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Carceri: le tragedie italiane e il ridicolo (di Parma)
di Vito Totire (*). A seguire l’idea della Bottega di varare un premio europeo intitolato all’immortale Akakij Akakievič Bašmačkin. (**). La Ausl di Parma insiste a voler riscuotere la «tassa sul buon samaritano» MA E’ SOLO LA PUNTA DELL’ICEBERG LA QUESTIONE è : COME RENDERE POSSIBILE LA RELAZIONE FRA LA PERSONA PRIVATA DELLA LIBERTA’ E IL MEDICO DI SUA FIDUCIA
October 19, 2026
La Bottega del Barbieri
Open Jam, studente Liceo Marconi contesta Leonardo: «complice del massacro del popolo palestinese e del genocidio»
Durante il Festival Open Jam 2026, organizzato da TEHA Group a Parma il 7 e 8 ottobre, uno studente del Liceo Scientifico Statale “Guglielmo Marconi” è intervenuto al microfono contestando la presenza di Leonardo S.p.A., che secondo TEHA ha collaborato all’evento. Secondo Open (clicca qui per la notizia), tra i presenti c’erano rappresentanti dell’azienda. Nel video diffuso lo studente chiede: «Con che credibilità venite a parlarci di alternative, di futuro e di prospettive presentandoci delle industrie belliche come Leonardo complice del massacro del popolo palestinese e del genocidio». Parla di «investimenti di decine di milioni in armi, bulldozer, F35» e accusa le aziende del settore di «lucrare sul riarmo», citando i piani di riarmo e la NATO. Collega il riarmo ai «definanziamenti alle nostre scuole»: «Noi facciamo lezione in aule da quindici persone in trenta studenti». Aggiunge che all’istruzione vengono fatti «tagli milionari» e alla sanità «lasciate le briciole», mentre «voi prendete miliardi». Chiude: «Questo è il nostro futuro e ce l’avete strappato via voi». Il video è stato diffuso inizialmente dalla pagina del Fronte della gioventù comunista,  non sono riportate repliche di Leonardo o degli organizzatori, né risultano dichiarazioni ufficiali da parte degli organizzatori e dell’azienda. Studente “Marconi” di Parma contesta Leonardo SpA Open Jam è, nelle parole di TEHA Group, «la piattaforma dedicata alle nuove generazioni» che organizza nel corso dell’anno eventi per studenti, giovani professionisti e docenti. Il festival annuale, di due giorni, è presentato come un «grande festival sul futuro del lavoro, aperto agli under35», con l’obiettivo di costruire con i giovani un «manifesto» sul lavoro. Il programma alterna plenarie con ospiti a workshop e jam session in parallelo. Dal 2025 e per tre anni Parma è la base operativa dell’iniziativa, in vista del 2027, quando la città sarà Capitale europea dei giovani. L’edizione 2026 aveva per tema i «movimenti collettivi», esplorati attraverso tre dimensioni: identità, tempi e spazi. Secondo TEHA, il festival si è aperto con i saluti del sindaco di Parma Michele Guerra. Tra gli ospiti, l’ex nazionale di rugby Giovan Battista Venditti, che ha parlato di lavoro di squadra, e la giornalista Silvia Boccardi, sul tema di «come informarsi bene oggi». L’evento ha avuto il patrocinio di Regione Emilia-Romagna, Comune di Parma, ART-ER, Università di Parma e Università Cattolica del Sacro Cuore, ed è stato organizzato in collaborazione con Confartigianato Imprese, Lactalis Italia e Leonardo. Alle attività hanno partecipato classi di cinque istituti: ISISS “Galilei Bocchialini” (San Secondo Parmense), ITIS “Leonardo Da Vinci” e Liceo “Marconi” (Parma), ITS “Angelo Rizzoli” (Milano) e ITS Logistica Sostenibile (Piacenza). La scheda TEHA non precisa in cosa sia consistita la collaborazione di Leonardo né in quale sessione. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università solidarizza con le domande poste dallo studente. Le sue osservazioni toccano i punti nevralgici della questione: la complicità delle aziende italiane e dello Stato nel genocidio del popolo palestinese; le ricadute economiche delle politiche di riarmo, con meno risorse per scuole e sanità, che necessitano invece di un’inversione sugli investimenti; la spinta nei confronti dei giovani affinché si orientino verso carriere militari o settori legati alle armi e alla difesa. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
A Parma hanno acceso i fornelli resistenti
