Tag - geopolitica

Le ragioni economico-politiche dell’attacco Usa-Israele contro l’Iran: una possibile interpretazione – di Andrea Fumagalli
L'attacco congiunto Usa-Israele contro l'Iran apre un nuovo scenario che va al di là dello scontro sul futuro dell'Iran e della sua democrazia. L'ipocrisia del pensiero mainstream plaude all'iniziativa di Trump e Netanyahu come espressione del ripristino di elementi di democrazia e della "libertà delle donne". Perché parlo di ipocrisia? Per vari motivi, come [...]
March 4, 2026
Effimera
Rizomatica 26-02-2026
Questa uscita di Rizomatica è dedicata al tema della guerra. Questa forma di relazione è antica e probabilmente nasce con la civiltà umana. Identificare un nemico e combatterlo è un modo per costruire una soggettività collettiva, non l'unico ma certamente uno dei più sperimentati. L'invito è di rivolgere il conflitto e la violenza, ineliminabili dalla natura umana, verso i ricchi e i potenti da cui siamo dominati, e non verso degli stranieri presentati come nemici. Continua a leggere→
February 26, 2026
Rizomatica
No, la geopolitica non mi ha convinto
La geopolitica ha spesso ignorato le trasformazioni economiche e tecnologiche che modificano radicalmente le condizioni del potere internazionale. La rivoluzione industriale, l'emergere delle multinazionali, il ruolo della finanza globale e la digitalizzazione sono fattori che sfuggono alla tradizionale analisi geopolitica, troppo ancorata a una visione statocentrica e territoriale delle relazioni di potere. Questo limite è particolarmente evidente nel mondo contemporaneo in cui le reti globali, le interdipendenze economiche e i flussi di informazione hanno ridotto l'importanza del controllo territoriale come unico criterio di potenza. Continua a leggere→
February 26, 2026
Rizomatica
Venezuela, il cortile di casa in fiamme
Non serve alcuna fantasia per vedere la continuità. Guatemala 1954: riforma agraria e interessi economici; colpo di Stato e restaurazione. Cile 1973: socialismo elettorale spazzato via e sostituito dal laboratorio del terrore e del neoliberismo. Panama 1989: l’ex alleato Noriega trasformato in “narco-dittatore” nel momento in cui non serve più, e poi catturato e processato negli Stati Uniti. Quel passaggio non è un ricordo marginale: è la prova che il “prelievo” del leader e la sua trasformazione in imputato in un tribunale statunitense è già stato usato come dispositivo politico. Caracas 2026 ne è l’evoluzione, più brutale e più simbolica. Continua a leggere→
February 26, 2026
Rizomatica
Il tema del riarmo sul fronte interno
Quando parliamo di riarmo raramente riflettiamo su questo dato: non si tratta di una scelta arbitraria, di una volontà politica e culturale ma di un’esigenza strutturale delle classi dominanti – in particolare dell’oligarchia finanziaria che non riesce a trovare alcuna soluzione alla crisi. Da questo punto di vista non condivido affatto l’idea dell’Europa che agisce contro i propri interessi: si tratta di una visione che non tiene conto del punto di vista delle classi dirigenti e che si fissa su un dato reale – la subalternità politica, economica, militare dell’Unione Europea agli USA – ma secondario. Il problema del riarmo in Europa ed in Italia è in primo luogo un tentativo di uscire dalla gravissima crisi di sovrapproduzione attraverso la riconversione dell’apparato produttivo in apparato bellico. Continua a leggere→
February 26, 2026
Rizomatica
Il passato del mondo e l’ordine globale post-occidentale, geopoliticamente plurale
Nel libro intitolato Storia e futuro dell’ordine mondiale l’autore dipinge un affresco delle vicende che si sono succedute in 5˙000 anni e sostiene che la crisi dell’Occidente non sia una catastrofe, bensì un’opportunità: «L’ordine mondiale non è monopolio dell’Occidente, ma opera condivisa di più civiltà… La storia sta ora avanzando in una direzione del tutto nuova: post-occidentale, multiciviltà e geopoliticamente plurale». Uno dei maggiori esperti mondiali di relazioni internazionali, professore emerito all’American University di Washington – DC, dove è titolare della cattedra UNESCO in sfide transnazionali e governance, ex-presidente della International Studies Association e collaboratore di The Washington Post, Financial Times, Foreign Af- fairs, CNN, BBC e Al