obbligazioni/azioni di società in settori industriali complici del genocidio di Israele, dell’occupazione e delle sue crescenti violazioni del diritto internazionale. Prima di attivarci, abbiamo chiesto alle tre banche se, in base alle loro direttive, avessero escluso operazioni riguardanti il settore degli armamenti con lo Stato di Israele. La risposta è stata evasiva o assente. I due obiettivi principali della Campagna BDS Banche Complici sono: 1. Informare l’opinione pubblica e le persone di coscienza del ruolo e della complicità di queste banche italiane nel genocidio in corso, nell’occupazione, negli insediamenti coloniali e nell’incessante violazione dei diritti umani da parte di Israele in Palestina (Gaza e Cisgiordania). 2. Sollecitare azioni da parte degli attuali clienti privati e istituzionali delle banche affinché i loro risparmi e investimenti presso di esse non siano più associati a pratiche non etiche. Fino a quando tali istituti non dimostreranno di aver interrotto in modo permanente le loro complicità, chiediamo ai clienti di queste banche di trasferire tutti o in parte i propri risparmi e investimenti a istituti meno complici. Contatti BDS Italia Embargo Militare: bdsitalia.embargomilitare@gmail.com  Cellulare: (+39) 333-8312194 Rosa Siciliano (Segreteria Campagna “banche armate”) - Cellulare: (+39) 339.138.0637 - Email: campagnabanchearmate@gmail.com Per ulteriori informazioni sulla Campagna BDS Italia (Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni) Banche Complici: bdsitalia.org Per ulteriori informazioni su La Campagna di pressione alle “banche armate”: banchearmate.org
BLOCCATI ANCHE A CAGLIARI I CONTAINER DIRETTI A ISRAELE
COMUNICATO CONGIUNTO SULLA MSC VEGA AL PORTO CANALE DI CAGLIARI  Cagliari, 26 marzo - Dopo le segnalazioni dei giorni scorsi, la lettera-diffida dell'ELSC e dell'avvocato Saltalamacchia del gruppo dí Giuristi e avvocati per la Palestina (GAP), e dopo il presidio davanti al varco del Porto Canale di Cagliari, che si è tenuto nel pomeriggio dí mercoledì 25 marzo, abbiamo ora la conferma che i 7 container sospetti trasportati dalla MSC Vega sono stati fermati e sottoposti a ispezione. A questi se ne sommano altri 4, ispezionati e bloccati, portando il numero di container fermi a 11.  Sembra quindi confermata la segnalazione arrivata dalla rete No Harbour for Genocide, questi conterrebbero acciaio di grado militare della stessa tipologia impiegata per la produzione di munizioni e proiettili d'artiglieria usati nel genocidio a Gaza.  Lo scambio di questi container tra la MSC Vega e la MSC Hoggar (che dopo altri scali e trasbordi su altra nave MSC avrebbe permesso ai container di raggiungere Israele), sarebbe dovuto avvenire in questi giorni proprio al Porto di Cagliari, dove entrambe le navi sostano in questo momento.  È un primo risultato della mobilitazione, che segue quella di Gioia Tauro, dove altri 8 container sono stati fermati e ispezionati da Dogana e guardia di finanza. Un altro passo necessario nella direzione di quello per cui lottiamo: lo stop definitivo al transito di armi e materiali di armamento diretti in Israele attraverso l'Italia, l'applicazione integrale e concreta di quanto previsto dalla legge 185/90, il ripudio della guerra, di chi la finanzia, alimenta e ne trae profitti.  La nostra mobilitazione non si ferma: vogliamo che i container siano sequestrati e che si applichi un rigido protocollo di fermo e ispezione di tutti i container diretti in Israele con carichi di merce militare o dual use.  Invitiamo tutte le realtà solidali con la Palestina e contro le guerre, a coordinarsi per proseguire insieme le prossime iniziative.  #Blocktheboat    #Noharbourforgenocide Aderiscono (in ordine alfabetico): A Foras Associazione Amicizia Sardegna-Palestina BDS Italia Comitato Sardo di Solidarietà con la Palestina European Legal Support Center Giovani Palestinesi d'Italia Global Movement To Gaza Sardegna Potere al Popolo Sardegna USB Unione Sindacale di Base
