Tag - cile

Cile: Sciopero studentesco contro Kast
Forte repressione poliziesca a Santiago durante le marce contro l’agenda punitiva nelle scuole e il piano di taglio di 6.000 milioni di dollari. Questo mercoledì la polizia è intervenuta con durezza per sciogliere la prima grande mobilitazione statale studentesca convocata sotto l’amministrazione del fascista José Antonio Kast, che si è insediato il passato 11 marzo […]
[Santiago, Cile]: Sabotaggio contro l’azienda di autobus RED in memoria dex compagnx cadutx
> Da Contra info, 22.05.26 22 MAGGIO GIORNO DEL CAOS PROCURA KE VIVA LA ANARQUÍA PUNKI MAURI PRESENTE «Brucia la merce, rompi le gabbie che ti rinchiudono giorno dopo giorno». – Mauricio Morales – Questa notte, sotto la luce della luna, abbiamo deciso di agire individualmente e di ricordare i nostri compagni con un’azione. Oggi, 22 maggio, a 17 anni dalla tua scomparsa, rivendichiamo il tuo nome. Mauricio Morales, il compagno morto in seguito all’attivazione anticipata dell’ordigno esplosivo che aveva come obiettivo la scuola della gendarmeria [corpo militare che gestisce le carceri cilene, NdT]. Maggio si tinge di nero e ricordiamo anche Vicente Nicosia, anarchico a cui l’11 maggio un autobus della RED [Red Metropolitana de Movilidad, ex Transantiago, il trasporto pubblico della metropoli di Santiago, NdT] ha strappato la vita; il responsabile del fatto ha reagito immediatamente dandosi alla fuga. Irrompiamo nella quotidianità di questa fredda mattina con rispetto per i familiari e gli amici, per agire in rappresaglia contro la (STU), l’azienda che gestisce la linea dell’autobus 107. Abbiamo sabotato un mezzo che effettuava lo stesso percorso che ha causato la morte del nostro compagno. Con questo vogliamo chiarire che l’impunità del responsabile avrà le sue conseguenze. Non ci sarà riposo senza vendetta e non ci sarà azione senza risposta. “Javier Recabarren, compagnx anarchico e antispecista, muore il 18 marzo 2015 dopo essere stato investito da un autobus della compagnia Transantiago. Lo stesso caso si verifica l’11 maggio 2025, quando il compagno Vicente Nicosia perde la vita per mano di un maledetto autista che si dà alla fuga. Mauri, Vicente e Javier ci accompagnano nella nostra azione contro i vostri macchinari. I/le miex mortx vivono nel fuoco che brucia i vostri prodotti”. -CHE L’ANARCHIA NON MUOIA IN BOCCA, MA PRENDA FORMA NELLE MANI ATTIVE- -------------------------------------------------------------------------------- ATTACCO INCENDIARIO CONTRO UN AUTOBUS DELLA RED NEI PRESSI DELL’USACH IN MEMORIA DI MAURI > Da Informativo Anarquista, 28.05.26 Martedì scorso, 26 maggio, un gruppo di compagnx anarchicx, uscitx bardatx dall’Università di Santiago (USACH), ha eretto delle barricate e ha dato fuoco a un autobus della linea RED intercettato in via Matucana, nell’ambito del Maggio Nero in memoria di Mauricio Morales.
