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Auguriamo a tutti un felice 4 aprile!
Rêber Apo ha creato grandi valori per tutti i popoli e per l’umanità, in particolare per il popolo curdo e per le donne, e attraverso questi valori ha iscritto il suo nome nella nobile storia dell’umanità.Ha risollevato il popolo curdo, la cui esistenza era stata negata e che è stato sottoposto a un genocidio, donandogli consapevolezza, spirito e identità, e trasformandolo in un popolo la cui esistenza non può più essere negata. Questo risultato, naturalmente, è stato raggiunto attraverso grandi sforzi, lavoro e impegno. Rêber Apo ha ottenuto questi traguardi lavorando, faticando, creando e lottando nelle condizioni più difficili e in un ambiente privo di risorse. Ha dedicato ogni minuto della sua intera vita a questa causa. Persino durante i 27 anni di prigionia a Imrali, ha mantenuto lo stesso approccio. In tal modo, ha sventato la più grande cospirazione della storia e la più dura condanna al carcere che gli fosse mai stata inflitta. Grazie al profondo sviluppo che ha raggiunto in ambito storico, sociale e intellettuale, è riuscito a coltivare la mentalità di un essere umano libero anche nelle più dure condizioni di prigionia della storia. Ha sviluppato un nuovo pensiero e un nuovo paradigma che libereranno l’umanità. Il popolo curdo ha sperimentato una nuova illuminazione attraverso la nuova ideologia e il nuovo paradigma sviluppati da Rêber Apo. Grazie a questa illuminazione a livello di coscienza e ideologia, il popolo curdo è diventato un popolo rispettato in tutto il mondo, traendo forza dal proprio dinamismo e la cui lotta funge da esempio. Questa è senza dubbio la posizione più onorevole e stimata per un popolo. Per questo motivo, il popolo curdo considera Rêber Apo come il proprio leader, ritiene la sua esistenza e la sua libertà come proprie e lo nutre un grande affetto. In particolare, le donne nutrono una profonda passione, amore e devozione per la lotta di Rêber Apo. Perché Rêber Apo ha fatto più per le donne di quanto abbiano fatto tutti gli altri leader della storia. Rêber Apo ha rifiutato l’ordine patriarcale esistente e ha adottato la libertà delle donne come principio fondamentale di vita. Ha posto agli uomini il compito di riconsiderare radicalmente se stessi, di mettere in discussione le proprie posizioni e di intraprendere una profonda trasformazione e un cambiamento basati sulla libertà delle donne. Per questo motivo, le donne vedono Rêber Apo come una figura molto vicina a loro e considerano la sua libertà come la propria. Rêber Apo ha reso un grande servizio a tutti i popoli e all’umanità attraverso il paradigma democratico, ecologico e di liberazione delle donne che ha sviluppato. Ha criticato il nazionalismo, il sessismo, il tribalismo e il settarismo, e ha fatto della convivenza paritaria dei popoli il suo principio guida. Egli ha considerato e adottato l’internazionalismo come il principio più fondamentale. Sviluppando i concetti di modernità democratica e di nazione democratica in opposizione allo Stato e alla mentalità di potenza, ha trovato una soluzione alla millenaria ricerca dell’umanità di una vita democratica e libera. Oggi in un periodo in cui la terza guerra mondiale si intensifica, Rêber Apo lancia l’«Appello per la pace e la società democratica» proponendo un nuovo modello di soluzione alternativo per l’umanità. Con questo appello storico e il nuovo manifesto che ha elaborato, ha aperto la strada a una convivenza pacifica tra i popoli attraverso un approccio di integrazione democratica, in opposizione alle politiche bellicose delle potenze egemoniche che contrappongono i popoli gli uni agli altri. Questo appello storico, lanciato da Rêber Apo, è stato accolto con favore dai popoli e dalle forze democratiche rivoluzionarie, in particolare dal popolo curdo e dalle donne. È assolutamente evidente che il successo di questo processo porterà grandi benefici al popolo curdo, alle donne, ai popoli e all’umanità intera. Ancora una volta, celebriamo il 4 aprile, compleanno di Rêber Apo, che riveste grande importanza per il nostro popolo, per le donne, per i popoli e per l’umanità, e invitiamo tutti a celebrare il 4 aprile con entusiasmo piantando alberi, come proposto da Rêber Apo. Co-presidenza del Consiglio esecutivo della KCK
April 3, 2026
UIKI ONLUS
Abdullah Öcalan: Il problema principale che stiamo cercando di risolvere non dovrebbe essere affrontato in modo ristretto
Il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan, che ha incontrato la delegazione di Imrali, ha avvertito che “il problema principale che stiamo cercando di risolvere non dovrebbe essere affrontato in modo ristretto”, sottolineando che “basiamo il nostro approccio su una soluzione incentrata sull’asse Anatolia-Mesopotamia”. La delegazione di Imrali del Partito per la democrazia e l’uguaglianza dei popoli (DEM) ha rilasciato una dichiarazione in merito all’incontro con il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan, avvenuto il 27 marzo. La dichiarazione contiene messaggi importanti. La dichiarazione recita: Il 27 marzo 2026, nell’ambito dei nostri colloqui in corso con il signor Abdullah Öcalan, abbiamo tenuto un incontro sull’isola di Imralı. Nel corso delle discussioni è emerso chiaramente che il processo ha raggiunto una soglia importante. A questo punto, è stato sottolineato che il percorso verso una soluzione è una questione complessa che deve essere valutata insieme alle sue dimensioni di negoziazione, volontà democratica e responsabilità storica. È stato sottolineato il dovere e la responsabilità storici assunti dalla Grande assemblea nazionale turca in questo processo; è stato affermato che a seguito della relazione della commissione, il lavoro da svolgere dovrebbe essere dotato di un quadro giuridico inclusivo e completo, senza essere dilazionato nel tempo, aspetto di vitale importanza. Dalle nostre valutazioni come delegazione è emersa una visione comune secondo cui mantenere aperti i canali di dialogo e rafforzare la politica democratica sono necessari per non perdere le opportunità storiche e affinché si concretizzi una reale volontà di soluzione. È stato ribadito ancora una volta che una società democratica è la garanzia del futuro per tutti i popoli e le fedi che vivono in Turchia. Crediamo che chiunque comprenda correttamente questo processo e lo affronti con responsabilità ne trarrà beneficio non solo nel presente, ma anche per il nostro futuro comune. La valutazione del signor Öcalan durante l’incontro può essere riassunta come segue: “Il problema principale che stiamo cercando di risolvere non dovrebbe essere affrontato in modo ristretto. Ci sono profondi piani egemonici per il Medio Oriente. Se da un lato si sono verificati alcuni sviluppi positivi, dall’altro, accanto alla dolorosa situazione in Siria, dall’altro ora anche la guerra con l’Iran è all’ordine del giorno. Nella guerra con l’Iran sono emerse tre linee: la prima è quella tra Stati Uniti e Israele; la seconda è quella guidata dal Regno Unito e da alcune forze internazionali e regionali volta a preservare lo status quo; e la terza è quella della democrazia e della coesistenza, che difendiamo attraverso il Processo di pace e società democratica che abbiamo sviluppato. Gli sviluppi in Iran hanno dimostrato ancora una volta la legittimità e l’importanza del processo in corso in Turchia. Il nostro approccio si basa su una soluzione incentrata sull’asse Anatolia-Mesopotamia. Il rapporto tra Anatolia e Mesopotamia ha profonde radici storiche. Il primo grande trattato di pace della storia è stato il Trattato di Kadesh tra Ittiti ed Egizi. Quattromila anni di storia politica in Medio Oriente hanno dimostrato che la sicurezza dell’Anatolia passa attraverso il Medio Oriente e la Mesopotamia. L’integrazione democratica esprime la partecipazione della cultura mesopotamica come entità democratica. Non abbiamo problemi con la Repubblica. Il vero problema è che la Repubblica non è democratica. La democrazia è l’unica soluzione che rafforzerà la Repubblica. Denunciare gli errori, gli eccessi e le pratiche antidemocratiche di società e paesi durante i loro periodi storici non dovrebbe essere visto come qualcosa di strano, come se si toccasse qualcosa di sacro. Bisogna dire che difendere i metodi di assimilazione con una visione positivista è come costringere un paese in un vicolo cieco. Come ho affermato nella