Eni si ritira dall’offshore israeliano: una vittoria della pressione collettiva. BDS Italia: “Il boicottaggio continua”
COMUNICATO STAMPA Eni si ritira dall’offshore israeliano: una vittoria della pressione collettiva. BDS Italia: “Il boicottaggio continua” BDS Italia accoglie come un risultato politico significativo il ritiro di Eni dal consorzio Ratio Energies, che nell’ottobre 2023 aveva ottenuto dal Ministero dell’Energia di Israele sei licenze per l’esplorazione di gas nelle acque antistanti la Striscia di Gaza, in aree di competenza dello Stato palestinese. L’uscita di Eni dal progetto — che lascia come partner le società Ratio Energies e Dana Petroleum — segna un’inversione rispetto agli accordi precedentemente sottoscritti e rappresenta un effetto concreto delle campagne di denuncia, mobilitazione e boicottaggio costruite a livello nazionale e internazionale. Questo risultato conferma che la pressione dal basso è in grado di incidere sulle scelte delle multinazionali e di mettere in discussione operazioni economiche legate allo sfruttamento delle risorse nei territori palestinesi. Tuttavia, per BDS Italia, questo passo non è sufficiente. Permangono infatti gravi elementi di complicità che rendono necessario proseguire e rafforzare il boicottaggio: – Secondo Oil Change International, tra il 1° novembre 2023 e il 1° ottobre 2025 l’Italia ha fornito a Israele circa 310.000 tonnellate di petrolio raffinato a Taranto. – È tuttora attivo l’accordo tra Eni e Ithaca Energy, società controllata all’89% dalla multinazionale israeliana Delek Group, inserita dall’Alto Commissariato ONU per i Diritti Umani tra le imprese coinvolte nell’occupazione illegale dei territori palestinesi e nello sfruttamento delle loro risorse naturali. Alla luce di questi elementi, la posizione è chiara: il ritiro di Eni rappresenta una vittoria, ma non chiude il quadro delle responsabilità. Per questo, BDS Italia ribadisce che la campagna di boicottaggio nei confronti di Eni continua, con l’obiettivo di ottenere un disinvestimento completo da tutte le attività che contribuiscono, direttamente o indirettamente, al sistema di occupazione e sfruttamento dei Territori Palestinesi Occupati. Il boicottaggio funziona. E continuerà finché non sarà raggiunta piena giustizia per il popolo palestinese. Colpire, isolare, costringere al disimpegno: questa è la direzione. BDS Italia
Cagliari: BDS Italia chiede il blocco immediato del carico sulla MSC VEGA
Come preannunciato, la nave MSC VEGA è giunta nel porto di Cagliari il 24 marzo. A bordo, come segnalatoci dalla rete No Harbour for Genocide, 7 container di acciaio dual use – medesima tipologia di materiale impiegata per la produzione di proiettili di artiglieria utilizzati sulla Striscia di Gaza. Questi container fanno parte della stessa spedizione già fermata e ispezionata qualche giorno fa a Gioia Tauro. Il BDS, tramite l'European Legal Support Center (ELSC), ha formalmente trasmesso alle Autorità competenti – Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, Capitaneria di Porto e Ufficio delle Dogane di Cagliari – una richiesta ufficiale affinché vengano adottate tutte le misure necessarie a impedire che tale carico lasci il porto, il 26 Marzo. La richiesta si fonda sugli obblighi derivanti dal diritto internazionale, dalla Convenzione sul Genocidio e dalla legge 185/90, che impongono allo Stato italiano e alle sue articolazioni territoriali il dovere di prevenire il transito di materiali suscettibili di impiego nella commissione di crimini internazionali. Le Autorità portuali sono state altresì sollecitate a: * disporre l'ispezione approfondita dei container; * procedere al blocco cautelare della nave; * accertare il destinatario finale effettivo del carico; * garantire piena trasparenza sugli esiti delle verifiche. BDS vigilerà affinché le istituzioni competenti adempiano agli obblighi giuridici che incombono, nel rispetto dei principi fondamentali dell'ordinamento nazionale e internazionale. Il porto di Cagliari non può divenire complice del genocidio in corso a Gaza. Nessun porto per il genocidio. #noharbourforgenocide #blocktheboat #StopArmiIsraele #BDSItalia
