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ROTTA BALCANICA: IL PATTO EUROPEO SULLA MIGRAZIONE HA PEGGIORATO LE CONDIZIONI DEI RICHIEDENTI ASILO DETENUTI IN BULGARIA
Il Collettivo Rotte Balcaniche denuncia in una lettera aperta il rapido deterioramento delle condizioni detentive e il mancato rispetto dei diritti umani più basilari dei richiedenti asilo nel centro chiuso di Pastrogor, in Bulgaria. In quel luogo, attivisti e attiviste del Collettivo stanno raccogliendo le segnalazioni dei richiedenti asilo sono trattenuti e soggetti a restrizioni della libertà personale, divieti di visita e rigidi controlli mentre attendono l’esame della loro domanda. Le condizioni umanitarie, riportano le testimonianze dei detenuti raccolte dal Collettivo, sono in rapido deterioramento anche in seguito all’approvazione del Patto Europeo sulla Migrazione e l’Asilo. Tra le violazioni denunciate la mancata assistenza medico-sanitaria, la scarca qualità alimentare che provoca la perdita di peso delle persone rinchiuse, il divieto arbitrario di visita imposto anche ad attiviste ed attivisti del Collettivo che, oltre al sostegno materiale, raccolgono le denunce dei richiedenti asilo. Non sono mancate inoltre le violenze fisiche degli agenti di polizia contro chi ha provato a protestare sia all’interno che all’esterno del centro di Pastrogor. Anche alcuni membri del Collettivo sono stati arrestati per la loro attività di osservazione e denuncia e per essersi mobilitati con presidi e manifestazioni, alle quali i piccoli paesi della Bulgaria sud orientale non erano abituati. Ci riporta quanto osservato in Bulgaria, Giovanni del Collettivo Rotte Balcaniche. Ascolta o scarica Pubblichiamo la lettera che il Collettivo Rotte Balcaniche ci ha inviato in redazione. 
October 22, 2026
Radio Onda d`Urto
Bottega: cronache di una migrazione annunciata (2/2)
di jolek78 Mettere su un servizio è un lavoro che conosco. Spiegare a cosa serve, no. Il collettivo della Bottega mi ha chiesto, legittimamente, alcune cose semplici: la newsletter che parte; il sito che si apre; il contatore che dice quanti leggono. Io ho risposto con container, relay, DMARC, log. Sono risposte giuste che nessuno aveva chiesto, formulate in una
Bottega: cronache di una migrazione annunciata (1/2)
di jolek78 Mettere su un servizio è un lavoro che conosco. Spiegare a cosa serve, no. Il collettivo della Bottega mi ha chiesto, legittimamente, alcune cose semplici: la newsletter che parte; il sito che si apre; il contatore che dice quanti leggono. Io ho risposto con container, relay, DMARC, log. Sono risposte giuste che nessuno aveva chiesto, formulate in una
September 26, 2026
La Bottega del Barbieri
Cosa è stato deciso al Vertice sui migranti in Europa
Dopo giorni di critiche e accuse contro la gestione della crisi di Ceuta da parte del governo spagnolo, nel corso della riunione svoltasi ieri sera i ministri degli Interni degli Stati membri dell’UE hanno sancito la «piena solidarietà» – almeno sulla carta – nei confronti del primo ministro Sanchez. «L’UE è pronta a sostenere la Spagna», riporta il comunicato rilasciato alla fine dell’incontro, ma anche a «proteggere le nostre frontiere dall’immigrazione irregolare». Con il pretesto di quanto accaduto, infatti, l’Europa appare decisa a implementare tutti i meccanismi funzionali all’innalzamento delle proprie frontiere, in linea con quanto previsto dal Patto europeo su migrazione e asilo recentemente approvato. L’incontro, tuttavia, più che portare a decisioni concrete ha assunto i toni di uno scambio di opinioni, mentre le dichiarazioni rilasciate a margine lasciano pensare che la linea dei Ventisette sia tutt’altro che compatta. L’incontro era stato promosso da Italia e Danimarca e sottoscritto da una ventina di Paesi UE. «Le immagini arrivate da Ceuta hanno dimostrato ancora una volta quanto sia urgente una risposta europea all’immigrazione clandestina», aveva ribadito Giorgia Meloni in quell’occasione. Tuttavia, dopo aver espresso apprezzamento per la reazione «rapida ed efficace» della Spagna, il vertice di ieri ha assunto più che altro i contorni di uno «scambio di opinioni», senza che emergessero nuove decisioni in merito a iniziative da mettere in campo. «L’UE è unita e pronta a sostenere la Spagna» ha dichiarato il ministro Jim O’Callaghan, dell’Irlanda, Paese attualmente alla guida del Consiglio UE. Il controllo delle frontiere, ha proseguito, è una «responsablità condivisa», che richiede una «risposta europea unita». Da quanto emerso dal comunicato, l’incontro sembra essere più che altro servito a ribadire la linea comune