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Colombia: Consegnati i resti recuperati di Camilo Torres, il sacerdote guerrigliero
Precursore della Teologia della Liberazione in America Latina. L’Unità di Ricerca delle Persone date per Scomparse (UBPD) ha consegnato, dopo averli identificati, i resti del sacerdote colombiano Camilo Torres Restrepo, chiamato il “sacerdote guerrigliero”, precursore della Teologia della Liberazione in America Latina e simbolo della guerriglia dell’Esercito di Liberazione Nazionale (ELN). Torres “sarà inumato nella […]
February 19, 2026
Comitato Carlos Fonseca
Colombia: L’omicidio di tre difensori dell’Arauca riflette l’inizio di un altro anno critico per i dirigenti sociali
Antonio José Paz Cardona Nel pomeriggio del 22 gennaio 2026, Rhonald Sneyder Trujillo Guevara stava guidando il suo furgone attraverso la zona nota come Ruta de los Libertadores, tra i villaggi di Betoyes e Flor Amarillo, nel comune di Tame, dipartimento di Arauca, quando è stato intercettato da uomini armati. Lo hanno fatto scendere dal […]
February 17, 2026
Comitato Carlos Fonseca
Petro scampato a un tentato omicidio. È il segno della “campagna elettorale” colombiana
Il 10 febbraio, durante una conferenza stampa, il presidente della Colombia Gustavo Petro ha denunciato il clima terroristico che vive nel suo paese, e un possibile tentativo di omicidio cui è scampato il giorno precedente. Nella notte di lunedì 9 febbraio, infatti, Petro si stava recando nel dipartimento di Cordoba, […] L'articolo Petro scampato a un tentato omicidio. È il segno della “campagna elettorale” colombiana su Contropiano.
February 12, 2026
Contropiano
Colombia: Alla frontiera con il Venezuela i militari colombiani abbattono sette guerriglieri dell’ELN
Bogotá. Questo mercoledì, un giorno dopo la riunione in cui i presidenti Gustavo Petro e Donald Trump hanno condiviso di rafforzare la lotta contro il narcotraffico, l’esercito ha informato che i militari colombiani hanno ucciso sette ribelli della guerriglia ELN. Secondo un messaggio inviato ai giornalisti, gli uomini in uniforme hanno compiuto un attacco contro […]
February 10, 2026
Comitato Carlos Fonseca
Colombia: Le organizzazioni sociali si incontrano con Iván Cepeda
Il Congresso dei Popoli, il CNA e altre organizzazioni del movimento sociale hanno tenuto un incontro con il candidato presidenziale Iván Cepeda. Gli hanno presentato le loro analisi sulla realtà del paese e hanno formulato proposte per realizzare trasformazioni strutturali. Questo lunedì 26 gennaio si è tenuto un incontro tra il candidato presidenziale Iván Cepeda […]
February 10, 2026
Comitato Carlos Fonseca
Incontro Trump-Petro: una tregua temporanea
> Il presidente colombiano Gustavo Petro e il suo omologo statunitense Donald > Trump hanno tenuto martedì scorso un incontro di due ore alla Casa Bianca con > l’obiettivo di allentare le tensioni diplomatiche che hanno caratterizzato > l’ultimo anno delle relazioni bilaterali. L’incontro, il primo tra i due leader dal ritorno di Trump al potere, ha permesso di disinnescare temporaneamente la crisi che aveva portato alla revoca del visto di Petro e all’imposizione di sanzioni economiche contro il presidente colombiano. Temi delicati come la situazione in Venezuela, il traffico di droga, la cocaina e la transizione verso le energie pulite hanno dominato l’agenda. Al termine dell’incontro, Petro ha valutato positivamente l’esito del dialogo. “Da 1 a 10, l’incontro è stato un 9”, ha dichiarato ai media, sottolineando che i colloqui hanno superato le sue aspettative iniziali. Sebbene il protocollo fosse sobrio e il presidente colombiano non sia stato accolto con gli onori militari né da Trump all’ingresso dell’Ala Ovest, come invece è avvenuto per altri leader regionali, il clima interno dell’incontro è stato descritto come cordiale. Come gesto simbolico, Trump ha consegnato a Petro una fotografia dei due che si stringono la mano, accompagnata da un messaggio scritto a mano: “Gustavo: un grande onore. Amore per la Colombia”. Qualche ora dopo, Petro ha rivelato sul suo account X un altro dettaglio dello scambio: una copia del libro The Art of the Deal (un libro del 1987 sui primi decenni di Trump, N.d.r.), regalata da Trump e autografata personalmente. “Cosa voleva dirmi Trump con questa dedica?”, ha scritto il presidente colombiano con tono ironico, alimentando il dibattito pubblico sul significato politico del gesto. L’incontro segna una svolta in una relazione bilaterale che stava peggiorando e apre la porta a un possibile riassetto diplomatico tra Bogotá e Washington. -------------------------------------------------------------------------------- TRADUZIONE DALLO SPAGNOLO DI STELLA MARIS DANTE Redacción Colombia
