Tag - antisionismo

12 università britanniche pagavano ex militari per sorvegliare studenti e docenti pro-Palestina
Almeno dodici università del Regno Unito hanno pagato una società di intelligence privata, gestita da ex ufficiali dei servizi segreti militari, per monitorare sistematicamente le attività di protesta di studenti e docenti. Al centro della sorveglianza, secondo quanto rivelato da un’indagine congiunta di Al Jazeera English e Liberty Investigates, ci […] L'articolo 12 università britanniche pagavano ex militari per sorvegliare studenti e docenti pro-Palestina su Contropiano.
April 21, 2026
Contropiano
In Francia è vittoria popolare contro la Legge Yadan su antisemitismo e antisionismo
Giovedì, all’Assemblea Nazionale, i macronisti fautori della proposta di legge Yadan hanno deciso di ritirare il testo. Una mossa che è al contempo una vittoria per le mobilitazioni contro il disegno, ma anche una rincorsa per il governo macronista. La legge, sostenuta dal novembre 2024 da Caroline Yadan – ex […] L'articolo In Francia è vittoria popolare contro la Legge Yadan su antisemitismo e antisionismo su Contropiano.
April 19, 2026
Contropiano
[2026-04-17] L'Urbanistica uccide Paradigma Palestina - Inaugurazione mostra a cura di quell* del 25 aprile @ Vivèro - luogo di quartiere
L'URBANISTICA UCCIDE PARADIGMA PALESTINA - INAUGURAZIONE MOSTRA A CURA DI QUELL* DEL 25 APRILE Vivèro - luogo di quartiere - Via Antonio Raimondi, 37 (venerdì, 17 aprile 18:00) Una riflessione su come urbanistica e architettura possano diventare strumenti di controllo e violenza, a partire dal paradigma palestinese. Attraverso mappe e immagini, la mostra racconta la trasformazione dello spazio in dispositivo politico che incide sulle possibilità di vita. Uno sguardo che aiuta a riconoscere queste dinamiche anche nei nostri territori, tra speculazione, esclusione e resistenza. Aperitivo a sostegno dello spazio. 🌹Iniziativa all'interno del programma di avvicinamento al 25 aprile del Pigneto "Giorni di liberazione"
April 11, 2026
Gancio de Roma
[2026-04-11] Colpevoli di Palestina - proiezione del documentario sul processo di Anan, Alì e Mansour @ Casa del Popolo di Torpignattara
COLPEVOLI DI PALESTINA - PROIEZIONE DEL DOCUMENTARIO SUL PROCESSO DI ANAN, ALÌ E MANSOUR Casa del Popolo di Torpignattara - Via Benedetto Bordoni, 50, 00176 Roma RM (sabato, 11 aprile 18:00) GIORNI DI LIBERAZIONE Programma di avvicinamento al 25 Aprile del Pigneto a cura di Quell@ del 25 Aprile Sabato 11 Aprile - ore 18 Proiezione del documentario “Colpevoli di Palestina” di Giacomo Villa (2025). Il documentario ripercorre la vicenda giudiziaria di tre palestinesi — Anan Yaeesh, Ali Irar e Mansour Doghmosh — sotto processo in Italia. Il lavoro, realizzato dal comitato Free Anan, denuncia la criminalizzazione della resistenza palestinese e mostra come la repressione non si fermi ai territori palestinesi, ma attraversi anche l’Europa e il nostro paese. Casa del Popolo di Torpignattara – Via B. Bordoni 50