Cagliari: BDS Italia chiede il blocco immediato del carico sulla MSC VEGA
Come preannunciato, la nave MSC VEGA è giunta nel porto di Cagliari il 24 marzo. A bordo, come segnalatoci dalla rete No Harbour for Genocide, 7 container di acciaio dual use – medesima tipologia di materiale impiegata per la produzione di proiettili di artiglieria utilizzati sulla Striscia di Gaza. Questi container fanno parte della stessa spedizione già fermata e ispezionata qualche giorno fa a Gioia Tauro. Il BDS, tramite l'European Legal Support Center (ELSC), ha formalmente trasmesso alle Autorità competenti – Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, Capitaneria di Porto e Ufficio delle Dogane di Cagliari – una richiesta ufficiale affinché vengano adottate tutte le misure necessarie a impedire che tale carico lasci il porto, il 26 Marzo. La richiesta si fonda sugli obblighi derivanti dal diritto internazionale, dalla Convenzione sul Genocidio e dalla legge 185/90, che impongono allo Stato italiano e alle sue articolazioni territoriali il dovere di prevenire il transito di materiali suscettibili di impiego nella commissione di crimini internazionali. Le Autorità portuali sono state altresì sollecitate a: * disporre l'ispezione approfondita dei container; * procedere al blocco cautelare della nave; * accertare il destinatario finale effettivo del carico; * garantire piena trasparenza sugli esiti delle verifiche. BDS vigilerà affinché le istituzioni competenti adempiano agli obblighi giuridici che incombono, nel rispetto dei principi fondamentali dell'ordinamento nazionale e internazionale. Il porto di Cagliari non può divenire complice del genocidio in corso a Gaza. Nessun porto per il genocidio. #noharbourforgenocide #blocktheboat #StopArmiIsraele #BDSItalia
Tutti gli eventi della Israeli Apartheid Week 2026
La Settimana internazionale contro l'apartheid israeliana (Israeli Apartheid Week - IAW) è uno strumento di mobilitazione della società civile a livello globale a sostegno della lotta di liberazione palestinese contro il regime pluridecennale di colonialismo d’insediamento e apartheid di Israele. Serve a sensibilizzare l'opinione pubblica sull'apartheid israeliana e a mobilitare il sostegno alle campagne strategiche del movimento di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS). L’obiettivo è di porre fine alla complicità internazionale con questo sistema di oppressione come contributo significativo al suo smantellamento.  Ecco un elenco degli appuntamenti in Italia giorno per giorno (in costante aggiornamento) BOLOGNA 18 marzo  ore 20-22 Call to action per una Palestina libera Centro sociale della Pace - Via del Pratello 53 Una serata di musica per conoscere il movimento BDS e attivarsi nelle sue campagne. Con Agrimanto, Chiara Pancaldi, Valentina Turrini, Tati Valle, Reda Zina Organizzato da BDS Bologna   BOLOGNA 21 marzo ore 18-21 Dare Futuro: da Gaza all'Università di Bologna Sala Centofiori, via Gorki 16   Interventi di Mariateresa Veltri UNIBO, Antonio Violante UNIMI, Federico Zanettin UNIVE e BDS Bologna A seguire concerto con Giancarlo Gregori e il Cabaret Social Coro, Paolo Buconi e Dirty Workers Il ricavato dell'evento sarà devoluto a sostenere l'accoglienza di studenti e studentesse universitari provenienti da Gaza. Organizzato da Assopace Palestina Bologna BERGAMO  22 marzo  ore 17-20,30 Palestina: vivere sotto il colonialismo di insediamento e il regime di apartheid israeliani Centro Ricreativo Pignol (CRP), Via Santa Elisabetta, 11 Con Dalia Ismail, giornalista indipendente palestinese e Eyas Awad, Associazione Amicizia Bergamo Palestina A conclusione buffet palestinese Organizzato da BDS Bergamo MILANO 23 marzo  ore 19,00-21,30 Cinema Beltrade Via Oxilia, 10 Proieizione del film "FROM GROUND ZERO" Con Assopace Palestina Organizzato da BDS Milano MILANO  24 marzo   ore 18-20 Antisemitismo e Antisionismo: una confusione strumentale