mia telefonata del 27 febbraio, il periodo della lotta armata è terminato. Non c’è più alcuna possibilità di tornare indietro. Il processo che stiamo vivendo è una transizione verso la pace con la Repubblica Democratica. Quando il processo auspicato avrà successo, la Repubblica sarà due volte più forte. Quella che chiamiamo società democratica si basa in gran parte su una soluzione di questo tipo. Dobbiamo sviluppare una comprensione del comunitarismo e della cittadinanza che regoli in modo positivo il rapporto tra i curdi e lo Stato. Anche lo Stato deve accertarsi che non vi siano attività distruttive o minacce alla sicurezza. La partecipazione alla Repubblica deve avvenire nel rispetto dell’identità, della libertà di espressione e di pensiero, della libertà di associazione e della libertà delle donne. Questi sono ambiti di libertà validi non solo per i curdi, ma per tutti. A questo punto, ritengo importante raggiungere l’intero pubblico attraverso i canali appropriati, affinché le mie idee in merito al processo siano comprese correttamente. La soluzione per l’integrazione democratica si basa su un approccio centrato sulla società. Una soluzione incentrata sulla società richiede la democratizzazione olistica e collettiva delle strutture sociali. Delegazione Imrali del Partito DEM 31 marzo 2026
March 31, 2026
UIKI ONLUS
Abdullah Öcalan: È nelle nostre mani trasformare quest’anno in un anno di vera libertà per tutti i popoli
In occasione del Newroz, il capodanno curdo, il leader curdo Abdullah Öcalan ha inviato un messaggio ai festeggiamenti ad Amed (Diyarbakır). Il messaggio, letto da Veysi Aktaş, ex prigioniero politico sull’isola di İmralı, recita quanto segue: “L’epopea del Newroz è stata celebrata per millenni dai popoli del Medio Oriente come festa di resurrezione, resistenza e primavera. Il Newroz ha ravvivato lo spirito di resistenza e ispirato la rinascita dei nostri popoli.” I simboli e le figure del Newroz riflettono lo spirito di questa regione. Dehaq è il simbolo di un sistema statale. I serpenti sulle sue spalle, che divorano il cervello di due giovani ogni giorno, incarnano la brutalità dello stato assiro, mentre Kawa il fabbro rappresenta la resistenza contro l’oppressione. Le guerre religiose, settarie e culturali che da mille anni infuriano in Medio Oriente rappresentano il colpo più duro inferto alla cultura della convivenza tra i suoi popoli. Ogni identità e ogni credo, nel tentativo di affermarsi, si chiude in se stessa e demonizza le altre, non fa che approfondire la frattura tra i nostri popoli. I nostri valori e la nostra cultura condivisi vengono ignorati e le nostre differenze trasformate in pretesto di guerra. L’odierna insistenza nel perpetuare politiche obsolete nella regione ha portato al disastro. Le divisioni create da politiche di repressione, negazione e ostilità, soprattutto in Medio Oriente, vengono utilizzate come pretesti per interventi imperialisti. Mentre in Europa tre secoli di guerre religiose e settarie si sono conclusi con la Pace di Vestfalia del 1648, in Medio Oriente il protrarsi di questi conflitti ha causato profonde tragedie per i nostri popoli. Ma possiamo permettere che culture e credenze coesistano di nuovo. È in nostro potere trasformare la guerra e il caos che si stanno creando in Medio Oriente in una fonte di libertà per i popoli. Possiamo invertire la rotta delle tragedie che ci stanno colpendo e creare un clima di libertà. Oggi, le pagine nascoste della storia vengono alla luce e cresce la possibilità di pace tra i popoli e di costruzione di nazioni democratiche. Superando le tradizioni statali sunnite e sciite, nonché quelle nazionaliste, la libera convivenza tra i popoli diventa realtà. Oggi si apre un nuovo capitolo. Si è spalancata la strada affinché i popoli di questa regione possano convivere liberamente. Il processo che abbiamo avviato il 27 febbraio 2025 mira a ravvivare i fondamenti dell’unità nel rispetto dello spirito di Newroz. Affinché ciò accada, dobbiamo credere che culture e credenze possano coesistere, che possiamo trascendere le ristrette ideologie nazionaliste e unirci sulla base dell’integrazione democratica, e che possiamo esistere insieme. Come nella nostra storia, dobbiamo comprendere che, oggi, possiamo superare ogni forma di guerra, povertà e barbarie. Il Newroz 2026 rappresenta l’aggiornamento di questa storia in tutto il suo splendore. La storia si dispiega nel presente, offrendo l’opportunità di raggiungere una consapevolezza basata su una vera identità culturale. Il significato e la forza del Newroz stanno emergendo come una forza determinante del momento presente. Le celebrazioni del Newroz di quest’anno, e quelle degli anni a venire, rivestono un’importanza storica. Il Newroz del 2026 rinasce dalle proprie radici. Si afferma nel presente e compie un passo decisivo verso l’integrazione democratica: diventa il Newroz stesso. Come già accaduto in passato, il Newroz sta vivendo una rinascita affermando la propria influenza nel cuore del Medio Oriente. Torna a svolgere un ruolo di simbolo di integrazione democratica in tutta la regione. Questo processo di rinascita è già in atto e continuerà a svilupparsi. Finora il Newroz è stato celebrato con valori simbolici. Oggi il Newroz non rappresenta un sogno o un’utopia, ma una vita comunitaria reale e in via di sviluppo. Newroz è il giorno in cui realizziamo noi stessi, sia mentalmente che fisicamente. Al Newroz, purifichiamoci dalle relazioni e dai significati inadeguati che ci affliggono costantemente e abbracciamo la vita attraverso relazioni autentiche, una profonda consapevolezza, una nuova etica della libertà e una nuova estetica della comprensione. Mettiamo in pratica la filosofia di “Jin, Jîyan, Azadî” in tutte le nostre relazioni e raggiungiamo una vita libera. Comprendiamo che Newroz non è più semplicemente un momento di speranze, sogni o teorie, ma un momento di realizzazione. Rispondiamo a questo momento di realizzazione con piena comprensione e profonda consapevolezza. In occasione del Newroz, è nelle nostre mani trasformare quest’anno in un anno di vera libertà per tutti i popoli del Medio Oriente e consolidare la tradizione di amicizia e solidarietà tra i popoli. Ciò si può realizzare ponendo fine alle divisioni etniche e religiose e ai conflitti fratricidi, e garantendo l’unità di tutte le culture e credenze religiose sulla base della libertà e della fratellanza. In risposta al massiccio collasso sociale ed ecologico creato dalla modernità capitalista, abbiamo sviluppato la soluzione della modernità democratica, basata sulla politica democratica, sui principi ecologici e sulla liberazione delle donne, il tutto radicato nello spirito della libertà del Newroz. Non permettiamo che il Medio Oriente, culla di diverse culture, si trasformi in un campo di battaglia per mano di potenze egemoniche. Oggi, come in passato, possiamo superare insieme gli ostacoli che impediscono a questa grande cultura di esprimersi liberamente e di integrarsi sulla base della sua vera identità. Non c’è ostacolo che non possiamo superare se ci lasciamo alle spalle le malattie del nazionalismo e del settarismo e abbracciamo invece la millenaria cultura di solidarietà tra i nostri popoli. Con un tale spirito di unità, è possibile realizzare una politica democratica. Se vogliamo coronare la millenaria lotta degli oppressi, il luogo in cui farlo non è l’ambiente capitalista dell’Oriente o dell’Occidente, ma l’ambiente autenticamente libero del Medio Oriente. In queste terre, possiamo rinnovare l’integrazione democratica attraverso un autentico incontro e sulle fondamenta di una nuova umanità, fratellanza, solidarietà e amicizia. Porgo i miei migliori auguri al nostro popolo per l’Eid al-Fitr, e spero che sia un’occasione di pace e fratellanza.Il Newroz del 2026 viene celebrato, per la prima volta, dai nostri popoli con lo spirito di un processo continuo di integrazione democratica, nonché di pace e fratellanza. Abbraccio con tutto il cuore questo spirito e la volontà che esso racchiude. Spero che il Newroz, che quest’anno è diventato veramente degno di essere celebrato come un “Nuovo Giorno”, apra la strada a una marcia gloriosa negli anni a venire. Auguro la pace a tutti i nostri popoli. Vi saluto tutti con amore.   Abdullah ÖCALAN carcere di Imrali  21 marzo 2026
March 21, 2026
UIKI ONLUS
Riempiamo le piazze per celebrare il Newroz e rivendicare la libertà di Rêber Apo!
