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La morte di Patricio Guzmán e la memoria della sinistra in Cile
La scrittrice e regista Carmen Castillo commenta la scomparsa del grande documentarista della memoria cilena, in un momento in cui il presidente di estrema destra, José Antonio Kast, vuole cancellare l’epoca di Allende. Introduzione L’11 settembre gli Stati Uniti commemorano il 25° anniversario degli attentati al World Trade Center e […] L'articolo La morte di Patricio Guzmán e la memoria della sinistra in Cile su Contropiano.
September 29, 2026
Contropiano
Cile: Carlos Prats vittima del Plan Condor
Il generale rimasto fedele a Salvador Allende fu tra i primi rifugiati in esilio ad essere ucciso con il coinvolgimento della Cia e degli uomini della polizia politica impiegati in missioni all’estero. Una bomba radiocomandata uccise lui e la moglie a Buenos Aires il 30 settembre 1974 di David Lifodi Infografica ripresa da https://social.shorthand.com/teleSURtv 30 settembre 1974, ore 00.40: la
September 27, 2026
La Bottega del Barbieri
In Cile è fiorito il deserto di Atacama, uno dei più aridi al mondo
Vaste distese di terra normalmente spoglie si sono coperte di fiori viola e bianchi nel nord del Cile, a circa 800 chilometri da Santiago. Sotto il suolo del deserto di Atacama semi e bulbi di circa duecento specie restano in letargo per lunghi periodi. A risvegliarli sono state le ingenti piogge stagionali acuite da El Nino, così ingenti che in alcune zone sono caduti oltre 180 millimetri d’acqua, una quantità «mai stata registrata prima», ha specificato all’AFP César Pizarro, responsabile della biodiversità dell’Atacama per la Corporazione Forestale Nazionale (Conaf). Secondo le stime dell’ente, il deserto fiorito toccherà l’apice nella seconda metà di ottobre e la fioritura potrebbe estendersi per oltre 15 mila chilometri quadrati. Nell’Acatama, il fenomeno è documentato dal 1887, quando la spedizione di Federico Philippi raccolse in piena fioritura esemplari di 258 specie, 74 delle quali sconosciute fino a quel momento. L’ultima volta che il deserto è fiorito era il 2015 e i fiori si presentarono due volte nello stesso anno. Ma non è l’unico deserto in cui si può osservare questo fenomeno. A marzo 2026 la Death Valley, il luogo più caldo e arido del Nord America, ha vissuto la prima superfioritura dal 2016, dopo quelle del 2005 e del 1998, grazie a più di un anno di pioggia caduta fra novembre 2025 e gennaio 2026. All’origine della fioritura c’è El Niño, il riscaldamento ciclico delle acque superficiali del Pacifico equatoriale che altera venti e precipitazioni in diverse regioni del mondo e scatena eventi meteorologici estremi. In genere al deserto bastano fra 15 e 30 millimetri di pioggia e un numero sufficiente di ore fredde, ma l’episodio in corso, forse il più intenso da quando esistono registrazioni comparabili, ha portato anche a ben altro: in Cile le piogge di luglio hanno ucciso almeno 13 persone e distrutto o danneggiato gravemente circa 4mila case. Dietro i fiori resta un fenomeno fuori scala. Secondo l’analisi di Carbon Brief, il 21 settembre l’anomalia di temperatura nel tratto di Pacifico usato per misurare El Niño ha toccato 3,11 gradi, battendo il record di 3,08 del novembre 2015 con mesi di anticipo sul picco, atteso fra novembre e gennaio intorno ai 4,1 gradi. Una parte di quel valore riflette il riscaldamento di fondo degli oceani: con l’indice introdotto dalla National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA, l’ente scientifico statunitense che si occupa di studiare il clima, l’atmosfera, gli oceani e le coste) nel 2024, che sottrae il riscaldamento dei mari tropicali legato alla crisi climatica, a metà settembre l’anomalia si fermava a circa 2,5 gradi, un record per il periodo ma ancora sotto il primato del 1982. L’effetto sulle temperature globali arriverà con alcuni mesi di ritardo e si sentirà soprattutto nel 2027. Intanto le conseguenze si vedono già lontano dal Cile. Il Canale di Panama è stato costretto a ridurre i transiti giornalieri da 36 a 32 per le piogge scarse, con le autorità che temono un peggioramento legato a El Niño, e lo Zimbabwe, dove dopo la siccità del 2024 aggravata dal fenomeno le comunità rurali recuperano le colture tradizionali con le banche dei semi. La stessa anomalia che porta acqua nel deserto più arido la toglie altrove.   The post In Cile è fiorito il deserto di Atacama, uno dei più aridi al mondo appeared first on L'INDIPENDENTE.