ChiamaMilano, Via Laghetto 2 Con Moni Ovadia (da remoto), Ugo Giannangeli (Avvocato, Esperto di Diritto Internazionale), Mahmoud Hannoun (API), Daniel (Tikkun - Diaspora ebraica decoloniale), Wieland (Jüdische Stimme), Clara (Tsedek! - Collectif juif décolonial) Organizzato da BDS Milano BOLOGNA  25 marzo  ore 18,00 - 20,00 Criminalizzazione del dissenso - DDL antisemitismo e libertà accademica Aula 12, Piazza Scaravilli 2 – Università di Bologna Con Paolo Gaibazzi, antropologo e membro del Coordinamento Docenti Unibo per la Palestina Fausto Gianelli, avvocato e coordinatore provinciale dei Giuristi Democratici di Modena Amedeo Rossi, ricercatore indipendente, collaboratore del sito Zeitun info e che presenta il suo libro "Antisionismo e antisemitismo. Usi e abusi" Organizzato da BDS Bologna GRASSINA (FI)  25 marzo  18,30-21 Repressione e solidarietà con la Palestina, un fatto politico Casa del Popolo di Grassina Con Dario Rossi, avvocato di Mohammad Hannoun, Progetto CASA (Comunità Agricola Solidarietà Attiva) di Mondeggi Bene Comune, collettivo di Fabbrica ex GKN SPLAI Nodo fiorentino a seguire CENA SOLIDALE a cura della Brigada alimentare GKN Organizzato da BDS Firenze e dintorni RAVENNA  26 marzo  ore 17,30-20 DDL Antisemitismo e repressione del dissenso Sala Ragazzini, Largo Firenze con Amedeo Rossi che presenta il suo libro "Antisionismo e antisemitismo. Usi e abusi" e Andrea Maestri, avvocato e membro dei GAP Organizzato da BDS Ravenna MILANO  26 marzo  ore 20,30-22,30 Via Quinto Romano 17 Proiezione del docufilm "Il battito della terra" ("The heartbeat of the land") e presentazione del "Popular Art Centre Palestina" con l’Associazione Revdar Organizzato da BDS Milano MILANO  27 marzo  ore 20,30-22,30 Boicottare Israele Exalge APS, via Francesco Ferrucci 5 Nel 2005 nasce, per iniziativa di oltre 170 realtà palestinesi, il movimento internazionale Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni (BDS), che in questi 20 anni ha ottenuto notevoli successi e che sta crescendo molto. Con l’aiuto di un gioco, scopriamo come funziona e come aderire. Con Maria Rosaria Angileri e Alessandra Cangemi, attiviste di BDS Milano Organizzato da BDS Milano BERGAMO  22 marzo  ore 17-20,30 Palestina: vivere sotto il colonialismo di insediamento e il regime di apartheid israeliani Centro Ricreativo Pignol (CRP), Via Santa Elisabetta, 11 Con Dalia Ismail, giornalista indipendente palestinese e Eyas Awad, Associazione Amicizia Bergamo Palestina A conclusione buffet palestinese Organizzato da BDS Bergamo NAPOLI 30 marzo ore 18 Da Israele all'Italia: la violazione dei diritti dei Palestinesi attraverso l'apartheid Centro di Alimentazione Consapevole (SPLAI) co-organizzatore / Centro Culturale Handala Ali in supporto   Incontro di approfondimento su come l'apartheid agisce in Israele e sul tema del doppio standard che, attraverso la repressione colpisce anche in Italia le persone e le comunità palestinesi con DALIA ISMAHIL, giornalista ed attivista.   Organizzato da BDS Napoli  
Dossier di approfondimento
Profilo dell’azienda Aggiornato marzo 2026 Teva Pharmaceutical Industries Ltd è una multinazionale con sede in Israele. Opera nel settore biofarmaceutico dal 1901 ed è tra le venti aziende farmaceutiche più redditizie al mondo (1). Presente in 57 paesi, è considerata il leader globale nella produzione e commercializzazione di farmaci equivalenti (anche detti generici). Sviluppa inoltre farmaci specialistici nei settori dell’immunologia, dell’immuno-oncologia e delle patologie del sistema nervoso centrale (2). I bilanci indicano che il suo fatturato è salito da 14,9 miliardi di dollari nel 2022 (3) a 15,8 miliardi di dollari nel 2023 con un aumento del 7% (4), e a 16,5 miliardi di dollari nel 2024 con un aumento del 6% (5). Nel 2025 le vendite, trascinate dall’immissione sul mercato dei marchi innovativi Austedo, Ajovy, Uzedy, ammontano a 17,3 miliardi di dollari con un incremento del 4%. Il 2025 si conferma come il terzo anno consecutivo di crescita (6).