Celebriamo il Newroz 2026 nel mezzo di un processo in cui gli attuali Dehak hanno trasformato il Medio Oriente in un mare di sangue. Come nella storia, ci troviamo di fronte al compito di combattere contro gli attuali Dehak con lo spirito del Newroz e l’alleanza dei popoli. Il Newroz è un appello a lottare insieme contro questi Dehak attraverso l’alleanza dei popoli. È tempo che i popoli si uniscano nello spirito del Newroz. Sollevarsi nel giorno del Newroz – un giorno di lotta contro ogni forma di male – avvicinerà la fine dei Dehak e condurrà il Medio Oriente verso una civiltà democratica. Rêber Apo, nel suo “Appello per la pace e la società democratica” del 27 febbraio, in vista deò Newroz 2025 si è posto l’obiettivo di porre fine alle forze e alle guerre di stampo dehak in Medio Oriente. Rêber Apo auspica l’instaurazione di una politica che fermi le potenze autoritarie egemoniche internazionali e regionali, le cui politiche sono diventate un peso per la popolazione. Queste potenze, infatti, non solo non riescono a risolvere i problemi con le loro politiche, ma li aggravano ulteriormente. Le potenze dominanti in Medio Oriente si sono allontanate dalla società. Di conseguenza, si stanno indebolendo e diventando vulnerabili agli interventi esterni. L’incapacità di risolvere i problemi in Medio Oriente viene usata come pretesto per interventi esterni. Con il suo “Appello per la pace e la società democratica”, Rêber Apo cerca di porre fine a questa situazione che persiste da oltre un secolo. Il suo appello si rivolge a tutti i paesi del Medio Oriente, in particolare agli stati che cercano di mantenere i curdi sotto il loro dominio. Perché la questione curda irrisolta ha di fatto tenuto in ostaggio l’intero Medio Oriente attraverso questi paesi. Rêber Apo auspica la democratizzazione di questi paesi attraverso l’integrazione democratica basata sulla libertà curda, affinché i paesi del Medio Oriente possano essere liberati da questa catena che li opprime. L’”Appello alla pace e alla società democratica” indica la via verso la soluzione corretta per tutti i paesi. Questa è la strada che porrà fine al progetto delle potenze internazionali in Medio Oriente e renderà il Medio Oriente libero e democratico. Questa è la terza via che renderà i popoli del Medio Oriente liberi e democratici. Questa è anche la chiamata dello spirito di Newroz ai popoli. L’8 marzo, le donne, consapevoli di ciò, hanno espresso la loro richiesta di liberazione di Rêber Apo, l’artefice dell’”Appello per la pace e una società democratica”. Le donne sanno che la liberazione di Rêber Apo trasformerà l’intero Medio Oriente in una terra di sole. Perché Rêber Apo pone la libertà delle donne alla base di tutte le libertà e della democratizzazione. L’8 marzo, tutto il nostro popolo ha raccolto lo stendardo portato dalle donne e sta esprimendo ovunque la richiesta di liberazione di Rêber Apo. Sanno che Rêber Apo, che ha trasformato il popolo curdo in un popolo Newroz, trasformerà tutti i popoli del Medio Oriente in un popolo Newroz. Così come Newroz ha unito il popolo curdo, possiede uno spirito di libertà e fratellanza che unirà i popoli del Medio Oriente. Il nostro popolo celebra quest’anno il Newroz ovunque come il “Newroz della libertà per Rêber Apo e per l’unità democratica curda”. Il popolo curdo, che ha rafforzato la propria unità sociale attraverso azioni di solidarietà per il Rojava, consoliderà ulteriormente l’unità democratica curda in questo Newroz, avvicinando la vita libera e democratica in tutte e quattro le parti del Kurdistan. Così come il popolo curdo ha dimostrato grande solidarietà con il Kurdistan del Rojava, allo stesso modo sosterrà il nostro popolo nel Rojhilat, direttamente colpito dalla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran. L’intero popolo curdo dimostrerà la necessaria sensibilità e responsabilità per garantire che la popolazione del Rojhilat non subisca il peso maggiore di questa guerra. Il popolo curdo lotta anche per un Iran democratico in cui possa raggiungere la libertà nel Rojhilat. È chiaro che la libertà e la democrazia si conquistano solo attraverso la lotta, ovunque. In quest’ottica, anche la libertà di Rêber Apo e la realizzazione di una società democratica dipendono dalla lotta. Newroz è sempre stato il giorno in cui la lotta raggiunge il suo apice e acquista slancio per il successo della lotta di quell’anno. In quest’ottica, riempiamo le piazze di Newroz ovunque per liberare fisicamente Rêber Apo, portare al successo il progetto di una società democratica e rafforzare l’unità curda democratica! Apriamo le porte di Imrali esprimendo chiaramente la nostra richiesta di libertà per Rêber Apo. Crediamo che questo Newroz, guidato dai giovani e dalle donne, rappresenterà l’apice di tutte le celebrazioni del Newroz e auspichiamo che il 2026 si trasformi nell’anno del nostro leader libero, del Kurdistan libero e del Medio Oriente democratico, attraverso una società comunitaria democratica. Celebriamo ancora una volta il Newroz del nostro popolo e di tutti i popoli. Co-presidenza del Consiglio esecutivo della KCK
March 21, 2026
UIKI ONLUS
Il paradigma di Rêber Apo è sempre stato il suo principio guida
L’illustre rivoluzionario democratico Salih Muslim è diventato un martire a causa di una grave malattia. Esprimiamo le nostre condoglianze alla sua famiglia e a tutto il popolo del Kurdistan, e ribadiamo il nostro impegno a realizzare le loro aspirazioni. Per oltre 40 anni, da quando ha conosciuto il PKK, si è impegnato nella lotta per la libertà e la democrazia. Dopo aver incontrato il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan, Salih Muslim ha assunto un ruolo attivo nella lotta in Rojava e in Siria, contribuendo in modo significativo al suo sviluppo. È sempre stato sensibile alla lotta per la libertà in tutte e quattro le regioni del Kurdistan e si è prodigato in ogni modo. Il nostro compagno Abu Welat (Salih Muslim) ha partecipato alle attività del movimento di liberazione in Arabia Saudita dopo essersi trasferito lì a seguito alla laurea. Dopo aver conosciuto il movimento in quel paese, ha dedicato tutta la sua vita alla lotta per la libertà. Non solo lui, ma tutta la sua famiglia è stata coinvolta nella lotta per la libertà. La sua posizione e il suo operato sono esemplari per tutti i patrioti. Anche sua moglie e i suoi figli sono attivi e militanti in questa lotta. Suo figlio, il compagno Şervan, ha dato la vita nella liberazione di Girê Spî nel 2013. Parallelamente alla sua lotta politica, Ebu Welat si dedicò anche al movimento di liberazione nel campo della stampa e dell’editoria. Conoscendo più di tre lingue oltre al curdo, Ebu Welat tradusse in arabo gli scritti e le analisi del leader del popolo curdo Abdullah Öcalan, redatti in prigione, contribuendo così alla diffusione delle idee del movimento tra i popoli arabi. Mantenendo uno stretto rapporto con il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan e incarnando lo spirito di fratellanza, Ebu Welat ha basato la sua lotta sul paradigma ideologico e teorico di Abdullah Öcalan. Ciò che ha reso efficaci la sua lotta politica e i suoi sforzi organizzativi è stata la comprensione di questo paradigma e il costante perfezionamento in tal senso. Seguì da vicino il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan e il movimento, e svolse il suo lavoro in questa direzione. Salih Muslim ha dato un contributo fondamentale alla Rivoluzione del Rojava. È diventato uno dei simboli morali della resistenza di Kobanê. Quando si parla della Rivoluzione del Rojava, il nostro compagno Salih Muslim verrà sempre ricordato. Dopo essere stato torturato dal regime baathista negli anni ’90, l’obiettivo di Salih Musli è sempre rimasto quello di democratizzare la Siria. Ha sempre considerato la Rivoluzione del Rojava intrinsecamente legata alla democratizzazione della Siria e, di conseguenza, si è impegnato a fondo anche per la democratizzazione del Medio Oriente, ispirandosi al concetto di nazione democratica. Ha lavorato duramente per mettere in pratica il modello del leader curdo Abdullah Öcalan. Abu Welat non permise mai che la sua malattia ostacolasse il suo lavoro. Ciò che contava per lui era il progresso della lotta e il raggiungimento dei suoi obiettivi. Credendo fermamente che la lotta avrebbe sicuramente avuto successo, in linea con la visione del leader del popolo curdo Abdullah Öcalan, mantenne alto il morale, forte della sua lealtà verso di lui, fino all’ultimo respiro.Consapevole che questo successo sarebbe stato anche il successo dei suoi sforzi, visse ogni giorno con entusiasmo rivoluzionario. Questa posizione è plasmata dal significato della filosofia di vita e di lotta del leader del popolo curdo Abdullah Öcalan. Ebu Welat sarà sempre ricordato come un modesto, un democratico rivoluzionario, fedele al popolo e alla guida del popolo curdo Abdullah Öcalan. Il suo ricordo vivrà nella rivoluzione del Kurdistan del Rojava e nella lotta nelle quattro regioni del Kurdistan, e continuerà a svolgere un ruolo fondamentale nel mantenere alto il livello di patriottismo. Nel porgere le nostre condoglianze per la scomparsa di Salih Muslim, invitiamo tutti i nostri concittadini a partecipare alla cerimonia funebre. Co-presidenza del Consiglio esecutivo della KCK