April 8, 2026
Gancio de Roma
[2026-04-25] 25 Aprile - Pigneto in Festa @ Piazza Nuccitelli-Persiani
25 APRILE - PIGNETO IN FESTA Piazza Nuccitelli-Persiani - Piazza Nuccitelli, 00176 Roma RM, Italia (sabato, 25 aprile 09:00) Sabato 25 Aprile Piazza Nuccitelli Persiani ★ “LA PICCOLA LIBERAZIONE” - laboratori creativi, storie, racconti e musica per bambine e bambini ★ “PIAZZA DEL PENSIERO CRITICO” - Una piazza della cultura indipendente e delle autoproduzioni con libra, editor, artigian*, collettivi. ★ Stand Disegnamo il Parco naturalistico archeologico del Lago Bullicante ★ “ONDA ROSSA PIAZZA” Programma: 09:00 colazione 09:30 partenza per raggiungere Piazza delle Camelie per il corteo di Roma Est 15:00 (H)asta la victoria! - Un’asta resistente contro la logica del mercato dei padroni. Il ricavato verrà devoluto per l’acquisto dei farmaci per Cuba. 16:00 Tavola rotonda “Liberiamoci dalla guerra: ora e sempre resistenza” 19-20 Hurla Hoop e Le Radiose 21-23 concerto 🏆 TORNEI COPPA “25 APRILE” 🏅 Tornei popolari nel Centro e in piazza ★ CALCIO A 5 ★ PING PONG ★ BILIARDINO ★ SCACCHI LIBERI
April 8, 2026
Gancio de Roma
[2026-04-08] Che succede in Libano? @ Vivero
CHE SUCCEDE IN LIBANO? Vivero - via Antonio Raimondi 37 (mercoledì, 8 aprile 19:00) CHE SUCCEDE IN LIBANO? Un approfondimento delle origini e delle conseguenze delle violenze della guerra sionista/USA In Libano è in corso un’ulteriore escalation della guerra di occupazione israeliana, fatta di bombardamenti sistematici, distruzione di infrastrutture e sfollamento forzato della popolazione civile. Oltre un milione di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case: un’intera parte del Paese viene svuotata, mentre la violenza diventa condizione quotidiana imposta con la forza. Di fronte a questa realtà, la disinformazione e il racconto dominante servono a coprire, giustificare e normalizzare ciò che accade. Per questo è importante costruire spazi di discussione e contro-narrazione: parlare oggi del Libano significa provare a comprendere il contesto di guerra che stiamo vivendo, dentro e oltre i suoi confini. NE PARLIAMO CON ROSSANA TUFARO, COMPAGNA E STUDIOSA DI STORIA POLITICA E SOCIALE DEL LIBANO CONTEMPORANEO. PER MOLTI ANNI HA VISSUTO A BEIRUT. + Ci sarà aperitivo a sostegno
April 3, 2026
Gancio de Roma
L’Ordine dei giornalisti rifiuta la definizione di antisemitismo dell’IHRA
Il 31 marzo il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ha approvato una mozione che rappresenta una presa di posizione a favore della correttezza deontologica e della difesa della libertà di parola, contro la censura e la repressione di qualsiasi tipo di critica all’operato criminale dello Stato di Israele. A inizio […] L'articolo L’Ordine dei giornalisti rifiuta la definizione di antisemitismo dell’IHRA su Contropiano.