Dossier di approfondimento
ABSTRACT Teva Pharmaceutical è un’azienda multinazionale nata in Israele, leader nella produzione di farmaci generici. Il nuovo dossier, aggiornato al 10 marzo 2026, presenta dati approfonditi e recenti sulla complicità attiva dell'azienda con il regime israeliano. Teva trae vantaggi dal regime di occupazione israeliano nei Territori Palestinesi Occupati (TPO): grazie al Protocollo di Parigi del 1994, il regime controlla frontiere, dogane e commercio, impedendo l'importazione nei TPO di farmaci a basso costo da paesi terzi, e permettendo invece accesso senza dazi o checkpoint ai farmaci in vendita sul mercato israeliano, tra i quali i prodotti Teva hanno una posizione importante. Inoltre, Teva sostiene attivamente l'esercito israeliano (IDF) con donazioni e con programmi di sostegno psicologico ai soldati dell'IDF, come "Support the Soul" e "Thank Israeli Soldiers", senza mai condannare il genocidio e le violazioni dei diritti umani compiute dai soldati a Gaza e altrove. Per questo la Campagna "TEVA? No grazie!" di BDS Italia e Sanitari per Gaza (parte della Global Teva Coalition organizzata da BDS e People's Health Movement) invita cittadini, lavoratori delle professioni sanitarie e istituzioni locali, a cercare alternative all'acquisto di prodotti Teva, quando é possibile farlo senza ledere il diritto alla salute dei pazienti; e di continuare a farlo finché l'azienda sosterrà il regime israeliano.   Profilo dell’azienda Aggiornato marzo 2026 Teva Pharmaceutical Industries Ltd è una multinazionale con sede in Israele. Opera nel settore biofarmaceutico dal 1901 ed è tra le venti aziende farmaceutiche più redditizie al mondo (1). Presente in 57 paesi, è considerata il leader globale nella produzione e commercializzazione di farmaci equivalenti (anche detti generici). Sviluppa inoltre farmaci specialistici nei settori dell’immunologia, dell’immuno-oncologia e delle patologie del sistema nervoso centrale (2). I bilanci indicano che il suo fatturato è salito da 14,9 miliardi di dollari nel 2022 (3) a 15,8 miliardi di dollari nel 2023 con un aumento del 7% (4), e a 16,5 miliardi di dollari nel 2024 con un aumento del 6% (5). Nel 2025 le vendite, trascinate dall’immissione sul mercato dei marchi innovativi Austedo, Ajovy, Uzedy, ammontano a 17,3 miliardi di dollari con un incremento del 4%. Il 2025 si conferma come il terzo anno consecutivo di crescita (6).
