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Ddl Antisemitismo: mobilitazione permanente verso il 2/10 contro la “norma‑bavaglio”
Il Comitato promotore ribadisce la linea della mobilitazione: «Rifiutiamo la presenza in piazza di bandiere e simboli di Stati o attori non statali responsabili della violazione del diritto internazionale». Oltre 300 sigle in piazza in 52 città. Dalle grandi metropoli ai piccoli centri, come Fano nelle Marche, che si è aggiunto nelle ultime ore. Le manifestazioni più grandi a Roma e a Milano. Questo il bilancio, in continuo aggiornamento, della mobilitazione contro il cosiddetto ddl Antisemitismo, ribattezzato dagli organizzatori “anti-dissenso”, in occasione della discussione prevista ieri alla Camera in Commissione Affari Costituzionali, poi slittata e ora in attesa di essere calendarizzata. A Roma, con la maratona di interventi in piazza Capranica e davanti a Montecitorio, e a Milano, con presìdi molto partecipati in Piazza Duomo e Piazza Mercanti, diventate epicentro della mobilitazione nazionale. Il Comitato promotore ribadisce con fermezza la natura pienamente democratica della mobilitazione. A tutela dei valori umani e costituzionali a cui si ispira, e prende le distanze dall’esposizione in piazza di bandiere e simboli di Stati, regimi o attori non statali responsabili di violazioni del diritto internazionale: «Rifiutiamo la presenza in piazza di bandiere e simboli di stati o attori non statali responsabili della violazione del diritto internazionale». Inoltre, il Comitato promotore ribadisce con fermezza la natura pienamente democratica della mobilitazione. «Riteniamo fondamentale che la manifestazione resti uno spazio di libero confronto civile, focalizzato sui diritti e privo di ogni strumentalizzazione». Una mobilitazione permanente, diffusa e capillare ha attraversato l’Italia per contestare il ddl Antisemitismo. Le realtà promotrici denunciano il carattere liberticida del provvedimento, definito una vera “norma‑bavaglio”. L’introduzione nella legge italiana della definizione IHRA – che in 7 degli 11 esempi esplicativi tende a sovrapporre critica politica e antisemitismo – rischia di trasformare la denuncia delle violazioni dei diritti umani, dell’apartheid in Palestina e del genocidio nella Striscia di Gaza in un presunto atto di odio razziale. Nel documento unitario si legge: “Si tratterebbe di una norma che amplierebbe forzatamente il concetto di antisemitismo, snaturandolo e trasformandolo in uno strumento per la repressione del dissenso politico”. Gli organizzatori hanno ribadito con forza la loro opposizione a una legge che strumentalizza la tragedia del popolo ebraico per silenziare un’altra tragedia, quella del popolo palestinese, e per oscurare le responsabilità del governo israeliano guidato da Netanyahu, accusato di crimini gravissimi, del genocidio in corso e della strage di oltre trecento operatori dell’informazione a Gaza. La piazza ha ricordato di aver sempre praticato la lotta all’antisemitismo, combattendo nazismo, fascismo, ogni forma di discriminazione, intolleranza e razzismo. È proprio in nome di questa coerenza – hanno dichiarato – che chiediamo di bloccare un ddl che non combatte l’antisemitismo, ma colpisce la libertà di espressione, di critica, di dissentire e l’informazione libera. La forza della mobilitazione sta nella pluralità delle voci presenti, che rende evidente la trasversalità della protesta: le grandi organizzazioni sindacali, da CGIL e Cobas alla USB; le reti giovanili e studentesche, dalla Rete degli Studenti Medi a OSA; i gruppi ebraici antirazzisti, da Tikkun al L3A; le principali ONG e associazioni per i diritti umani, tra cui Amnesty International Italia, ANPI, Bds Italia, Rete #NoBavaglio, Save the Children, Greenpeace Italia, Oxfam ed Emergency; i partiti, dal Movimento 5 Stelle, Avs a Potere al Popolo fino a Rifondazione Comunista e Sinistra Anticapitalista e i Giovani Democratici, e ancora le realtà della libertà di stampa e dell’informazione, con la FNSI, le redazioni mobilitate e l’Ordine dei Giornalisti del Lazio, tra i primi ad aver abbandonato la definizione IHRA; collettivi, comitati territoriali, associazioni culturali, reti civiche e movimenti per la pace e contro il riarmo. In tutta Italia, dalla Sicilia al Trentino, si sono svolti presìdi: Varese, Vanzago, Fano, Feltre, Lecce, Brescia, Milano, Vergato, Vittorio Veneto, Verona, Genova, Reggio Emilia, Treviso, San Donà di Piave, Pordenone, Cagliari, Monza, Marcon, Mogliano Veneto, Modena, Catania, Rovigo, Merano, Torino, Chieti, Cuneo, Vicenza, Montecchio, Tirano, Bassano del