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Sab 14 e dom 15 Marzo – Cinetracts: Proiezioni di documentari resistenti
Sab 14 e dom 15 Marzo – Cinetracts: Proiezioni di documentari resistenti terza edizione Ingresso gratuito Programma provvisorio: SABATO 14 h 18.00 Selezione corti >> Imillaskate, A city fight back, The climbing cholitas h 18.30 Rino Della Negra, calciatore partigiano – regia D. Ceccarini, M. Molinari h 19.30 In the belly of AI – regia H. Poulain h 21.00 Cena benefit h 22.00 The encampments – regia M. Pritsker, K. Workman DOMENICA 15 h 18.00 Un pueblo que canta no muere (La marsigliese degli ubriaconi) – regia P. Gil Rituerto h 19.30 43 cassette – regia G. Villa h 21.00 Cena benefit h 22.00 All eyes on the Amazon – regia M. Marinelli h 23.00 Macchina continua – regia R. Gagliardini Cene benefit a sostegno di: Nazra Palestine Short Film Festival info Nazra qui https://nazrafilmfestival.com/ —————————————————————————————————- Perchè Cinetracts Nel maggio 1968 un gruppo di cineasti francesi forma un collettivo per effettuare riprese di iniziative, manifestazioni, assemblee che caratterizzano le lotte che avvengono in Francia. I componenti intendono rimanere rigorosamente anonimi proprio asottolineare l’importanza del collettivo rispetto alle individualità, scendono in strada e cominciano a produrre minimetraggi in bianco e nero di non più di due/tre minuti ma che testimoniano l’effervescenza delle iniziative di operai e studenti. Il collettivo e gli stessi filmati hanno un nome: Cinetracts Girati in 16 mm nel maggio e giugno 1968 a cadenza periodica e negli anni immediatamente successivi in maniera molto irregolare, vengono immediatamente proiettati al di fuori del circuito commerciale in fabbriche e università occupate, nelle piazze e in alcuni edifici utilizzati por l’occasione. Non c’è un catalogo esaustivo ma generalmente si ritiene che il numero totale sia di 41 che successivamente vengono montati insieme per farne un lungometraggio con lo stesso titolo In anni ulteriormente successivi, in seguito ad un’intervista a Jean-Luc Godard si viene a sapere che Cinetracts nacque da una proposta di Chris Marker e che vi hanno partecipato, lo stesso Godard,Jean-Denis Bonan, Gérard Fromanger, Philippe Garrel, Jean-Pierre Gorin, Jacques Loiseleux, Chris Marker, Jackie Raynal e Alain Resnais. Quando abbiamo iniziato a preparare questa rassegna nel 2024 abbiamo trovato notizie e materiali su Cinetracts. A noi questa cosa del collettivo cinematografico e il nome stesso è piaciuta e quando abbiamo pensato di come intitolare la rassegna abbiamo deciso di chiamarla Cinetracts. Questa è la terza edizione e continuiamo a chiamarla Cinetracts
March 3, 2026
NextEmerson
Da Rebibbia alla campagna tedesca
(visti da Francesco Masala) due film su ragazze e ragazzi, e non solo, e un documentare sulle sale dove andiamo a vedere i film Domani interrogo – Umberto Carteni Anna Ferzetti è la professoressa di una classe nell’anno della maturità, una classe di ragazzi e ragazze in un mondo difficile, come sempre a quell’età. la professoressa d’inglese è una donna
“L’infanzia nel mirino”: dal Festival dei Diritti Umani la memoria di Sarajevo