February 5, 2026
Pressenza
Colombia: Dopo 60 anni dalla sua scomparsa ritrovato il corpo di Camilo Torres, dirigente storico dell’ELN
Secondo l’Esercito di Liberazione Nazionale, il “progressista” governo colombiano aveva già identificato i resti, ma ha tenuto segreto il caso. Camilo Torres Restrepo fu un sacerdote, sociologo, guerrigliero e dirigente sociale che morì con un AK-47 in mano difendendo i poveri del suo paese. Il corpo di padre Camilo Torres Restrepo, scomparso quasi 60 anni […]
January 30, 2026
Comitato Carlos Fonseca
Colombia, è stato ritrovato il corpo di Camilo Torres
Il 24 gennaio 2026 è arrivata la notizia del ritrovamento e dell’identificazione, in Colombia, del corpo di Camilo Torres, fondatore dell’ELN (Esercito di Liberazione Nazionale). Dopo decenni di ricerche, è stato ritrovato il corpo del suo fondatore, il sacerdote-guerrigliero Camilo Torres Restrepo, morto il 15 febbraio 1966 in uno scontro con le forze governative. I rappresentanti dell’Istituto Nazionale di Medicina Legale della Colombia hanno confermato di essere in fase di identificazione dei possibili resti di Camilo Torres. La vita e la morte di Camilo Torres sono uno dei tanti esempi di vero amore per il prossimo, dimostrati dai veri cristiani in America Latina. È un peccato, e non è affatto una coincidenza, che oggi la storia della Colombia sia meglio conosciuta attraverso la biografia di Pablo Escobar che attraverso il destino di Camilo Torres. Nato nel 1929 a Bogotá in una famiglia benestante, ricevette un’eccellente istruzione e divenne rapidamente non solo uno dei giovani leader più popolari della Chiesa cattolica nel paese, ma anche uno dei politici più promettenti e amati della Colombia. Era destinato a una brillante carriera, ma fece una scelta diversa. Divenne sacerdote cattolico e studiò sociologia in Europa, approfondendo strumenti di analisi sociale che lo portarono a confrontarsi con le strutture di potere e ingiustizia del suo paese. Al suo ritorno in patria, Torres si fece cappellano universitario e fu tra i promotori della prima Facoltà di Sociologia in America Latina, impegnandosi in progetti di azione sociale nei quartieri marginali e denunciando le profonde disuguaglianze che affliggevano la Colombia post-“La Violencia”. Chiese pubblicamente che la Chiesa Cattolica adempisse al suo primario dovere cristiano: difendere gli oppressi e gli sfruttati. Con l’ottica sociologica e l’impegno pastorale maturò una visione radicale: per lui il cristianesimo non poteva essere disgiunto dalla lotta contro la povertà e l’oppressione sociale. In una delle sue riflessioni più citate, sostenne che la rivoluzione — intesa come trasformazione radicale delle strutture ingiuste — fosse non solo legittima ma «obbligatoria per i cristiani che vedono in essa l’unico modo efficace e ampio di realizzare l’amore per tutti». Camilo Torres è uno dei fondatori della “Teologia della Liberazione”, che combinava idee cristiane e marxiste e affermava che la salvezza cristiana è irraggiungibile senza la liberazione economica, politica, sociale e ideologica come segno significativo della dignità umana. “Non dibattiamo sulla mortalità o immortalità dell’anima, ma consideriamo piuttosto la mortalità della fame e sradichiamola, così da avere poi la capacità e l’opportunità di discutere della mortalità o immortalità dell’anima” – affermò in uno dei suoi discorsi pubblici. Camilo fu  costretto ad abbandonare la vita politica legale sotto la pressione delle élite colombiane, scomunicato dalla Chiesa cattolica, e il suo ultimo rifugio divenne un’unità di guerriglia. Nonostante la sua opposizione alla violenza per tutta la vita, Camilo vide con i suoi occhi la disperazione disarmante della sua gente e, spinto dalla convinzione che i canali istituzionali fossero incapaci di rispondere alle urgenze delle masse popolari,  lasciò il sacerdozio nel 1965 e si unì all’ELN, movimento