Il passato del mondo e l’ordine globale post-occidentale, geopoliticamente pluraleNel libro intitolato Storia e futuro dell’ordine mondiale l’autore dipinge un
affresco delle vicende che si sono succedute in 5˙000 anni e sostiene che la
crisi dell’Occidente non sia una catastrofe, bensì un’opportunità: «L’ordine
mondiale non è monopolio dell’Occidente, ma opera condivisa di più civiltà… La
storia sta ora avanzando in una direzione del tutto nuova: post-occidentale,
multiciviltà e geopoliticamente plurale».
Uno dei maggiori esperti mondiali di relazioni internazionali, professore
emerito all’American University di Washington – DC, dove è titolare della
cattedra UNESCO in sfide transnazionali e governance, ex-presidente della
International Studies Association e collaboratore di The Washington Post,
Financial Times, Foreign Af- fairs, CNN, BBC e Al Jazeera, Amitav Acharya è
promotore di un approccio alla disciplina che mette in discussione le narrazioni
eurocentriche.
Nella prefazione al suo libro pubblicato in inglese nell’aprile 2025 e nella
traduzione in italiano a febbraio 2026 da Fazi Editore, Franco Cardini
evidenzia: «La splendida, lucidissima ricerca di Acharya costituisce un prezioso
viatico per chiunque intenda fondare su una forte autocoscienza la
consapevolezza della progressiva complementarità e della parentela profonda fra
tutte le civiltà che si sono avvicendate nella plurimillenaria presenza del
genere umano sul nostro pianeta».
> Oltre le interpretazioni geopolitiche convenzionali, Storia e futuro
> dell’ordine mondiale. Perché la civiltà globale sopravvivrà al declino
> dell’Occidente offre la prospettiva storica necessaria per comprendere il
> presente e orientarsi nel mondo che viene.
>
> Dall’alba del XXI secolo l’Occidente appare in declino. Guerre, crisi
> economiche ricorrenti, instabilità politica e l’ascesa di nuove grandi potenze
> – in particolare la Cina, accanto ad altri attori sempre più assertivi –
> mettono in discussione l’ordine mondiale a guida occidentale. Molti temono il
> caos globale. Ma è un’illusione ritenere che l’Occidente detenga il monopolio
> dell’architettura politica che rende possibili cooperazione e pace tra le
> nazioni.
>
> Ripercorrendo cinquemila anni di vicende umane, Amitav Acharya mostra che un
> ordine mondiale esisteva ben prima dell’ascesa occidentale. Dall’antica Sumer
> e dall’Egitto all’India e alla Grecia, fino alla Mesoamerica, passando per i
> califfati medievali, gli imperi eurasiatici e l’Africa, emergono valori
> umanitari, interdipendenze economiche e norme di condotta tra Stati
> affermatisi in diverse aree del pianeta.
>
> La storia rivela che l’ordine non coincide con il dominio di un solo polo: è
> una tessitura plurale che si ricompone, integra nuovi attori e rinegozia
> gerarchie. Di qui la tesi centrale del libro: anche se l’Occidente arretra,
> l’ordine perdura. Il suo declino non preannuncia la fine della civiltà
> globale, ma apre la strada a più centri di potere e a un assetto più equo, in
> cui il “resto del mondo” abbia maggiore voce e responsabilità.
>
> Invece di cedere alla paura, Acharya invita l’Occidente a imparare dal passato
> e a cooperare con le nuove potenze per forgiare un ordine condiviso, capace di
> affrontare sfide comuni – guerre, sicurezza energetica, disuguaglianze – senza
> ricadere nelle contrapposizioni tra blocchi.
Redazione Italia