Grappa, Firenze, Brindisi, Grosseto, Castelfranco, Veneto, Pistoia, Cambiano, Palermo, Carloforte, Venezia, Verbania, Savona, Camogli. Le organizzazioni ricordano che esistono già strumenti normativi efficaci contro tutti i crimini d’odio, come la Legge Mancino, e che l’Italia rischierebbe di diventare l’unico dei Paesi europei ad adottare integralmente la definizione IHRA con una legge dello Stato. In alternativa, viene indicata la strada scelta dall’Ordine dei Giornalisti, che ha adottato la Dichiarazione di Gerusalemme, più rispettosa della libertà di critica e dei diritti umani. La mobilitazione del 9 settembre rappresenta un passaggio cruciale: una pressione pubblica sul Parlamento per fermare una norma giudicata liberticida e per difendere libertà di parola, ricerca, informazione e denuncia dei crimini di guerra. Le organizzazioni annunciano che la protesta non si fermerà: presìdi permanenti accompagneranno il percorso parlamentare del ddl fino alla votazione del prossimo 2 ottobre, e anche oltre se necessario, quando è previsto l’arrivo del provvedimento in Aula alla Camera. ELENCO ORGANIZZAZIONI PROMOTRICI (In aggiornamento) > TUTTI I PROMOTORI e TUTTI I PRESIDI – MOBILITAZIONE PERMANENTE CONTRO Ddl > 1004: “Criticare Israele non è antisemitismo. No alla norma-bavaglio” MAPPA DEI PRESIDI IN ITALIA CON ELENCO DELLE PIAZZE (In aggiornamento): https://www.amnesty.it/eventi/mobilitazione-contro-il-ddl-antisemitismo/ Rete #NOBAVAGLIO
September 11, 2026
Pressenza
L’inganno del decreto “antisemitismo”: proteste in tutta Italia
Testo e link da FUORI ONDA, la newsletter di Radio Onda d’Urto (*). La discussione in Parlamento punta sul 2 ottobre. Il 26 settembre corteo a Brescia. «Criticare Israele non è antisemitismo» PALESTINA – Parliamo di Palestina, iniziando dall’Italia. Si chiude senza votazioni la seduta sul ddl antisemitismo in commissione Affari costituzionali alla Camera. Il voto in commissione slitterà alla
September 10, 2026
La Bottega del Barbieri
DDL Antisemitismo, da Montecitorio l’allarme contro la norma-bavaglio
Mentre dentro Palazzo Montecitorio proseguiva l’esame del disegno di legge sull’antisemitismo, fuori dalla Camera dei Deputati una manifestazione partecipata ha sollevato una questione che riguarda direttamente la qualità della nostra democrazia. Il problema non è se l’antisemitismo debba essere combattuto. Deve esserlo, senza esitazioni. La questione è un’altra: quali strumenti si scelgono per farlo e quali conseguenze possono produrre sulla libertà di espressione e sul diritto al dissenso. Il presidio-maratona del 9 settembre ha riunito associazioni, organizzazioni sindacali, realtà politiche e sociali, studenti, docenti, giornalisti e attivisti. Una mobilitazione ampia, accompagnata da iniziative in decine di città italiane e dall’adesione di oltre 250 realtà. Al centro della contestazione c’è soprattutto il riferimento alla definizione operativa dell’International Holocaust Remembrance Alliance, la IHRA, e ai suoi indicatori. L’articolo 1 del testo approvato dal Senato richiama infatti non soltanto la definizione, ma anche i relativi indicatori. Nello stesso tempo stabilisce che devono restare ferme la libertà di critica politica, di manifestazione del pensiero, di riunione e di associazione. È proprio qui che emerge il problema. Tra gli esempi utilizzati nell’ambito della definizione IHRA ve ne sono alcuni che riguardano direttamente Israele. Una distinzione che dovrebbe essere chiarissima – quella tra odio antiebraico e critica politica a uno Stato – rischia così di entrare in una zona di incertezza. E quando una legge interviene sul terreno delle opinioni, l’incertezza non è mai neutrale. Criticare il governo israeliano non significa essere antisemiti. Contestare le scelte di Netanyahu non significa essere antisemiti. Denunciare l’occupazione dei territori palestinesi, le operazioni militari a Gaza, le violazioni del diritto internazionale e sostenere i diritti del popolo palestinese non appartiene soltanto al terreno della libertà di critica, ma – di fronte a fatti di tale gravità – diventa anche un dovere civile, politico e morale. L’odio contro gli ebrei è antisemitismo. Chiamare un governo alle proprie responsabilità è invece parte essenziale della democrazia. È per questo che il ddl rischia di assumere i caratteri di una norma-bavaglio. Non perché stabilisca esplicitamente che criticare Netanyahu sia vietato, ma perché può rendere più incerto, e quindi più rischioso, il confine tra una posizione politica radicalmente critica verso Israele e un comportamento classificato come antisemita. Non occorre vietare formalmente una parola per