NASCONO I FORNELLI RESISTENTI DI PARMA: IL 1° NOVEMBRE IL PRIMO VIAGGIO A TRIESTE PER GARANTIRE UNA CENA ALLE PERSONE MIGRANTI. UN CONCERTO E UNA SERATA CONVIVIALE PER RACCOGLIERE I FONDI NECESSARI Trieste, “Piazza del mondo” -------------------------------------------------------------------------------- Trieste è una città di confine e di passaggio, una piazza del mondo affacciata su una delle principali vie di ingresso in Europa. Per migliaia di persone provenienti dalla rotta balcanica rappresenta il primo approdo dopo mesi trascorsi attraversando frontiere, boschi e territori ostili. Arrivano spesso senza nulla, provati dal viaggio e dalle violenze subite. Fra loro ci sono molti giovani e minori non accompagnati. In piazza della Libertà, davanti alla stazione, l’associazione Linea d’Ombra offre ogni giorno una prima risposta: cure, abiti, coperte, informazioni, ascolto e qualcosa di caldo. Nata a Trieste dall’impegno di volontarie e volontari, Linea d’Ombra sostiene le persone migranti in transito lungo la rotta balcanica, offrendo assistenza materiale e sanitaria e denunciando le violenze subite alle frontiere. Un impegno reso ancora più necessario dalla mancanza di un’accoglienza pubblica adeguata. Le politiche dell’amministrazione comunale hanno privilegiato negli ultimi anni gli sgomberi e l’allontanamento dei richiedenti asilo dagli spazi visibili della città, senza risolvere il problema di chi continua a dormire in strada o in edifici abbandonati. Ora a Parma sta prendendo forma una nuova rete di solidarietà. L’idea è nata durante Solidalia 2026, nell’incontro “Piazze che (si) curano”, che aveva riunito esperienze capaci di trasformare la cura in una presenza concreta nei luoghi: non assistenza calata dall’alto, ma una relazione costruita nel tempo, attraverso gesti semplici e condivisi. Promossa dal Distretto di Economia Solidale di Parma, Solidalia è la festa dell’economia solidale: uno spazio di incontro fra associazioni, produttori e cittadini dedicato ogni anno a pratiche capaci di coniugare giustizia sociale, cura dell’ambiente e partecipazione. Dal confronto con i Fornelli Resistenti di Pesaro e Mantova e con la Piazza del Mondo di Trieste è nata la decisione di costituire anche a Parma un gruppo di Fornelli Resistenti. Ne fanno parte, insieme al DES – Distretto di Economia Solidale, CIAC, CSV Emilia, Cuoche Ribelli, gruppi di acquisto solidale e Casa delle Donne. Realtà differenti che hanno scelto di unire competenze, energie e disponibilità attorno a un primo obiettivo comune: raggiungere Trieste e preparare una cena per circa duecento persone. Il viaggio è previsto per domenica 1° novembre. Le pietanze saranno cucinate nella sede del circolo Il Cervo di Collecchio, tenendo conto delle abitudini alimentari e delle esigenze delle persone a cui saranno destinate. Il pasto prevede preparazioni semplici e nutrienti, come riso con verdure e legumi, uova sode e tè caldo. A Trieste gruppi provenienti da diverse città italiane si alternano secondo un calendario condiviso, garantendo con regolarità la preparazione e la distribuzione delle cene. L’intenzione della rete parmense è inserirsi stabilmente in questa organizzazione e tornare una volta al mese. Le associazioni si occuperanno della preparazione dei pasti, della raccolta dei materiali e delle pratiche burocratiche. Un primo sopralluogo, effettuato nei giorni scorsi, ha mostrato una situazione particolarmente difficile. Il violento maltempo che ha colpito Trieste ha allagato anche uno dei ripari utilizzati dalle persone migranti, aggravando condizioni già precarie. Il gruppo parmense porterà quindi non soltanto la cena, ma anche altri aiuti raccolti sulla base delle necessità indicate da Linea d’Ombra. Per sostenere le spese di viaggio e acquistare stoviglie e attrezzature sono in programma alcune iniziative in città. Partecipare a queste serate significa contribuire in modo diretto al primo viaggio dei Fornelli Resistenti di Parma. Significa anche permettere a un’esperienza nata durante Solidalia di uscire dal tempo della festa e diventare un impegno continuativo. Da una piazza all’altra, da Parma a Trieste, una cena può trasformarsi in un gesto di vicinanza e in una scelta precisa: non voltarsi dall’altra parte -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo A Parma hanno acceso i fornelli resistenti proviene da Comune-info.
