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Parma, minori partecipano alla Fiera delle Armi
All’European Outdoor Show (“fiera EOS”), tenutosi a Parma dal 28 al 30 marzo e ribattezzato Fiera delle Armi da coloro che vi si sono opposti prima a Verona l’anno scorso e poi a Parma quest’anno, hanno partecipato anche minori. È quanto il foglio il Fatto Quotidiano, in un articolo a cura di Giampiero Calapà, commentava con la giusta indignazione. Purtroppo, per noi dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, non è un episodio sorprendente. Ormai è consueta la presenza di militari, l’esposizione di armamenti (e addirittura le esperienze di prova del loro funzionamento), nelle scuole, nelle fiere e nei raduni di ogni tipo. Fin dall’infanzia bisogna abituare le creature piccole, i minori, ad avere un atteggiamento confidente, non solo con le divise di ogni arma, ma anche con la tecnologia applicata alla guerra. Le armi non sono strumenti banali, si inventano, si producono, si vendono per le guerre. Altre narrazioni sono false e servono a creare naturalizzazione e abitudine alla logica amico-nemico. Negli istituti superiori, soprattutto i tecnico-professionali, ma anche di primo grado (la ex scuola media), e nei licei, l’esercito italiano e i carabinieri sono una presenza costante. Le tematiche delle gite agli aeroporti militari, alle caserme, le conferenze tenute nelle ore di Educazione Civica, di Formazione Scuola Lavoro (già PCTO), sono spesso bonariamente inserite nella ampia categoria della educazione alla legalità. Legalità come rispetto acritico delle norme, anche le più restrittive e liberticide, come i recenti decreti sulla sicurezza (decreto Caivano del 2023 e individuazione zone rosse nei quartieri considerati a rischio). Legalità che, anche quando caratterizzata – lo abbiamo già scritto – da evidenti illegittimità costituzionali, prevede che gli alunni (e i loro insegnanti) conoscano come si contrasta la violenza di genere, cos’è la prevenzione all’uso di droghe, le manifestazioni del bullismo, soprattutto cyber. Per gli ITIS (istituti superiori di II°) nelle loro tante varianti di indirizzo, l’orientamento svolto dai corpi militari costituisce, negli obiettivi inseriti nei Piani dell’Offerta Formativa (PTOF), il supporto (o la sostituzione nel compito) alle figure docenti incaricate di guidare gli alunni verso un futuro lavoro post diploma, come prescrive la Missione n. 4 del PNRR. Anche qui nessuna novità, l’abbattimento dello scarto fra formazione scolastica e mercato, fra domanda e offerta di lavoro (mismatching), era una fissazione di Matteo Renzi che ne fece il punto chiave della Buona Scuola (L. 105/2015). Ma vengo alla Fiera delle Armi di Parma. Visitando il sito si capisce immediatamente, dalle prime immagini, di quale organizzazione si tratti. L’European Outdoor Show (EOS) è per scopo un luogo armato: è dedicato alle attività di caccia, organizza corsi di tiro, un mercato di presentazione delle aziende di armamenti, e molto altro relazionato agli strumenti di offesa. Il resto è puro spettacolo, uno show, qualcosa che sta fra la fiera paesana e l’esposizione di oggetti per far divertire, mentre si insegnano le specifiche abilità necessarie all’uso. I minori, ci racconta il cronista del quotidiano, devono essere accompagnati almeno fino a 12 anni, ma tutti, con mamma e papà o con i coetanei adolescenti, possono ammirare armi di ogni tipo, saggiare i risultati della ricerca tecnologica più avanzata, giocare alla guerra come nei peggiori videogiochi. Bambine e bambini sono un bacino di capitale umano, uno stock di materie prime e di prodotti in uscita dal ciclo produttivo, così lo definiscono alcuni ricercatori statunitensi e nostrani (INVALSI insegna… ). Un esempio è quello relativo agli studi dell’economista Orazio Attanasio, ospite di passate edizioni del Festival dell’Economia di Torino, che di allevamento di tale deposito di valore economico si occupa da tempo. La sua ricerca, portata in Italia all’Università della Calabria e finanziata dal Fondo Italiano per la Scienza, è orientata all’efficacia delle misurazioni in ambito sociale. Si tratta di chiudere nella gabbia delle competenze-chiave, considerate sempre misurabili oggettivamente, la conoscenza, le discipline sia umanistiche che scientifiche (la retorica STEM, sempre nel PNRR), per preparare le giovani generazioni per la forza-lavoro che serve, le alte specializzazioni per i meritevoli e, verso il basso della scala sociale, il vasto nuovo proletariato. I corpi dell’esercito – del resto – sono un ambito non solo lavorativo, dove impiegare le due macrocategorie ma, in senso proprio, sono soprattutto luogo di istruzione basilare, di disciplinamento, per le figure di alto profilo e per la carne da cannone. Nelle attuali guerre non si muore solo di tecnologia applicata, di droni intelligenti, di algoritmi capaci di governare gli scenari, ma anche, ancora, nelle trincee, negli assalti a campo aperto, Insomma, bisogna essere preparati. La fiera di Parma svolge anche questo servizio. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle Università
Insegnare la lingua italiana tra diritti e cittadinanza
Il laboratorio di serigrafia della Scuola di Cittadinanza fa parte della Scuola di italiano, in stile educazione diffusa, promossa da Ciac Parma. Precisione e collaborazione, parola dopo parola, colore dopo colore: si può apprendere anche fuori dalla aule scolastiche e senza banchi, si può costruire una società diversa e antirazzista in tanti modi diversi -------------------------------------------------------------------------------- Entrando nelle aule della scuola d’italiano del CIAC, la prima cosa che colpisce non è il silenzio dello studio, ma il suono di una risata collettiva. Siamo nel cuore di una struttura che ogni giorno accoglie circa 120 studenti, suddivisi in dieci classi che coprono l’intero spettro dell’apprendimento, dal primo approccio all’alfabetizzazione fino al livello A2 avanzato. In via Bandini a Parma, sede della scuola di italiano di Ciac, l’apprendimento della lingua italiana non è considerato un traguardo puramente scolastico, ma un prerequisito fondamentale per l’esercizio dei diritti di cittadinanza.  Lucia, la coordinatrice, spiega come la scuola sia un organismo in costante movimento. “Siamo organizzati su tre sessioni annuali di circa tre mesi e mezzo ciascuna ma manteniamo una flessibilità d’ingresso a ciclo continuo”. Ogni venerdì pomeriggio, i nuovi candidati vengono sottoposti a un colloquio e a un test di livello per garantire un inserimento mirato. Ma la vera notizia è il cambiamento demografico tra i banchi: sebbene gli uomini siano ancora la maggioranza, il numero delle donne è letteralmente esploso negli ultimi due anni. Il segreto? Un’intuizione pratica: lo “Spazio bimbi”. “Abbiamo creato un’area dove le mamme possono lasciare i propri figli durante le lezioni”, mi racconta Lucia. Un piccolo servizio che ha rimosso un ostacolo enorme per l’integrazione femminile. “La mia paura più grande – dice Mariagrazia, una delle “maestre” – è non riuscire a dare abbastanza attenzione a tutti, non cogliere l’esperienza individuale di chi ho davanti”. L’approccio scelto mira a creare un ambiente di apprendimento orizzontale, dove l’errore linguistico diventa un elemento di coesione: “Ridere insieme dei propri sbagli – conclude Mariagrazia – sia quelli degli studenti che quelli della maestra, trasforma l’aula in un gruppo unito”. Il pilastro dell’offerta formativa è la “Scuola di Cittadinanza”, un percorso che si affianca ai corsi mattutini per adulti e pomeridiani per minori. Non è una scuola comune. Si tiene il martedì, mercoledì e giovedì mattina, in orario complementare alle lezioni di lingua. L’obiettivo è trasferire la lingua fuori dalle mura scolastiche attraverso laboratori di arte, musica, serigrafia e giardinaggio, oltre a visite guidate ai musei e alle istituzioni del territorio. Timothy, uno degli studenti della scuola, sottolinea la necessità di questo pragmatismo: “Saper scrivere è importante, ma se non sai rispondere a una domanda semplice come ‘Come stai?’, non puoi dire di conoscere davvero la lingua. La pratica ti permette di parlare con le persone, ed è questa la cosa più utile”. In questo contesto, l’italiano smette di essere una barriera per diventare uno strumento di autonomia. L’obiettivo finale, come emerge dalle diverse voci della scuola, non è solo l’alfabetizzazione, ma la costruzione di una rete di relazioni che permetta a ogni individuo di abitare consapevolmente lo spazio pubblico della città. -------------------------------------------------------------------------------- Pubblicato su Ciaconlus.org -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Insegnare la lingua italiana tra diritti e cittadinanza proviene da Comune-info.