guerrigliero ispirato dalla rivoluzione cubana e dalle correnti marxiste dell’epoca. Camilo muore all’età di 37 anni, nella sua prima e unica battaglia. Si dice che i militari abbiano aperto il fuoco su di lui mentre cercava di soccorrere un soldato ferito. Il suo ex amico d’infanzia, Álvaro Valencia Tovar, comandava la battaglia a fianco dell’esercito. Poco prima di morire, Camilo disse: “Il dovere di ogni cristiano è essere un rivoluzionario, e il dovere di ogni rivoluzionario è fare la rivoluzione”. “Dove cadde Camilo, sorse una croce, non di legno, ma di luce. Lo crocifissero con i proiettili, lo chiamarono bandito, proprio come Gesù…” cantava di lui il bardo cileno Victor Jara, ucciso dai militari del suo paese in uno stadio nel settembre del 1973, dopo il colpo di stato nazista. La notizia dell’identitificazione arriva a poche settimane dal 60º anniversario della sua morte e ha già suscitato reazioni politiche e sociali: l’Ejército de Liberación Nacional (ELN) – la guerriglia marxista a cui Torres si unì prima di cadere – ha affermato di conoscere “l’autenticità” del corpo e chiesto che i resti siano consegnati e onorati nel campus della Universidad Nacional di Bogotá, dove il sacerdote fu docente e tra i fondatori della prima Facoltà di Sociologia dell’America Latina. Camilo Torres rimane un grande nella storia dell’essere umano, un grande rivoluzionario che ha saputo coniugare spiritualità, etica e politica in lotta contro ogni logica di oppressione, sfruttamento, dominio e controllo. Sessant’anni dopo la morte di Torres, l’ELN continua a condurre la guerriglia nella giungla colombiana, il che lo rende uno dei gruppi di guerriglia più antichi al mondo.   > In Colombia la possibile identificazione dei resti di Camilo Torres riapre il > dibattito su fede, giustizia e rivoluzione (S. Izzo e C. Lonardo) > Cristianesimo, violenza e marxismo in Camilo Torres > Dalla profezia di Camilo Torres alla “Fratelli Tutti” di Papa Francesco, > attraverso la “Popolorum Progressio”, l’Enciclica rivoluzionaria di Paolo VI > (S.Izzo e C. Lonardo) PER APPRONDIRE Camilo Torres Restrepo “Il Vangelo e la guerriglia – Camilo Torres mezzo secolo dopo” con Mauro Castagnaro,Tonio Dell’Olio Liberazione o morte. In ricordo di Padre Camilo Torres Ciencia, revolución y creencia en Camilo Torres Camilo Torres Restrepo: La posibilidad de una moral insurgente Camilo Torres Restrepo: Un pensamiento propositivo para la paz de Colombia Lorenzo Poli
January 30, 2026
Pressenza
Colombia: come affrontare la militarizzazione nella nostra America?
In un contesto internazionale caratterizzato da conflitti armati, dispute geopolitiche e misure di controllo in aumento, un incontro a Medellín (Colombia) ha portato sul tavolo una discussione che attraversa tutta la regione: come affrontare la militarizzazione senza separarla dalle sue cause strutturali e senza perdere di vista le esperienze concrete di coloro che ne subiscono le conseguenze. Per due giorni, organizzazioni sociali, ricercatori e difensori dei diritti umani di diversi Paesi si sono riuniti in Colombia per analizzare come la geopolitica globale e l’avanzata della militarizzazione abbiano un impatto sui territori latinoamericani. Il 27 e 28 novembre Medellín ha ospitato il 2° Incontro Regionale “Geopolitica e militarizzazione nella nostra America”, uno spazio di riflessione critica che ha riunito accademici, ricercatori, comunicatori, difensori dei diritti umani e organizzazioni sociali dell’America Latina, degli Stati Uniti e del Canada. Il tema centrale dell’incontro è stato l’analisi dell’avanzata della militarizzazione nella regione nell’attuale contesto di riconfigurazione dell’ordine mondiale. La scelta di Medellín non è stata casuale. La Colombia è uno dei paesi in cui il rapporto tra conflitto armato, militarizzazione e controllo territoriale ha segnato profondamente la storia recente. In questo scenario, l’incontro ha cercato di portare il dibattito oltre i discorsi ufficiali sulla sicurezza ed esaminare i processi strutturali che attraversano la Nostra America. UN CONTINENTE SU UNA SCACCHIERA GLOBALE I tavoli di lavoro hanno affrontato i cambiamenti nella geopolitica internazionale, il relativo declino dell’egemonia statunitense e l’emergere di nuove potenze globali. Secondo le analisi condivise, queste