Livorno: migliaia in piazza contro la privatizzazione degli Orti Urbani
Oltre duemila persone hanno preso parte, a Livorno, alla manifestazione
nazionale contro la cementificazione e il consumo di suolo. La protesta è stata
organizzata dal comitato degli Orti Urbani di Livorno, che stanno vivendo il
pericolo imminente di una colata di cemento sull’ultima zona verde non
antropizzata della città, e supportata e partecipata da comitati e associazioni
provenienti da varie regioni d’Italia. Dopo 14 anni nei quali il territorio è
stato autogestito dalla cittadinanza in favore della cittadinanza, la giunta
Comunale è riuscita nel suo intento di vendere l’area ad un privato,
l’imprenditore livornese Stefano Frangerini. Ieri si è invece concluso il
campeggio libero che era stato inaugurato giovedì 3 settembre, presso gli Orti
Urbani di via Goito, costituendo una quattro giorni di incontri e di laboratori.
Il comitato locale promette piena battaglia e si dice intenzionato a continuare
a presidiare, insieme alla cittadinanza, quello che viene definito “l’ultimo
polmone verde della città”, con l’intento di resistere allo sgombero forzoso.
«Chi semina cemento raccoglie resistenza», è uno degli slogan che i comitati
hanno portato alla manifestazione nazionale di sabato 5 giugno, tenutasi a
Livorno. Partenza del corteo da via Goito, dove insistono gli Orti Urbani,
l’area di 6 ettari che la cittadinanza si è ripresa dal degrado e
dall’abbandono, trasformandola in una oasi verde a disposizione di tutti. Il
corteo si è diretto verso Piazza Mazzini, poi ai 4 Mori e, infine, nella Piazza
del Municipio, dove è avvenuto il concentramento finale, con qualche migliaio di
persone. Nel comunicato del comitato degli Orti Urbani si legge: «La difesa
dell’ambiente e del verde cittadino dalla speculazione privata è un tema
politico prioritario. Per noi non esistono compromessi possibili, neanche un
centimetro quadrato di cemento deve essere colato. L’interesse pubblico contro
il profitto privato. Il consiglio Comunale di Livorno, in maniera compatta, da
destra a “sinistra” (compresa AVS), ha rigettato una mozione, presentata dai
consiglieri della lista Buongiorno Livorno e da Potere al Popolo, per impedire
la cementificazione». Nel frattempo, come viene fatto notare in maniera
tragicomica nel comunicato, «la Regione Toscana si sta attivando, con delle
linee di indirizzo, contro il consumo di suolo e la salvaguardia del verde. Per
capire quanto siano credibili basta vedere cosa sta succedendo a Livorno con una
Giunta guidata dagli stessi partiti che governano a Firenze».
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Il 30 luglio di quest’anno l’area è stata venduta all’asta per un milione e
duecento mila euro ad un imprenditore livornese: Stefano Frangerini. Entro 120
giorni il Tribunale deve consegnare il terreno «libero da persone e cose»,
quindi nelle prossime settimane è previsto lo sgombero. E che la guerra sia
iniziata lo si capisce dal lancio della campagna Controllo Popolare in tutti i
Cantieri, inaugurata il 4 settembre con 3 blitz simultanei condotti dagli
attivisti in altrettanti cantieri della ditta Frangerini. In due di essi, gli
operai sono stati trovati a lavorare all’esterno, alle ore 15, nonostante
l’ordinanza regionale del presidente Giani imponga lo stop del lavoro all’aperto
dalle 12:30 alle 16 nelle giornate a rischio alto indicate dal sito
istituzionale worklimate (e il 4 settembre era una giornata da “bollino
rosso”). A questo si aggiunge il discorso del rapporto con i lavoratori. «Nei
cantieri abbiamo trovato solo dei “responsabili” della ditta Frangerini. Tant’è
che da visura aggiornata risultano assunti solo 27 operai. Gli altri? Appalti
esterni. Il modo più semplice per scaricare responsabilità e rispetto delle
normative di sicurezza su altri soggetti», è quanto riportato dagli attivisti.
Come spiegato dagli organizzatori, la campagna produrrà un dossier sulle
condizioni di lavoro degli operai della ditta e dei cantieri Frangerini. I blitz
saranno seguiti da “l’ennesima segnalazione alla Asl e all’Ispettorato”.
Insomma, la questione degli Orti Urbani di Livorno non è assolutamente decisa e
ci saranno senz’altro importanti aggiornamenti e sviluppi. E per quanto riguarda
la speculazione, la cementificazione e l’uso di suolo pubblico, sarà senz’altro
un tema sempre più dirimente in tutta Italia, per cui si sta formando una rete
di comitati e associazioni che sono decisi a portare avanti le proprie lotte
locali su di un livello nazionale.
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