Dal docufilm “Sniper Alley – To My Brother” la testimonianza viva del dolore, della resilienza e della memoria collettiva dell’assedio di Sarajevo “Un cecchino ha ucciso mio fratello. Ha ucciso anche la mia infanzia” è la frase di Dzemil Hodzic, segnato in modo indelebile dal momento in cui ha visto un proiettile attraversare il petto del fratello maggiore a soli 12 anni, che meglio riesce a condensare il dolore conosciuto da lui e da milioni di altri bambini che hanno vissuto e vivono storie simili alle sue. Il teatro degli orrori allestito durante la guerra civile in Bosnia ed Erzegovina nella prima metà degli anni ‘90, di cui Dzemil è uno dei sopravvissuti, è magistralmente raccontato dal docufilm Sniper Alley – To My Brother (2024), presentato per la prima volta a livello nazionale nella serata di sabato 29 novembre presso lo Spazio Comunale Piazza Forcella a Napoli, in occasione del XVII Festival del Cinema dei Diritti Umani partenopeo. Il lungometraggio, insignito del prestigioso premio per il miglior documentario al Glocal DOC 2025 di Varese, nasce proprio dal progetto di Hodzic “Sniper Alley Photo”, il quale si propone, grazie alle fotografie scattate da importanti reporter di guerra, di tenere viva la memoria della crudeltà quotidiana sperimentata dai cittadini di Sarajevo durante l’Assedio perpetuato dalle forze armate serbo-bosniache tra il 1992 e il 1996. Un quadriennio di sofferenza atroce per il popolo bosniaco musulmano, il cui bilancio è di oltre 11mila vittime, di cui 1.601 bambini. Era uno di questi ultimi Amel Hodzic, fratello maggiore di Dzemil, assassinato all’età di 16 anni da un cecchino la mattina del 3 maggio 1995. Il progetto del lungometraggio è dedicato a lui e a tutto il popolo bosniaco, di cui vuole essere celebrato lo spirito indomito dimostrato nel superare i traumi lasciati da quella ferita che rappresenta la guerra civile, come spiegato dai registi della pellicola Cristiana Lucia Grilli e Francesco Toscani, presenti alla prima insieme a Dzemil. A completare la cornice anche volti autorevoli come Mario Boccia, fotoreporter e autore delle immagini originali inserite nel film, e Nicole Corritore, giornalista di Osservatorio Balcani Caucaso Transeuropa, introdotti alla platea da Maurizio del Bufalo, coordinatore del Festival del Cinema dei Diritti Umani. Per ospitare l’evento non esisteva luogo migliore dello Spazio Comunale di Piazza Forcella, la cui sala principale è intitolata ad Annalisa Durante come fortemente desiderato dal padre Giannino. Le vite di Amel e di Annalisa, uccisa nel marzo 2004 da un proiettile ballerino esploso durante un agguato a un boss locale, trovano il loro epilogo per lo stesso motivo, se ce n’è uno: essere lì, trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Le loro morti amaramente contingenti ci ricordano che il dolore, che esso sia prodotto da una faida criminale o da una guerra civile, non possiede etnia, religione o bandiere. Annalisa e Amel sovrappongono le coordinate di Napoli e Sarajevo, avvicinando spiritualmente due luoghi geograficamente distanti ma accomunati da una storia gloriosa avvelenata dai loro uomini, ambiguità difficile da tollerare persino da coloro che hanno ricevuto i natali da queste città. Un sentimento evocato nella pellicola dallo stesso Dzemil, il quale, come racconta, spesso è tornato a visitare la collina su cui era appostato il cecchino che ha sparato al fratello, non riuscendo quindi a godere della bellezza, ora macchiata, della vista della città. Parole che certamente risuoneranno condivisibili da ogni cittadino partenopeo. “Sniper Alley – To My Brother” fa le veci di tutti quei bambini che hanno imparato a temere uno sparo d’arma da fuoco prima dello scoppio di un palloncino e parla a coloro che, persino da adulti, non hanno mai conosciuto e probabilmente conosceranno un fardello tale. Le immagini dell’Assedio di Sarajevo offrono la possibilità di essere maggiormente consapevoli della crudeltà scritta in una pagina estremamente buia della storia europea, rimossa con fin troppa facilità dalla nostra memoria collettiva. Le voci dei protagonisti mantengono fervido il ricordo dell’accaduto per i posteri e si inseriscono in un messaggio di speranza, unico strumento per costruire un futuro in cui la vita prevale sulla