Non si affitta al genocidio
Il movimento BDS lancia due nuove petizioni per il turismo etico Hai una struttura ricettiva? Impegnati  affinchè il tuo B&B sia un’Oasi di pace. Sei un viaggiatore? Impegnati per evitare di prenotare dalle piattaforme Booking.com e AirBnB  I palestinesi si rivolgono alle aziende del settore alberghiero e ai turisti di tutto il mondo perchè chiedano che Israele sia chiamato a rispondere del genocidio a Gaza. Dal lancio della nostra campagna No Room for Genocide (Non si affitta al genocidio), si sono unite a noi tante piccole aziende del settore dell'ospitalità e del turismo etico, organizzazioni di base e persone responsabili in tutto il mondo. Stanno facendo pressione sui rispettivi governi affinché rispettino i loro obblighi legali e garantiscano che a coloro che sono stati coinvolti in crimini di guerra, apartheid e genocidio contro i palestinesi sia negato un rifugio sicuro nei loro territori.  Il movimento BDS ha appena lanciato due nuovi strumenti per rafforzare questa campagna. GESTISCI UN HOTEL, UN B&B, UN TREKKING O UN CAFFÈ, ECC? Ora anche tu puoi fare la tua parte, unendoti alle aziende del settore alberghiero e alle comunità locali e di vicinato per garantire che criminali di guerra e persone coinvolte in  genocidi non vengano ospitati: firma l’impegno a essere un’Oasi di Pace e unisciti alle sempre più numerose  aziende che stanno prendendo posizione in tutto il mondo.  FIRMA l’impegno per rendere la tua struttura un’Oasi di pace    QUANDO VIAGGI UTILIZZI BOOKING.COM E AIRBNB? Sapevi che queste piattaforme propongono affitti in strutture ricettive nelle colonie israeliane costruite illegalmente su terre rubate ai palestinesi? Questo è un crimine di guerra secondo il diritto internazionale. Partecipa alla campagna BDS per fare pressione su entrambe le piattaforme affinché pongano fine alla loro complicità, firma l'impegno dichiarando che sei un viaggiatore che mette l’etica al primo posto.  Firma l’impegno a non utilizzare Booking.com e AirBnB   Come turista che pone l’etica alla base delle proprie scelte, considero il viaggio uno strumento per esplorare luoghi e contribuire positivamente agli scambi culturali. I crimini di guerra, l'apartheid e il genocidio non hanno nulla a che vedere con questo. È risaputo che Booking.com e Airbnb traggono profitto dall'apartheid e dalla pulizia etnica di Israele nei confronti delle comunità palestinesi, offrendo soggiorni in proprietà costruite nelle colonie illegali su terre rubate ai palestinesi. Rifiuto che questa forma di complicità con tali crimini faccia parte della mia esperienza di viaggio. Inoltre, nessuna di queste piattaforme ha istituito processi di due diligence per garantire che non vengano forniti servizi e ospitalità a criminali di guerra o a persone coinvolte nel genocidio. Booking.com, anzi, censura e applica ritorsioni alle strutture ricettive che esprimono solidarietà con i diritti dei palestinesi. Secondo le Nazioni Unite e le principali organizzazioni per i diritti umani (quali Amnesty International e Human Rights Watch), entrambe le piattaforme sono implicate nelle colonie illegali israeliane. Booking.com e Airbnb sono anche responsabili della gentrificazione di molti quartieri urbani, dell'ipercommercializzazione del turismo e dello sfruttamento delle strutture locali (B&B, hotel, case vacanza, ecc.). Con questa firma, mi impegno a non effettuare le mie prenotazioni tramite queste piattaforme finché non porranno fine alla loro complicità con l'apartheid e i crimini di guerra di Israele e a utilizzare piattaforme alternative o prenotare direttamente presso le proprietà ove possibile.   