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Il Diritto di asilo alla prova del patto europeo
VENERDÌ 22 MAGGIO 2026, LA RETE NAZIONALE EUROPASILO – A CUI ADERISCONO ALCUNI DEI PIÙ CONSOLIDATI PROGETTI DELLO SAI (SISTEMA ACCOGLIENZA INTEGRAZIONE) – PROMUOVE A BOLOGNA IL CONVEGNO NAZIONALE CON RACCOLTA ESPERTI, OPERATORI E ISTITUZIONI PER ANALIZZARE LE NUOVE NORME EUROPEE E COSTRUIRE RISPOSTE COMUNI NEI TERRITORI. “IL NUOVO PATTO EUROPEO SULLA MIGRAZIONE E L’ASILO È UNA REALTÀ: QUALI SARANNO LE CONSEGUENZE CONCRETE SUI TERRITORI? IL CUORE DEL NOSTRO CONVEGNO SARANNO LE COMUNITÀ DI PRATICA, SPAZI DI LAVORO COLLETTIVO PER NON FARSI TROVARE IMPREPARATI…”. I TEMI DEI 4 TAVOLI DI LAVORO DEL POMERIGGIO -------------------------------------------------------------------------------- Il Nuovo Patto Europeo sulla Migrazione e l’Asilo è una realtà: quali saranno le conseguenze concrete sui territori? A Bologna non staremo solo a guardare. Il cuore del nostro convegno saranno le Comunità di pratica, spazi di lavoro collettivo per non farsi trovare impreparati. Ecco i 4 tavoli di lavoro del pomeriggio: MINORI STRANIERI NON ACCOMPAGNATI: Analisi degli impatti delle nuove norme e costruzione di alternative possibili per la tutela dei più vulnerabili. NUOVI DIRITTI: Contro la tentazione di creare “servizi separati”, lavoriamo per un welfare universale che includa i rifugiati nelle comunità locali. LIBERTÀ DI CIRCOLAZIONE: Quali impatti avranno le restrizioni ai movimenti in UE sui progetti di vita delle persone e sui nostri sistemi di accoglienza? PROCEDURA ACCELERATA E TRATTENIMENTO: Strategie per garantire il diritto alla difesa e alla tutela legale nonostante l’estensione delle procedure rapide. Informazioni e iscrizioni (posti limitati per i tavoli) -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Il Diritto di asilo alla prova del patto europeo proviene da Comune-info.
May 17, 2026
Comune-info
Sulle Linee guida del diritto di asilo 2026
-------------------------------------------------------------------------------- Foto di Nathanaël Desmeules su Unsplash -------------------------------------------------------------------------------- Il presente documento costituisce una scheda critica di analisi giuridica realizzata dall’APS Spazi Circolari e dallo Studio Legale Antartide delle Linee guida emanate dalla Commissione nazionale per il diritto di asilo nel marzo 2026 1. Le Linee guida in esame, pur inserendosi in un quadro normativo in profonda evoluzione – segnato dall’entrata in vigore del regolamento (UE) 2024/1348 e dal consolidamento della direttiva 2013/32/UE – presentano una serie di indicazioni operative che sollevano significativi profili di illegittimità. L’analisi individua sei aree critiche in cui le scelte interpretative della Commissione nazionale si pongono in tensione, o in aperto contrasto, con la giurisprudenza di legittimità italiana, con il diritto dell’Unione europea e con i principi fondamentali che governano le procedure di protezione internazionale. Per ciascuna area tematica, il documento ricostruisce il fondamento normativo della critica, richiama i precedenti giurisprudenziali rilevanti e ne evidenzia le ricadute concrete sui procedimenti in corso. Le questioni esaminate spaziano dal trattamento delle domande reiterate, con particolare attenzione al principio di prossimità nella determinazione della competenza territoriale e alla (mancata) considerazione di nuovi elementi relativi alla protezione speciale, all’analisi dei profili di illegittimità relativi alle ipotesi di domande reiterate previste dall’art. 29-bis del D.Lgs. 25/2008. Vengono inoltre analizzati i profili problematici relativi alla determinazione della procedura applicabile, ai termini per la procedura ordinaria, all’esame prioritario e alle declaratorie di manifesta infondatezza. La scheda si avvale di un approccio metodologico integrato: al commento congiunto CNA/UNHCR si affiancano contributi tratti dalla dottrina più recente, dall’analisi della giurisprudenza nazionale ed europea e dall’osservazione delle prassi applicative sviluppatesi nelle sedi competenti. L’obiettivo è offrire agli operatori del diritto – avvocati, giudici, funzionari e organizzazioni della società civile – uno strumento di orientamento critico, utile tanto nella fase amministrativa quanto in quella contenziosa, in