limitarla. Può bastare che un’università rinunci a concedere uno spazio, che un’associazione eviti un dibattito, che un docente scelga di non affrontare un argomento o che un giornalista cominci a chiedersi non soltanto se ciò che scrive sia fondato, ma anche come possa essere interpretato. È così che nasce l’autocensura. C’è poi un problema ancora più grave. La tutela dovrebbe riguardare chi subisce una discriminazione antisemita. L’effetto, invece, potrebbe essere quello di offrire una protezione politica indiretta alle scelte dello Stato di Israele e a chi continua a difenderle, mentre chi le denuncia viene costretto a dimostrare continuamente che la propria critica non nasce dall’odio antiebraico. Questo avviene mentre sulle condotte delle autorità israeliane pesano accuse di eccezionale gravità sul piano del diritto internazionale, comprese quelle relative a genocidio, crimini di guerra e crimini contro l’umanità. In un contesto del genere, rendere più problematica la critica al governo israeliano rischia di trasformare una norma nata per combattere l’antisemitismo in uno scudo politico per chi difende quelle politiche e in uno strumento di delegittimazione verso chi denuncia ciò che sta avvenendo a Gaza. Qui emerge anche il doppio standard. La libertà di critica deve valere allo stesso modo nei confronti di tutti i governi, nessuno escluso. Il diritto internazionale non può essere invocato con rigore in alcuni casi e trattato con maggiore cautela in altri. Israele, come qualsiasi altro Stato, deve poter essere sottoposto a critica, contestazione e giudizio pubblico. Sovrapporre la critica a Israele con l’antisemitismo rischia inoltre di associare impropriamente le comunità ebraiche alle decisioni del governo israeliano. È l’opposto di ciò che una seria battaglia contro l’antisemitismo dovrebbe fare: nessun ebreo deve essere considerato responsabile delle scelte di Netanyahu semplicemente perché ebreo. La giornata del 9 settembre ha prodotto anche un dato parlamentare significativo. La Commissione Affari costituzionali della Camera ha avviato la discussione, ma non ha proceduto al voto degli emendamenti. L’esame proseguirà quindi nei prossimi giorni e il testo resta ancora modificabile. Le preoccupazioni espresse dalla piazza trovano un riflesso nello stesso confronto parlamentare. PD, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra hanno sostenuto emendamenti diretti a precisare che la libera critica alle azioni politiche del governo israeliano non costituisce antisemitismo. È stata proposta anche l’adozione della Jerusalem Declaration on Antisemitism in alternativa alla definizione IHRA. Nel Partito democratico restano tuttavia posizioni differenti sul giudizio complessivo da dare al provvedimento. Pur riconoscendo la necessità di correggere il testo, non è ancora emersa una linea unitaria sul voto finale. La manifestazione di Montecitorio ha posto dunque una questione che va ben oltre Israele e Palestina. Riguarda il rapporto tra il potere e chi lo contesta: la libertà di un giornalista di documentare un crimine, di un docente di discuterne, di uno studente di manifestare, di un’associazione di organizzare una campagna e di un cittadino di accusare un governo di violare il diritto internazionale senza essere preventivamente sospettato di antisemitismo. La lotta all’antisemitismo deve essere rigorosa e intransigente. Proprio per questo non può diventare una leva attraverso cui proteggere dalle critiche uno Stato o un governo. Proteggere gli ebrei dall’odio è un dovere democratico. Proteggere un governo dalle contestazioni non lo è. E quando una norma rischia di confondere le due cose, il problema non riguarda più soltanto Israele e Palestina: riguarda la libertà di tutti noi. Giovanni Barbera
September 9, 2026
Pressenza
Associazioni: “Criticare Israele non è antisemitismo. No alla norma-bavaglio”
Presidio-maratona il 9/09 dalle ore 13 a Montecitorio in occasione della discussione del Ddl Antisemitismo alla Camera A promuovere la mobilitazione oltre 100 organizzazioni in difesa dei diritti umani e della libertà d’espressione e informazione “Criticare Israele non è antisemitismo ma è un diritto costituzionale che va salvaguardato per il bene della nostra democrazia e dei diritti umani. Per questo la nuova ‘norma-bavaglio’, contenuta nel ddl Antisemitismo e basata sulla definizione IHRA (International Holocaust Remebrance Alliance), va fermata. Il prossimo 9 settembre, saremo dalle ore 13, in piazza Montecitorio, per un grande presidio e una maratona di interventi, in occasione dell’avvio della discussione del provvedimento in Commissione