CONTESTO E INFORMAZIONI SULLA CAMPAGNA “NO ROOM FOR GENOCIDE Dal lancio della campagna di turismo etico No Room for Genocide (Non si affitta al genocidio) nel luglio 2025, il movimento BDS ha invitato i suoi partner, alleati e sostenitori in tutto il mondo a fare pressione sugli Stati affinché rispettino il loro obbligo di perseguire sul proprio territorio chi è coinvolto/a in crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio contro i palestinesi. Questo rientra nella responsabilità legale che, ai sensi del diritto internazionale, gli Stati hanno nel porre fine alla complicità e affermare il dovere di Israele di rispondere per il genocidio, l'apartheid e l'occupazione illegale della Palestina. Il lancio di questa campagna ha visto grandi mobilitazioni in tutto il mondo per fare in modo che i criminali di guerra siano chiamati a rispondere delle loro azioni e per costruire un consenso popolare intorno ai messaggi "Ban War Criminals" (No ai criminali di guerra) e "No Room for Genocide" (Non si affitta al genocidio). La campagna lavora su due piani: spingere gli Stati a modificare le politiche di ingresso nel paese (ad esempio imponendo un visto come fatto dalla Colombia in seguito al genocidio di Gaza) e fare pressione su aziende come Booking e Airbnb affinché pongano fine alla loro complicità nell'apartheid, nella pulizia etnica e nei crimini di guerra di Israele. A tal fine, stiamo mobilitando sostenitori e gruppi solidali in tutto il mondo, nonché proprietari di strutture ricettive che hanno preso o intendono prendere posizione contro il genocidio, l'apartheid e l'occupazione illegale di Israele. Scarica il nostro kit di strumenti per la campagna qui. Con questa petizione, invitiamo i singoli sostenitori e chi desidera viaggiare in modo etico a impegnarsi, quando possibile, a non effettuare prenotazioni di alloggi tramite Booking.com e Airbnb, poiché entrambe le piattaforme sono complici nell'apartheid, nella pulizia etnica e nei crimini di guerra di Israele contro le comunità palestinesi. Sui loro siti elencano strutture ricettive costruite nelle colonie illegali su terre palestinesi rubate, un crimine di guerra, come se fossero proprietà israeliane. Booking.com controlla il testo fornito per ogni annuncio immobiliare e censura attivamente le espressioni di sostegno ai diritti umani, in particolare ai diritti dei palestinesi. Inoltre, nessuna delle due società ha messo in atto processi di due diligence per garantire che le loro piattaforme non forniscano servizi e rifugio sicuro a criminali di guerra e a persone coinvolte in genocidio. Con questo impegno puoi aggiungere il tuo nome alla crescente pressione su queste aziende per porre fine alla loro complicità. Condividete i nostri due nuovi strumenti per il turismo etico.
Guerra US-Israele contro Iran: siamo contro la legge del più forte
AGGRESSIONE DI GUERRA ISRAELO-STATUNITENSE CONTRO L'IRAN: È ORA CHE LA MAGGIORANZA GLOBALE SI OPPONGA ALL'ORDINE DELLA LEGGE DEL PIÙ FORTE Nel condurre una guerra di aggressione spietata e criminale contro il popolo iraniano, l'asse genocida israelo-statunitense sta intensificando il suo tentativo di imporre il nuovo ordine della “legge del più forte” che minaccia l'umanità intera. Dato lo status senza precedenti di Israele come Stato più canaglia del mondo, per il genocidio di Gaza in diretta streaming, questa guerra va inquadrata come un tentativo disperato di riabilitare Israele, un regime di colonialismo, apartheid e genocidio, da parte dell'Occidente coloniale, guidato dall'imperatore autoproclamato degli Stati Uniti. Il massacro di almeno 165 studentesse iraniane e dei loro insegnanti, in gran parte ignorato o edulcorato dai media occidentali col loro tipico razzismo e la disumanizzazione nei confronti delle persone di colore, mette a nudo i veri obiettivi di questa aggressione da parte di due potenze nucleari canaglia. Israele, sostenuto dal regime di Trump, vuole dividere l'Iran e distruggere la coesione e la resilienza del suo popolo, come ha fatto in Iraq, Libano e Siria, tra gli altri Stati che ha preso di mira nella regione. L'intero spettro politico sionista israeliano, sostenuto da potenti gruppi sionisti ebraici e cristiani di estrema destra statunitensi, sta ora spingendo per una “Grande Israele” che comprenderebbe parti dell'Egitto, della Giordania, dell'Iraq e dell'Arabia Saudita, non solo la Palestina, il Libano e la Siria.