September 25, 2026
L'INDIPENDENTE
Cile: Víctor Jara continua a cantare
Lo scorso 27 luglio è stato arrestato l’ultimo dei criminali che aveva torturato e ucciso il cantautore cileno, crivellato da ben 44 colpi di pistola il 16 settembre 1973 all’interno dello stadio di Santiago. Nelson Haase Mazzei, ex colonnello dell’esercito condannato a 25 anni di carcere, finora era riuscito a vivere in latitanza di David Lifodi Foto: https://www.nodal.am/ L’11 settembre
September 13, 2026
La Bottega del Barbieri
11 Settembre nella memoria
Ricordiamo il golpe cileno dell’11 settembre 1973 promosso dall’amministrazione USA Reagan-Kissinger e ferocemente attuato dai militari di quel paese. Teniamo molto a rammentare quei tragici fatti proprio perché stiamo vivendo un presente di grande difficoltà per la democrazia. Dopo il voto sassone questa crisi sta assumendo particolari aspetti proprio in […] L'articolo 11 Settembre nella memoria su Contropiano.
September 11, 2026
Contropiano
11 settembre (1973): i tradimenti della memoria
di Franco Astengo. Con una nota della “bottega”   UNA PREMESSA Ricordiamo il golpe cileno dell’11 settembre 1973 promosso dall’amministrazione USA Reagan-Kissinger e ferocemente attuato dai militari di quel paese. Teniamo molto a rammentare quei tragici fatti proprio perché stiamo vivendo un presente di grande difficoltà per la democrazia. Dopo il voto in Sassonia, questa crisi sta assumendo particolari aspetti
September 10, 2026
La Bottega del Barbieri
Cile: Il problema dei tecnocrati
Il Governo del Presidente Kast sembra aver fatto tutto ciò che dicono i manuali dell’ortodossia economica per rilanciare l’economia. Ha promosso una mega-riforma che riduce gradualmente l’imposta di prima fascia dal 27% al 23%, ha reintegrato il sistema tributario, ha eliminato le imposte sulla prima casa per gli over 65 e ha stabilito incentivi per le donazioni e il rimpatrio dei capitali. Tuttavia, qualcosa non sta funzionando. I cittadini non hanno fiducia né nel presente né nel futuro. La disoccupazione è arrivata al 9,5%, il livello più alto dal 2021. In sei dei primi sette mesi del 2026 l’IMACEC ha registrato variazioni interannuali negative e tra gennaio e luglio l’attività accumula un calo dello 0,4%. Le stime collocano già la crescita del Paese per quest’anno al di sotto dell’1%. Allora sorge una domanda scomoda: se il Governo sta facendo esattamente ciò che, secondo i suoi economisti, dovrebbe stimolare gli investimenti e l’occupazione, perché l’economia si indebolisce e aumenta la disoccupazione? Perché l’economia non funziona soltanto con imposte, tassi d’interesse, incentivi e fogli Excel. Funziona anche, e molto, con aspettative e fiducia. Keynes lo comprese quasi un secolo fa quando parlò degli animal spirits. Quando un imprenditore decide di investire non conosce il futuro. Può calcolare costi, tassi d’interesse, imposte e redditività attese, ma alla fine deve prendere una decisione su qualcosa che ancora non esiste. Investe quando confida che domani sarà migliore di oggi. È proprio questo il punto che sembrano dimenticare i tecnocrati: le aspettative sul futuro sono una variabile economica. E queste aspettative non si costruiscono soltanto dal Ministero delle Finanze. Si costruiscono osservando la politica, la capacità di governare, gli accordi che si raggiungono, la stabilità delle regole e la possibilità di prevedere ragionevolmente verso dove sta andando il Paese. Il governo del Presidente Kast ha approvato la riforma tributaria con uno o due voti di scarto e ha celebrato il risultato. Ma governare non consiste soltanto nel contare i voti. Consiste nel costruire maggioranze politiche e sociali capaci di proiettarsi nel tempo. La riforma costituzionale sulla sicurezza promossa dal Governo, che ha provocato il rifiuto dell’opposizione e dubbi all’interno dello stesso schieramento di governo, trasmette esattamente il segnale contrario: incertezza riguardo alle regole future e alla capacità di costruire accordi duraturi. E chi prende decisioni imprenditoriali osserva tutto questo. Soprattutto le piccole e medie