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TORINO: PARTE IL FESTIVAL “ALTRI MONDI ALTRI MODI” MALGRADO LE INTIMIDAZIONI DELLA QUESTURA
Da oggi e fino al 3 maggio, decine di appuntamenti politico-culturali organizzati da collettivi e associazioni riuniti nel percorso “Torino partigiana”, che non si lasciano intimidire dalla prescrizioni notificate dalla questura di Torino. Il festival non si ferma, ma ha dovuto allontanarsi dal luogo inizialmente previsto, ovvero a pochi metri dallo stabile sgomberato di corso Regina Margherita. Il festival “Altri Mondi Altri Modi” si tiene in piazza Santa Giulia, comunque non lontano dalla palazzina che ospitava Askatasuna, sempre nel quartiere Vanchiglia. “Il festival partigiano” rappresenta già dalle sue precedenti edizioni, un’occasione di “incontro, confronto, socialità alternativa e si inserisce in un percorso di mobilitazione collettiva a fronte di una situazione di militarizzazione del quartiere Vanchiglia a seguito dello sgombero dell’Aska. Un momento per far rivivere il quartiere e riflettere criticamente su ciò che accade intorno a noi”, spiegano dall’organizzazione. A proposito delle prescrizioni della Questura, viene sottolineato come la decisione sia “la riprova di quanto sia necessario continuare a costruire insieme momenti come questo che vedono strettamente unite la lotta per il nostro presente, per la città che vogliamo, e la lotta contro il regime di guerra imposto. Il laboratorio di militarizzazione in cui vogliono trasformare Vanchiglia comprende anche questo aspetto: respingere iniziative di socialità e di contro-cultura. Di fronte alla postura di chi vorrebbe controllare il nostro territorio e il nostro quartiere, rilanciamo ancora di più a partecipare al Festival e a presidiare insieme Vanchiglia”. Ai nostri microfoni Martina, compagna di Askatasuna. Ascolta o scarica Il programma completo del festival è disponibile cliccando qui, oppure sui canali social “Altri mondi Altri Modi”.  
April 22, 2026
Radio Onda d`Urto
25 aprile 2026: Torino è più partigiana che mai
Il 25 aprile di quest’anno arriva in un momento storico decisamente critico: la guerra diffusa, attuata con pratiche genocidarie che mirano alla distruzione di intere popolazioni, governanti sfacciatamente irridenti del diritto internazionale e dei diritti umani, da cui il nostro governo non solo non si dissocia ma si fa complice e alleato. Nel nostro paese la Costituzione è sotto attacco attraverso una moderna forma di fascismo che sta erodendo i diritti sociali fondamentali, le libertà politiche e le forme istituzionali che garantiscono l’equilibrio dei poteri e ne limitano l’autoritarismo. In questo scenario sconfortante la città di Torino arriva con l’aggiunta della ferita profonda dello sgombero del centro sociale Askatasuna e della persistente militarizzazione di una porzione significativa del quartiere che lo circonda (oltre alle 6 zone rosse a “vigilanza rafforzata” istituite in seguito all’ultimo decreto sicurezza del 24/2/26). Ma non arriva impreparata. I giovani e le giovani che hanno animato le grandi manifestazioni per la Palestina dell’autunno (e non si sono ancora fermati), che hanno provato a resistere allo sgombero dell’Aska, che sono andati a votare in massa NO al referendum, che si oppongono e denunciano i ripetuti tentativi dei giovani fascisti di presentarsi davanti alle scuole con i loro volantini, sono i volti nuovi che animano il 25 aprile torinese. E’ da qualche anno che i vecchi partigiani che hanno combattuto nella Resistenza, i pochi ancora in vita, non sono più in grado di presenziare alle cerimonie celebrative, ma gli iscritti all’ANPI non sembrano diminuire e la loro età media si abbassa sempre di