Affari Costituzionali alla Camera. Invitiamo tutte le organizzazioni sociali e politiche a unirsi alla mobilitazione”. Questo, in sintesi, l’appello firmato ad oggi da oltre 100 sigle, tra organizzazioni sociali e politiche, in difesa dei diritti umani e della libertà d’espressione e informazione. A promuovere la mobilitazione contro il ddl antisemitismo un’ampia pluralità di realtà: dal mondo dell’informazione ai sindacati, dai movimenti per la Palestina alle comunità ebraiche e cattoliche, dalle campagne e reti per la pace e contro il riarmo fino alle sigle di rappresentanza di scuola e università. E ancora: dalle associazioni per i diritti dei migranti e per la giustizia sociale fino ai collettivi di artisti e comitati cittadini da tutta Italia. “Con il ddl antisemitismo, già approvato al Senato anche con i voti di alcuni senatori dell’opposizione, si vuole introdurre nella legislazione italiana la definizione IHRA, la quale, in ben 7 degli 11 esempi esplicativi di presunti atti di antisemitismo, recepiti nel provvedimento, tende a sovrapporre le critiche alle politiche di Israele con il razzismo antisemita – spiegano – Questo equivarrebbe a tacciare di odio razziale, e a perseguire legalmente, tutti coloro che denunciano pubblicamente le politiche coloniali, le violazioni dei diritti umani, il genocidio (riconosciuto anche dall’Onu un anno fa), la pulizia etnica e l’apartheid praticati dallo Stato di Israele nei confronti del popolo palestinese”. “Il ddl Antisemitismo si propone il paradossale obiettivo di trasformare in legge una definizione come quella dell’IHRA che invece nasce come giuridicamente non vincolante. Si tratterebbe dunque di una nuova, anomala, norma che amplierebbe, forzatamente, il concetto di antisemitismo, snaturandolo e trasformandolo in uno strumento per la repressione del dissenso politico e della documentazione dei crimini commessi dal governo israeliano e per colpire il diritto di critica, incentivando forme di autocensura letali per la nostra democrazia. L’Italia sarebbe il primo Paese in Europa, assieme alla Romania, ad assumere interamente la definizione IHRA con un’apposita legge dello Stato”. “È bene ricordare che gli strumenti normativi per prevenire e punire i crimini d’odio di diversa estrazione già ci sono, quali ad esempio la Legge Mancino (legge 25 giugno 1993, n. 205): sarebbe sufficiente garantirne la piena applicazione, senza il bisogno di evocare, strumentalmente, ulteriori norme, per di più liberticide come appunto quelle previste dal Ddl antisemitismo. In netto contrasto con questa deriva, come già approvato dall’Ordine dei Giornalisti, si può e si deve scegliere di abbandonare la definizione IHRA e adottare la Dichiarazione di Gerusalemme, che non vuole essere definizione vincolante dal punto di vista giuridico, ma uno strumento per identificare, monitorare e combattere l’antisemitismo attraverso una serie di linee guida, legando la lotta all’antisemitismo alla protezione dei diritti umani e alla libertà di critica”. “Ci appelliamo al mondo della cultura, scuola, università, ricerca, informazione, arte, sport e tutte le realtà sociali, culturali, sindacali, politiche, davvero democratiche, a fare fronte comune. Per far rispettare una normativa che: difenda la memoria della Shoah senza trasformarla in arma politica; protegga davvero le persone ebree da ogni forma d’odio; impedisca che l’antisemitismo venga manipolato per giustificare l’oppressione di un altro popolo e mettere in campo forme di repressione e derive autoritarie; garantisca che la lotta al razzismo sia una lotta unica, indivisibile, senza gerarchie né eccezioni”, concludono. Roma, 28 agosto 2026 LINK AL TESTO INTEGRALE DELL’APPELLO: https://docs.google.com/document/d/1J75d6Xu9bvP2otr3PggZfXsERX6TSkYOZJ7tvmXrQIw/edit?tab=t.0 ORGANIZZAZIONI PROMOTRICI (Elenco in aggiornamento) ADIF(Associazione Diritti e Frontiere) Agorà Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese Alkemia aps Artists for Gaza ANPI Roma ANPI sezione Don Pappagallo Rioni Esquilino, Monti, Celio (Roma) ANPI Milano Stadera Gratosoglio Amnesty International Italia Arci Arci Roma Articolo 21 Artisti #NoBavaglio Associazione Inclusiv3 APS ETS Associazione I.t.a.c.a. Associazione culturale Liguria-Palestina Associazione Memorie & Progetti di Pieve Ligure Assopace Palestina Associazione Stampa Romana Attac Italia BDS Italia Campagna “Ponti e non muri” Pax Christi Italia Carovane Migranti Catanesi solidali col popolo palestinese Catania NoFrontex Centro Studi Sereno Regis (Torino) Cobas Scuola Terni Comitato di solidarietà con la Palestina in terzo Comitato Monteverde per