un settore in cui la coerenza tra indirizzo istituzionale e vincoli normativi assume un rilievo diretto sulla tutela di diritti fondamentali. INDICE 1. Domande reiterate * 1.1. Mancanza di riferimenti in merito alla possibilità di nuovi elementi attinenti la protezione speciale * 1.2. Competenza territoriale per l’esame della domanda reiterata: il principio di prossimità ignorato 2. Determinazione della procedura applicabile 3. Termini per la procedura ordinaria 4. Esame prioritario 5. Le procedure accelerate in 3 giorni e le ipotesi di ulteriore accelerazione: la domanda reiterata in fase di esecuzione di un provvedimento di allontanamento di cui all’art. 29-bis del D.Lgs. 25/2008 * 5.1. Imminenza dell’allontanamento * 5.2. Competenza del questore prevista al comma 1-bis: un vizio strutturale * 5.3. Assenza di decisione collegiale per le ipotesi di cui all’art. 29-bis * 5.4. Diritto di restare sul territorio fino ai termini per l’impugnazione nei casi di inammissibilità 29-bis * 5.4.1. Nella fase amministrativa * 5.4.2. Nella fase giudiziaria 6. Manifesta infondatezza Scarica la scheda di analisi critica -------------------------------------------------------------------------------- Fonte: Meltingpot.org -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Sulle Linee guida del diritto di asilo 2026 proviene da Comune-info.
May 17, 2026
Comune-info
Cittadinanza ai figli di persone straniere naturalizzate: il Tribunale di Trento boccia le circolari restrittive del Ministero dell’Interno
Il Tribunale di Trento ha riconosciuto la cittadinanza italiana a quattro minori siriani nati all’estero, figli di un rifugiato poi diventato cittadino italiano. Secondo il giudice, le restrizioni introdotte dalla “riforma” sulla cittadinanza del 2025 non si applicano ai figli minori di chi ottiene la cittadinanza per naturalizzazione. Il caso Una famiglia siriana arriva in Italia nel 2018 attraverso i corridoi umanitari e si stabilisce a Trento. Nel 2025 il padre ottiene la cittadinanza italiana dopo anni di residenza regolare. Il Comune, seguendo le indicazioni del Ministero dell’Interno, riconosce la cittadinanza ai due figli nati in Italia ma la nega ai quattro nati in Siria, tutti residenti a Trento da anni e conviventi con il padre. La famiglia ricorre in tribunale. Il padre muore prima della sentenza, ma il giudice riconosce comunque la cittadinanza ai figli: il decesso non cambia nulla, perché i requisiti di legge erano già tutti soddisfatti. Perché il Ministero aveva torto Le modifiche del 2025 nascono con l’intento del governo Meloni di tagliare i legami automatici con l’Italia di discendenti lontanissimi – spesso sudamericani con un trisavolo emigrato – che non hanno mai messo piede nel paese. Uno strumento discutibile ma pensato per azzerare cittadinanze “virtuali” tramandate di generazione in generazione. Il Ministero dell’Interno aveva però esteso questa logica anche ai figli di chi si naturalizza, con effetti paradossali: per ottenere la cittadinanza, i figli nati all’estero avrebbero dovuto essere nati dopo che il genitore aveva già vissuto due anni in Italia da cittadino: una condizione impossibile per chi è arrivato in Italia insieme ai propri figli. Il Tribunale ha chiarito che questa interpretazione è errata. Chi si naturalizza non ha una “cittadinanza virtuale” da azzerare: ha costruito un legame reale con l’Italia, documentato da anni di residenza. Applicare le stesse restrizioni degli italo-discendenti non ha alcuna base logica né giuridica. Le conseguenze Migliaia di famiglie straniere residenti in Italia si sono viste negare o congelare la domanda di cittadinanza per i figli nati all’estero sulla base di circolari ministeriali che il Tribunale giudica infondate. Chi si trova in questa situazione ha ora buone ragioni per impugnare il provvedimento davanti al tribunale civile. Organizzazioni come Melting Pot Europa e gli sportelli legali specializzati sono a disposizione per supportare le famiglie interessate. Si allega: Tribunale di Trento, sentenza del 6 maggio 2026 – clicca qui. Difensori dei ricorrenti: avv.te Giulia Crescini, Federica Remiddi, Salvatore Fachile – Studio Legale Antartide di Roma.  * Maggiori informazioni all’articolo: https://www.meltingpot.org/ 2026/05/figli-nati-allestero-di-persone-straniere- naturalizzate-riconosciuta-la-cittadinanza-ai-minori-e- bocciata-la-circolare-del-ministero/ * Scheda pratica riassuntiva delle modifiche del 2025: https://www.meltingpot.org/2026/02/scheda-pratica- cittadinanza-dei-minori-figli-di-cittadini-naturalizzati-dopo-il-dl-36-2025/ * Webinar formativo “Cittadinanza negata”: Registrazione su You Tube Melting Pot Europa
