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Come degradare l’Appennino fra Liguria ed Emilia
del GRIG (Gruppo di intervento Giuridico). A seguire il link per firmare la petizione «Sì all’energia rinnvabile, no alla speculazione energetica». Il Gruppo d’Intervento Giuridico (GrIG) ha inoltrato un atto di intervento (5 febbraio 2026) nell’ambito del procedimento di valutazione d’impatto ambientale (V.I.A.) relativo al progetto per la realizzazione della centrale eolica Ferriere proposto dalla società milanese Ferriere Wind s.r.l.
February 7, 2026
La Bottega del Barbieri
Lido di Savio: la strage silenziosa di pini
Comunicato del gruppo «Salviamo gli alberi a Ravenna» La strage silenziosa di viale Romagna a Lido di Savio Abbattuti i pini tra assenza di ordinanze e totale disprezzo per cittadini, legge e patrimonio urbano Come coloro che agiscono nell’ombra coperti di bugie, si consuma la strage di pini che il Comune di Ravenna e l’assessorato ai Lavori pubblici hanno posto
Fantascienze: immagini per seminare / 9
di Mauro Antonio Miglieruolo. Altre 15 immagini.                                                         UNA NOTA DELLA BOTTEGA Dopo una mini-serie sui fiori, il nostro MAM (cioè Mauro Antonio Miglieruolo) torna a muoversi verso le fantascienze… passando dagli alberi,
Il più crudele dei mesi
-------------------------------------------------------------------------------- unsplash.com -------------------------------------------------------------------------------- Ottobre può essere il più crudele dei mesi, in Palestina. Mese di raccolta delle olive. Mese di violenza dei coloni e dell’esercito israeliano. Dei coloni e di quell’esercito di cui i coloni sono parte sempre più rilevante. Dei coloni e di un governo e di uno stato che non solo non li ferma, ma li sostiene. Non è dal 7 ottobre 2023 che la violenza israeliana sui contadini palestinesi è sempre più in ascesa. Lo era anche negli anni precedenti, con una progressione che sempre più si è qualificata come parte di una strategia per espellere i palestinesi. Ancora una volta, per cacciarli da una terra alla quale appartengono. La differenza è che, ora, per il genocidio israeliano sul popolo palestinese a Gaza, anche la raccolta delle olive è sotto i (nostri) riflettori. Ora è più visibile, anche nella invisibilità della Cisgiordania, dove le pratiche di pulizia etnica sono ormai conclamate ed evidenti. Nel più crudele dei mesi, ottobre, è proprio attraverso l’albero divenuto simbolo, l’ulivo, che diviene chiaro quanto i coloni abbiano un distacco totale nei confronti della terra che dicono di possedere. Distruggere ulivi, bruciare alberi, devastare la terra da parte israeliana fa emergere, sempre più, la vera, profonda, nativa relazione tra palestinesi e terra. È anche in questo caso una questione di cura, compresa la cura per il nonumano. -------------------------------------------------------------------------------- Giornalista e saggista, fondatrice e presidente dell’associazione di giornalisti indipendenti Lettera22, Paola Caridi si occupa da sempre di Medio Oriente. Ha collaborato, tra gli altri, con L’Espresso, Carta e Limes. Il suo ultimo libro è Sudari (Feltrinelli). Questo commento è stato pubblicato sulla sua pag. fb (questo invece il suo blog: invisiblearabs.com). -------------------------------------------------------------------------------- LEGGI ANCHE QUESTO ARTICOLO DI GUIDO VIALE: > Dal fiume al mare -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Il più crudele dei mesi proviene da Comune-info.