la Pace Comitato un Aiuto per la Palestina Comitato Pace Alto Canavese Comitato per la Palestina di Pordenone Confederazione Cobas Umbria ControCorrente Lazio Coordinamento per l’Unità dei Comunisti Coordinamento CNR contro la guerra CRED (Centro di Ricerca ed Elaborazione e per la Democrazia) CRS (Centro per la Riforma dello Stato) CGIL Roma e Lazio FLC-CGIL Cambiare Rotta Disability Pride Network Disarma EPR4Palestine (Enti Pubblici di Ricerca per la Palestina) FNSI – Federazione Stampa Italiana Fondazione Pangea Forum Pace e disarmo Sinistra italiana Lazio Giovani Democratici Roma Giuristi Democratici Global Sumud Flotilla Global Sumud Flotilla – Lazio Gruppo Pensionati Vanchiglietta APS (Torino) IOCISTO-illustrAZIONI Kairos Kritica La carovana dei pacifici La Scuola per la Palestina L3A (Laboratorio Ebraico Antirazzista) Libere Cittadine per la Palestina Mai indifferenti – voci ebraiche per la pace Mamme Narranti MoveOn Movimento Giustizia e Pace in Medio Oriente Movimento Omosessuale Sardo ODV Movimento Studenti Palestinesi Newrg (New Weapons Research Group) Genova Network Giovani M5S Operatori dell’Informazione per Gaza OSA Osservatorio contro la Militarizzazione nelle scuole Parliamo di Socialismo PCI – Partito Comunista Italiano Partito della Rifondazione Comunista Per non dimenticare – OdV Potere al Popolo Pressenza – Agenzia stampa per la Pace e la Nonviolenza Presidio Palestina Montecitorio Rete dei Numeri Pari Rete del Dissenso Rete Giornalisti per la Costituzione Rete Italiana Pace e Disarmo Rete Italia-Palestina gemellaggi scuole Rete #NoBavaglio Rete NoWar Rete Italiana Pace e Disarmo Rete Radiè Resch Rete dei Preti contro il genocidio Rete RUP – Ricerca e Università per la Palestina Roma sa da che parte stare Roma Tre Etica Rossosispera Associazione Culturale Sanitari per Gaza Roma Saptejah (Associazione Culturale) Scuola per la Pace Torino e Piemonte Sinistra Anticapitalista Sinistra Anticapitalista Roma Sinistra Italiana Roma e Provincia Stop Rearm Italia Tetes de Bois Tikkun – Diaspora Ebraica Decoloniale Transform Italia UISP Un’altra idea di mondo Un Ponte Per Unione degli universitari Unione Sindacale di Base Valsesia per la Palestina Venice4Palestine Voci per la Palestina Redazione Italia
August 28, 2026
Pressenza
Puntata del 04/08/2026@0
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Augustin, RSU FIOM della Electrolux di Forlì sulla situazione attuale del gruppo industriale svedese che da maggio minaccia i suoi dipendenti con la prospettiva di licenziamenti di massa, circa 1900 nel nostro paese (contando i contratti a tempo determinato). Dalla scorsa intervista che avevamo realizzato sull’argomento, ricordiamo che erano stati previsti dei tavoli di confronto tra sindacati, istituzioni ed azienda, come sono andate le contrattazioni a quei tavoli? Che aria si respira nei vari stabilimenti Electrolux d’Italia? Quali le prospettive? Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata ha riguardato la possibilità di giornalisti di esprimersi contro l’operato o l’idea stessa di Stato di Israele, infatti in compagnia telefonica di Steano Galieni della Rete No Bavaglio, siamo andati a spiegare in cosa consiste l’ex ddl 1004. Dal blog pungolorosso.com : “La reale finalità di questo Ddl non è quella di “contrastare l’anti-semitismo”, ma di impegnare le istituzioni dello stato a promuovere ovunque il sionismo come ideologia di stato e a contrastare-bastonare ogni forma di critica dello stato sionista e del sionismo, e dei suoi protettori – tanto più se si tratta di una critica militante e di massa nelle piazze. Non si deve mai dimenticare che tra i massimi protettori dello stato di Israele c’è l’Italia di Meloni-Mattarella, terza fornitrice di armi per il genocidio dopo Stati Uniti e Germania. Le/I giornaliste/i anti-fasciste/i di “No Bavaglio” formulano la loro critica da un punto di vista democratico, diverso dal nostro, che è anti-coloniale e di classe. A differenza di noi, poi, nutrono illusioni sulle “forze democratiche” presenti in parlamento (il cui comportamento fu già pessimo al Senato), e nella loro denuncia si concentrano sull’attacco alla “libertà di espressione”, mentre noi denunciamo al contempo l’attacco al movimento di sostegno alla resistenza del popolo palestinese. Ciò non toglie loro il merito di avere segnalato per tempo a tutti/e, anche a noi, quello che giustamente definiscono un golpe estivo – contro cui bisogna muoversi. “ Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto intervistandoo un’attivista di XR Reggio Emilia per farci raccontare la resistenza dell’Assemblea permanente Ospizio al