A Bologna i medici in pensione curano gratuitamente chi non può permettersi le visiteUn gruppo di ex primari e medici specialisti in pensione ha deciso di rimettere
gratuitamente le proprie competenze al servizio di chi oggi rinuncia a curarsi
perché non riesce a sostenere i costi delle visite o non può aspettare i lunghi
tempi del sistema sanitario. Nel quartiere Pilastro a Bologna nascerà infatti un
poliambulatorio dedicato alle persone in condizioni di fragilità economica e
sociale, con prestazioni offerte senza ticket.
Il progetto è promosso dall’associazione di volontariato Buoni Dottori, fondata
nella primavera del 2026 da alcuni tra i più noti medici bolognesi. A guidarla è
il neurologo Pietro Cortelli insieme, tra gli altri, all’internista Claudio
Borghi, all’urologo Eugenio Brunocilla, ai chirurghi Massimo Di Simone, Gilberto
Poggioli e Mario Taffurelli, al cardiochirurgo pediatrico Gaetano Domenico
Gargiulo, alla ginecologa Eleonora Porcu, all’otorino Livio Presutti e
all’infettivologo Pierluigi Viale. Eccellenze della medicina che dopo una
carriera trascorsa nella sanità pubblica e nell’Università di Bologna, hanno
scelto di dedicare tempo e conoscenza a chi rischia di rimanere escluso dalle
cure. Il poliambulatorio prevede un’assistenza multidisciplinare rivolta sia ai
bambini sia agli adulti. Saranno offerte visite specialistiche, controlli per
patologie croniche, percorsi di follow-up e alcuni esami diagnostici che spesso
comportano costi elevati, come endoscopie ed ecocolordoppler. Il piano iniziale
stima la presa in carico di circa 250 pazienti all’anno, individuati attraverso
la collaborazione tra Servizi sociali del Comune e realtà del Terzo settore già
presenti sul territorio.
La sede sorgerà in via Trauzzi 15/b, nel cuore del Pilastro, un quartiere della
periferia est di Bologna che negli ultimi anni è stato spesso al centro delle
cronache per problemi sociali e situazioni di fragilità, ma anche per numerosi
progetti di rigenerazione e di sostegno alla comunità. La Giunta comunale ha
approvato la convenzione che affida gli spazi all’associazione, mentre Acer
Bologna metterà a disposizione l’immobile. L’obiettivo è rafforzare la presenza
di servizi sanitari in un territorio dove molte persone incontrano difficoltà
economiche, abitative e sociali. Anni di sala operatoria, corsie, ricerca e
insegnamento diventano quindi oggi uno strumento per permettere ad altre persone
di curarsi, indipendentemente dalle proprie possibilità economiche. È un modo
diverso di intendere la pensione: non come la fine di un percorso, ma come
l’occasione per restituire valore alla comunità che li ha formati.
Sebbene in Italia il diritto alla salute sia garantito dal sistema pubblico,
negli ultimi anni sempre più persone rinunciano a visite o controlli
specialistici. Le ragioni sono diverse: i costi delle prestazioni private,
quando non è possibile attendere, ma anche le liste d’attesa che in alcuni casi
costringono a rimandare controlli importanti. Secondo l’ISTAT, circa quattro
milioni di persone dichiarano di aver rinunciato almeno una volta alle cure per
motivi economici o legati alle difficoltà di accesso ai servizi sanitari.
The post A Bologna i medici in pensione curano gratuitamente chi non può
permettersi le visite appeared first on L'INDIPENDENTE.