Acrobax, una scommessa vintaAlla fine degli anni ’20 del secolo scorso nello stadio della Rondinella al
Flaminio i levrieri diventarono protagonisti della stagione mondana romana. Le
corse che si svolgevano al cinodromo e le scommesse legate a quelle corse,
piacquero molto ai romani e alle romane. Il popolo insieme alla borghesia, padri
e madri di famiglia accanto alla malavita, e persino l’aristocrazia romana, si
riversavano in massa intorno alla pista dove i poveri animali erano costretti a
correre dietro una falsa preda. I levrieri appartenevano a una razza canina di
gran moda all’epoca, soprattutto tra le ricche signore dell’alta borghesia e
dell’aristocrazia romana.
Per quasi trent’anni quelle corse distribuirono gioie e dolori a chi giocava
piccole o grandi somme, fino a quando furono sfrattate per fare posto alle
strutture sportive per i giochi Olimpici previsti nel 1960. La nuova sede fu
trovata nella zona di Ponte Marconi dove furono realizzate le piste per i
levrieri e i campi da gioco all’interno del circuito. L’impianto continuò ad
attirare spettatorə e scommettitorə di ogni tipo e fu scelto per girare alcune
scene di film come Il commissario diretto da Luigi Comencini nel 1962.
La storia del cinodromo di via della Vasca Navale finisce nel 2002, quando la
società che lo gestiva abbandona quell’attività, che aveva perso oramai
l’interesse del pubblico.
> Un collettivo di giovani studentə e lavoratorə precarə pensarono subito che
> quella struttura non meritasse di essere abbandonata e condannata a diventare
> uno dei tanti ruderi urbani di Roma e decisero di prendersene cura per farla
> diventare quella che è oggi. In quel luogo si è scommesso ancora e stavolta la
> scommessa è stata vinta.
L’occupazione avviene nel novembre del 2002 e da allora un lungo lavoro
trasforma quel posto in uno spazio aperto alla città, dove è possibile praticare
attività sportive, ascoltare e produrre musica, partecipare ad attività
culturali. Ma anche un luogo di elaborazione politica, dove si analizza la
trasformazione urbana e sociale della città. Nasce Acrobax project.
In quell’ansa sulla riva destra del Tevere accanto agli immensi edifici che
ospitano le facoltà di Roma Tre e gli alloggi per chi le frequentano, continua a
vivere una realtà che è stata capace di realizzare quei servizi pubblici e
sportivi, che il piano regolatore approvato nel 2008 prevedeva fossero costruiti
in quell’area di proprietà pubblica. Sappiamo bene però che l’amministrazione
preferisce affidare le aree pubbliche a promotori immobiliari privati che le
utilizzano per produrre enormi profitti, come vorrebbero fare nell’area degli
ex-Mercati generali.
Acrobax, come altri spazi sociali è nella lista degli sgomberi ritenuti urgenti
dal Viminale dal 2016. Da allora la minaccia di sgombero non gli ha impedito di
continuare nelle attività. La squadra di rugby con i suoi cento e più tesseratə
ha continuato ad allenarsi nel campo realizzato alle spalle dell’edificio. La
palestra con i corsi di boxe, kick boxing, ginnastica, yoga è funzionante e
frequentata da adultə e giovanissimə. La sala musica Renoize Project, sala prove
e studio di registrazione, che ha il nome di Renato Biagetti assassinato dai
fascisti sulla spiaggia di Focene nel 2006.
> Acrobax è promotore ogni anno di centinaia di assemblee e momenti di confronto
> tra collettivi della città ed è l’anima di Renoize, un festival politico
> culturale antifascista per ricordare Renato, che al termine di ogni estate
> riempie di migliaia di persone il vicino Parco Schuster.
Oggi Acrobax torna a essere minacciato e la minaccia viene dal governo fascista
che sa come gli spazi sociali rappresentino l’opposizione determinata a impedire
che sia cancellato ogni spazio di libertà. Come è avvenuto a Milano con lo
sgombero del Leoncavallo e a Torino con quello di Askatasuna si vuole colpire a
Roma una delle realtà più vive e attive.
> Tutto questo non avviene a caso, ma in un preciso momento, quello in cui le
> flottiglie per Gaza stanno per ripartire e Acrobax è il perno attorno al quale
> molta della solidarietà costruita nel settembre scorso ha ruotato e sta
> tornando a ruotare. Lo stesso momento in cui con una pioggia di denunce e di
> teoremi giudiziari sta colpendo chi era in prima fila in quelle manifestazioni
> in autunno.
Nel comunicato di lancio delle prossime attività il collettivo di Acrobax
scrive: «Articoli di giornale con illazioni su presunte indagini giudiziarie, la
lista degli immobili da sgomberare (redatta dall’allora prefetto Piantedosi ora
ministro dell’interno) che ricompare su giornaletti e giornalacci; influencer
prezzolati che ci dedicano i loro sproloqui; giornaliste d’assalto alla ricerca
di scoop che si insinuano di nascosto; pattuglie in borghese fuori dallo spazio;
pressioni relative alla gestione dell’ordine pubblico in vista delle prossime
mobilitazioni nazionali e della ripartenza della Global Sumud Flotilla. In
questo quadro, una realtà come Acrobax, diventa di slancio una priorità da
colpire. Una realtà che ha spinto e continuerà a spingere sempre in direzione
ostinata e contraria al Governo neo- fascista di Fratelli d’Italia. E lo
facciamo con determinazione insieme a tutto quel tessuto sociale che ha
riconosciuto e combatte un indirizzo nazionale e internazionale che vuole
fascistizzare la società. Da Israele all’Ungheria, dall’Italia all’Argentina,
fino ad arrivare agli Stati Uniti».
> In uno scenario così complesso l’alternativa rimane quella di costruire
> convergenza, dentro e fuori l’ex- Cinodromo, perché la Roma antifascista degli
> spazi sociali, della democrazia diretta, dell’autonomia, della solidarietà
> dell’autorganizzazione non è disposta a cedere i suoi spazi, a rinunciare
> quell’idea di città e quel tessuto di relazioni che ha costruito negli anni.
Continua il comunicato: «Ma noi acrobatɜ da anni abbiamo imparato a camminare
sul filo, da anni abbiamo chiaro il nostro di obiettivo che è costruire e non
distruggere: costruire una comunità larga, solidale e accessibile, fatta di
relazioni, di sport popolare, di musica, di cultura, di elaborazione e
riflessione politica, di condivisione. Capace di trasformare, persino migliorare
e supportare la vita di chi lo attraversa. Capace di mettersi in rete con altre
realtà per dare corpo e sentimenti alla possibilità, oltre l’utopia, di un mondo
dove il fascismo non abbia più ragion d’essere.[…] “Non si sgombera un’idea”
dicevamo qualche anno fa. E, a distanza di più di cinque anni, lo confermiamo
convintamente perché avevamo e abbiamo chiara l’indicazione degli zapatisti:
Niente per noi, tutto per tutti! Pensiamo che non si possa accettare di cadere
unə alla volta, sarebbe ferita troppo profonda per noi stessɜ e per la nostra
città. Sappiamo invece quello che ci hanno insegnato le maree: possiamo
trasformare Roma, e non solo, avanzando tuttɜ insieme».
Gli appuntamenti finora organizzati per mobilitarsi contro l’attacco in corso
sono due:
Mercoledì 25 marzo alle 18.00 per una assemblea pubblica
Sabato 27 e Domenica 28 marzo per Acrobax città aperta, due straordinarie
giornate dentro e fuori l’ex-Cinodromo.
La copertina è di Andrea Cuomo (Flickr)
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