March 14, 2026
UIKI ONLUS
Öcalan invia una lettera al movimento delle donne curde: il soggetto fondatore della società è la donna
In occasione della Giornata internazionale della donna, l’8 marzo, il leader curdo incarcerato Abdullah Öcalan ha rivolto un messaggio dettagliato al movimento femminile curdo. Nella dichiarazione, pubblicata dal coordinamento del Partito delle donne libere del Kurdistan (Partiya Azadiya Jinên Kurdistanê, PAJK), ha sottolineato il ruolo storico delle donne come soggetto fondante della società e ha chiesto una più forte organizzazione politica all’interno del movimento femminile. La lettera di Öcalan recita quanto segue: Ognuno ha una visione soggettiva delle donne, una passione, una maledizione. O una cecità. Se dobbiamo parlare di qualcosa di divino in questo mondo, mi sembra più corretto, persino necessario, che sia di origine femminile. Ciò che mi stupisce è che l’uomo abbia sconsideratamente utilizzato il suo intero monopolio di conoscenza e potere per schiavizzare le donne. Il fatto che egli abbia consumato le donne spiritualmente e fisicamente a tal punto senza riconoscere alcuna regola etica o politica mi impone la necessità di comprenderlo come la questione filosofica più fondamentale. C’è una necessità più grande di quanto si creda di una filosofia, di una filosofia scientifica, e persino di un approfondimento dello studio della religione e della mitologia per far luce su questo tema. E con ciò, diventa necessario rivelare la vera etica ed estetica umana, la costruzione della sfera politica e quindi l’istituzionalizzazione della società democratica, rendendola l’oggetto fondamentale della sociologia e quindi della gineologia. Vorrei rispondere alla nota affermazione di Karl Marx: “Nulla di ciò che è umano mi è estraneo”, con le parole: “L’essere umano in quanto donna mi interessa ancora di più”. Il fatto che il cosiddetto socialismo reale scientifico guardasse alle donne con tale cecità non è stata solo una delle ragioni più importanti del suo crollo, ma anche la prova di quanto profondamente si fosse radicato il concetto di schiavitù dell’uomo. Mentre cercavamo modi per superare il socialismo reale, un criterio fondamentale divenne per me decisivo: essere socialisti può nascere solo dall’instaurazione di un autentico rapporto di libertà con le donne. Inoltre, diventare veramente umani e staccarsi dalla mera naturalità del regno animale è possibile solo sulla base di un rapporto con le donne fondato su uguaglianza, libertà e principi etici ed estetici. Sistema di omicidio sociale basato sulle caste Nel mio ultimo manifesto volevo esprimere che all’origine di quello che chiamo il sistema di omicidio sociale basato sulle caste c’è la distruzione dell’anima delle donne, mentre la modernità capitalista ha ridotto i loro corpi a una condizione peggiore di quella di un cadavere. Sapete bene che le donne dicono spesso: “Mi avete portato via l’anima e il corpo”. Questa espressione ha un profondo significato storico ed è da tempo parte di un’espressione collettiva dell’esperienza. Un’altra conclusione centrale del mio manifesto riguarda la necessità di ridefinire la sociologia. A mio avviso, la sociologia non può essere definita una scienza della società in senso stretto. Questo perché la società, in quanto seconda natura, possiede una dimensione di significato derivante dalla sua infinita relazionalità che non può essere colta come oggetto di indagine scientifica. Certi aspetti possono essere effettivamente esaminati scientificamente, come la base economica sottolineata da Karl Marx e Friedrich Engels, la struttura sociale nel senso descritto da Max Weber, o le strutture identitarie e normative analizzate da Émile Durkheim. Tuttavia l’ampio “mondo di significato” della natura sociale non può essere catturato appieno in questo modo. Anche se lo si affronta analiticamente, il risultato può piuttosto essere inteso come una pratica etico-estetica, come un’arte della convivenza politica e sociale. Con questo non mi riferisco certo alla presunta “arte” e gli anni a venire saranno densi di significato e vi condurranno a salpare verso l’amore e l’affetto. Con rispettosi saluti, prodotta dalla modernità capitalista all’interno della sua industria culturale, che in realtà assomiglia più a un mattatoio culturale. Dal sistema sociale materno al patriarcato In base alla tesi marxista secondo cui “la storia è una storia di lotte di classe”, sono giunto a un’altra definizione: tutta la storia, compreso il periodo precedente alla scrittura, può essere intesa come una tensione tra comune e stato emersa dalla divisione delle strutture originarie dei clan. Il fenomeno della comunalizzazione, il cui esame e spiegazione approfonditi richiederebbero un’analisi approfondita, si sviluppò essenzialmente come una forma di società matriarcale. I reperti archeologici indicano che – favorito principalmente da fattori geografici e da una flora e una fauna adatte – si sviluppò lungo l’asse Zagros-Taurus e risale a circa 50.000-30.000 anni fa. Anche le scoperte di quel periodo, che includono numerose statuette femminili ma nessuna statua maschile, indicano questa realtà. Fino al Neolitico, questa società materna accumulò un notevole sviluppo culturale e sociale, in particolare nei campi della lingua e delle culture vegetali e animali. Fino alle soglie della società sedentaria, l’ordine culturale dominante rimase chiaramente incentrato sulle donne. Un’indicazione di ciò si può trovare, ad esempio, nell’elemento femminile della radice di molte lingue e nella cultura Ma. In una fase successiva, tuttavia, la “banda” maschile, che aveva acquisito sempre maggiore esperienza e potere nell’uccisione degli animali, ottenne l’accesso a questa ricchezza sociale. Dalla caccia agli animali, alla fine si rivoltò contro il mondo femminile stesso. In primo luogo, uccise i parenti maschi – soprattutto zii e adolescenti maschi – che erano sotto la protezione delle donne, appropriandosi delle loro risorse sociali. In seguito, soggiogò e rese schiave le donne. In sostanza, ciò significò la distruzione dell’anima femminile. In questo modo emerse il “dio maschile”. La religione originaria della dea naturale lasciò il posto alla religione celeste del dio maschile. Gli sviluppi successivi possono essere facilmente rintracciati nella mitologia sumera e nella storia successiva delle religioni monoteiste. Il conflitto mitologico tra Enki e Inanna, così come le narrazioni dell’Epopea di Gilgamesh, riflettono questa trasformazione. Da allora fino ai giorni nostri, letteratura, politica e sociologia hanno essenzialmente espresso questa forma mascolinizzata ed egemonica dell’uomo. Il “progetto donna” e la sua attuazione pratica Ciò che mi stupisce è il fatto che per tutta la storia della civiltà abbiamo mantenuto, e persino insistito, su una struttura di coscienza e sentimento così cieca di fronte a una verità che in realtà avrebbe dovuto essere relativamente facile da riconoscere e comprendere. È quindi responsabilità dell’analisi sociale, in particolare della gineologia e della sociologia, ma anche di un nuovo socialismo (un socialismo dopo il socialismo reale) e dell’arte, rendere visibile questa realtà, concettualizzarla teoricamente e inserirla nei processi di rinnovata trasformazione sociale. Care compagne, quando ho detto che il mio “progetto femminile” poteva considerarsi sostanzialmente concluso, intendevo proprio questa elaborazione concettuale. Ma ora mi attende un enorme compito pratico: l’attuazione e la realizzazione di questa prospettiva nella vita sociale. Il crescente interesse e le numerose domande da parte di compagne e amiche mi spingono chiaramente verso nuove ricerche e riflessioni. Allo stesso tempo, è chiaro che il mio posto e le mie attuali condizioni non sono sufficienti, in termini di comunicazione, per rispondere adeguatamente a tutte queste domande. Storicamente