April 3, 2026
Contropiano
La questione palestinese a scuola
LA QUESTIONE PALESTINESE A SCUOLA PER SUPERARE DOGMI, STEREOTIPI E CENSURE VENERDÌ 27 MARZO 2026 DALLE ORE 8.30 ALLE ORE 13.30 TRIESTE IN PRESENZA PRESSO AULA MAGNA DELLA SEZIONE DI STUDI DI LINGUE MODERNE PER INTERPRETI E TRADUTTORI VIA FILZI, 14 – TRIESTE PIATTAFORMA S.O.F.I.A.: ID 156376 Per iscriversi collegarsi al seguente link: https://forms.gle/AhiM4o3wzMnVR3r9A -------------------------------------------------------------------------------- CONVEGNO NAZIONALE DI FORMAZIONE IL CESP è ente accreditato/qualificato per la formazione del personale della scuola (Decreto Min. 25/07/06 prot.869, circ. MIUR prot. 406 del 21/2/06 – Direttiva 170/2016-MIUR). La partecipazione ai convegni e seminari CESP è gratuita e dà diritto, ai sensi dell’art. 36 del CCNL 2019/2021 (che sostituisce gli articoli 63 e 64 del CCNL 2006/2009), all’ESONERO DAL SERVIZIO. —> Fai richiesta alla segreteria del tuo istituto del permesso per formazione oppure utilizza il modulo allegato alla locandina -------------------------------------------------------------------------------- PROGRAMMA: 8.30 registrazione partecipanti 9.15 Presentazione del corso a cura di Alessandra Triadan (CESP Trieste-Gorizia) * La causa palestinese nel tempo: questioni, rivendicazioni e prospettive, Basen Kharma ricercatore di storia contemporanea presso l’Università di Modena e Reggio Emilia * Islamofobia e arabofobia nella stampa italiana e il genocidio palestinese, Dalia Ismail, giornalista e militante italo-palestinese * Colonialismo mascherato. Il caso di Gerusalemme capitale nei libri di testo della scuola italiana, Leonardo Ferrandino, Rete docenti per Gaza 10.45 – 11.00 pausa * Antisemitismo e antisionismo. Dalle linee guida scolastiche agli ultimi disegni di legge, Ennio Francavilla, docente dell’Isis “G. D’Annunzio – M. Fabiani” di Gorizia e ricercatore presso l’Irsrec di Trieste 11.30 dibattito 13.00 conclusioni 13.30 consegna degli attestati TRIESTEDownload da remoto per chi è fuori regione
March 27, 2026
CESP
I pericoli del disegno di legge sull’antisemitismo. Intervista all’avvocato Ugo Giannangeli
C’è chi lo ha ribattezzato “Legge bavaglio” o “Ddl anticritiche”. È il cosiddetto disegno di legge “Antisemitismo”, approvato il 4 marzo scorso al Senato con 105 voti a favore, 24 contrari e 21 astenuti. Hanno votato No il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, mentre i senatori del Partito democratico si sono divisi: 21 astenuti e 6 favorevoli (Valter Verini, Sandra Zampa, Pierferdinando Casini, Graziano Del Rio, Alfredo Bazoli e Filippo Sensi); a favore il centrodestra, Italia Viva, un senatore di Azione e 5 delle Autonomie. La questione al centro delle polemiche si concentra sulla definizione di antisemitismo, ossia quella dell’International Holocaust Remembrance Alliance (Ihra), secondo cui “per antisemitismo si intende una determinata percezione degli ebrei che può essere espressa come odio nei loro confronti, le cui manifestazioni, di natura verbale o fisica, sono dirette verso le persone ebree e non ebree, i loro beni, le istituzioni della comunità e i luoghi di culto ebraici”. Ne parliamo con Ugo Giannangeli, avvocato penalista e grande esperto di “questione mediorientale.” Perché questa definizione viene considerata da molti pericolosa per la democrazia e incostituzionale? La definizione elaborata dall’Ihra è una definizione meramente operativa, lavorativa, provvisoria, priva di valore legale. Lo afferma lo stesso estensore, l’avvocato Kenneth Stern, che si autodefinisce sionista. Stern sostiene che la definizione, nelle sue intenzioni, doveva servire solo a facilitare la catalogazione degli episodi di antisemitismo. La legge che la recepisce diventa pericolosa per la democrazia in quanto si configura come una legge ad hoc a tutela di un gruppo identitario, in palese contrasto con l’articolo 3 della nostra Costituzione. Vede il rischio di un’equiparazione sostanziale tra antisemitismo e antisionismo (condiviso quest’ultimo da molti ebrei israeliani e della