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RAMY ELGAML: “ABBIAMO BRUTALIZZATO IL TESTIMONE”, INTERVISTA A NELLO TROCCHIA CHE SVELA I DEPISTAGGI DEI CARABINIERI
Omicidio stradale, ma con l’attenuante dell’”eccesso colposo nell’adempimento del dovere”. Cambia così l’imputazione, prima solo di omicidio stradale, per il carabiniere alla guida dell’ultima macchina che a Milano inseguì, il 24 novembre 2024, lo scooter guidato da Fares Bouzidi e con in sella Ramy Elgaml, che morì nello schianto al termine dell’inseguimento per 8 chilometri lungo mezza Milano, fino alla morte. Il cambiamento del capo di imputazione emerge da una nuova chiusura indagini sul caso, notificata nelle scorse ore, mentre sul quotidiano “Il Domani” sono riportati gli audio delle intercettazioni di altri carabinieri presenti quella sera in viale Ripamonti: uno dei carabinieri, chiedendosi da dove salti fuori un nuovo testimone che ha appena sentito sui mass media, afferma esplicitamente di “aver brutalizzato un testimone” assieme a un collega, intimidendolo e facendo cancellare le prove sul suo cellulare affinché non costituisse un problema per i colleghi sotto accusa. Ora è pure lui sotto accusa, per depistaggio. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto Nello Trocchia, giornalista de “Il Domani” e autore dell’articolo che riporta le carte inedite sulla morte di Ramy Elgaml. Ascolta o scarica
February 17, 2026
Radio Onda d`Urto
MILANO: MORTE DI RAMY, PM CONFERMANO L’OMICIDIO STRADALE PER UN CARABINIERE. ALTRI MILITARI INDAGATI PER DEPISTAGGIO
La Procura di Milano ha chiuso le indagini, per la seconda volta, in vista della richiesta di processo per omicidio stradale a carico del carabiniere che era alla guida dell’ultima macchina inseguitrice che provocò la morte di Ramy Elgaml, in sella al TMax, dopo un inseguimento durato 8 km nel quartiere Corvetto di Milano. È quanto emerge dal nuovo avviso di conclusione delle indagini, notificato oggi, sulla morte del 19enne avvenuta il 24 novembre 2024. I Pm chiedono il processo per omicidio stradale anche per Fares Bouzidi, che guidava lo scooter. Pochi giorni fa, lunedì 24 novembre, nel quartiere Corvetto di Milano si è ricordato Ramy a un anno dal suo omicidio. Amici di Ramy e Fares e numerose realtà sociali e di movimento meneghine dalle ore 18 si sono mossi in corteo, con una fiaccolata; alle ore 20 apposta una targa per Ramy e, a seguire, in piazza Gabrio Rosa, musica e parole, dietro lo slogan “Ramy vive nel cuore di chi resta”. Nel nuovo atto complessivo di conclusione dell’inchiesta figurano anche gli altri sei militari indagati con accuse, a vario titolo, di favoreggiamento e depistaggio per la cancellazione di video e file di testimoni, di false informazioni ai pm e di falso ideologico sul verbale d’arresto per resistenza di Bouzidi. Imputazione quest’ultima che riguarda, tra gli altri, anche il carabiniere che guidava che, inoltre, è accusato anche di lesioni nei confronti di Bouzidi per l’incidente. Il commento di Rajaa, del centro sociale Lambretta. Ascolta o scarica.
December 3, 2025
Radio Onda d`Urto