Cile: l’agenda dell’impunità di Kast
L’indulto ai carabineros macchiatisi di reati, il tentativo di smantellare il Plan de Busqueda dei desaparecidos e la volontà di blindare i confini con Perù e Bolivia sono solo alcune delle misure più repressive del presidente di estrema destra nei suoi primi mesi di governo. di David Lifodi Foto ripresa da https://www.resumenlatinoamericano.org/ Sono trascorsi poco più di due mesi dall’insediamento
Notturno cileno
Le prime difficoltà del governo di José Antonio Kast. di Marco Consolo (*) In Cile, dopo meno di un mese dal suo insediamento nel palazzo de La Moneda, il governo del neo-pinochetista José Antonio Kast naviga già in acque tempestose. La luna di miele è stata molto breve. Mentre scrivo, l’approvazione del governo è passata dal 47,5% all’inizio del suo
Il Sudamerica ora guarda agli Usa
Il nuovo presidente del Cile, José Antonio Kast, ha un piano per contrastare l’immigrazione. Basterà creare un fossato al confine con le nazioni vicine (Perù e Bolivia in primis), e successivamente servirà erigere una barriera: «Le ruspe costruiranno la nostra sovranità», ha dichiarato alla stampa nazionale e internazionale a neanche una manciata di giorni dalla propria elezione. Sarebbero 336.000 gli immigrati irregolari secondo le stime (rigorosamente approssimative) che il nuovo esecutivo cileno ha fornito il 19 [marzo] in esclusiva alla «Bbc». Kast, eletto da neanche venti giorni, ha chiarito sin da subito la sua rottura coi governi precedenti (tutti di sinistra) strizzando l’occhio a Trump, al periodo della dittatura di Pinochet e alle «cose buone» di quel periodo. Ammesso che ve ne siano. Sebbene voci critiche si siano alzate dei confronti della decisione del Presidente, l’opinione pubblica non sembrerebbe reagire significativamente. A poco è valso il monito del deputato degli umanisti Tomas Hirsch che ha criticato il modo di fare di Kast parlando di «frasi facili per risolvere problemi complessi». Le ruspe sarebbero lo strumento con cui non solo il Cile si separerà idealmente da Perù e Bolivia ma con cui «riconquisterà la propria identità». La prima trincea è stata scavata alla frontiera col Perù, nel mezzo del deserto valico di frontiera di Chacalluta ma il messaggio è rivolto anche e soprattutto a Rodrigo Paz Pereira, presidente boliviano. Da quel punto i due paesi distano meno di duecento chilometri. Sebbene Kast e Paz Pereira abbiano portato la destra in auge, le storiche ruggini tra Cile e Bolivia potrebbero riemergere a causa della questione migratoria, impossibile da sostenere ulteriormente per Santiago del Cile. Triangolazione venezuelana Dalle città di El Alto e La Paz, la capitale più alta del mondo, transita la rotta della migrazione proveniente dal nord-est del Sudamerica. Ad intraprendere i viaggi all’interno della regione sono perlopiù persone di nazionalità venezuelana in cerca di stabilità e di lavoro. Tentare di attraversare a piedi il Darién, la terra di nessuno che separa la Colombia da Panama (dunque dal Messico e infine dagli Usa), è sempre più sconsigliato: il tratto è nelle mani dei trafficanti e i governi dei paesi interessati non si stanno occupando della questione, che nel frattempo volge sempre di più in un crogiolo di complessità. Ma se la via che porta verso Messico e Usa è bloccata, cosa rimane a chi ha deciso di lasciare il proprio paese? L’unica alternativa è quella di tentare l’approdo dall’altra parte della costa, cioè in Cile, al netto dell’ira di Kast, passando per la Bolivia. Paese, quest’ultimo, spesso meta d’approdo per l’immigrazione venezuelana, così come viene registrato nella città di El Alto grazie alla presenza della «Casa Luz Verde» (Casa Luce Verde), punto d’accoglienza, di assistenza alle madri e ai minori, nonché d’assistenza legale, cogestito da Fundacion Munasim Kullakita e da Unhcr (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati). Guardando a Trump Le strutture d’accoglienza possono tuttavia essere messe in discussione a causa dei repentini cambi di governo dell’intera regione. Il Cile è solo l’ultimo dei paesi che nell’ultimo periodo ha abbracciato la ‘dottrina Trump’ in ambito economico, in politica interna ed estera. Ora, infatti, il presidente Usa sta sfruttando a proprio vantaggio la condizione di frammentazione politica del Sudamerica. Lo ha fatto ad inizio mese a Miami con la costituzione dello “Shield of the Americas (Scudo delle Americhe)”, formalmente uno strumento volto a contrastare «traffico di droghe, criminalità internazionale e immigrazione illegale» ma nei fatti una «alleanza militare» con gli Usa, come ribadito dagli stessi sottoscrittori dell’accordo. Argentina, Cile, Bolivia, Guyana e Paraguay hanno aderito entusiasticamente allo «scudo» e nei fatti stanno portando i loro paesi sempre più sotto l’orbita statunitense. I tempi dell’Alba, l’Alleanza bolivariana anti statunitense, parrebbero essere tramontati da un pezzo. Il Brasile nel frattempo, proprio a margine della riunione di Miami a cui il presidente Lula non ha partecipato, ha raggiunto un accordo economico con la Bolivia di Paz Pereira. I due, sebbene distanti politicamente, si sono ritrovati nella firma di un accordo che possa guardare «al benessere dei due paesi» e che sappia «andare oltre le differenze politiche». Un ponte necessario per entrambi: per il Brasile, così da non rimanere isolato politicamente, per la Bolivia per un rilancio che non sia solo a stelle e strisce. Articolo pubblicato su «L’Eco di Bergamo» del 30.3.2026. Marco Piccinelli