più. Non solo, in una città sfregiata dallo sgombero di un centro sociale sembra che si stiano radicando nei quartieri altrettanti centri sociali: circoli, spazi liberati, spazi popolari, comitati di cittadini autorganizzati che i territori li abitano e li animano con pratiche diffuse di solidarietà e di culture alternative e antirazziste. L’antifascismo è l’anima di questa cultura e il 25 aprile è il giorno di festa per rinnovare la Resistenza: resistenze all’impoverimento sociale, alla militarizzazione dei quartieri, alle politiche di guerra e di riarmo che impoveriscono le risorse per le politiche sociali … “Sta a noi portare avanti i valori della Resistenza, gli ideali di pace, giustizia e libertà per i quali decine di migliaia di giovani hanno lottato” si legge sulle varie iniziative che stanno proliferando su Instagram Ed è da lì che ci sembra interessante andare a vedere cosa succederà nei quartieri torinesi per celebrare il lungo giorno della Liberazione. Si inizia dalla tradizionale fiaccolata cittadina del 24 sera, alle ore 20 da piazza Arbarello, in cui i vari spezzoni si stanno dando appuntamento già dalle 19. Perché dopo le istituzioni, l’ANPI e le diverse realtà politiche e sindacali seguiranno diversi spezzoni: lo spezzone studentesco, lo spezzone sociale animato dalla solidarietà alla Palestina e dall’area ecologista. Inoltre, si troveranno le varie realtà che animano il Coordinamento Antifascista Torino dietro allo striscione “Partigiani per la pace no alla guerra”.   Il 25 aprile vedrà fiorire numerose iniziative in diversi quartieri:   * in Vanchiglia alle 10 passeggiata alle lapidi e pranzo in via Balbo con il comitato Vanchiglia Insieme * In Barriera e Aurora partiranno 3 cortei, da Manituana, Ost barriera, piazza Bottesini e la lapide di Libera e Vera alle 10 che si congiungeranno in piazza Crispi per un pranzo sociale collettivo; * In Valdocco ritrovo alle 12,30 in via Masserano 4, a seguire pranzo sociale allo Spazio Popolare Neruda e successivo corteo; * In San Paolo l’ormai tradizionale ritrovo animato dal csoa Gabrio in via Di Nanni dalle 12 con banchetti, musica e cibo. Partenza per il corteo alle 15 con la consueta conclusione sotto al balcone in cui Dante Di Nanni perse la vita combattendo. Mamme in piazza per la libertà di dissenso
April 20, 2026
Pressenza
Al via un “aprile partigiano” in Vanchiglia
A quattro mesi dallo sgombero del Centro Sociale Askatasuna, il quartiere Vanchiglia è ancora ostaggio di una presenza capillare di forze dell’ordine che alternano l’ozio quotidiano davanti allo stabile rosso di corso Regina Margherita 47 ad una presenza muscolare e intimidatoria nelle piazze, nelle strade e davanti alle scuole del quartiere. Ciliegina sulla torta, davanti alle targhe dei partigiani morti per liberare Torino il reparto celere aveva piazzato i propri bagni chimici. Il Comitato Vanchiglia Insieme, Askatasuna e l’assemblea Torino Partigiana hanno organizzato una fitta serie di appuntamenti tra il 23 aprile ed il 1 maggio, per resistere ad un governo che tratta le proprie città come territori occupati, blindando e chiudendo gli spazi di aggregazione mentre i cittadini e le cittadine fanno i conti con i costi proibitivi imposti da una guerra ormai permanente. Dal 23 aprile al 3 maggio, in Vanchiglia prende avvio il festival “Altri Mondi/Altri Modi” (QUI il programma). Il 24 aprile, partecipazione alla fiaccolata per la Liberazione dietro lo striscione di “Torino Partigiana”; 25 aprile, corteo in Vanchiglia e giro alle lapidi dei partigiani; 1 maggio, spezzone sociale contro la guerra e la militarizzazione dietro lo striscione di “Torino Partigiana”. Ne abbiamo parlato con Tommaso, del Comitato Vanchiglia Insieme.