diaspora)? Ci può spiegare la differenza tra questi due concetti? L’antisionismo è l’opposizione a un disegno di colonialismo di insediamento che prevede l’espulsione dei nativi con ogni mezzo. Si vedano le molteplici ed esplicite dichiarazioni dei cosiddetti padri fondatori dello Stato di Israele. L’antisemitismo altro non è che una forma di razzismo. Peraltro sarebbe più corretto parlare di anti-ebraismo o antigiudaismo, essendo semiti anche i palestinesi. La modifica accolta in Senato parla di “ripudio di ogni forma di antisemitismo”. Spero quindi che si riferisca anche alla diffusa islamofobia. Temo però che questa mia speranza possa essere vista solo come una battuta. Quando si parla di “istituzioni della comunità” si può intendere anche il governo: ciò significa che sarà vietato dalla legge criticare per esempio l’esecutivo guidato dal premier israeliano Benjamin Netanyahu, su cui pende un mandato d’arresto della Corte Penale Internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità e un’indagine per genocidio della Corte di Giustizia Internazionale? In Senato sono state introdotte formule tipo ‘ferme restando la libertà di critica politica e di espressione del pensiero e la libertà di riunione e associazione’ o anche ‘nel rispetto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche’. Sembrano però formulette di cautela per ridurre gli evidenti rischi di incostituzionalità della legge per palese contrasto con gli articoli 17, 21 e 33 della Costituzione. È il caso anche di ricordare che la Corte Internazionale di Giustizia nel suo parere consultivo del luglio 2024 ha affermato che è imputabile di complicità con i crimini di Israele non solo chi fornisce concretamente aiuti, ma anche chi non si attiva per – quanto meno – attenuare le conseguenze dei crimini. Il genocidio infatti si deve prevenire prima che reprimere. Vede rischi per le campagne di boicottaggio di alcuni prodotti e servizi israeliani connessi o complici nella strage dei palestinesi? Già ora i sionisti assimilano le campagne di boicottaggio dei prodotti e dei servizi israeliani a quelle nazifasciste degli anni ‘30 contro le attività commerciali degli ebrei. A maggior ragione lo faranno dopo l’entrata in vigore della legge. In Germania il 7 novembre 2024 il Bundestag ha inserito tra le manifestazioni di odio anche l’appello al boicottaggio e alle sanzioni contro Israele. Eppure la Corte Europea dei Diritti Umani l’11 giugno 2020 ha sentenziato che l’appello al boicottaggio dei prodotti israeliani è un diritto civile tutelato dall’articolo 10 della Convenzione Europea. Un altro articolo molto controverso della legge recita così: “Prevedere apposite misure per contrastare la diffusione del linguaggio d’odio antisemita sulla rete Internet, anche attraverso l’aggiornamento delle regole di accesso alle piattaforme di social media, nonché mediante sistemi di segnalazione e rimozione, uniformi ed efficienti, dei relativi contenuti”. Anche in questo caso, vista la definizione iniziale di antisemitismo, così ampia e generica, il rischio è che venga considerata ‘odio antisemita’ dagli algoritmi che regolano i social qualsiasi critica al governo israeliano? Particolare attenzione è riservata alle espressioni di odio sui social. È questo il terreno più minato, dove più è evidente il privilegio inserito a favore dei crimini israeliani. Un esempio banale: se commento con “assassini criminali” la foto di bambini palestinesi uccisi a Gaza rischio di essere definito antisemita; se metto lo stesso commento sotto le foto delle 165 bambine iraniane uccise dagli statunitensi a Minab non corro alcun rischio. L’articolo 2 propone di “elaborare apposite linee guida sul contrasto all’antisemitismo, come definito ai sensi dell’articolo 1, comma 2, destinate ai docenti e al personale delle scuole di ogni ordine e grado”: non violerebbe la libertà d’insegnamento garantita dall’articolo 33 della Costituzione? Le linee guida destinate ai docenti violano sicuramente l’articolo 33 della Costituzione sulla libertà di insegnamento. Neppure la circolare