imprese e gli imprenditori, dove si concentra una parte fondamentale dell’occupazione privata. Non basta convincere dieci grandi gruppi imprenditoriali. Bisogna fare in modo che migliaia di piccoli e medi imprenditori credano che nel prossimo futuro avranno clienti, regole ragionevolmente stabili e un Paese governabile. Nessun presidente può ordinare queste decisioni dalla Moneda. Ogni imprenditore deve rispondere a una domanda molto semplice: mi fido abbastanza di ciò che verrà da rischiare oggi i miei soldi? E oggi la risposta maggioritaria è no, anche tra molti che possono avere affinità ideologica con il Governo. Altrimenti è difficile spiegare perché, l’economia continui a indebolirsi e la disoccupazione ad aumentare. Uno dei punti di forza dei trent’anni della Concertación fu che il Cile offriva una ragionevole prevedibilità politica. Governo e opposizione erano profondamente in disaccordo, ma esistevano una visione dello Stato, la capacità di costruire accordi e la continuità istituzionale. Quel periodo non ebbe successo soltanto perché c’erano buoni economisti al Ministero delle Finanze o eccellenti tecnici nella Banca Centrale. Ci furono leadership politiche capaci di guidare, negoziare, cedere e coinvolgere il Paese attorno a obiettivi comuni. Generarono aspettative di stabilità e futuro. La stabilità generò fiducia; la fiducia, investimenti; e gli investimenti, crescita e occupazione. Ecco la differenza tra amministrare e governare. I tecnocrati possono progettare eccellenti strumenti economici, ma non possono sostituire la Politica. Si possono ridurre di quattro punti le imposte sulle società, offrire l’invariabilità tributaria e facilitare il rimpatrio dei capitali. Ma nessuna legge può obbligare un imprenditore a investire né un imprenditore ad assumere. Per investire bisogna credere nel futuro. E la fiducia nel futuro non si decreta né si inserisce come articolo in una riforma tributaria. Si costruisce facendo buona Politica. Marcelo Trivelli
September 5, 2026
Pressenza
Cile: organizzazioni per i diritti umani convocano una marcia commemorativa per la memoria, l’eredità di Allende e contro gli indulti
La mobilitazione si svolgerà il 6 settembre e mira a rivendicare l’eredità del presidente Salvador Allende, commemorare i 53 anni dal colpo di Stato e denunciare i passi indietro in materia di diritti umani. La Coordinadora Nacional de Organizaciones de Derechos Humanos y Sociales e la Mesa de Derechos Humanos por una Vida Digna hanno convocato una marcia commemorativa per la memoria, i diritti umani e contro gli indulti, che si svolgerà il prossimo 6 settembre, alle 10:00, dalla stazione della metropolitana Los Héroes e terminerà al Cementerio General, a Santiago, con un evento politico-culturale. La giornata si svolgerà sotto gli slogan “No agli Indulti” e “Diritti Umani, neanche un passo indietro”. Allo stesso modo, sarà rivendicata l’eredità del presidente Salvador Allende e sarà reso omaggio alle vittime del colpo di Stato militare del 1973 e delle successive violazioni sistematiche dei diritti umani. Le organizzazioni promotrici hanno espresso preoccupazione per i possibili indulti o benefici per i condannati per gravi violazioni dei diritti umani, sia legati alla dittatura sia a fatti avvenuti durante l’esplosione sociale, e mettono in guardia da quello che considerano uno scenario di passi indietro in materia di verità, giustizia, riparazione, memoria e garanzie di non ripetizione. Tra le principali preoccupazioni vi è anche lo smantellamento o indebolimento del “Piano Nazionale di Ricerca, Verità e Giustizia”, iniziativa creata durante il governo dell’ex presidente Gabriel Boric, che mira a fare progressi nel chiarimento della sorte delle persone detenute e scomparse durante la dittatura. Per le organizzazioni per i diritti umani, la memoria non costituisce soltanto uno sguardo verso il passato, ma anche una responsabilità nei confronti del presente e del futuro. In questo senso, la convocazione mira a esprimere un rifiuto categorico di qualsiasi forma di impunità e a riaffermare che le violazioni dei