VOGLIAMO UN’ALTRA MUSICA!
Il Festival di Sanremo non è soltanto un concorso canoro, ma rappresenta uno dei più importanti eventi mediatici italiani che oltre a influenzare in modo significativo il mercato musicale nazionale  esprime anche il concorrente per l’Italia all’Eurovision Song Contest, manifestazione che ogni anno registra milioni di spettatori. I messaggi veicolati da questi due eventi esercitano un’influenza molto significativa sull’opinione pubblica, come dimostrato dall’edizione dello scorso anno, quando il cantante in gara Ghali fu pesantemente censurato attraverso un comunicato dell’allora Direttore Generale Gianpaolo Rossi letto in diretta dalla conduttrice di Domenica In, per aver espresso solidarietà al popolo palestinese vittima di un genocidio ancora in corso. Anche quest’anno, in seguito alla recente dichiarazione di Levante, che ha affermato che in caso di vittoria al Festival di Sanremo non parteciperebbe all’Eurovision Song Contest 2026 in segno di protesta per la presenza in gara di Israele, la Rai ha reso noto tramite un proprio comunicato di voler avviare una verifica preventiva sulle disponibilità degli artisti in gara, al fine di ottenere in anticipo un quadro complessivo delle loro intenzioni. L'obiettivo, come dichiarato da Claudio Fasulo, vicedirettore della Direzione Intrattenimento Prime Time della Rai, è rendere la decisione "vincolante per non perdere tempo". Questo atteggiamento censorio è inaccettabile. È evidente che indicare in anticipo la propria intenzione di partecipare o meno all’Eurovision, per ragioni di natura etica e morale, può essere un’interferenza grave nei meccanismi di valutazione degli artisti durante il Festival e sottopone i concorrenti a un vero e proprio ricatto. Come artisti, attivisti e lavoratori dello spettacolo pretendiamo che venga garantito un clima di rispetto, trasparenza e indipendenza, e che cessi immediatamente qualsiasi forma di pressione indebita. Facciamo appello a tutte le realtà cittadine, sociali e politiche per esprimere con forza la nostra opposizione a questa governance RAI e lanciamo una mobilitazione nazionale che tenga i riflettori accesi sulla Palestina durante la settimana del Festival di Sanremo. Rivendichiamo, in quanto cittadini, il diritto alla libera espressione, anche e soprattutto nei contesti di esibizione pubblica, dove l’atto performativo è per sua natura attraversato e informato da pensiero politico, nel rispetto dei valori democratici e pluralisti che la Rai e il Festival stesso dovrebbero garantire. Ribadiamo la nostra ferma opposizione all’operazione di art-washing da parte del Governo di Israele attraverso la partecipazione all’Eurovision Song Contest, e contestiamo l’appoggio di questa manovra da parte del Governo e della RAI. LISTA ADESIONI MOBILITAZIONE RAI BDS ITALIA USB RETE NO BAVAGLIO ARTISTS FOR PALESTINE VENICE FOR PALESTINE GLOBAL MOVEMENT TO GAZA MOVIMENTO STUDENTI PALESTINESI ITALIANI VOCI PER LA PALESTINA ULTIMA GENERAZIONE VIVA VIVA PALESTINA THOUSAND MADLEEN LIBERE CITTADINE PER LA PALESTINA ARCI ROMA XR ROMA NESSUN TEATRO ITALIANO E' COMPLICE DI GENOCIDIO    LISTA PRESIDI  Roma -  sede Rai di via Asiago 10;  18:30 del 25/2 Napoli - sede Rai di via marconi 9; 18:30 del 25/2 Milano - sede Rai di corso Sempione 27; ore 18:30 del 25/2 Torino - sede Rai di via Verdi 16; 18:30 del 24/2 Firenze - piazza Duomo (dietro il cupolone); ore 17 del 25/2 Bologna – SEDE RAI VIALE DELLA FIERA 13; ORE 17:30 DEL 26/2
February 25, 2026
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