il soggetto fondatore della società è la donna Il processo che stiamo vivendo è un processo in cui le donne possono assumere un ruolo ancora più attivo. La ricostruzione dell’ordine sociale sarà plasmata sotto la guida delle donne. Anche storicamente, le donne sono il soggetto fondante della società. La socializzazione si forma attorno alle donne e attraverso le loro azioni. Questa è una realtà sociologica. Le donne possiedono un potenziale – sia in termini di consapevolezza della libertà che di livello di organizzazione – che consente loro di assumere un ruolo di primo piano nel processo di ricostruzione sociale. Pertanto gli sforzi volti ad approfondire, mobilitare e attivare concretamente questo potenziale, trasformandolo da semplice capacità in reale efficacia, dovrebbero diventare la preoccupazione centrale delle organizzazioni femminili. L’attuale processo offre condizioni favorevoli affinché le donne possano liberarsi, contribuendo al contempo alla liberazione della società. Organizzazione politica ed etica delle relazioni La forza fondamentale di questo processo sono le donne. Pertanto è necessario che le donne politicizzino ulteriormente la propria esistenza e si considerino come soggetti politici autonomi. Invece di approcci puramente emotivi, sta acquisendo importanza una forma di divenire-donna in cui la dimensione politica assume sempre più importanza. Senza realtà politica, non è nemmeno possibile respirare. Questo è di grande importanza e credo fermamente che sarete all’altezza di questo compito. La nostra linea ideologica di liberazione femminile è ben nota. Le donne hanno già raggiunto un livello considerevole in termini di libertà e organizzazione. Tuttavia, ciò che ora è necessario è un salto di qualità: dall’ideologia della liberazione femminile a una pratica politica di liberazione femminile. In effetti, un tale sviluppo è già osservabile in molti luoghi. Sono convinta che tra voi emergeranno leader politici forti. Sapete che non vi ho mai abbandonato. Sono convinto che proprio in questo risieda l’espressione più realistica di quello che chiamo amore platonico in senso sociale. La comprensione dell’amore da parte di un socialista e il suo atteggiamento nei confronti delle relazioni tra donne e uomini ne rivelano la personalità. Deve essere chiaro che il sentimento commercializzato come “amore” dal sistema di sterminio sociale basato sulle caste è organizzato in modo tale da garantire la continuazione della schiavitù delle donne. L’idealizzazione di ciò che non può essere realizzato Anche il concetto di “amore platonico” che utilizzo non deve essere frainteso. L’amore platonico significa l’idealizzazione di ciò che non può essere realizzato nella pratica. L’idealismo dell’amore platonico è più prezioso del realismo dell’amore pratico. Potete dirigere la vostra attenzione verso questo. Non dovreste orientare la vostra mente e il vostro cuore verso la realizzazione dell’amore pratico. Dovremmo scegliere l’amore platonico, perché la realizzazione dell’amore pratico è piena di insidie. Infine vorrei sottolineare che considero i vostri sviluppi significativi e li considero un’“epoca di eroismo femminile”. Mi congratulo con voi per questo. Il vostro stile di vita eroico è profondamente etico ed estetico; rappresenta la risposta più forte del nostro tempo al sistema di omicidio sociale basato sulle caste. La questione centrale riguarda come possa essere plasmata una nuova vita umana. Senza raggiungere i veri segreti della vita attraverso le donne, non sarà possibile comprendere il linguaggio dell’universo. A tutti voi, in particolare a voi, ma anche a tutti gli amici che sollevano domande, auguro che l’anno prossimo e gli anni a venire siano ricchi di significato e vi conducano a salpare verso l’amore e l’affetto. Con i miei rispettosi saluti.  
March 8, 2026
UIKI ONLUS
KCK: Le donne sono diventate una forza sociale che agisce nella lotta per la libertà e la democrazia
Dall’inizio del XX secolo, l’8 marzo è celebrato in tutto il mondo come Giornata internazionale della donna lavoratrice. Oggi, 8 marzo, è il culmine dell’espressione di solidarietà e della lotta per la libertà di tutte le donne. Pertanto celebriamo l’8 marzo e rispettiamo e rendiamo omaggio con gratitudine a tutte le donne che hanno reso l’8 marzo una così grande giornata di libertà. Tutti i sistemi di sfruttamento e oppressione hanno avuto origine con la trasformazione delle donne in schiave e colonie da parte di assassini basati sulla casta. Il dominio maschile sulle donne è stato l’inizio di ogni male. L’intensificazione dell’oppressione contro le donne ha aumentato lo sfruttamento e l’oppressione in tutta la società. La trasformazione delle donne in regine delle merci, operata dalla modernità capitalista, ha portato la società e l’umanità sull’orlo della distruzione. Con la presa di coscienza di questa profonda schiavitù e di questa intensificata oppressione, le donne sono diventate una forza sociale che agisce nella lotta per la libertà e la democrazia. La presa di coscienza della profonda schiavitù e dell’intensificarsi dell’oppressione ha scatenato una potente energia rivoluzionaria nelle donne. Con la loro richiesta di libertà e democrazia che si rafforza ogni 8 marzo, le donne sono diventate una forza rivoluzionaria globale che intensifica la propria lotta giorno dopo giorno. Oggi, il conflitto di genere è diventato il conflitto sociale più completo e profondo. Con l’introduzione dell’ideologia della liberazione delle donne da parte del leader del popolo curdo Abdullah Öcalan nel 1998, si è verificato un balzo in avanti nella lotta per la libertà delle donne. L’ascesa della lotta per la libertà, iniziata tra le donne curde, ha rapidamente acquisito slancio per lo sviluppo della lotta per la libertà delle donne in tutto il mondo. La lotta per la libertà delle donne, che ha acquisito un fondamento ideologico-teorico, è diventata una forza invincibile. Con questo livello ideologico e teorico, la lotta per la libertà delle donne continuerà a svilupparsi ogni giorno e porterà senza dubbio tutta l’umanità a una vita libera e democratica. Oggi le forze di liberazione delle donne stanno portando avanti una lotta unitaria in tutto il mondo. Sono diventate la componente più forte della lotta comunista internazionale con la Confederazione Democratica Mondiale delle Donne. Con la loro energia rivoluzionaria, le donne svolgeranno anche un ruolo di primo piano nella realizzazione di una società socialista democratica. In quest’epoca in cui la modernità capitalista ha creato pessimismo nell’umanità, le donne sono diventate la speranza di tutta l’umanità. La lotta per la libertà delle donne è una forza rivoluzionaria che brucerà il pessimismo e ogni forma di oscurità. In un processo in cui il sistema modernista capitalista dominato dagli uomini ha cercato di mettere a tacere e neutralizzare tutte le forze opposte, la lotta per la libertà delle donne è diventata l’avanguardia della lotta contro il sistema dominato dagli uomini. L’efficacia della lotta per la libertà delle donne è stata dimostrata nelle rivolte di “Jin Jiyan Azadî” e nella ribellione mostrata dalle donne con le loro trecce. Queste lotte sono state rapidamente abbracciate dalle donne di tutto il mondo. In Cile, nel 2019, le proteste delle donne con la danza sono diventate rapidamente un atteggiamento adottato in tutto il mondo. Il fatto che la violenza contro le donne sia aumentata in tutto il mondo è espressione della paura provata dal sistema maschilista di fronte alla lotta per la libertà delle donne. Gli attacchi individuali contro le donne sono espressione dell’atteggiamento del sistema maschilista nei confronti della lotta per la libertà delle donne, rappresentata da singoli individui. Pertanto, eliminare la pressione sulle donne richiede una lotta contro il sistema maschilista. In questo momento è in corso la Terza Guerra Mondiale, incentrata sul Medio Oriente. Le guerre vengono legittimate e normalizzate con vari pretesti. Il sistema capitalista modernista sta distruggendo la natura e la società. La fonte di ogni violenza è il dominio sulle donne e la violenza perpetrata contro di loro. La radice e l’origine delle guerre è il dominio maschile sulle donne. Tutte le forme di coercizione e violenza sono create dalla mentalità dominata dagli uomini. Le guerre non possono essere risolte senza eliminare il dominio e l’oppressione sulle donne. Pertanto, promuovere la lotta per la libertà delle donne sarà decisivo per porre fine alle guerre. Chi non vuole la guerra deve prendere parte alla lotta per la