progetto di costruzione di un punto vendita Conad e di una struttura destinata al comune all’interno di un bosco urbano. Dopo mesi di tentativi nell’ostacolare la partenza di questa ennesima operazione ecocida di cementificazione dei nostri territori, l’assemblea ha deciso di lanciare un presidio permanente, riuscendo dal primo giorno (il 3 Agosto) di fatto ad ostacolare l’ingresso delle ruspe nella futura area di cantiere. Ovviamente sono arrivate di conseguenza identificazioni a tappeto da parte delle forze dell’ordine e il tentativo di forzare il blocco costituito da un muri di corpi di attivisti e attiviste. L’invito quindi è quello di raggiungere il presidio permanente per continuare la lotta contro questo progetto. Buon ascolto
August 6, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata del 04/08/2026@1
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Augustin, RSU FIOM della Electrolux di Forlì sulla situazione attuale del gruppo industriale svedese che da maggio minaccia i suoi dipendenti con la prospettiva di licenziamenti di massa, circa 1900 nel nostro paese (contando i contratti a tempo determinato). Dalla scorsa intervista che avevamo realizzato sull’argomento, ricordiamo che erano stati previsti dei tavoli di confronto tra sindacati, istituzioni ed azienda, come sono andate le contrattazioni a quei tavoli? Che aria si respira nei vari stabilimenti Electrolux d’Italia? Quali le prospettive? Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata ha riguardato la possibilità di giornalisti di esprimersi contro l’operato o l’idea stessa di Stato di Israele, infatti in compagnia telefonica di Steano Galieni della Rete No Bavaglio, siamo andati a spiegare in cosa consiste l’ex ddl 1004. Dal blog pungolorosso.com : “La reale finalità di questo Ddl non è quella di “contrastare l’anti-semitismo”, ma di impegnare le istituzioni dello stato a promuovere ovunque il sionismo come ideologia di stato e a contrastare-bastonare ogni forma di critica dello stato sionista e del sionismo, e dei suoi protettori – tanto più se si tratta di una critica militante e di massa nelle piazze. Non si deve mai dimenticare che tra i massimi protettori dello stato di Israele c’è l’Italia di Meloni-Mattarella, terza fornitrice di armi per il genocidio dopo Stati Uniti e Germania. Le/I giornaliste/i anti-fasciste/i di “No Bavaglio” formulano la loro critica da un punto di vista democratico, diverso dal nostro, che è anti-coloniale e di classe. A differenza di noi, poi, nutrono illusioni sulle “forze democratiche” presenti in parlamento (il cui comportamento fu già pessimo al Senato), e nella loro denuncia si concentrano sull’attacco alla “libertà di espressione”, mentre noi denunciamo al contempo l’attacco al movimento di sostegno alla resistenza del popolo palestinese. Ciò non toglie loro il merito di avere segnalato per tempo a tutti/e, anche a noi, quello che giustamente definiscono un golpe estivo – contro cui bisogna muoversi. “ Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto intervistandoo un’attivista di XR Reggio Emilia per farci raccontare la resistenza dell’Assemblea permanente Ospizio al progetto di costruzione di un punto vendita Conad e di una struttura destinata al comune all’interno di un bosco urbano. Dopo mesi di tentativi nell’ostacolare la partenza di questa ennesima operazione ecocida di cementificazione dei nostri territori, l’assemblea ha deciso di lanciare un presidio permanente, riuscendo dal primo giorno (il 3 Agosto) di fatto ad ostacolare l’ingresso delle ruspe nella futura area di cantiere. Ovviamente sono arrivate di conseguenza identificazioni a tappeto da parte delle forze dell’ordine e il tentativo di forzare il blocco costituito da un muri di corpi di attivisti e attiviste. L’invito quindi è quello di raggiungere il presidio permanente per continuare la lotta contro questo progetto. Buon ascolto
August 6, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata del 04/08/2026@2
