Il passato del mondo e l’ordine globale post-occidentale, geopoliticamente plurale

Pressenza - Tuesday, February 17, 2026

Nel libro intitolato Storia e futuro dell’ordine mondiale l’autore dipinge un affresco delle vicende che si sono succedute in 5˙000 anni e sostiene che la crisi dell’Occidente non sia una catastrofe, bensì un’opportunità: «L’ordine mondiale non è monopolio dell’Occidente, ma opera condivisa di più civiltà… La storia sta ora avanzando in una direzione del tutto nuova: post-occidentale, multiciviltà e geopoliticamente plurale».

Uno dei maggiori esperti mondiali di relazioni internazionali, professore emerito all’American University di Washington – DC, dove è titolare della cattedra UNESCO in sfide transnazionali e governance, ex-presidente della International Studies Association e collaboratore di The Washington Post, Financial Times, Foreign Af- fairs, CNN, BBC e Al Jazeera, Amitav Acharya è promotore di un approccio alla disciplina che mette in discussione le narrazioni eurocentriche.

Nella prefazione al suo libro pubblicato in inglese nell’aprile 2025 e nella traduzione in italiano a febbraio 2026 da Fazi Editore, Franco Cardini evidenzia: «La splendida, lucidissima ricerca di Acharya costituisce un prezioso viatico per chiunque intenda fondare su una forte autocoscienza la consapevolezza della progressiva complementarità e della parentela profonda fra tutte le civiltà che si sono avvicendate nella plurimillenaria presenza del genere umano sul nostro pianeta».

Oltre le interpretazioni geopolitiche convenzionali, Storia e futuro dell’ordine mondiale. Perché la civiltà globale sopravvivrà al declino dell’Occidente offre la prospettiva storica necessaria per comprendere il presente e orientarsi nel mondo che viene.

Dall’alba del XXI secolo l’Occidente appare in declino. Guerre, crisi economiche ricorrenti, instabilità politica e l’ascesa di nuove grandi potenze – in particolare la Cina, accanto ad altri attori sempre più assertivi – mettono in discussione l’ordine mondiale a guida occidentale. Molti temono il caos globale. Ma è un’illusione ritenere che l’Occidente detenga il monopolio dell’architettura politica che rende possibili cooperazione e pace tra le nazioni.

Ripercorrendo cinquemila anni di vicende umane, Amitav Acharya mostra che un ordine mondiale esisteva ben prima dell’ascesa occidentale. Dall’antica Sumer e dall’Egitto all’India e alla Grecia, fino alla Mesoamerica, passando per i califfati medievali, gli imperi eurasiatici e l’Africa, emergono valori umanitari, interdipendenze economiche e norme di condotta tra Stati affermatisi in diverse aree del pianeta.

La storia rivela che l’ordine non coincide con il dominio di un solo polo: è una tessitura plurale che si ricompone, integra nuovi attori e rinegozia gerarchie. Di qui la tesi centrale del libro: anche se l’Occidente arretra, l’ordine perdura. Il suo declino non preannuncia la fine della civiltà globale, ma apre la strada a più centri di potere e a un assetto più equo, in cui il “resto del mondo” abbia maggiore voce e responsabilità.

Invece di cedere alla paura, Acharya invita l’Occidente a imparare dal passato e a cooperare con le nuove potenze per forgiare un ordine condiviso, capace di affrontare sfide comuni – guerre, sicurezza energetica, disuguaglianze – senza ricadere nelle contrapposizioni tra blocchi.

Redazione Italia