Jazeera, Amitav Acharya è promotore di un approccio alla disciplina che mette in discussione le narrazioni eurocentriche. Nella prefazione al suo libro pubblicato in inglese nell’aprile 2025 e nella traduzione in italiano a febbraio 2026 da Fazi Editore, Franco Cardini evidenzia: «La splendida, lucidissima ricerca di Acharya costituisce un prezioso viatico per chiunque intenda fondare su una forte autocoscienza la consapevolezza della progressiva complementarità e della parentela profonda fra tutte le civiltà che si sono avvicendate nella plurimillenaria presenza del genere umano sul nostro pianeta». > Oltre le interpretazioni geopolitiche convenzionali, Storia e futuro > dell’ordine mondiale. Perché la civiltà globale sopravvivrà al declino > dell’Occidente offre la prospettiva storica necessaria per comprendere il > presente e orientarsi nel mondo che viene. > > Dall’alba del XXI secolo l’Occidente appare in declino. Guerre, crisi > economiche ricorrenti, instabilità politica e l’ascesa di nuove grandi potenze > – in particolare la Cina, accanto ad altri attori sempre più assertivi – > mettono in discussione l’ordine mondiale a guida occidentale. Molti temono il > caos globale. Ma è un’illusione ritenere che l’Occidente detenga il monopolio > dell’architettura politica che rende possibili cooperazione e pace tra le > nazioni. > > Ripercorrendo cinquemila anni di vicende umane, Amitav Acharya mostra che un > ordine mondiale esisteva ben prima dell’ascesa occidentale. Dall’antica Sumer > e dall’Egitto all’India e alla Grecia, fino alla Mesoamerica, passando per i > califfati medievali, gli imperi eurasiatici e l’Africa, emergono valori > umanitari, interdipendenze economiche e norme di condotta tra Stati > affermatisi in diverse aree del pianeta. > > La storia rivela che l’ordine non coincide con il dominio di un solo polo: è > una tessitura plurale che si ricompone, integra nuovi attori e rinegozia > gerarchie. Di qui la tesi centrale del libro: anche se l’Occidente arretra, > l’ordine perdura. Il suo declino non preannuncia la fine della civiltà > globale, ma apre la strada a più centri di potere e a un assetto più equo, in > cui il “resto del mondo” abbia maggiore voce e responsabilità. > > Invece di cedere alla paura, Acharya invita l’Occidente a imparare dal passato > e a cooperare con le nuove potenze per forgiare un ordine condiviso, capace di > affrontare sfide comuni – guerre, sicurezza energetica, disuguaglianze – senza > ricadere nelle contrapposizioni tra blocchi. Redazione Italia
February 17, 2026
Pressenza
Il prezzo delle “terre rare”
Tutto ebbe inizio con uno speronamento in mare e un capitano ubriaco, ma finì con un embargo che ha paralizzato l’economia globale. La… L'articolo Il prezzo delle “terre rare” sembra essere il primo su L'INDISCRETO.
February 16, 2026
L'INDISCRETO
Il tempo di Ares: recensione al libro di Stefano Lucarelli – di Andrea Fumagalli
Il saggio di Stefano Lucarelli (“Il tempo di Ares. Politiche internazionali, ‘leggi’ economiche e guerre”, Mondadori, Milano, 2025. Euro 12) è un piccolo libro di poco più di 130 pagine ma estremamente denso, forse fin troppo. Un testo che vuole “ricercare una logica nelle cose che accadono”: un obiettivo ambizioso ma che viene centrato. [...]
February 2, 2026
Effimera
Il tempo sospeso della rivoluzione in Siria del Nord-Est – di Elio Catania
Pur non sapendo ancora come evolverà la situazione in Siria, Elio Catania condivide da storico (oltre che attivista) alcune riflessioni sulla aggressione qaedista all’Amministrazione autonoma democratica della Siria del Nord-Est in questo gennaio 2026, le narrazioni tossiche degli stalinisti nostrani e dei media regionali, il carattere della rivoluzione confederale. Curdi a Gaza Nel 2019 [...]
February 1, 2026
Effimera
“Siamo tutt3 palestines3” | Se ci si stupisce per le azioni dell’ICE non si è compreso il vero significato di Gaza – di Paolo Punx
“Siamo tutt3 palestinesi” è uno slogan che va ben oltre la pur giusta solidarietà ad una popolazione sterminata e decimata da Israele, poiché indica chiaramente quanto ogni limite predatorio sia stato superato. Quando si arriva ad accettare un genocidio come qualcosa di normale, qualunque richiamo a diritti, nazionali ed internazionali ed a convenzioni di [...]
January 29, 2026
Effimera