BDS Italia con Francesca!
Da giovedì 28 maggio Francesca Albanese è stata nuovamente inserita nella lista
nera americana. La Corte d'Appello ha infatti accolto la richiesta di
sospensione urgente presentata dall'amministrazione Trump, bloccando così il
provvedimento del tribunale di primo grado che aveva eliminato le sanzioni
contro la Relatrice ONU per violazione dei diritti di libertà d'espressione. Il
Dipartimento del Tesoro ha pertanto reintegrato le misure restrittive con una
rapidità straordinaria, dimostrando la linea intransigente di Washington e il
congelamento immediato dei beni finanziari della funzionaria internazionale.
BDS Italia esprime la sua profonda stima e il proprio sostegno incondizionato
alla Relatrice ONU Francesca Albanese, vittima, per la seconda volta, di un
sistema coercitivo che viola il suo diritto di libertà di parola e le impone
sanzioni discriminatorie tramite OFAC, l’ufficio per il controllo dei beni
esteri del Tesoro statunitense.
Il caso di Francesca Albanese sta inoltre dimostrando che, oggi, nemmeno la
finanza etica è tale fino in fondo, perché costretta dalle prescrizioni delle
principali centrali operative politiche del pianeta a definire i propri
perimetri sui diversi fronti.
Mentre l'Europa ufficiale è rimasta a guardare, solo il premier spagnolo Pedro
Sánchez, in una lettera indirizzata a Ursula von der Leyen, ha invocato una
manovra diplomatica d'emergenza: l'attivazione del cosiddetto "Statuto di
blocco" (Regolamento CE n. 2271/1996). E lo ha chiesto come scudo per i diritti
umani non solo per Francesca Albanese, ma per denunciare un attacco sistemico
alla giustizia internazionale, che coinvolgeva anche undici giudici e
procuratori della Corte Penale Internazionale.
L'Europa ha manifestato un’assenza ingombrante e l'Italia continua a brillare
per la sua ignavia. Nonostante Francesca Albanese sia una cittadina italiana, il
governo Meloni ha scelto la strada del silenzio assordante e nessuna autorità ha
intrapreso iniziative pubbliche contro il blocco dei suoi conti.
Questa mancanza di tutela diplomatica verso una propria cittadina impegnata in
un mandato ONU è un vulnus senza precedenti. La diplomazia italiana ed europea
sembrano aver abdicato al proprio ruolo, preferendo non indispettire Washington
piuttosto che difendere il principio di legalità internazionale.
Chiediamo con forza che la Presidenza del Consiglio si muova in tutte le sedi
istituzionali al fine di tutelare i diritti e la dignità di una cittadina
italiana, gravemente danneggiata dall’arroganza del governo USA.
E auspichiamo la creazione di un sistema finanziario non più sottoposto ai
colossi di oltre Atlantico e al potere geo-finanziario di Washington, oggi
utilizzato in modo discrezionale contro chi è ritenuto scomodo per le proprie
politiche.
L'esecutivo italiano ha a disposizione diverse azioni pratiche di natura
diplomatica, legale e politica per tutelare una propria cittadina e funzionaria
ONU.
1. Canali diplomatici bilaterali e multilaterali
Negoziato diretto con gli USA: il Ministero degli Affari Esteri può avviare
interlocuzioni diplomatiche formali con il Dipartimento di Stato americano per
richiedere l'esclusione di Albanese dalla SDN List dell’OFAC.
Azione coordinata in sede UE: l'Italia può farsi promotrice di un'azione comune
a livello di Unione Europea. L'UE dispone del cosiddetto "Regolamento di Blocco"
(Blocking Statute), uno strumento giuridico nato proprio per contrastare gli
effetti extraterritoriali delle sanzioni statunitensi e proteggere i cittadini e
le imprese europee.
Asse con le Nazioni Unite: il governo può supportare ufficialmente le
interlocuzioni già avviate dall'ONU, chiedendo il rispetto delle tutele e delle
immunità funzionali legate al mandato di Relatrice Speciale.
2. Strumenti finanziari e di supporto tecnico-legale
Istituzione di un canale bancario protetto: il Ministero dell'Economia e delle
Finanze (MEF), d'intesa con la Banca d'Italia, potrebbe esaminare deroghe
straordinarie per motivi umanitari o di sussistenza. Questo permetterebbe a un
istituto nazionale di aprirle un conto corrente tecnico per ricevere lo
stipendio, isolando l'operatività dai circuiti in dollari per evitare sanzioni
secondarie.
Supporto legale e amicus curiae: lo Stato italiano può intervenire
indirettamente nei ricorsi legali ancora pendenti negli Stati Uniti. Può
presentare una memoria scritta (amicus curiae) a sostegno delle tesi dei legali
di Albanese, attestando la violazione dei diritti fondamentali della propria
cittadina.
3. Azioni politiche e di protezione istituzionale
Rilascio del passaporto diplomatico: il governo può garantire la massima
protezione nei viaggi istituzionali emettendo o rinnovando passaporti
diplomatici o di servizio, agevolando la sua mobilità internazionale laddove
possibile.
Tutela consolare attiva: garantire una costante assistenza tramite l'Ambasciata
italiana a Washington, monitorando ogni fase del procedimento giudiziario
americano.
Presa di posizione pubblica: il superamento dell'attuale linea di riservatezza
attraverso dichiarazioni ufficiali di solidarietà istituzionale aumenterebbe la
pressione politica internazionale sull'amministrazione statunitense.