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Augustin, RSU FIOM della Electrolux di Forlì sulla situazione attuale del gruppo industriale svedese che da maggio minaccia i suoi dipendenti con la prospettiva di licenziamenti di massa, circa 1900 nel nostro paese (contando i contratti a tempo determinato). Dalla scorsa intervista che avevamo realizzato sull’argomento, ricordiamo che erano stati previsti dei tavoli di confronto tra sindacati, istituzioni ed azienda, come sono andate le contrattazioni a quei tavoli? Che aria si respira nei vari stabilimenti Electrolux d’Italia? Quali le prospettive? Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata ha riguardato la possibilità di giornalisti di esprimersi contro l’operato o l’idea stessa di Stato di Israele, infatti in compagnia telefonica di Steano Galieni della Rete No Bavaglio, siamo andati a spiegare in cosa consiste l’ex ddl 1004. Dal blog pungolorosso.com : “La reale finalità di questo Ddl non è quella di “contrastare l’anti-semitismo”, ma di impegnare le istituzioni dello stato a promuovere ovunque il sionismo come ideologia di stato e a contrastare-bastonare ogni forma di critica dello stato sionista e del sionismo, e dei suoi protettori – tanto più se si tratta di una critica militante e di massa nelle piazze. Non si deve mai dimenticare che tra i massimi protettori dello stato di Israele c’è l’Italia di Meloni-Mattarella, terza fornitrice di armi per il genocidio dopo Stati Uniti e Germania. Le/I giornaliste/i anti-fasciste/i di “No Bavaglio” formulano la loro critica da un punto di vista democratico, diverso dal nostro, che è anti-coloniale e di classe. A differenza di noi, poi, nutrono illusioni sulle “forze democratiche” presenti in parlamento (il cui comportamento fu già pessimo al Senato), e nella loro denuncia si concentrano sull’attacco alla “libertà di espressione”, mentre noi denunciamo al contempo l’attacco al movimento di sostegno alla resistenza del popolo palestinese. Ciò non toglie loro il merito di avere segnalato per tempo a tutti/e, anche a noi, quello che giustamente definiscono un golpe estivo – contro cui bisogna muoversi. “ Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto intervistandoo un’attivista di XR Reggio Emilia per farci raccontare la resistenza dell’Assemblea permanente Ospizio al progetto di costruzione di un punto vendita Conad e di una struttura destinata al comune all’interno di un bosco urbano. Dopo mesi di tentativi nell’ostacolare la partenza di questa ennesima operazione ecocida di cementificazione dei nostri territori, l’assemblea ha deciso di lanciare un presidio permanente, riuscendo dal primo giorno (il 3 Agosto) di fatto ad ostacolare l’ingresso delle ruspe nella futura area di cantiere. Ovviamente sono arrivate di conseguenza identificazioni a tappeto da parte delle forze dell’ordine e il tentativo di forzare il blocco costituito da un muri di corpi di attivisti e attiviste. L’invito quindi è quello di raggiungere il presidio permanente per continuare la lotta contro questo progetto. Buon ascolto
August 6, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata del 04/08/2026
Il primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Augustin, RSU FIOM della Electrolux di Forlì sulla situazione attuale del gruppo industriale svedese che da maggio minaccia i suoi dipendenti con la prospettiva di licenziamenti di massa, circa 1900 nel nostro paese (contando i contratti a tempo determinato). Dalla scorsa intervista che avevamo realizzato sull’argomento, ricordiamo che erano stati previsti dei tavoli di confronto tra sindacati, istituzioni ed azienda, come sono andate le contrattazioni a quei tavoli? Che aria si respira nei vari stabilimenti Electrolux d’Italia? Quali le prospettive? Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata ha riguardato la possibilità di giornalisti di esprimersi contro l’operato o l’idea stessa di Stato di Israele, infatti in compagnia telefonica di Steano Galieni della Rete No Bavaglio, siamo andati a spiegare in cosa consiste l’ex ddl 1004. Dal blog pungolorosso.com : “La reale finalità di questo Ddl non è quella di “contrastare l’anti-semitismo”, ma di impegnare le istituzioni dello stato a promuovere ovunque il sionismo come ideologia di stato e a contrastare-bastonare ogni forma di critica dello stato sionista e del sionismo, e dei suoi protettori – tanto più se si tratta di una critica militante e di massa nelle piazze. Non si deve mai dimenticare che tra i massimi protettori dello stato di Israele c’è l’Italia di Meloni-Mattarella, terza fornitrice di armi per il genocidio dopo Stati Uniti e Germania. Le/I giornaliste/i anti-fasciste/i di “No Bavaglio” formulano la loro critica da un punto di vista democratico, diverso dal nostro, che è anti-coloniale e di classe. A differenza di noi, poi, nutrono illusioni sulle “forze democratiche” presenti in parlamento (il cui comportamento fu già pessimo al Senato), e nella loro denuncia si concentrano sull’attacco alla “libertà di espressione”, mentre noi denunciamo al contempo l’attacco al movimento di sostegno alla resistenza del popolo palestinese. Ciò non toglie loro il merito di avere segnalato per tempo a tutti/e, anche a noi, quello che giustamente definiscono un golpe estivo – contro cui