May 13, 2026
Pressenza
Il lento svuotarsi dell’accoglienza diffusa
-------------------------------------------------------------------------------- Foto di Chiromechino, carnevale 2026, Napoli -------------------------------------------------------------------------------- Secondo “La frontiera, ovunque”, il nuovo rapporto sul sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati in Italia curato da Openpolis e ActionAid Italia, sono in aumento il numero delle società for profit che gestiscono le strutture e il numero dei posti nei centri di prima accoglienza. Il rapporto fa il punto sui dati dei centri di accoglienza straordinari (Cas), del sistema di accoglienza e integrazione (Sai) e delle strutture di prima accoglienza. Le persone accolte al 31 dicembre 2024, dice il rapporto, erano poco più di 134mila, pari allo 0,23% della popolazione residente in Italia: una cifra che da sola dimostra un trend tutto sommato stabile. È evidente: per qualcuno, lo 0,23 per cento significa invasione e pretesto per nuove misure repressive. Nel capitolo relativo alla capienza nei centri, il rapporto segnala come oltre un terzo (il 36 per cento) ha più di cinquanta posti disponibili, confermando la tendenza negli anni a prediligere un sistema basato sulle grandi strutture anziché sull’accoglienza diffusa nei territori. Molte altre informazioni sono raccolte nel sito con le mappe dell’accoglienza (Centri d’Italia). È possibile scaricare il rapporto completo qui. -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Il lento svuotarsi dell’accoglienza diffusa proviene da Comune-info.
April 28, 2026
Comune-info
Abusi sistematici sui migranti in Libia: un rapporto delle Nazioni Unite
Il rapporto  “Business as Usual: Human Rights Violations and Abuses against Migrants, Asylum-Seekers, and Refugees in Libya“, pubblicato congiuntamente dall’UNSMIL e dall’OHCHR, mette in luce le modalità con cui sono state perpetrati – in condizioni di impunità – violazioni dei diritti umani e abusi nei confronti di migranti, richiedenti asilo e rifugiati in Libia nel corso del 2024 e del
Referendum, Giustizia, processo a Mediterranea
Riflessioni post referendum di Casarini sul processo a Mediterranea Saving Humans Il prossimo 12 maggio ci sarà, a Ragusa, la seconda udienza del processo a Mediterranea Saving Humans per i fatti dell’11 settembre 2020, quando l’equipaggio della ONG intervenne in soccorso di 27 persone, precariamente salvate dall’equipaggio della petroliera danese Maersk Etienne, ma ovviamente sistemate in condizioni invivibili da oltre
L’impegno dell’UNICEF per i minori stranieri non accompagnati
Nel 2025 sono state oltre 66 mila le persone migranti e rifugiate arrivate in Italia attraverso la rotta del Mediterraneo centrale, 2 su 10 erano bambine, bambini e adolescenti, tra cui circa 12.000 persone minorenni non accompagnate (MSNA), un numero in aumento rispetto la quota di minorenni arrivati l’anno precedente. La rotta migratoria del Mediterraneo Centrale si attesta ancora tra le più pericolose: nel 2025 sono state circa 1.300 le persone morte o disperse nel Mediterraneo centrale tra cui molte persone di minore età. E’ quanto certifica il recente Rapporto Annuale 2025 dell’UNICEF. Altri ingressi hanno interessato le frontiere terrestri del Nord del Paese con gli arrivi dalla rotta balcanica, per i quali però non sono disponibili dati aggiornati. Al 31 dicembre 2025 il sistema di accoglienza italiano ha accolto 17.000 minorenni stranieri non accompagnati (MSNA). La popolazione di MSNA accolta nelle strutture di prima e seconda accoglienza in Italia è composta principalmente da ragazzi (89%). Con riferimento all’età, il 56% di MSNA ha 17 anni, il 22% ha 16 anni, l’8% ha 15 anni, mentre il 14% ha meno di 15 anni. La maggioranza dei ragazzi e delle ragazze giunti in Italia senza una persona adulta di riferimento proviene da Paesi pesantemente colpiti da crisi prolungate, che ne hanno danneggiato i sistemi socioeconomici e educativi e i servizi sanitari. Tra i Paesi di provenienza maggiormente