April 19, 2026
Radio Blackout - Info
Al via l’appello della Procura di Torino per il processo “Sovrano”
Questa settimana si è tenuta la prima udienza dell’appello voluto dalla Procura di Torino per impugnare la sentenza di primo grado che ha visto cadere il capo di imputazione di associazione per delinquere nel processo nominato “Sovrano” ai riguardi di Movimento No Tav e Askatasuna. Ripercorriamo le tappe e le ipotesi accusatorie cadute con la prima fase processuale e commentiamo la prima udienza che ha visto una rigidità da parte della Corte che ha rifiutato di accogliere due richieste formulate dalla difesa in ottica di garantire l’imparzialità del processo. Comincia la fase dibattimentale che vedrà auditi due funzionari della Digos in merito al tema dei riconoscimenti e di presunte intercettazioni non sufficientemente considerate nel primo grado. E’ fondamentale dunque riportare al centro la campagna di solidarietà che ha accompagnato questo lungo e tortuoso processo nell’idea di un’ Associazione a Resistere, con l’obiettivo di smascherare il tentativo della Procura torinese di stigmatizzare un movimento come quello No Tav e chiunque si ponga il problema di lottare e resistere in questa città. Il 22 aprile ci sarà un primo momento della rinnovata campagna con il dibattito previsto in occasione del Festival Altri Mondi Altri Modi in Vanchiglia con la presenza di ZeroCalcare, momento in cui si tratterà il tema della repressione dell’antifascismo militante a partire dalla solidarietà a Maja T. sino ad arrivare alle vicende che riguardano il territorio nostrano. La prossima udienza sarà il 18 maggio e si invita a una presenza di sostegno ai 25 imputat* del processo in aula maxi 2 alle ore 9.30. Ne parliamo con Dana del Movimento No Tav Qui il programma del festival
April 17, 2026
Radio Blackout - Info
TORINO: MAXI-PROCESSO ASKATASUNA. DOPO L’ASSOLUZIONE DALL’ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, LA PROCURA CI RIPROVA CON L’APPELLO
Maxi-processo Askatasuna: dopo che, un anno fa, i giudici torinesi hanno escluso il reato di associazione a delinquere formulato dall’accusa nell’indagine “Sovrano”, la Procura con l’elmetto ci riprova in appello. Si è conclusa lunedì pomeriggio, 13 aprile, la prima udienza d’appello del processo che lo scorso marzo aveva visto 16 dei 28 imputati assolti dall’accusa di far parte di un’associazione a delinquere e, a tal fine, di aver commesso diversi reati legati alla lotta No Tav e alla città di Torino, a partire dal centro sociale Askatasuna. I pm torinesi hanno chiesto e ottenuto il rinnovo del dibattimento, al via stamattina con l’audizione di due agenti della Digos. Non è stata accolta, invece, la richiesta di acquisire il file audio dell’intervista rilasciata alla nostra emittente, Radio Onda d’Urto, da Giorgio Rossetto, compagno torinese tra gli imputati nel processo. Gli avvocati di compagne e compagni hanno poi chiesto a una giudice di “valutare l’opportunità di astenersi”. Si tratta di Emanuela Ciabatti, che aveva fatto parte del tribunale che nel 2015 si pronunciò proprio nei confronti di  Giorgio Rossetto in un’altro processo contro il movimento No Tav. La corte, però, ha respinto la richiesta. L’aggiornamento con Dana Lauriola, compagna del movimento No Tav imputata nel processo. Ascolta o scarica.  
April 13, 2026
Radio Onda d`Urto
Processo “Sovrano”: al via l’appello tra ombre e contraddizioni
Si è da poco conclusa la prima udienza d’appello di “Sovrano”, il processo che lo scorso marzo aveva visto 16 dei 28 imputati assolti dall’accusa di far parte di un’associazione […] The post Processo “Sovrano”: al via l’appello tra ombre e contraddizioni first appeared on notav.info.
April 13, 2026
notav.info
Referendum: voci diverse per un NO e…
…. e un caro amico della “bottega” che invece vota Sì. Interventi di Raffaele Barbiero, Valerio Calzolaio, Davide Fabbri, Luigi Ferrajoli, Gianni Lixi, Mario Sommella. Con una breve replica di Daniele Barbieri all’amico che nell’urna “tradirà”… A seguire i link ai nostri articoli precedenti. L’invito di Valerio Calzolaio Domenica prossima andrò a votare e voterò no. I referendum contengono vari