October 3, 2026
Comune-info
CRISI ENERGETICA: IL GOVERNO RISPONDE CON IL “NUCLEARE SOSTENIBILE” MA MENTE SU TEMPI, COSTI E DEMOCRAZIA ENERGETICA
Nel pieno dello shock energetico arriva l’allarme della Bce sull’inflazione. Nel secondo trimestre del 2026, “il costo del lavoro per dipendente è aumentato a un tasso del 3,3%”. La crescita dei profitti per unità di prodotto è salita invece dallo 0,3 al 2,2%”, fa sapere la Banca centrale europea. Significato: i salari rallentano, i profitti delle imprese accelerano, soprattutto quelli dei colossi del petrolio. Oggi è anche record negativo per il diesel, che raggiunge il suo massimo storico di prezzo nell’Unione Europea. Il gasolio nelle stazioni di servizio ha toccato un nuovo massimo di 2,23 euro al litro, contro i 2,16 euro della settimana precedente. Record assoluto in 19 Paesi dell’Unione europea – tra cui Germania, Francia e Italia. Sul fronte energia e carovita, Giorgetti lancia la discussa manovra economica nel question time alla Camera: la priorità, secondo il ministro dell’Economia, è il taglio delle tasse per il ceto medio (con un reddito, però, tra i 50 e 60mila euro, escludendo de facto la maggior parte del ceto medio impoverito da anni di tagli e crisi). E dopo il flop sul deficit al 3%, il governo accende ora un faro sull’Istat, cercando di distrarre l’attenzione dalle fratture interne nel Governo. Fratelli d’Italia blocca la Lega sullo scostamento di bilancio chiesto da Salvini nella manovra per il 2027, dopo che l’Istat ha confermato la procedura di infrazione per l’Italia a causa del deficit eccessivo. In questo contesto l’Italia riapre formalmente la porta all’energia atomica, nonostante le vittorie di due referendum – nel 1987 e nel 2011 – avessero decretato il no popolare al nucleare. Ieri il definitivo semaforo verde arrivato dall’Aula del Senato: passa il disegno di legge delega a firma Pichetto Frattin per il ritorno al nucleare completa l’iter parlamentare e diventa legge. Proprio il ministro Frattin ricorda come sia “quasi” concluso lo smaltimento delle vecchie scorie. Quasi, perché dopo oltre 30 anni dalla dismissione delle centrali nucleari le conseguenze sono ancora all’ordine del giorno per paesi e terre. L’analisi sulla legge che consente la produzione di energia da fonte nucleare nel territorio nazionale, disattivare e smantellare gli impianti esistenti, gestire i rifiuti radioattivi ed incrementare ricerca e sviluppo dell’energia nucleare, con Salem Ghribi, dottore di ricerca in Scienze e Tecnologie dei materiale, all’Università di Parma. Ascolta o scarica  
September 24, 2026
Radio Onda d`Urto
Un ricordo del «Puma», operaio generoso
di Matteo Mariani Troppo spesso nella società di oggi siamo portati ad avere una visione negativa, provocata dai tanti fatti brutti che accadono e dai tanti esempi negativi che ci vengono messi ogni giorno davanti agli occhi. Di conseguenza siamo di frequente portati a pensare e ad affermare che imperversano l’egoismo e l’individualismo, che nessuno fa niente per niente, che
September 23, 2026
La Bottega del Barbieri
Ripetute provocazioni fasciste a Parma
A Parma, in poco tempo, e anche nei giorni scorsi, si sono susseguiti alcuni fatti gravi che destano attenzione. Due giorni fa una sede di sinistra, apprendiamo, ha subito diversi attacchi da wannabe squadristi parmensi. Lo denunciano il Fronte Comunista e il Fronte della Gioventù Comunista, co-titolari della sede. A […] L'articolo Ripetute provocazioni fasciste a Parma su Contropiano.