Valditara di novembre 2025 recante istruzioni per i dibattiti all’interno delle strutture scolastiche si è spinta a tanto. La circolare richiede competenza dei relatori e la garanzia del contraddittorio. Le linee guida invece entrano nel merito e dettano contenuti. L’articolo 3, oggetto di emendamento al Senato, prevede addirittura il “diniego all’autorizzazione di una riunione o manifestazione pubblica per ragioni di moralità, di cui all’articolo 18 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, può essere motivato anche in caso di valutazione di grave rischio potenziale per l’utilizzo di simboli, slogan, messaggi e qualunque altro atto antisemita ai sensi della definizione operativa di antisemitismo adottata dalla presente legge”. Con buona pace dell’articolo 17 della nostra Costituzione che prevede il diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi e dell’articolo 21 sulla libertà di espressione del pensiero. L’articolo 3 del testo originario, quello sulle manifestazioni, è stato cassato. Avevano pensato di mantenerlo modificando il concetto di ‘rischio potenziale’ con quello di ‘pericolo concreto’ di manifestazioni antisemite, ma poi hanno ritenuto preferibile escludere del tutto l’articolo. Non credo che lo abbiano fatto per una scelta di apertura democratica. Probabilmente riprenderanno il discorso in un disegno di legge che andrà a sostituire il decreto legge sulla sicurezza che è stato recentemente bocciato ma solo sulla forma, per mancanza dei requisiti di straordinaria necessità e urgenza. Come funzionerebbe in pratica la nuova legge? Il testo approvato in Senato ha introdotto due nuovi organismi non previsti dal precedente articolo 2, che rappresentava una sorta di norma in bianco delegando al governo o al Presidente del Consiglio il compito di emanare entro 60 giorni una serie di decreti su temi ben individuati. Col nuovo testo si creano il coordinatore nazionale che elabora una strategia nazionale sull’antisemitismo e un gruppo tecnico di lavoro designato dall’Ihra, dall’Unione delle comunità ebraiche italiane, dai giovani ebrei d’Italia, dal Centro di documentazione ebraica contemporanea e dal Museo della Shoah. Se mi è consentita una battuta osservo che manca solo l’Aipac (American Israel Public Affairs Committee), che però probabilmente provvederà al finanziamento dell’attività del gruppo di lavoro. Infatti l’ultimo articolo precisa che nessun onere economico è previsto per il funzionamento della legge. Il gruppo di lavoro dovrà adottare misure contro il linguaggio d’odio, le linee guida per le scuole e l’università, organizzare corsi di formazione per insegnanti e polizia, nonché campagne informative per la televisione e la stampa. Appare essere una vera e propria task force con la doppia funzione di reprimere da un lato e propagandare dall’altro. La Legge Mancino numero 205 del 1993 punisce “discriminazione, odio o violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”, senza concentrarsi specificamente sugli ebrei ma includendoli. Tra l’altro nella legge si parla anche di slogan e simboli fascisti, che pure ben di rado vengono puniti. Cosa ne pensa? L’articolo 604 bis del Codice Penale (legge Mancino) era più che sufficiente: punisce la propaganda di istigazione all’odio razziale in generale, con una specifica aggravante per la Shoah in caso di sua minimizzazione o apologia. Appare evidente l’intenzione di introdurre nel nostro ordinamento gli undici indicatori dell’Ihra, come è dimostrato anche dal fatto che sono stati respinti gli emendamenti sulla loro esclusione e sull’adozione della ‘Dichiarazione di Gerusalemme’, nata proprio in contrapposizione alla definizione di Ihra, che contiene cinque esempi di critiche a Israele che non sono considerate antisemite. Non solo, ma esplicitamente riconosce che il movimento BDS svolge un legittimo intervento politico. Si può concludere affermando che la legge introduce una pervasiva attività di controllo e propaganda e sconfina in una militarizzazione culturale e politica. Claudia Cangemi
March 25, 2026
Pressenza