October 29, 2025
Comune-info
Piano del verde a Firenze: il miraggio della partecipazione
A fine giugno 2025, secondo quanto previsto dall’art. 51 del Regolamento del Consiglio Comunale di Firenze, le associazioni Italia Nostra Firenze e Oasi Laudato Si’, hanno presentato formale richiesta al Presidente del Consiglio comunale e ai membri della Conferenza … Leggi tutto L'articolo Piano del verde a Firenze: il miraggio della partecipazione sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Gli ulivi non muoiono in silenzio
-------------------------------------------------------------------------------- Unsplash.com -------------------------------------------------------------------------------- “Siamo le olive e gli alberi delle olive. Quando ci sparano, non moriamo, cresciamo nei cuori. Quando ci strappano la terra, ci aggrappiamo alle radici, e la terra ci risponde con la voce degli ulivi. Non siamo ospiti qui, siamo la terra stessa che resiste“ (Mahmoud Darwish) Ci sono alberi che crescono in fretta, che fioriscono e sfioriscono nel giro di una stagione. E poi c’è l’ulivo. L’ulivo non ha fretta. Sa che il tempo non si misura in anni, ma in generazioni: chi lo pianta non lo fa per sé, ma per i figli, per i nipoti, per chi verrà dopo. È un gesto di fiducia nel futuro. In Palestina, dove ogni lembo di terra è attraversato da ferite e memoria, l’ulivo è più di un albero: è una radice che tiene salda l’identità. “L’ulivo è la preghiera della terra”, scrive Elias Sanbar. Un mormorio antico, che resiste anche quando tutto intorno si spezza, una memoria che respira. Gli ulivi punteggiano le colline di Jenin, di Nablus, di Betlemme. Alcuni hanno secoli, altri più di un millennio. Ogni famiglia custodisce i propri alberi come si custodisce una storia: con affetto, con cura, con rispetto. Raccontano di raccolti, di mani che intrecciano rami, di bambini che imparano a conoscere la terra guardando i nonni chinarsi tra le foglie. Nel cuore delle colline di Nablus, a Jenin, nei villaggi intorno a Hebron, le donne raccolgono i frutti con le dita umide d’olio e d’attesa. L’olio che ne nasce non è solo alimento: è luce, è rito, è dote, è preghiera. Si unge il pane, si unge il neonato. Si unge la morte. Ogni famiglia palestinese custodisce l’olio in ampolle come si conserva il sangue degli avi. E quando si parte, si porta con sé un piccolo flacone, come un pezzo di casa. “Se la terra palestinese avesse voce, parlerebbe con la lingua dell’ulivo”, scrive Mahmoud Darwish. Ma da anni ormai, gli ulivi vengono abbattuti. A decine, a centinaia, a migliaia. Le motoseghe arrivano all’alba, accompagnate da ruspe e soldati. I coloni scendono dalle colline armati di fiamme e silenzi. A volte è il Muro a decidere. A volte una strada “di sicurezza”. A volte il puro arbitrio. Solo tra il 2020 e il 2023, secondo le Nazioni Unite, oltre 35.000 ulivi palestinesi sono stati sradicati. Dal 1967, più di 800.000 alberi sono stati distrutti, come se si potesse cancellare la terra togliendole le radici. A Burin, una mattina di ottobre, il vecchio Salem torna a guardare la collina dove aveva piantato i suoi ulivi cinquant’anni fa. Li aveva chiamati uno a uno con i nomi dei suoi figli. Trova solo ceppi anneriti, rami spezzati, olio disperso nella polvere. “Non hanno tagliato alberi, hanno tagliato la mia lingua – mormora – Perché non so più come spiegare ai miei nipoti chi siamo”. A Al-Walaja, vicino a Betlemme, per costruire il Muro sono stati abbattuti più di 1.300 ulivi. Alcuni, secolari, sono stati trapiantati altrove: nei giardini delle città israeliane. Usati come decorazione. Come trofei di una conquista. È una guerra che non fa rumore, ma colpisce al cuore. Perché l’ulivo dice una sola cosa, semplice e irriducibile: “Io sono qui da sempre. E da sempre curo questa terra”. Per questo gli ulivi vengono presi di mira. Perché parlano, senza bisogno di parole. A Yanun, nel distretto di Nablus, i contadini ogni anno tornano a piantare nuovi alberelli. Sanno che non daranno frutto subito. Sanno che potrebbero essere bruciati, spezzati. Ma piantano lo stesso. Come atto di fede. Come gesto d’amore. Come resistenza. In una testimonianza raccolta da B’Tselem, un contadino dice: “Quando pianto un ulivo, non penso a me. Penso a mio figlio. E al figlio di mio figlio. Se anche lo sradicheranno, loro sapranno che noi c’eravamo”. Gli ulivi non muoiono in silenzio. Scricchiolano sotto i colpi, si spezzano con un suono che assomiglia a un grido. E il loro odore di resina bruciata resta nell’aria per giorni. Chi passa di lì lo respira, come si respira un lutto. “Se l’ulivo sapesse chi lo ha piantato – ha scritto Mahmoud Darwish -, il suo olio diventerebbe lacrime”. -------------------------------------------------------------------------------- LEGGI ANCHE QUESTO ARTICOLO DI LORENZO GUADAGNUCCI: > L’ipocrisia dei “riconoscimenti” dello stato di Palestina -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Gli ulivi non muoiono in silenzio proviene da Comune-info.