July 28, 2026
Contropiano
Giocampus: a Parma le Forze dell’ordine fanno scuola anche d’estate
Nella mattinata del 2 luglio 500 tra bambini e bambine hanno partecipato a Giocampus, un evento della città di Parma in cui l’infanzia può prendere confidenza con le Forze dell’ordine salendo su mezzi, accendendo sirene e simulando situazioni operative. Questa occasione è stata definita come un grande momento estivo per fare delle lezioni di educazione civica ai più piccoli (clicca qui), insegnando loro i valori della sicurezza e della legalità attraverso il gioco. Ci troviamo dunque di fronte, ancora una volta, ad un uso massiccio della gamification per diffondere un’idea di legalità che richiama prima di tutto la sanzione attraverso la presenza di quegli agenti che devono far rispettare le leggi per le strade. Tale approccio consente di raggiungere in maniera facile bambini e bambine ma dà un’idea parziale di ciò che vuol dire effettivamente rispettare le regole all’interno di una comunità. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università riteniamo infatti che le basi di una convivenza civile vadano trasmesse facendo giocare i più piccoli alla democrazia, un gioco che potrebbe insegnare loro come le norme in una società democratica siano più forti nel momento in cui vengono da un processo in cui la pluralità dei punti di vista sia stata presa in considerazione. Se si osserva la legalità a partire da questa prospettiva, si comprende pienamente perché il divieto e la sanzione siano solo l’ultima spiaggia per il rispetto delle leggi. Educare le giovani generazioni a partire da questi elementi significa infatti insegnare un’idea di norma intesa come qualcosa di estrinseco alla volontà e ai bisogni di ciascuno e imposta da un sistema coercitivo. Al contrario, come Osservatorio crediamo che bisognerebbe innanzitutto insegnare che solo a partire da processi decisionali ampiamente condivisi è possibile interiorizzare le regole perché solo in questo modo esse possono rispecchiare la volontà di tutti i membri della comunità. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Parma, minori partecipano alla Fiera delle Armi
All’European Outdoor Show (“fiera EOS”), tenutosi a Parma dal 28 al 30 marzo e ribattezzato Fiera delle Armi da coloro che vi si sono opposti prima a Verona l’anno scorso e poi a Parma quest’anno, hanno partecipato anche minori. È quanto il foglio il Fatto Quotidiano, in un articolo a cura di Giampiero Calapà, commentava con la giusta indignazione. Purtroppo, per noi dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, non è un episodio sorprendente. Ormai è consueta la presenza di militari, l’esposizione di armamenti (e addirittura le esperienze di prova del loro funzionamento), nelle scuole, nelle fiere e nei raduni di ogni tipo. Fin dall’infanzia bisogna abituare le creature piccole, i minori, ad avere un atteggiamento confidente, non solo con le divise di ogni arma, ma anche con la tecnologia applicata alla guerra. Le armi non sono strumenti banali, si inventano, si producono, si vendono per le guerre. Altre narrazioni sono false e servono a creare naturalizzazione e abitudine alla logica amico-nemico. Negli istituti superiori, soprattutto i tecnico-professionali, ma anche di primo grado (la ex scuola media), e nei licei, l’esercito italiano e i carabinieri sono una presenza costante. Le tematiche delle gite agli aeroporti militari, alle caserme, le conferenze tenute nelle ore di Educazione Civica, di Formazione Scuola Lavoro (già PCTO), sono spesso bonariamente inserite nella ampia categoria della educazione alla legalità. Legalità come rispetto acritico delle norme, anche le più restrittive e liberticide, come i recenti decreti sulla sicurezza (decreto Caivano del 2023 e individuazione zone rosse nei quartieri considerati a rischio). Legalità che, anche quando caratterizzata – lo abbiamo già scritto – da evidenti illegittimità costituzionali, prevede che gli alunni (e i loro insegnanti) conoscano come si contrasta la violenza di genere, cos’è la prevenzione