libertà delle donne. Poiché la fonte delle guerre è il sistema dominato dagli uomini, le donne sono sempre state contrarie alla guerra e difensore della pace. Questa è anche una dimensione importante del programma di lotta per la libertà delle donne. Allo stesso tempo, anche gli uomini sono schiavi del sistema maschilista. È il sistema maschilista che corrompe gli uomini e li rende moralmente ed eticamente problematici. A questo proposito, tutti gli uomini devono partecipare alla lotta delle donne per la libertà, creando un cambiamento nella propria mentalità per purificarsi dalla propria corruzione e liberarsi dalla schiavitù. Non si può essere socialisti o democratici senza partecipare alla lotta per la libertà delle donne. Sviluppare la lotta per la libertà delle donne è decisivo per il successo della lotta per la libertà del popolo curdo. Perché la passione per la libertà e la consapevolezza della democrazia si approfondiscono con la linea per la libertà delle donne. Questo rafforza la lotta per la libertà e la democrazia in ogni modo e ne garantisce il successo. Il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan, che ha dato un contributo senza pari alla lotta per la libertà delle donne e ha compiuto grandi sforzi per sconfiggere il sistema dominato dagli uomini, ha avviato il “Processo di pace e società democratica”, che continuerà a dare grande potere alla lotta per la libertà delle donne. L’obiettivo è creare una vita libera e democratica in Kurdistan, Turchia e Medio Oriente attraverso la pace e una società democratica. La lotta per “pace e società democratica” è di grande interesse per le donne. Quando questo processo procederà in linea con il suo scopo, il nostro popolo, tutti i popoli e le donne in particolare ne trarranno beneficio. Da questa prospettiva, le donne dovrebbero assumere un ruolo guida nella lotta per “pace e società democratica”, avviata dal più grande contributore alla lotta per la libertà delle donne. Per lo sviluppo del processo di pace e società democratica, è fondamentale che il leader del popolo curdo Abdullah Öcalan sia libero nelle sue condizioni di vita e di lavoro. A questo proposito, le donne dovrebbero essere in prima linea nella lotta per la libertà fisica del leader del popolo curdo Abdullah Öcalan. Un obiettivo importante della lotta dell’8 marzo di quest’anno dovrebbe quindi essere la liberazione del leader del popolo curdo Abdullah Öcalan. La libertà del leader del popolo curdo Abdullah Öcalan darà inizio a un periodo in cui la lotta per la libertà delle donne farà passi da gigante non solo in Medio Oriente, ma in tutto il mondo. Crediamo che questo 8 marzo ci avvicinerà alla libertà del leader del popolo curdo Abdullah Öcalan. Celebriamo l’8 marzo, giornata internazionale della donna, con le donne di tutto il mondo, e rendiamo omaggio con entusiasmo alla lotta delle donne per la liberazione dell’umanità intera. Co-Presidenza del Consiglio Esecutivo della KCK
March 8, 2026
UIKI ONLUS
IRANPJAK: La libertà delle donne è essenziale per costruire una società democratica e giusta
Il PJAK ha rilasciato una dichiarazione in occasione della Giornata internazionale della donna, l’8 marzo. Il Partito per la vita libera del Kurdistan (PJAK) ha rilasciato una dichiarazione in occasione della Giornata internazionale della donna. Nella dichiarazione, il PJAK si è congratulato con le donne, in particolare con le donne democratiche e che cercano la libertà, e ha sottolineato l’importante ruolo delle donne nel cambiamento sociale e politico in Iran e nel Rojhelat. Il partito ha evidenziato lo slogan “Donna, Vita, Libertà” e ha affermato che la libertà delle donne è essenziale per costruire una società democratica e giusta. “Nel prossimo periodo, l’Iran e il Kurdistan orientale diventeranno senza dubbio terre di donne libere. Sebbene i movimenti femministi in tutto il mondo continuino a basarsi su consapevolezza ideologica e nuove prospettive, oggi un sistema dominante basato su principi anti-donna controlla la vita e il mondo. Questo sistema non riconosce le donne come esseri umani uguali e le tratta come un secondo genere. In un mondo del genere, il progresso tecnologico, artistico e scientifico, così come il potere politico e sociale, vengono spesso utilizzati dal sistema dominante per mantenere le donne oppresse. Pertanto, in tali condizioni, la lotta quotidiana è necessaria”. “Nell’Iran odierno, uno dei sistemi più ostili alle donne della regione, il governo è stato plasmato da valori patriarcali. Per oltre quattro decenni, la società è andata verso la distruzione perché alle donne è stata negata la libertà. Quasi tutto è stato trasformato in uno strumento contro le donne. Tuttavia, non c’è dubbio che la società in Iran e nel Rojhelat abbia ormai raggiunto un livello di consapevolezza sufficiente per una rivoluzione guidata dalle donne. Oggi, la rivoluzione dei popoli dell’Iran, in particolare la rivoluzione “Donna, Vita, Libertà”, ha raggiunto una fase importante. Nell’ultimo mese di gennaio, la società ha assistito ancora una volta a un’ondata di consapevolezza e protesta. Ciò dimostra che la fine dell’oppressione contro la società e le donne sta diventando visibile. La Repubblica Islamica anti-femminista sta raggiungendo la sua fase finale. È diventato più chiaro che un nuovo Iran può realizzare un sistema che rispetti la sua diversità solo se costruito sul principio di “Donna, Vita, Libertà”. Il PJAK sottolinea che “in questo momento storico, in cui l’Iran si trova di fronte a una grande trasformazione e si avvicina un cambio di regime, il destino delle donne e il loro diritto alla libertà sono una priorità assoluta per il nostro partito. Gli attacchi degli Stati Uniti e di Israele hanno accelerato il processo di cambiamento in Iran. Tuttavia, ciò che darà forma a una società veramente libera è la consapevolezza e il risveglio delle persone stesse. In questo percorso, solo la democrazia e la fondazione di una civiltà democratica possono dare alle donne il loro giusto posto in Iran e nel Kurdistan orientale. Questo inizia con il riconoscimento del diritto delle donne a partecipare alla politica, alla gestione e all’amministrazione della società, perché le donne sono state una delle forze principali della nuova rivoluzione in Iran. Questo sarà anche un test importante per il futuro dell’Iran. In un nuovo Iran, il futuro della società, delle donne e dell’ambiente deve essere posto al centro di tutte le politiche e i programmi. Una società veramente libera dovrebbe essere misurata dalla libertà di questi tre pilastri, in particolare della libertà delle donne. Pertanto, una grande prova storica attende le società dell’Iran e del Kurdistan orientale. Il PJAK ha affermato di “restare fedele a questi principi per garantire i diritti naturali delle donne e continuare a lottare per essi. Il cambiamento dovrebbe iniziare con il rilascio delle prigioniere politiche in Iran. Utilizzando i risultati del movimento di liberazione curdo, si può costruire un Medio Oriente più bello. Oggi, le donne curde in Medio Oriente non solo hanno forti organizzazioni sociali, ma anche proprie forze rivoluzionarie e di guerriglia. Queste organizzazioni operano sulla base del paradigma di una società democratica ed ecologica incentrata sulla libertà delle donne. Sono diventate fonte di ispirazione e sostegno per i popoli della regione e per le donne amanti della libertà in tutto il mondo. Il progresso delle donne curde va oltre le attuali condizioni di misoginia e arretratezza politica che dominano molti stati della regione. Questi risultati sono stati ottenuti attraverso decenni di lotta e duro lavoro e sono preziosi per i popoli della regione, in particolare per il popolo curdo. Il Partito per la Vita Libera del Kurdistan “si congratula ancora una volta con tutte le donne, in particolare con quelle che lottano per la libertà e la democrazia, in occasione dell’8 marzo, Giornata internazionale della donna. Invitiamo tutti i membri consapevoli della società a onorare e celebrare questa giornata. Una società misogina e arretrata è una società dominata dagli uomini, e una tale struttura non ha più senso per il popolo curdo. La coincidenza della trasformazione storica dell’Iran con i giorni a ridosso dell’8 marzo è molto significativa. La libertà delle donne in un Iran cambiato è la condizione principale per tutte le altre libertà. La libertà del popolo curdo e la libertà delle donne sono strettamente connesse La forza del nostro movimento deriva dalla lotta unita del nostro popolo, delle donne e dalla leadership di Abdullah Öcalan. D’ora