August 4, 2025
Comune-info
Denunce contro chi protesta
-------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Venerdì 23 maggio in conferenza stampa a Monteverde, a Roma, sono intervenuti, insieme a diverse realtà venute a solidarizzare, gli indagati che avevano protestato a inizio maggio contro l’abbattimento di decine di alberi in viale Europa. Tra i denunciati per resistenza a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio e manifestazione non autorizzata ci sono abitanti di Eur, giornalisti che stavano documentando gli eventi, lavoratrici e lavoratori dello spettacolo e della cultura, insegnanti, membri di comitati e associazioni ambientaliste, studenti, pensionati, animalisti, attivisti di Potere al popolo, tutti accomunati dal bisogno di tutelare il patrimonio verde della città. Al momento, hanno raccontato gli indagati, non si sa ancora ufficialmente da chi sono state fatte queste denunce. Alcuni dei denunciati sono gli stessi che il 5 e il 6 hanno presentato degli esposti per denunciare il mancato rispetto delle leggi che tutelano l’avifauna e del Regolamento del verde di Roma Capitale.  Durante la conferenza sono stati condivisi con i giornalisti presenti video e documenti di quelle due mattinate per dimostrare il reale svolgimento degli eventi.  Intanto, venerdì in Commissione trasparenza del Comune di Roma, raccontano i denunciati, non sono stati forniti dall’amministrazione dati precisi sugli abbattimenti effettuati e programmati e riguardo i nuovi alberi messi a dimora. È stato ribadito dall’assessora Alfonsi che gli abbattimenti continueranno. In Commissione capitolina, raccontano i denunciati, è stato mostrato uno dei rari tronchi cavi esistenti sui 90 olmi rasi al suolo in via Quattro Venti, mentre i cittadini e le associazioni hanno foto e video di tutti gli altri alberi senza nessuna cavità. Gli attivisti sarebbero stati definiti “terrapiattisti” da Valerio Barletta, caposegreteria dell’assessora Alfonsi, per sminuire la protesta. Nel corso della conferenza stampa sono state raccolte le firme per un consiglio comunale aperto: “Ci sembra il minimo in questo clima così autoritario e distopico – si legge in un messaggio diffuso dopo la conferenza – La repressione del dissenso con queste denunce è un vergognoso tentativo di eliminare ogni forma di protesta, seppur pacifica e costituzionalmente legittima. Il 31 maggio saremo di nuovo in piazza a manifestare contro il dl sicurezza e il 21 giugno contro il riarmo, consapevoli che tutte le lotte sono interconnesse, la crisi climatica è fortemente aggravata dall’industria delle armi e dagli ecocidi in corso a causa delle guerre…”.   Il messaggio è stato firmato da Zona verde, ⁠Comitato Tam, Ccoordinamento delle associazioni per il Regolamento del verde, ⁠Ecoresistenze, ⁠Potere al Popolo, ⁠Generazioni Future (società di mutuo soccorso per i beni comuni), ⁠Assopace Palestina, ⁠Coordinamento Si Parco Si Ospedale No Stadio, ⁠Arci Roma, ⁠Aprilia libera, Comitato Tor Marancia Natura, Mothers* Rebellion, Associazione per la decrescita. -------------------------------------------------------------------------------- LEGGI ANCHE: > Proteggere il verde di Roma -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Denunce contro chi protesta proviene da Comune-info.
May 25, 2025
Comune-info
Proteggere il verde di Roma
QUARTO GIORNO DI LOTTA A MONTEVERDE. IL RACCONTO DI ZONA VERDE DI UN’ASSEMBLEA CITTADINA Fotografia di Matteo Mat Nardone (che ringraziamo) -------------------------------------------------------------------------------- A seguito di quanto accaduto nei giorni scorsi, assieme ad altre realtà della città che si mobilitano per la tutela degli spazi verdi pubblici, ci siamo riuniti in un’assemblea per discutere su come proseguire la lotta. Nell’incontro, in cui si sono succeduti numerosi interventi, abbiamo parlato delle contraddizioni comuni che ogni giorno viviamo a causa di questo modello di città, che non si cura degli interessi dei propri abitanti. Lo vediamo dalle scellerate azioni che il Comune di Roma porta avanti contro il patrimonio verde della nostra città: dall’abbattimento indiscriminato degli olmi a Viale dei Quattro Venti in un periodo in cui è vietato per la nidificazione (che ha comportato la morte di tre uccellini sotto i nostri occhi durante l’abbattimento di uno degli alberi) con solo 7 prove di trazione eseguite su 99 alberi dichiarati da abbattere, all’albericidio di quelli a via Gregorio VII e a quello in programma a viale Europa, agli abbattimenti di pini a villa Torlonia, passando per i tentativi di cementificare il parco di Pietralata. Un continuo, e distruttivo, attacco al verde della nostra città, che dovrebbero essere una risorsa fondamentale per il nostro benessere. Un’altra caratteristica di questa scellerata gestione della città è la totale chiusura al dialogo con gli abitanti che si mobilitano contro delle azioni dannose per i loro interessi, come abbiamo visto giovedì quando alla Commissione trasparenza del Municipio XII, la maggioranza ha deciso di non presentarsi e  anche oggi, quando la polizia ha identificato le prime persone che si recavano all’assemblea: un tentativo di intimidire chi manifesta il dissenso e ripiegare il tutto su una questione di ordine pubblico? Dopo l’assemblea, i partecipanti si sono mossi in un corteo spontaneo che è passato accanto agli olmi che in questi giorni sono stati abbattuti e che si è concluso davanti a quelli che lunedì si vorrebbe vergognosamente tornare ad abbattere. Continuiamo la lotta per la difesa e la tutela dei nostri spazi verdi. E il 17 maggio saremo in Campidoglio a manifestare contro il “modello-Giubileo”. [Zona Verde] -------------------------------------------------------------------------------- LEGGI ANCHE: 99 olmi (1 maggio 2025) Fermato il cantiere di viale Quattro Venti (30 aprile 2025) Proteggiamo ciò che amiamo (28 aprile) -------------------------------------------------------------------------------- . . -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Proteggere il verde di Roma proviene da Comune-info.
May 3, 2025
Comune-info