morte, rivolto a chiunque abbia visto l’orrore della guerra con i propri occhi. A tal proposito è fondamentale sottolineare l’aderenza ai tempi correnti delle tematiche trattate nel docufilm, come spiega Maurizio Del Bufalo. “Il richiamo esercitato dal massacro dei bambini di Gaza non può non richiamare alla mente la crudeltà di Srebrenica o il disumano impegno dei cecchini di Sarajevo a cui, oggi lo sappiamo con certezza, si accompagnò la caccia all’uomo alimentata anche da gruppi di assassini italiani. Sono storie di crimini che dimostrano quanto i genocidi siano la strategia preferita di tutte le guerre moderne e che nasconderne l’esistenza o rifiutarne le definizioni serve solo ad alimentare orribili complicità”. Le più che mai attuali parole del direttore Del Bufalo, che cita con prontezza non solo il parallelismo tra l’Assedio di Sarajevo e il disastro a Gaza ma anche la follia dei cosiddetti “cecchini del weekend” (vedasi la recente indagine della Procura di Milano riguardo il famigerato Safari di Sarajevo), accendono un faro sulla banalità del male che si palesa nella cornice bellica e sulla crudeltà dell’operato di quelli che si potrebbe troppo facilmente definire mostri, quando si tratta in realtà uomini normali che, tanto in guerra quanto nel quotidiano, si macchiano di gesta mostruose. Redazione Napoli
December 1, 2025
Pressenza
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ACS lavora insieme a Nazra dal 2017, nella convinzione che la 𝙘𝙪𝙡𝙩𝙪𝙧𝙖 𝙙𝙞𝙛𝙛𝙪𝙨𝙖 𝙚 𝙡𝙖 𝙥𝙡𝙪𝙧𝙖𝙡𝙞𝙩à 𝙙𝙞 𝙨𝙜𝙪𝙖𝙧𝙙𝙞, 𝙫𝙤𝙘𝙞 𝙚 𝙨𝙩𝙤𝙧𝙞𝙚, siano la via da percorrere per praticare, educarci e resistere. 𝗢𝗴𝗻𝗶 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗶𝗯𝘂𝘁𝗼 è 𝗶𝗺𝗽𝗼𝗿𝘁𝗮𝗻𝘁𝗲, perché per costruire un progetto così complesso c’è bisogno di risorse. 𝙈𝙖 𝙣𝙤𝙣 𝙙𝙞 𝙩𝙪𝙩𝙩𝙚 𝙡𝙚 𝙧𝙞𝙨𝙤𝙧𝙨𝙚. Nazra vive del lavoro di un piccolo collettivo, che mette a disposizione energie e competenze per continuare a preservare la libertà e l’indipendenza degli spazi della cultura. È per questo che 𝙥𝙪ò 𝙘𝙧𝙚𝙨𝙘𝙚𝙧𝙚 𝙨𝙤𝙡𝙤 𝙞𝙣𝙨𝙞𝙚𝙢𝙚 𝙖 𝙘𝙝𝙞 𝙘𝙞 𝙘𝙧𝙚𝙙𝙚 𝙙𝙖𝙫𝙫𝙚𝙧𝙤, a chi riconosce il valore di una rete fatta di pluralità di voci, non mediate. Noi ci crediamo e facciamo nostro questo progetto per stare insieme nella resistenza. E per diffonderla. Se anche tu credi nel valore di questo progetto sostienilo e diffondilo. Ecco il link al Crowdfunding Nazra 2025
July 25, 2025
ACS italia
[2025-05-08] WAITING 4 HIP HOP CINEFEST 2025 @ CSOA Forte Prenestino
WAITING 4 HIP HOP CINEFEST 2025 CSOA Forte Prenestino - via Federico delpino, Roma, Italy (giovedì, 8 maggio 21:00) CSOA Forte Prenestino giovedì 8 maggio 2025 CinemaForte & Hip Hop Cine Fest presentano WAITING 4 HIP HOP CINEFEST 2025 doppia proiezione dalle ore 21.00 • "CUANDO TE TRAZAS UNA META" Il documentario racconta l’esperienza di Free Convict, un collettivo di artisti e musicisti Hip Hop incarcerati nel Penitenziario Generale del Venezuela, una prigione completamente controllata dai detenuti. In un ambiente di caos, violenza e disperazione durante uno dei periodi più difficili e complessi della crisi venezuelana, questo gruppo di giovani decide di sviluppare un piano autonomo e puramente empirico alla ricerca del cambiamento e del miglioramento personale e collettivo. • "VENEZUELA SUBTERRANEA" Storico documentario che traccia la storia della cultura hip hop in Venezuela attraverso interviste e preziosissimo materiale d’archivio ••• https://forteprenestino.net/attivita/cinema/3354-hip-hop-cine-fest https://hiphopcinefest.org/side-events Hip Hop Cine Fest 9-10 maggio 2025 Casa della Cultura di Torpignattara via Casilina 665 - Roma www.hiphopcinefest.org ••• Sostieni il cinema autogestito! Vieni e fai venire!!! ••• csoa forte prenestino via federico delpino 187 100Celle, Roma
May 6, 2025
Gancio de Roma