in poi, attraverso la lotta, l’unità nazionale e democratica e l’organizzazione della società, è possibile raggiungere la piena libertà.” La dichiarazione prosegue: “Nell’Iran odierno, uno dei sistemi più ostili alle donne della regione, il governo è stato plasmato da valori patriarcali. Per oltre quattro decenni, la società è andata verso la distruzione perché alle donne è stata negata la libertà. Quasi tutto è stato trasformato in uno strumento contro le donne. Tuttavia, non c’è dubbio che la società in Iran e nel Rojhelat abbia ormai raggiunto un livello di consapevolezza sufficiente per una rivoluzione guidata dalle donne. Oggi la rivoluzione dei popoli dell’Iran, in particolare la rivoluzione “Donna, Vita, Libertà”, ha raggiunto una fase importante. Nell’ultimo mese di gennaio, la società ha assistito ancora una volta a un’ondata di consapevolezza e protesta. Ciò dimostra che la fine dell’oppressione contro la società e le donne sta diventando visibile. La Repubblica Islamica anti-femminista sta raggiungendo la sua fase finale. È diventato più chiaro che un nuovo Iran può realizzare un sistema che rispetti la sua diversità solo se costruito sul principio di “Donna, Vita, Libertà”. Il PJAK ha sottolineato che “in questo momento storico, in cui l’Iran si trova di fronte a una grande trasformazione e si avvicina un cambio di regime, il destino delle donne e il loro diritto alla libertà sono una priorità assoluta per il nostro partito. Gli attacchi degli Stati Uniti e di Israele hanno accelerato il processo di cambiamento in Iran. Tuttavia, ciò che darà forma a una società veramente libera è la consapevolezza e il risveglio delle persone stesse. In questo percorso, solo la democrazia e le fondamenta di una civiltà democratica possono dare alle donne il loro giusto posto in Iran e nel Kurdistan orientale. Questo inizia con il riconoscimento del diritto delle donne a partecipare alla politica, alla gestione e all’amministrazione della società, perché le donne sono state una delle forze principali della nuova rivoluzione in Iran. Questo sarà anche un test importante per il futuro dell’Iran. In un nuovo Iran, il futuro della società, delle donne e dell’ambiente deve essere posto al centro di tutte le politiche e i programmi. Una società veramente libera dovrebbe essere misurata dalla libertà di questi tre pilastri, in particolare della libertà delle donne. Pertanto, una grande prova storica attende le società dell’Iran e del Kurdistan orientale. Il PJAK ha affermato di “restare fedele a questi principi per garantire i diritti naturali delle donne e continuare a lottare per essi. Il cambiamento dovrebbe iniziare con il rilascio delle prigioniere politiche in Iran. Utilizzando i risultati del movimento di liberazione curdo, si può costruire un Medio Oriente più bello. Oggi, le donne curde in Medio Oriente non solo hanno forti organizzazioni sociali, ma anche proprie forze rivoluzionarie e di guerriglia. Queste organizzazioni operano sulla base del paradigma di una società democratica ed ecologica incentrata sulla libertà delle donne. Sono diventate fonte di ispirazione e sostegno per i popoli della regione e per le donne amanti della libertà in tutto il mondo. Il progresso delle donne curde va oltre le attuali condizioni di misoginia e arretratezza politica che dominano molti stati della regione. Questi risultati sono stati ottenuti attraverso decenni di lotta e duro lavoro e sono preziosi per i popoli della regione, in particolare per il popolo curdo. Il Partito per la vita libera del Kurdistan “si congratula ancora una volta con tutte le donne, in particolare con le donne che lottano per la libertà e la democrazia, in occasione dell’8 marzo, Giornata Internazionale della Donna. Invitiamo tutti i membri consapevoli della società a onorare e celebrare questa giornata. Una società misogina e arretrata è una società dominata dagli uomini, e una tale struttura non ha più significato per il popolo curdo. La coincidenza della trasformazione storica dell’Iran con i giorni vicini all’8 marzo è molto significativa. La libertà delle donne in un Iran cambiato è la condizione principale per tutte le altre libertà. La libertà del popolo curdo e la libertà delle donne sono strettamente connesse. La forza del nostro movimento deriva dalla lotta unita del nostro popolo, delle donne e dalla leadership di Abdullah Öcalan. D’ora in poi, attraverso la lotta, l’unità nazionale e democratica e l’organizzazione della società, è possibile raggiungere la piena libertà.
March 7, 2026
UIKI ONLUS
Newroz 2026 a Roma
Come da oltre un secolo, celebriamo il Newroz, all’ombra di pesanti sacrifici, sofferenze e violenza che in questi giorni tesi coinvolgono fortemente anche l’Iran. Ma come abbiamo imparato dal mitologico fuoco del Newroz, acceso da Kawa il Fabbro e dallo spirito di resistenza dei suoi seguaci contemporanei, questa festa non segna semplicemente l’arrivo della primavera e di un nuovo giro attorno al sole.  Newroz è il nome della ribellione contro l’oppressione, della luce contro l’oscurità e della libertà contro la resa. Accogliamo questo Newroz e vi aspettiamo numerosi.
March 6, 2026
UIKI ONLUS
Sebahat Tuncel: L’appello è un appello allo Stato affinché “intraprenda azioni politiche e legali”
Sebahat Tuncel del TJA (Movimento delle donne), che ha affermato di aver visto un duplice appello nel messaggio diffuso da Abdullah Öcalan, ha dichiarato: “Lo interpreto come duplice: in primo luogo un appello allo Stato, ovvero, affinché intraprenda le necessarie azioni politiche e legali; e in secondo luogo un appello alla società affinché faccia ciò che è necessario per vivere insieme”. Il Partito per la democrazia e l’uguaglianza dei popoli (Partito DEM) e la Delegazione di Imrali hanno condiviso un nuovo messaggio del leader del popolo curdo Abdullah Öcalan in occasione di un evento tenutosi in occasione del primo anniversario del suo Appello per la pace e una società democratica il 27 febbraio 2025. Nel suo messaggio, Abdullah Öcalan ha descritto il periodo trascorso come una “fase negativa” e ha sostenuto che il processo dovrebbe ora passare a una “fase” di costruzione positiva”. Sebahat Tuncel del Movimento delle donne libere (Tevgera Jinên Azad-TJA), commentando il messaggio di Abdullah Öcalan, ha affermato che un processo è in corso da un anno grazie agli sforzi e al lavoro di Abdullah Öcalan. Affermando che Abdullah Öcalan ha espresso chiaramente la situazione con la sua dichiarazione Sebahat Tuncel ha affermato: “C’è un processo di pace e società democratica in corso da un anno grazie ai suoi sforzi e al suo lavoro. In questo processo, il movimento politico curdo ha adempiuto ai suoi obblighi. In sostanza, il compito e la responsabilità ora ricade sullo Stato”. Un nuovo linguaggio un nuovo metodo Sebahat Tuncel ha sottolineato che la responsabilità di intraprendere azioni legali spetta allo Stato affermando: “Il messaggio del signor Öcalan include anche proposte di soluzione. La sua dichiarazione contiene un linguaggio nuovo, un metodo nuovo. Ancora una volta, l’incontro dei curdi con la repubblica… Quindi questa non è una situazione unilaterale; è un punto che nasce da uno stato di ribellione e di conflitto. Questa è la parte più importante della dichiarazione. Considerando la storicità del problema, la sua gravità e le crisi che produce, anche la soluzione si impone. E il signor Öcalan sottolinea la necessità di un approccio serio a questa questione. Credo che questo sia molto importante”. Una nuova fase Sebahat Tuncel ha affermato che la questione curda è nata dall’esclusione dei curdi da parte della Repubblica aggiungendo: “Pertanto la riconciliazione dello Stato con i curdi e la loro inclusione nel quadro giuridico rappresentano un passo importante. Ciò è correlato all’adozione delle necessarie misure legali e politiche. Il movimento politico curdo ha dimostrato la sua serietà su questo tema. Come afferma Öcalan “Ho dimostrato la mia forza e capacità nei negoziati”. Ancora una volta, Öcalan invita lo Stato a cessare di essere un ostacolo alla democrazia. Ciò significa riconoscere i diritti di lingua, cultura e identità – non come questioni che dividono e frammentano, ma come un requisito della Repubblica, un requisito dei diritti di cittadinanza – e garantire le libertà necessarie”. Sebahat Tuncel ha affermato: “Considero questo messaggio essenzialmente un duplice appello. In primo luogo, un appello allo Stato, affinché adotti le misure politiche e legali necessarie; e in secondo luogo, un appello alla società affinché soddisfi i requisiti della convivenza”.