March 31, 2026
Pressenza
A Cuba soffocata dall’embargo si tratta ,in Cile gli studenti in piazza contro il neo pinochetismo di Kast
A Cuba soffocata dall’embargo petrolifero si parla di trattative in corso e sembrerebbe che Diaz Canel ,il presidente, sia destinato ad essere sacrificato ;la figura emergente potrebbe essere Raulito Castro detto ” el Cangrejo” ,nipote di Raul, figlio del direttore del GAESA, il Grupo de Administración Empresarial S.A., un conglomerato gestito dalle forze armate che secondo le stime controlla tra il 40 e il 70 per cento dell’economia cubana. GAESA domina il settore alberghiero, la distribuzione di carburante, le catene di supermercati, i cambi di valuta e il porto principale dell’isola. La trattativa ha indispettito gran parte della popolazione che subisce le continue interruzioni di energia elettrica, perchè in un primo momento era stata negata dal governo distintosi per un sostanziale immobilismo di fronte alla crisi . Nonostante le timide liberalizzazioni l’economia cubana è rimasta sostanzialmente dipendente dall’estero ,non possedendo materie prime e legata al settore turistico e alla produzione di canna da zucchero (anche la “zafra” il raccolto del 2026 è stato deludente a causa della mancanza di combustibile). Al netto dell’embargo criminale che assilla l’isola da decenni sono sfuggite occasioni di riforme economiche a causa della mancanza di visione di lungo periodo e di ricambio generazionale . Dalla parte opposta del continente in Cile gli studenti si sono mobilitati contro i tagli all’istruzione e alle spese sociali del governo del neopresidente Kast ammiratore del cupo periodo pinochetista . Il neopresidente pensa di realizzare la crescita economica con una drastica riduzione della spesa pubblica, una riforma fiscale a favore del mondo imprenditoriale, la deregolamentazione delle norme di tutela ambientale e di restrizione all’espansione immobiliare. Kast ha firmato una serie di decreti che abilitano la costruzione di muri di frontiera e il rafforzamento della presenza militare sui confini. Ha inoltre già ritirato 43 regolamenti di protezione ambientale, ha firmato decreti per accelerare le valutazioni d’impatto ambientale di 51 progetti per un valore di circa 16 miliardi di dollari, e ha approvato un accordo con gli Stati Uniti per lo sfruttamento di terre rare e minerali critici come litio e rame. Non si è limitato a questi provvedimenti di stampo neoliberale ma ha anche concesso l’indulto a Carabineros e militari condannati per la repressione delle rivolte del 2019 il cosidetto “estallido social” che aveva portato Boric alla presidenza . La radicale svolta a destra in Cile si spiega anche come la conseguenza di una fallimentare strategia del progressismo rappresentato da Gabriel Boric che aveva inizialmente incanalato la crisi sociale esplosa nel paese verso una soluzione istituzionale, l’Accordo per la Pace e la Nuova Costituzione firmato il 15 novembre 2019 mentre in tutto il paese continuavano le mobilitazioni e le violazioni dei diritti umani. Ne parliamo con Andrea Cegna giornalista esperto di America Latina
March 30, 2026
Radio Blackout - Info
[Santiago, Cile] Il compagno sovversivo Tomás González evade dall’ex Penitenciaría
> Da informativo anarquista, 26.02.26 Ricevuto via e-mail Il 25 febbraio 2026, l’ex prigioniero sovversivo Tomás González, insieme a un altro detenuto, è evaso dall’ex Penitenciaría* travestito da gendarme. Il compagno Tomás è stato condannato a più di 21 anni di carcere: 16 anni per aver sparato ai poliziotti nel tentativo di evitare l’arresto nel maggio 2022 e 5 anni (in attesa di giudizio definitivo) per possesso di bombe Molotov. Di fronte alle maglie repressive che iniziano a stringersi dentro e fuori, l’appello è quello di non fornire alcuna informazione utile alla repressione. Nessuna collaborazione è accettabile! Nessuna foto del compagno, nessun dato sul suo ambiente e sui suoi legami deve essere consegnato alla polizia! Lunga fuga e lunga vita ax compagnx fuggitivx e latitantx. Tutta la nostra forza e complicità a chi resiste ancora in prigione.     “Conservo ogni momento in cui posso imparare, insieme ai miei compagni, dalle esperienze che, da tempo immemorabile, diverse generazioni hanno trasmesso sulla base della complicità e dell’umiltà. Nulla è finito, perché il compito continua: contribuire sempre in modo concreto. Chi vive lottando apre strade ovunque, e come autonomi e illegali questo è il nostro orizzonte”. Tomas González Quezada *NdT: la ex Penitenciaría è tra le prigioni più vecchie e sovraffollate del Cile; è stata costruita a metà ‘800 sul modello architettonico del Panottico. E’ oggi anche nota come Centro di Detenzione Preventiva di Santiago Sur.