trasformazioni hanno reso l’America Latina un territorio strategico grazie alla sua ricchezza di risorse naturali, alla sua posizione geografica e al suo ruolo nelle catene di produzione globali. In questo contesto, si è discusso di come la militarizzazione appaia come uno strumento ricorrente per garantire interessi economici, politici e strategici. I relatori hanno convenuto che l’aumento del ruolo delle forze armate nei compiti di sicurezza interna non è un fenomeno isolato, ma parte di una tendenza regionale che si è accentuata anche sotto i governi civili. I ricercatori presenti hanno sottolineato che questa logica si basa su dottrine di sicurezza che ampliano il concetto di minaccia e rafforzano la figura del “nemico interno”, con conseguenze dirette sui movimenti sociali, sulle comunità rurali e sulle popolazioni storicamente emarginate. MILITARIZZAZIONE ED ESTRATTIVISMO Uno dei temi centrali dell’incontro è stato il rapporto tra militarizzazione e modello estrattivo. Diversi interventi hanno sottolineato che l’espansione di attività come l’estrazione mineraria, l’agrobusiness e i megaprogetti energetici è spesso accompagnata da una maggiore presenza militare e di polizia nei territori. I rappresentanti delle organizzazioni contadine e sociali hanno illustrato come questi processi abbiano un impatto sulla vita quotidiana delle comunità, generando conflitti per la terra, sfollamenti e restrizioni al diritto di protesta. Da questo punto di vista, la militarizzazione non appare solo come una politica di sicurezza, ma come un meccanismo di controllo territoriale legato a interessi economici. ESPERIENZE DAI TERRITORI L’incontro ha previsto spazi per condividere esperienze comunitarie di fronte a contesti di violenza e militarizzazione. Delegazioni indigene e sociali della Colombia hanno presentato pratiche di organizzazione e autoprotezione civile, come le guardie comunitarie, intese come risposte locali alla mancanza di garanzie di sicurezza e diritti. Queste esperienze sono state affrontate da un punto di vista critico e contestualizzato, riconoscendone sia i limiti che le potenzialità. Per i partecipanti, lo scambio ha permesso di mettere in luce forme di resistenza che si sviluppano al di fuori dei tradizionali schemi di sicurezza statale. MEMORIA, RICERCA E ANALISI CRITICA Tra le attività di rilievo vi è stata la presentazione del libro Justicia para Colombia: impunidad, acumulación y poder (Giustizia per la Colombia: impunità, accumulazione e potere), una ricerca collettiva coordinata dal sacerdote e difensore dei diritti umani Javier Giraldo. L’opera ricostruisce, sulla base di dati storici e documentali, la conformazione delle strutture paramilitari e il loro legame con il potere politico ed economico in Colombia a partire dagli anni ’60. È stato presentato anche il libro Esquivar la guerra. Construir mundos nuevos (Eludere la guerra. Costruire mondi nuovi) del ricercatore Raúl Zibechi, che propone una riflessione sulle autonomie popolari e sulle risposte comunitarie di fronte a un mondo sempre più militarizzato. Entrambe le pubblicazioni sono state valutate come contributi rilevanti per comprendere i processi di violenza strutturale nella regione. UNO SPAZIO IN COSTRUZIONE Il 2° Incontro Regionale “Geopolitica e militarizzazione nella nostra America” è stato concepito come parte di un processo continuo di riflessione e articolazione tra organizzazioni, ricercatori e movimenti sociali. Gli organizzatori hanno sottolineato l’importanza di continuare a creare spazi di analisi che colleghino la ricerca critica alle lotte territoriali e sociali del continente. Più che conclusioni definitive, l’incontro ha lasciato domande aperte e la volontà di continuare il dibattito da una prospettiva latinoamericana, critica e impegnata nella difesa della vita e dei diritti dei popoli. https://www.colombiainforma.info/encuentro-sobre-geopolitica-y-militarizacion-en-nuestra-america/ Las transiciones hegemónicas imponen la militarización en Nuestra América – CEDINS https://www.derechoalapaz.com/encuentro-sobre-geopolitica-y-militarizacion-en-nuestra-america/ -------------------------------------------------------------------------------- TRADUZIONE DALLO SPAGNOLO DI STELLA MARIS DANTE. REVISIONE DI THOMAS SCHMID. Redacción Perú
January 24, 2026
Pressenza