all’uso di droghe, le manifestazioni del bullismo, soprattutto cyber. Per gli ITIS (istituti superiori di II°) nelle loro tante varianti di indirizzo, l’orientamento svolto dai corpi militari costituisce, negli obiettivi inseriti nei Piani dell’Offerta Formativa (PTOF), il supporto (o la sostituzione nel compito) alle figure docenti incaricate di guidare gli alunni verso un futuro lavoro post diploma, come prescrive la Missione n. 4 del PNRR. Anche qui nessuna novità, l’abbattimento dello scarto fra formazione scolastica e mercato, fra domanda e offerta di lavoro (mismatching), era una fissazione di Matteo Renzi che ne fece il punto chiave della Buona Scuola (L. 105/2015). Ma vengo alla Fiera delle Armi di Parma. Visitando il sito si capisce immediatamente, dalle prime immagini, di quale organizzazione si tratti. L’European Outdoor Show (EOS) è per scopo un luogo armato: è dedicato alle attività di caccia, organizza corsi di tiro, un mercato di presentazione delle aziende di armamenti, e molto altro relazionato agli strumenti di offesa. Il resto è puro spettacolo, uno show, qualcosa che sta fra la fiera paesana e l’esposizione di oggetti per far divertire, mentre si insegnano le specifiche abilità necessarie all’uso. I minori, ci racconta il cronista del quotidiano, devono essere accompagnati almeno fino a 12 anni, ma tutti, con mamma e papà o con i coetanei adolescenti, possono ammirare armi di ogni tipo, saggiare i risultati della ricerca tecnologica più avanzata, giocare alla guerra come nei peggiori videogiochi. Bambine e bambini sono un bacino di capitale umano, uno stock di materie prime e di prodotti in uscita dal ciclo produttivo, così lo definiscono alcuni ricercatori statunitensi e nostrani (INVALSI insegna… ). Un esempio è quello relativo agli studi dell’economista Orazio Attanasio, ospite di passate edizioni del Festival dell’Economia di Torino, che di allevamento di tale deposito di valore economico si occupa da tempo. La sua ricerca, portata in Italia all’Università della Calabria e finanziata dal Fondo Italiano per la Scienza, è orientata all’efficacia delle misurazioni in ambito sociale. Si tratta di chiudere nella gabbia delle competenze-chiave, considerate sempre misurabili oggettivamente, la conoscenza, le discipline sia umanistiche che scientifiche (la retorica STEM, sempre nel PNRR), per preparare le giovani generazioni per la forza-lavoro che serve, le alte specializzazioni per i meritevoli e, verso il basso della scala sociale, il vasto nuovo proletariato. I corpi dell’esercito – del resto – sono un ambito non solo lavorativo, dove impiegare le due macrocategorie ma, in senso proprio, sono soprattutto luogo di istruzione basilare, di disciplinamento, per le figure di alto profilo e per la carne da cannone. Nelle attuali guerre non si muore solo di tecnologia applicata, di droni intelligenti, di algoritmi capaci di governare gli scenari, ma anche, ancora, nelle trincee, negli assalti a campo aperto, Insomma, bisogna essere preparati. La fiera di Parma svolge anche questo servizio. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle Università
Insegnare la lingua italiana tra diritti e cittadinanza
Il laboratorio di serigrafia della Scuola di Cittadinanza fa parte della Scuola di italiano, in stile educazione diffusa, promossa da Ciac Parma. Precisione e collaborazione, parola dopo parola, colore dopo colore: si può apprendere anche fuori dalla aule scolastiche e senza banchi, si può costruire una società diversa e antirazzista in tanti modi diversi -------------------------------------------------------------------------------- Entrando nelle aule della scuola d’italiano del CIAC, la prima cosa che colpisce non è il silenzio dello studio, ma il suono di una risata collettiva. Siamo nel cuore di una struttura che ogni giorno accoglie circa 120 studenti, suddivisi in dieci classi che coprono l’intero spettro dell’apprendimento, dal primo approccio all’alfabetizzazione fino al livello A2 avanzato. In via Bandini a Parma, sede della scuola di italiano di Ciac, l’apprendimento della lingua italiana non è considerato un traguardo puramente scolastico, ma un prerequisito fondamentale per l’esercizio dei diritti di cittadinanza.  