February 28, 2026
UIKI ONLUS
Messaggio di Ocalan nel 1° anniversario dell’Appello per la pace e la democrazia
Nuova dichiarazione del Sig. Öcalan: 1° anniversario dell'”Appello per la pace e una società democratica” Cari amici, Vi presentiamo il messaggio del leader del popolo curdo, Abdullah Öcalan, trasmesso alla delegazione del Partito DEM a Imrali durante l’incontro del 16 febbraio 2026, con la richiesta che venga reso pubblico in occasione dell’anniversario del suo Appello per la Pace e una Società Democratica del 27 febbraio: “Il nostro appello del 27 febbraio 2025 è stata una dichiarazione che dove la politica democratica prende vita, le armi perdono il loro significato; è stata una proclamazione che la strada politica è stata chiaramente scelta, a dimostrazione dell’integrità dei principi. In sostanza, siamo riusciti a superare il periodo negativo della ribellione attraverso la volontà e l’azione unilaterali. Il processo che abbiamo lasciato alle spalle ha dimostrato la nostra capacità di negoziazione e la nostra forza nel garantire la transizione da una politica di violenza e polarizzazione a una politica democratica e di integrazione. I nostri appelli, conferenze e congressi erano tutti diretti a questo obiettivo. Le decisioni dell’organizzazione di sciogliere e porre fine alla strategia della lotta armata hanno dimostrato una purificazione dalla violenza e una preferenza per la politica, non solo ufficialmente e praticamente, ma anche intellettualmente. Questa è stata, allo stesso tempo, una dichiarazione di pace con la repubblica a livello di coscienza politica. Nell’ultimo anno, ho potuto constatare l’impegno del signor Recep Tayyip Erdoğan,l’appello del signor Devlet Bahçeli, il contributo del signor Özgür Özel e gli sforzi di tutti gli altri attori politici, sociali e civili.Non possono esserci turchi senza curdi, né curdi senza turchi. La dialettica di questa relazione ha un carattere storico unico. I testi fondativi durante la fondazione della Repubblica esprimevano l’unità di turchi e curdi. Il nostro appello del 27 febbraio è un tentativo di ravvivare questo spirito di unità e una richiesta di una Repubblica Democratica. Il nostro obiettivo era spezzare il ciclo che si alimenta di spargimenti di sangue e conflitti. Agire secondo interessi politici ristretti e miopi, invece di vedere la natura storica del problema, la sua gravità e i rischi che può generare, ci indebolisce tutti. Tentare di perpetuare la negazione e la ribellione è un tentativo di rendere la più grande irregolarità la norma. Stiamo rimuovendo gli ostacoli che si sono frapposti sulla strada della fratellanza che si è cercato di invertire negli ultimi duecento anni e stiamo adempiendo ai requisiti della legge della fratellanza. Vogliamo discutere su come unirci e su come vivere insieme. Ora dobbiamo passare dalla fase negativa a quella positiva della costruzione. Si apre la porta a una nuova era e strategia politica. Il nostro obiettivo è chiudere l’era della politica basata sulla violenza e aprire un processo basato su una società democratica e sullo stato di diritto, e invitiamo tutti i segmenti della società a creare opportunità e ad assumersi responsabilità in questa direzione. Società democratica, consenso democratico e integrazione sono i pilastri della mentalità di quest’era positiva. La fase positiva esclude metodi di lotta basati sulla forza e sulla violenza. Nella costruzione positiva, l’obiettivo non è quello di appropriarsi di alcuna istituzione o struttura, ma piuttosto che ogni individuo nella società si assuma la responsabilità di partecipare alla costruzione sociale. L’obiettivo è costruire insieme alla società e all’interno di essa. I settori oppressi, i gruppi etnici, religiosi e culturali possono rivendicare le proprie creazioni attraverso una lotta democratica ininterrotta e organizzata. È importante che lo Stato sia reattivo alla trasformazione democratica durante questo processo. L’integrazione democratica è almeno altrettanto importante della fondazione della Repubblica. È un appello che contiene altrettanta sostanza e ricchezza in termini di significato, futuro e potere. Al suo centro si trova il modello di società democratica. È l’alternativa ai metodi polarizzanti o,al contrario, assimilazionisti. La transizione verso l’integrazione democratica richiede leggi di pace.La soluzione per una società democratica, inoltre, prevede la creazione di un’architettura e di un quadro giuridico nelle dimensioni politica, sociale, economica e culturale. La causa principale di molti dei problemi e delle crisi odierni è l’assenza di uno stato di diritto democratico. Basiamo il nostro approccio su una soluzione giuridica inquadrata nella politica democratica. Abbiamo bisogno di un approccio che dia spazio a una società democratica, che dia spazio alla democrazia e che stabilisca solide garanzie giuridiche per essa. La cittadinanza non dovrebbe basarsi sull’appartenenza a una nazione, ma sul legame con lo Stato. Sosteniamo una cittadinanza libera basata sulla libertà di religione, nazionalità e pensiero. Così come la religione e la lingua non possono essere imposte, nemmeno la nazionalità può esserlo. Una cittadinanza costituzionale, basata sui confini democratici e sull’integrità dello Stato, comprende il diritto di esprimere liberamente la propria religione, ideologia, identità ed esistenza nazionale, nonché il diritto di organizzarsi. Oggi, nessun sistema di pensiero può sopravvivere senza basarsi sulla democrazia. Fluttuazioni, tensioni e crisi sono temporanee; la democrazia è ciò che in ultima analisi sarà permanente. Il nostro appello mira a trovare una soluzione al problema della convivenza e allo stato di crisi che genera, non solo in Turchia, ma in tutto il Medio Oriente. Difendiamo il diritto di tutti coloro che hanno subito ingiustizie a esistere ed esprimersi liberamente. Le donne sono in prima linea tra le forze sociali senza le quali nessuna società o stato può esistere. Oggi, la violenza domestica, i femminicidi e l’oppressione patriarcale sono manifestazioni moderne dell’attacco storico iniziato con la schiavitù delle donne. Per questo motivo, le donne sono la componente più liberatrice e la forza trainante dell’integrazione democratica. Il linguaggio del nostro tempo non può essere dittatoriale e autoritario. Dobbiamo fondamentalmente permettere all’altra parte di esprimersi correttamente, ascoltarla attentamente e darle l’opportunità di esprimere le proprie verità. La comprensione di tutte queste questioni richiede una saggezza collettiva avanzata basata sul rispetto reciproco. Con i miei migliori auguri, ABDULLAH ÖCALAN
February 28, 2026
UIKI ONLUS