April 18, 2026
Comune-info
Un intero fine settimana di proteste a Parma: Extinction Rebellion contesta la fiera delle armi
Durante il  weekend della Domenica delle Palme, Extinction Rebellion ha lanciato una serie di mobilitazioni cittadine per protestare contro l’European Outdoor Show, la fiera delle armi da caccia e tiro sportivo. Il gruppo è entrato all’evento disturbandone lo svolgimento, ha appeso un banner fuori dalla sede della fiera e ha partecipato a una biciclettata cittadina con lo scopo di rallentare il flusso di visitatori alla fiera.  Il primo giorno, tre grandi Pikachu gonfiabili hanno iniziato a muoversi tra i padiglioni della fiera come se cercassero una via di fuga. Non per gioco, ma per istinto: scappare dalle armi. Nel giro di pochi minuti, i Pikachu sono stati inseguiti dalla sicurezza e dalla polizia e accompagnati all’esterno della fiera, sotto gli sguardi stupiti e divertiti dei visitatori. Nel secondo giorno di mobilitazione contro EOS, Extinction Rebellion ha continuato la protesta dei Pikachu, esponendo all’alba uno striscione sulle Fiere di Parma con un messaggio molto chiaro: “FUORI LE ARMI DA PARMA!”. Il gruppo ha poi raggiunto la biciclettata organizzata da Casa Cantoniera, Critical Mass e Docenti Per Gaza e alla quale le forze dell’ordine hanno risposto con uno sproporzionato dispiegamento di agenti in tenuta antisommossa. La manifestazione pacifica ha rallentato il traffico in entrata e in uscita dalla fiera. Infine, nel pomeriggio di domenica il gruppo si è spostato dal quartiere fieristico al centro città, partecipando alla manifestazione promossa da Casa della Pace.  «Siamo qui perché è inaccettabile che in una città che si racconta come cultura ai giovani ci siano venditori di morte, è inaccettabile avere la fiera delle armi EOS qui in città. Le armi servono per uccidere.» dichiara Lotta, artista parte del gruppo in azione. «Oggi Pikachu vuole dare una scossa alle fiere di Parma. È entrato qui dentro, ha visto adulti offrire armi da provare ai bambini e ha fatto l’unica cosa sensata da fare, scappare. La caccia normalizza la violenza nella vita quotidiana. La morte non è uno sport, è violenza.».  EOS viene presentata come fiera di “sport”, “outdoor” e “tradizione”, mentre ospita produttori e distributori di armi leggere e accessori militari, in un momento storico segnato da un’escalation sempre più ampia dei conflitti. Dopo gli ultimi attacchi di Stati Uniti e Israele all’ Iran, il rischio di un allargamento della guerra è concreto.   «Nel nostro report “Aziende e rivenditori critici a EOS 2026” abbiamo analizzato la presenza in fiera di brand coinvolti in contesti di conflitto o in violazioni dei diritti umani» dichiara Daniele, scienziato che ha impersonato uno dei Pikachu. «FN Herstal produce le mitragliatrici montate sopra i Merkava Tank che hanno ucciso la bambina palestinese Hind Rajab: noi abbiamo documentato diversi casi di armi imbracciate da minori alla fiera EOS, malgrado le promesse che ciò non sarebbe stato possibile. In questo video girato sabato 28 marzo in fiera le immagini che documentano questa grave violazione».  Le popolazioni civili restano le più esposte: sotto le bombe, sotto embargo, senza accesso a acqua, cibo e cure. Mentre la crisi climatica continua a colpire con eventi sempre più estremi provocando migliaia di morti in Europa per ondate di calore, la risposta che viene data è il riarmo:  risorse pubbliche vengono dirottate verso armi e conflitti invece che verso adattamento, sicurezza e cura dei territori. Gli stessi industriali che traggono profitto dalla distruzione della biodiversità e dallo sfruttamento animale utilizzano ora la tutela degli ecosistemi come scusa per deregolamentare la caccia, mettendo il profitto davanti al futuro del pianeta. «Non siamo qui per colpevolizzare chi entra in fiera – conclude Daniele – ma per rendere visibile una contraddizione enorme. Le armi non sono uno sport. Sono strumenti di morte. E oggi il mondo ne ha già abbastanza di violenza e di morti».  Le mobilitazioni non si fermano qui. Extinction Rebellion annuncia la volontà di aprire un percorso pubblico con la cittadinanza e le istituzioni locali, attraverso un’assemblea cittadina aperta, per discutere del futuro della città e chiedere che eventi che promuovano le armi, la violenza o la guerra non vengano più ospitati. L’obiettivo è chiaro: costruire una mobilitazione nazionale affinché nessuna fiera italiana accetti di ospitare eventi in cui le armi vengono normalizzate e rese accessibili anche ai più giovani.   Fonti Report sulle aziende presenti ad EOS – https://www.ipresslive.it/it/ipress/comunicati/view/59400/m7majxjzeprkaajdyvvz9/   Forensic Architecture – https://forensic-architecture.org/investigation/the-killing-of-hind-rajab  Wikipedia – https://en.wikipedia.org/wiki/Merkava  Instagram XR Parma – https://www.instagram.com/reels/DWb4sbAiImb/    The Guardian – https://www.theguardian.com/environment/2025/jul/09/europe-june-heatwave-study-climate-breakdown-tripled-death-toll Università di Uppsala – https://www.uu.se/en/news/2025/2025-06-11-ucdp-sharp-increase-in-conflicts-and-wars Treccani Magazine – https://www.treccani.it/magazine/atlante/geopolitica/europa-in-corsa-per-il-riarmo-le-fabbriche-di-armi-producono-a-velocita-tripla.html  Extinction Rebellion
March 30, 2026
Pressenza
Parma, 28 marzo: contro la fiera delle armi
Eos, fiera delle armi, si tiene a Parma nei giorni 28, 29 e 30 marzo 2026. Tante iniziative contro i venditori di morte. Ecco le tre manifestazioni principali. Iniziativa organizzata dalle associazioni ambientaliste https://parma.csvemilia.it/news/una-fiera-da-cacciare/   Manifestazione organizzata da Casa della pace di Parma https://parma.csvemilia.it/news/parma-e-fiera-del-disarmo-e-della-nonviolenza/   Manifestazione organizzata dal Coordinamento contro la fiera delle armi: Parma, sabato 28 marzo. Il corteo