dell’UE, che prevede un generico innalzamento delle frontiere. Molto di quanto discusso è infatti già incluso nel nuovo Patto UE sulla migrazione: «combattere incessantemente le reti del traffico dei migranti, intensificare i rimpatri, rafforzare le frontiere dell’UE, costruire partenariati approfonditi con Paesi terzi e migliorare le attività di previsione». Inoltre, i ministri hanno «posto l’accento sulla necessità di migliorare la conoscenza situazionale condivisa, potenziando i sistemi di allarme rapido quali l’intelligence prefrontaliera e il monitoraggio dei social media». L’importanza della cooperazione con i Paesi terzi è più volte sottolineata, sulla carta per «continuare a sviluppare partenariati che creino giuste opportunità per le persone nei loro Paesi d’origine e rafforzino la gestione della migrazione». La linea europea, in questo senso, è già ben tracciata. Gli hub di rimpatrio, seppur non esplicitamente nominati nel vertice dei Ventisette di ieri, costituiscono un tassello fondamentale della recente Patto europeo sulle migrazioni, che rivede profondamente il significato attribuito al diritto di asilo nell’Unione – diritto umano fondamentale secondo le Nazioni Unite. Gli accordi con i Paesi terzi sono fondamentali per l’istituzione di questi centri, il cui scopo è di fatto quello di impedire ai migranti di raggiungere le coste dell’Europa. Lo schema segue il modello già sperimentato da Regno Unito con il Ruanda, criticato dall’ONU e da molteplici agenzie e organizzazioni internazionali per i diritti umani. Dopo il vertice, il commissario per gli Affari Interni e la Migrazione UE, Magnus Brunner, ha definito quanto accaduto un test per la «resilienza europea», rivendicando i risultati ottenuti dalle politiche UE, che hanno fatto registrare negli ultimi due anni una diminuzione «del 55%» degli ingressi. Tuttavia, se a un primo sguardo l’Unione sembra compatta sulla linea da seguire, sono le stesse parole del commissario a segnare la presenza di crepe interne. Quando interrogato dai giornalisti circa le politiche migratorie spagnole – che puntano alla regolarizzazione di un gran numero di persone senza documenti -, il commissario ha dichiarato che il tema non è stato discusso ma che la «discussione sulla regolarizzazione» non è un «buon segnale» per l’Europa. Dietro la facciata di unità, insomma, si nascondono evidenti divergenze, che si palesano ulteriormente nella manovra italiana di sospensione della zona Schengen con Madrid, della durata di circa un mese. Intanto, quel che resta dopo il polverone sollevato da tutta questa storia sono i corpi in fondo al Mediterraneo. Sono 79 i morti accertati, dei quali sono stati recuperati i corpi, ma il numero reale potrebbe essere considerevolmente maggiore. E per questo, ancora una volta, l’Europa non intende assumersi alcuna responsabilità. The post Cosa è stato deciso al Vertice sui migranti in Europa appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 5, 2026
L'INDIPENDENTE
Cultura: a Salerno la storia di un’emigrazione tra Basilicata e Brasile
SALERNO, 9 GIUGNO 2026 – Appuntamento con la storia e la memoria dell’emigrazione meridionale: martedì 9 giugno, alle ore 18:00, la Casa del Volontariato di Salerno ospiterà la presentazione del libro “Da Trecchina a Jequié. Un Ritorno” di Pierfrancesco Grillo. Un viaggio appassionato tra Basilicata e Brasile alla ricerca delle proprie radici familiari. Di seguito il testo integrale del comunicato stampa con tutti i dettagli dell’evento. -------------------------------------------------------------------------------- Presentazione del libro di Pierfrancesco Grillo “Da Trecchina a Jequié. Un Ritorno”  Salerno, 9 giugno 2026 ore 18,00 CASA DEL VOLONTARIATO, Via F. Patella (traversa del corso V. Emanuele altezza civico 90) L’autore Pierfrancesco Grillo si confronterà con Rosa Maria Grillo e Giuseppe Fiorenzano, entrambi lucani e studiosi delle emigrazioni meridionali nella America latina e Fiorenzano inoltre è originario di Trecchina. Nel bel racconto di Pierfrancesco Grillo, ‘terza generazione’ di una storia familiare tra la Basilicata e il Brasile, tra Trecchina e Jequié, ci imbattiamo in storie più ampie condivise e comuni ad altre famiglie e altri luoghi, in topoi delle migrazioni di ogni luogo e ogni tempo vitalizzati dal pacato sentimento di Pierfrancesco alla ricerca delle proprie radici: ruoli maschili e femminili, emigrazione a catena, ‘fare l’America’, ‘vedove bianche’, figli illegittimi… Foto e documenti dell’epoca arricchiscono questa storia e ci invitano a entrare in quel mondo, da un lato all’altro dell’oceano, per accompagnare Pierfrancesco nella sua personale e appassionata ‘scoperta’ del Brasile e della sua famiglia brasiliana, per riempire i vuoti dell’assenza e del silenzio: attratto da quel mondo, non giudica e non critica le scelte fatte dal nonno migrato, ma anzi, esperienza non comune, anela a rinsaldare i rapporti tra le sue due famiglie… Redazione Italia