diritti umani non possono tornare a essere subordinate a interessi politici e cambiamenti di governo. “Una dimostrazione d’amore e riconoscimento” La presidente dell’Agrupación de Familiares de Ejecutados Políticos (AFEP) e Premio Nazionale per i Diritti Umani 2026, Alicia Lira, ha invitato la cittadinanza a partecipare alla mobilitazione e ha sottolineato il carattere storico e anche culturale della giornata. “Il 6 commemoreremo in forma culturale, in forma mistica, rivendicando, non solo ciò che è stata l’Unità Popolare, la memoria dei nostri familiari, ciò che ancora ci manca da trovare, i nostri detenuti scomparsi e giustiziati senza consegna del corpo”, ha dichiarato la Premio Nazionale per i Diritti Umani.. Inoltre, ha affermato che la marcia rappresenta anche un omaggio al presidente Salvador Allende e a coloro che parteciparono al processo dell’Unità Popolare insieme a lavoratori, donne e professionisti. “Ha a che fare con questa marcia, che è una dimostrazione d’amore, di riconoscimento, con l’orgoglio che proviamo per il nostro presidente Salvador Allende”, ha affermato. Nello stesso senso, il musicista Jorge Coulon, del gruppo Inti Illimani, ha invitato a partecipare alla mobilitazione in un momento che considera particolarmente rilevante per la difesa dei diritti umani. “È molto importante rivendicare che il Cile rispetta ed esige il rispetto dei diritti umani e della memoria delle vittime delle violazioni dei diritti umani”, ha dichiarato l’artista. Félix Madariaga Leiva
August 29, 2026
Pressenza
“Il cileno”, biografia di un uomo in fuga dal golpe di Pinochet
Nel Cile qualche anno dopo il golpe, il giovane minatore socialista esperto di esplosivi Aldo Marin (Camillo Arancibia), realmente esistito e fattosi notare all’apice delle proteste contro Pinochet, per sfuggire all’esercito del dittatore decide di rifugiarsi in Italia, a Torino, lasciando con grande strazio la moglie e il figlio di tre mesi. Insieme all’amico Chapa (Abdrew Bargsted) Aldo trova lavoro in fabbrica. Come il Cile anche l’Italia, immersa negli anni di piombo, vive tensioni epidermiche. Luciana (Sara Serraiocco) una dottoressa che aiuta le donne ad abortire e insegna all’università, conosce Aldo e segna in maniera decisiva il suo destino. Il giovane cileno non guadagna abbastanza ma, grazie al suo talento dinamitardo, viene ingaggiato da un gruppo anarchico votato alla lotta armata: Aldo accetta di fabbricare bombe, opponendosi però a installarle in prima persona, compromesso labile ed ipocrita che non lo metterà al sicuro. Il film di Sergio Castro-San Martín – anche sceneggiatore con Simona Nobile – raffigura l’anima straziata del suo protagonista, esule sia nel suo Paese che in quello che lo ha accolto, sradicato come tutti coloro che si ritrovano senza una vera madre patria, in una situazione che non comprendono appieno e che non hanno completamente scelto: cadere nella lotta armata appare più che mai suicida e conferma l’inadeguatezza dell’azione cruenta per risolvere i conflitti. Nell’elaborazione del regista assieme a Simona Nobile c’è un’epoca di spunti che riguardano il legame tra la cultura italiana e quella cilena a seguito del golpe: un momento storico di accoglienza e vicinanza verso un popolo di esuli, che oggi, in un mondo ancora più caotico e violento, sembra politicamente lontano. Il cileno (2026) Un film di Sergio Castro San Martín con Camilo Arancibia, Sara Serraiocco, Andrew Bargsted, Gaetano Bruno, Lorenzo Richelmy. Genere: Biografico Durata: 100 minuti. Produzione: Svizzera, Cile, Italia 2026. Uscita nelle sale: 27 agosto 2026  Bruna Alasia
August 24, 2026
Pressenza
Il Cile sulla scia di Javier Milei
Nel subcontinente sudamericano le opinioni sono ancora una volta divise: da un lato ogni sorta di conservatori, che si aggrappano al «modello» della cosiddetta politica economica libertaria; dall’altro, i sostenitori di norme e ideali di stampo socialdemocratico. Il confine tra i due territori è per giunta labile e disseminato di […] L'articolo Il Cile sulla scia di Javier Milei su Contropiano.
August 23, 2026
Contropiano