Lucia, la coordinatrice, spiega come la scuola sia un organismo in costante movimento. “Siamo organizzati su tre sessioni annuali di circa tre mesi e mezzo ciascuna ma manteniamo una flessibilità d’ingresso a ciclo continuo”. Ogni venerdì pomeriggio, i nuovi candidati vengono sottoposti a un colloquio e a un test di livello per garantire un inserimento mirato. Ma la vera notizia è il cambiamento demografico tra i banchi: sebbene gli uomini siano ancora la maggioranza, il numero delle donne è letteralmente esploso negli ultimi due anni. Il segreto? Un’intuizione pratica: lo “Spazio bimbi”. “Abbiamo creato un’area dove le mamme possono lasciare i propri figli durante le lezioni”, mi racconta Lucia. Un piccolo servizio che ha rimosso un ostacolo enorme per l’integrazione femminile. “La mia paura più grande – dice Mariagrazia, una delle “maestre” – è non riuscire a dare abbastanza attenzione a tutti, non cogliere l’esperienza individuale di chi ho davanti”. L’approccio scelto mira a creare un ambiente di apprendimento orizzontale, dove l’errore linguistico diventa un elemento di coesione: “Ridere insieme dei propri sbagli – conclude Mariagrazia – sia quelli degli studenti che quelli della maestra, trasforma l’aula in un gruppo unito”. Il pilastro dell’offerta formativa è la “Scuola di Cittadinanza”, un percorso che si affianca ai corsi mattutini per adulti e pomeridiani per minori. Non è una scuola comune. Si tiene il martedì, mercoledì e giovedì mattina, in orario complementare alle lezioni di lingua. L’obiettivo è trasferire la lingua fuori dalle mura scolastiche attraverso laboratori di arte, musica, serigrafia e giardinaggio, oltre a visite guidate ai musei e alle istituzioni del territorio. Timothy, uno degli studenti della scuola, sottolinea la necessità di questo pragmatismo: “Saper scrivere è importante, ma se non sai rispondere a una domanda semplice come ‘Come stai?’, non puoi dire di conoscere davvero la lingua. La pratica ti permette di parlare con le persone, ed è questa la cosa più utile”. In questo contesto, l’italiano smette di essere una barriera per diventare uno strumento di autonomia. L’obiettivo finale, come emerge dalle diverse voci della scuola, non è solo l’alfabetizzazione, ma la costruzione di una rete di relazioni che permetta a ogni individuo di abitare consapevolmente lo spazio pubblico della città. -------------------------------------------------------------------------------- Pubblicato su Ciaconlus.org -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Insegnare la lingua italiana tra diritti e cittadinanza proviene da Comune-info.
April 18, 2026
Comune-info
Un intero fine settimana di proteste a Parma: Extinction Rebellion contesta la fiera delle armi
Durante il  weekend della Domenica delle Palme, Extinction Rebellion ha lanciato una serie di mobilitazioni cittadine per protestare contro l’European Outdoor Show, la fiera delle armi da caccia e tiro sportivo. Il gruppo è entrato all’evento disturbandone lo svolgimento, ha appeso un banner fuori dalla sede della fiera e ha partecipato a una biciclettata cittadina con lo scopo di rallentare il flusso di visitatori alla fiera.  Il primo giorno, tre grandi Pikachu gonfiabili hanno iniziato a muoversi tra i padiglioni della fiera come se cercassero una via di fuga. Non per gioco, ma per istinto: scappare dalle armi. Nel giro di pochi minuti, i Pikachu sono stati inseguiti dalla sicurezza e dalla polizia e accompagnati all’esterno della fiera, sotto gli sguardi stupiti e divertiti dei visitatori. Nel secondo giorno di mobilitazione contro EOS, Extinction Rebellion ha continuato la protesta dei Pikachu, esponendo all’alba uno striscione sulle Fiere di Parma con un messaggio molto chiaro: “FUORI LE ARMI DA PARMA!”