June 7, 2026
Pressenza
Patto UE su migrazione e asilo: ennesimo decreto d’urgenza
Quando si tratta di privare i richiedenti asilo dei loro diritti, il governo italiano ha fretta di essere il primo della classe. Lo fa ricorrendo per la sesta volta a un decreto d’urgenza, così da poter implementare il Patto UE su migrazione e asilo prima della scadenza. La dichiarazione della portavoce di Sea-Watch Giorgia Linardi, riferendosi al decreto legge approvato ieri sera, giovedì 4 giugno 2026, dal Consiglio dei Ministri sull’attuazione del Patto UE su migrazione e asilo: “Ancora una volta il governo cerca di scavalcare il processo democratico per assicurarsi di poter attuare il nuovo Patto europeo su migrazione e asilo fin dal giorno della sua entrata in vigore, prevista per la prossima settimana. Il nuovo Patto rappresenta una stretta al diritto d’asilo e aumenterà le possibilità di detenzione, rimpatrio e deportazione verso paesi di origine e paesi terzi non sicuri. Il governo ha fretta di essere il primo della classe in Unione europea nell’implementazione di queste misure e lo fa ricorrendo ancora una volta alla decretazione d’urgenza. Siamo al sesto decreto sicurezza del governo Meloni. Nelle sue dichiarazioni, il ministro Piantedosi si è detto soddisfatto di poter “sperimentare” le nuove norme il prima possibile. Parole che rivelano come le persone migranti siano considerate alla stregua di cavie su cui sperimentare la crudeltà delle nuove politiche europee, anziché persone titolari di diritti e protezione.” Sea Watch
June 5, 2026
Pressenza
RADIO AFRICA: IN TUNISIA REPRESSIONE INTERNA E SOSTEGNO ESTERNO, IL DOPPIO VOLTO DELLA COOPERAZIONE UE
Radio Africa: nuova puntata, giovedì 9 aprile, per l’approfondimento quindicinale dedicato all’Africa sulle frequenze di Radio Onda d’Urto, dentro la Cassetta degli attrezzi. In questa puntata torneremo a parlare di Tunisia dove continua il consolidamento autoritario sotto la presidenza di Kaïs Saïed, evidenziando una repressione ormai strutturale che non si limita agli oppositori politici in senso stretto. Negli ultimi mesi si è infatti assistito a una crescente criminalizzazione delle pratiche di solidarietà, sia verso la causa palestinese sia verso i migranti. Attivisti coinvolti in iniziative umanitarie o politiche sono stati arrestati con accuse come riciclaggio o cospirazione. Questo segna un passaggio simbolico: la solidarietà stessa viene trattata come una minaccia ed è in questo quadro che avviene l’uso sistematico della giustizia come strumento politico. Si moltiplicano infatti gli attacchi all’indipendenza della giustizia, attraverso pressioni esercitate sui giudici e procedimenti contro avvocati e avvocate. “Il presidente dell’associazione dei Magistrati Tunisini, Anas Hmedi, è stato condannato al carcere perché lui, come altri giudici, continuano a combattere per l’indipendenza della giustizia, ma oggi combattere contro l’oppressione, combattere contro l’autoritarismo è diventata una condanna” commenta ai microfoni di Radio Onda d’Urto, Majdi Karbai, già deputato tunisino dell’opposizione di sinistra e ora esiliato in Italia. Parallelamente, mentre continua il deterioramento della situazione dei diritti umani nel paese e nonostante le accuse di complicità con i trafficanti e i casi di violenze in mare, sul piano internazionale, l‘Unione Europea continua a rafforzare la cooperazione con Tunisi, in particolare attraverso finanziamenti, forniture e programmi legati al controllo delle frontiere. Il memorandum firmato nel 2023 ha intensificato questa collaborazione, contribuendo alla cosiddetta esternalizzazione delle politiche migratorie. “Il progetto di migrazione regolare sicura e le forniture europee, anche degli Stati membri, inclusa l’Italia, a favore della Tunisia, mostrano un po’ le due facce del controllo dei flussi migratori, per come viene vista dalla sponda nord del Mediterraneo, dall’Unione Europea e da tutti gli Stati membri” commenta Matteo Garavoglia, giornalista che si occupa principalmente di Tunisia e Nord Africa con analisi e reportage sul campo. La puntata di Radio Africa, in onda giovedì 9 aprile alle ore 18.45 e in replica venerdì 10 aprile, alle ore 6.30. Ascolta o scarica.
April 9, 2026
Radio Onda d`Urto