rappresentati nelle strutture di accoglienza vi sono: Egitto (oltre 5 mila <18, pari al 30% del totale); Ucraina (2,9 mila <18, pari al 17% dei nuovi ingressi); Bangladesh (1,7 mila <18, pari al’10% del totale degli ingressi censiti); Gambia (1,1 mila <18, pari al 6% del totale dei nuovi ingressi); e Tunisia con oltre 900 persone <18 (5%). E in favore dei MSNA l’UNICEF ha messo in piedi  interventi articolati lungo l’intero percorso di accoglienza e inclusione, a partire dal supportato con informative e orientamento sul territorio e sui servizi presenti sin dalle prime fasi dell’arrivo in Italia e poi attraverso informative via via più specifiche. L’organizzazione ha potenziato anche il servizio di supporto psicosociale, legale e di orientamento al lavoro, attraverso il servizio di Here4U della piattaforma U-Report On The Move e il lavoro sul campo nelle strutture di prima e seconda accoglienza per offrire programmi di supporto alla salute mentale di minori non accompagnati, giovani migranti e rifugiati/e e famiglie. L’UNICEF si è inoltre attivato a supporto delle istituzioni sul territorio per garantire l’accesso a percorsi educativi, formativi e di orientamento professionale per la transizione scuola-lavoro e l’inclusione sociale di bambini/e e adolescenti in situazioni di svantaggio. L’investimento in educazione e sviluppo delle competenze rappresenta uno strumento chiave di prevenzione dell’esclusione e di costruzione di autonomia nel passaggio all’età adulta. Fattori quali le barriere linguistiche, la precaria condizione giuridica, la dispersione scolastica dovuta anche ai repentini trasferimenti, continuano a incidere in maniera significativa sui percorsi di molti minorenni e giovani rifugiati e migranti. L’Organizzazione ha quindi promosso azioni in ambito educativo volte a supportare l’apprendimento della lingua italiana da parte di alunni neoarrivati nelle scuole primarie e secondarie di I grado, lo sviluppo di competenze del 21° secolo e l’educazione all’imprenditorialità di studentesse e studenti nelle scuole secondarie più svantaggiate, inclusi quelli con background migratorio, nonché l’orientamento ai percorsi educativo-formativi e professionali per MSNA e giovani migranti e rifugiati/e. “Nel 2025, si legge nel Rapporto, UNICEF ha rafforzato le attività di monitoraggio e supporto ai minorenni migranti e rifugiati nelle principali aree di primo arrivo e transito, tra cui Lampedusa, Agrigento e Trapani, adottando un approccio integrato che collega le équipe operative in frontiera con i case managers delle Prefetture. Le équipe hanno svolto un ruolo cruciale nell’identificazione tempestiva dei minorenni più vulnerabili, prevenendo esclusione dai servizi, sfruttamento e interruzione della presa in carico, mentre il team di case managers ha coordinato l’accesso a misure di tutela legale, assistenza sanitaria, supporto psicologico e soluzioni di accoglienza adeguate. L’intervento ha inoltre garantito continuità della presa in carico durante i trasferimenti, migliorando la raccolta e trasmissione di informazioni sui profili di vulnerabilità e rafforzando l’integrazione tra autorità, enti gestori, servizi territoriali e organizzazioni specializzate. Le due case managers presenti presso le Prefetture di Trapani e Agrigento hanno assicurato supporto personalizzato a MSNA, adolescenti, giovani migranti, nuclei familiari e donne a rischio di violenza di genere, collegando i casi ai servizi territoriali e costruendo percorsi di inclusione adeguati. L’UNICEF ha monitorato i casi, prevenendo abbandoni e discontinuità, e ha supportato operatori e istituzioni tramite coordinamento e strumenti condivisi, consolidando un modello di governance territoriale efficace e uniforme, in linea con i Vademecum ministeriali per la presa in carico delle persone vulnerabili”. Qui il Rapporto: https://www.datocms-assets.com/30196/1773130941-report-annuale-2025.pdf.  Giovanni Caprio
March 12, 2026
Pressenza
BUON COMPLEANNO a Yusra Mardini
Una storia di esilio, sport e solidarietà. di Bruno Lai. Yursa Mardini è una giovane siriana che vive a Damasco e si dedica al nuoto con passione ed ambizione. Nell’estate del 2015, insieme alla sorella Sarah, decide di fuggire dalla Siria, infiammata dalla devastante guerra civile. Siccome già allora la fortezza Europa rende difficile la vita di chi desidera vivere