. Il gruppo ha poi raggiunto la biciclettata organizzata da Casa Cantoniera, Critical Mass e Docenti Per Gaza e alla quale le forze dell’ordine hanno risposto con uno sproporzionato dispiegamento di agenti in tenuta antisommossa. La manifestazione pacifica ha rallentato il traffico in entrata e in uscita dalla fiera. Infine, nel pomeriggio di domenica il gruppo si è spostato dal quartiere fieristico al centro città, partecipando alla manifestazione promossa da Casa della Pace.  «Siamo qui perché è inaccettabile che in una città che si racconta come cultura ai giovani ci siano venditori di morte, è inaccettabile avere la fiera delle armi EOS qui in città. Le armi servono per uccidere.» dichiara Lotta, artista parte del gruppo in azione. «Oggi Pikachu vuole dare una scossa alle fiere di Parma. È entrato qui dentro, ha visto adulti offrire armi da provare ai bambini e ha fatto l’unica cosa sensata da fare, scappare. La caccia normalizza la violenza nella vita quotidiana. La morte non è uno sport, è violenza.».  EOS viene presentata come fiera di “sport”, “outdoor” e “tradizione”, mentre ospita produttori e distributori di armi leggere e accessori militari, in un momento storico segnato da un’escalation sempre più ampia dei conflitti. Dopo gli ultimi attacchi di Stati Uniti e Israele all’ Iran, il rischio di un allargamento della guerra è concreto.   «Nel nostro report “Aziende e rivenditori critici a EOS 2026” abbiamo analizzato la presenza in fiera di brand coinvolti in contesti di conflitto o in violazioni dei diritti umani» dichiara Daniele, scienziato che ha impersonato uno dei Pikachu. «FN Herstal produce le mitragliatrici montate sopra i Merkava Tank che hanno ucciso la bambina palestinese Hind Rajab: noi abbiamo documentato diversi casi di armi imbracciate da minori alla fiera EOS, malgrado le promesse che ciò non sarebbe stato possibile. In questo video girato sabato 28 marzo in fiera le immagini che documentano questa grave violazione».  Le popolazioni civili restano le più esposte: sotto le bombe, sotto embargo, senza accesso a acqua, cibo e cure. Mentre la crisi climatica continua a colpire con eventi sempre più estremi provocando migliaia di morti in Europa per ondate di calore, la risposta che viene data è il riarmo:  risorse pubbliche vengono dirottate verso armi e conflitti invece che verso adattamento, sicurezza e cura dei territori. Gli stessi industriali che traggono profitto dalla distruzione della biodiversità e dallo sfruttamento animale utilizzano ora la tutela degli ecosistemi come scusa per deregolamentare la caccia, mettendo il profitto davanti al futuro del pianeta. «Non siamo qui per colpevolizzare chi entra in fiera – conclude Daniele – ma per rendere visibile una contraddizione enorme. Le armi non sono uno sport. Sono strumenti di morte. E oggi il mondo ne ha già abbastanza di violenza e di morti».  Le mobilitazioni non si fermano qui. Extinction Rebellion annuncia la volontà di aprire un percorso pubblico con la cittadinanza e le istituzioni locali, attraverso un’assemblea cittadina aperta, per discutere del futuro della città e chiedere che eventi che promuovano le armi, la violenza o la guerra non vengano più ospitati. L’obiettivo è chiaro: costruire una mobilitazione nazionale affinché nessuna fiera italiana accetti di ospitare eventi in cui le armi vengono normalizzate e rese accessibili anche ai più giovani.   Fonti Report sulle aziende presenti ad EOS – https://www.ipresslive.it/it/ipress/comunicati/view/59400/m7majxjzeprkaajdyvvz9/   Forensic Architecture – https://forensic-architecture.org/investigation/the-killing-of-hind-rajab  Wikipedia – https://en.wikipedia.org/wiki/Merkava  Instagram XR Parma – https://www.instagram.com/reels/DWb4sbAiImb/    The Guardian – https://www.theguardian.com/environment/2025/jul/09/europe-june-heatwave-study-climate-breakdown-tripled-death-toll Università di Uppsala – https://www.uu.se/en/news/2025/2025-06-11-ucdp-sharp-increase-in-conflicts-and-wars Treccani Magazine – https://www.treccani.it/magazine/atlante/geopolitica/europa-in-corsa-per-il-riarmo-le-fabbriche-di-armi-producono-a-velocita-tripla.html  Extinction Rebellion
March 30, 2026
Pressenza