bisogna muoversi. “ Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della serata lo abbiamo fatto intervistandoo un’attivista di XR Reggio Emilia per farci raccontare la resistenza dell’Assemblea permanente Ospizio al progetto di costruzione di un punto vendita Conad e di una struttura destinata al comune all’interno di un bosco urbano. Dopo mesi di tentativi nell’ostacolare la partenza di questa ennesima operazione ecocida di cementificazione dei nostri territori, l’assemblea ha deciso di lanciare un presidio permanente, riuscendo dal primo giorno (il 3 Agosto) di fatto ad ostacolare l’ingresso delle ruspe nella futura area di cantiere. Ovviamente sono arrivate di conseguenza identificazioni a tappeto da parte delle forze dell’ordine e il tentativo di forzare il blocco costituito da un muri di corpi di attivisti e attiviste. L’invito quindi è quello di raggiungere il presidio permanente per continuare la lotta contro questo progetto. Buon ascolto
August 6, 2026
Radio Blackout
DDL ANTISEMITISMO: un rischio per libertà di critica e d’espressione. Che fare…
All’incontro online in svolgimento stasera, 30 luglio alle 21, intervengono rappresentanti di BDS, Giuristi Democratici, Amnesty International Italia, Un ponte per, Rete dei Presidii per Gaza e Transform Italia. Saranno presenti alcuni dei parlamentari che stanno seguendo l’iter legislativo e parteciperanno operatori dell’informazione, della scuola, delle associazioni e delle ong. Un’iniziativa di carattere informativo e operativo, promossa dalla Rete No Bavaglio insieme a Pressenza e con Anbamed per comprendere le conseguenze del ddl antisemitismo sulle varie attività e realtà della vita democratica in Italia: “La Rete No Bavaglio esprime forte preoccupazione e contrarietà rispetto al disegno di legge sul contrasto all’antisemitismo, alle ultime battute dell’iter in Commissione Affari Costituzionale alla Camera, che rischia di essere approvato nel silenzio generale senza alcuna possibilità d’intervento rispetto al testo licenziato dal Senato lo scorso marzo – spiega il comunicato divulgato il 23 luglio scorso – Un ‘golpe estivo’ che restringerà ancora di più lo spazio civico in Italia e comprometterà la libertà d’espressione e di dissenso. Ci appelliamo a tutte le forze democratiche affinché intervengano per scongiurare l’ennesima legge bavaglio e un’ulteriore deriva autoritaria nel nostro Paese…”. DDL ANTISEMITISMO: perché è un rischio per libertà di critica e d’espressione. E cosa fare: appuntamento stasera, giovedì, 30 luglio alle h 21 su https://meet.google.com/qci-znzd-soc Insieme a Luciano Cerasa della Rete No Bavaglio, Olivier Turquet per Pressenza e Farid Adly per Anbamed, intervengono i giuristi Antonello Ciervo, Giordana De Vendictis e Ugo Giannangeli di Giuristi Democratici, Ilaria Masinara di Amnesty International Italia (Dissenso sotto attacco: cambiare la Legge 54/2026), Livia di BDS Italia; Roberta Parrovano di La scuola per la Palestina, Ada Montellanico di Voci per la Palestina e Luca Gabrielli di Un Ponte per e partecipano i deputati Filiberto Zaratti (Avs) e Alfonso Colucci (M5S). Redazione Italia
July 30, 2026
Pressenza
“ALZIAMO LA VOCE PER GAZA”: CONFERENZA STAMPA CONTRO GLI ESPOSTI TEMERARI NEI CONFRONTI DI GIORNALISTI E GIORNALISTE
La Rete #NoBavaglio insieme ad Articolo 21 e a diversi collettivi dell’informazione ha convocato una conferenza stampa alla Camera dei Deputati per denunciare “la crescente ondata di esposti temerari” nei confronti di giornaliste e giornalisti che raccontano il genocidio a Gaza e le violazioni dei diritti umani in corso. L’incontro si è tenuto alle 11:30 di oggi, mercoledì 1 aprile, nella sala stampa di Via della Missione 4, a Roma. Secondo gli organizzatori e le organizzatrici, negli ultimi mesi gli esposti disciplinari agli Ordini dei giornalisti si sarebbero trasformati in uno strumento di pressione e intimidazione contro chi documenta la realtà del conflitto e la sofferenza della popolazione civile. Al centro della denuncia anche il tentativo di colpire la campagna “Alziamo la voce per Gaza”, nata per sostenere i giornalisti e le giornaliste palestinesi che continuano ad esercitare la loro professione in condizioni estreme. Ad ora, sarebbero oltre trecento i e le reporter uccisi dall’esercito israeliano, dato che conferma l’urgenza di garantire loro visibilità e protezione. Viene sottolineato, infine, come a più di due anni dall’inizio del conflitto, l’accesso della stampa internazionale a Gaza resti ancora precluso. L’intervento della giornalista Chiara Avesani durante la conferenza stampa Ascolta o scarica
April 1, 2026
Radio Onda d`Urto