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Cisgiordania: il progetto di eliminazione/1
IL PROGETTO DI ELIMINAZIONE Lo smantellamento sistematico della vita collettiva palestinese in Cisgiordania da parte di Israele di B’Tselem (*) Quella che segue è la traduzione in due puntate dell’executive summary del Rapporto di 249 pagine “The elimination project.  Israel’s Systematic Dismantling of Palestinian Collective Life in the West Bank”. Il rapporto completo, appena pubblicato da B’Tselem (il Centro d’informazione
September 29, 2026
La Bottega del Barbieri
Basta sfratti e sgomberi: sul corteo di sabato 26 settembre a Milano
Abbiamo presentato la manifestazione che si terrà sabato 26 settembre 2026 a Milano. A riunirsi è un appello composito rispetto a quello che succede nel capoluogo lombardo e non solo: le continue operazioni di sfratto nelle periferie milanesi, le minacce di sgombero alle realtà sociali organizzate, la repressione contro gli antifascisti in Europa e la mobilitazione permanente per la Palestina. Il corteo si pone l’obiettivo di ricomporre le lotte e calarle nella realtà milanese, dove la combinazione tra speculazione edilizia, abbandono delle infrastrutture pubbliche e repressione sembrano agire a braccetto contro chi prova ad alimentare spazi lotta e socialità libera dalle logiche di mercato. Con noi al microfono Abo, un compagno di Milano.
September 25, 2026
Radio Blackout - Info
[2026-09-20] Il tempo di Spin Time è ORA - Assemblea Nazionale @ Spin Time Labs
IL TEMPO DI SPIN TIME È ORA - ASSEMBLEA NAZIONALE Spin Time Labs - Via di S. Croce in Gerusalemme, 55 (domenica, 20 settembre 10:00) Dalle vertenze alla costruzione di una politica comune di diritto all’abitare e alla città. Assemblea Nazionale - Domenica 20 settembre davanti a Spin Time, Via di Santa croce in Gerusalemme 55 Roma dalle ore 10:00 La vicenda di Spin Time parla a tutte e tutti perché, a partire da un’esperienza concreta, mette in discussione il modo stesso in cui immaginiamo la città e il diritto di abitarla. Partendo da ciò che vogliamo trasformare, vogliamo fare della solidarietà costruita attorno a Spin Time uno spazio di convergenza politica e sociale, capace non solo di difendere il diritto all’abitare, ma di promuovere modelli alternativi di città, fondati sulla partecipazione, sui diritti, sul mutualismo e sulla costruzione di comunità, in contrasto con la rendita, la speculazione, il razzismo e l’idea della città come semplice spazio di valorizzazione economica. Abbiamo promosso questo momento di confronto con le realtà sociali, sindacali, associative, territoriali, studentesche per rispondere ad alcune domande: Cosa è cambiato e cosa sta ancora cambiando nelle nostre città e quale città vogliamo costruire? Come possiamo costruire la città che vogliamo e come possiamo farlo insieme? Per iniziare a rispondere parleremo di come coniugare il diritto all’abitare con il diritto alla città, a partire dalle pratiche di mutualismo e partecipazione. Da un lato, il riuso sociale degli spazi come pratica concreta di riappropriazione e trasformazione di luoghi sottratti alle logiche della rendita; dall’altro, la sperimentazione di nuove forme di infrastrutture civiche e comunitarie, capaci di produrre tutele, cultura, relazioni, partecipazione. Con questo primo confronto ci proponiamo di iniziare un percorso comune capace di mettere in relazione le esperienze, competenze e le lotte territoriali per valorizzarne le pratiche, di consolidare e ampliare una campagna nazionale per il diritto all’abitare, contro la rendita e la speculazione e per un’idea diversa di città, fondata sulla giustizia sociale, sulla partecipazione e sulla capacità delle comunità di produrre interesse pubblico. Dopo il corteo del 19 settembre, continuiamo a costruire insieme il percorso. 20 settembre | ore 10:00 | Spin Time, Roma. Alle 14 circa pranziamo assieme. Per difendere ciò che esiste, costruire ciò che manca e conquistare la città che vogliamo. Nei prossimi giorni invieremo un programma più dettagliato e un possibile metodo di lavoro per la giornata. APPELLO PER CORTEO E ASSEMBLEA NAZIONALE "IL TEMPO DI SPIN TIME È ORA" | 19-20 settembre 2026 | Roma Nell’ultimo mese Spin Time è diventato il simbolo nazionale del diritto all’abitare, alla città e della lotta alla finanziarizzazione immobiliare. La sua resistenza e soprattutto la solidarietà trasversale che ha generato – dalle realtà territoriali al Terzo Settore, dalle esperienze civiche ai movimenti studenteschi, dalle organizzazioni religiose ai sindacati, fino al mondo accademico e politico – hanno rilanciato il dibattito pubblico sull’abitare e sul futuro delle nostre città, dimostrando che una coalizione plurale può ancora determinare il corso degli eventi. L’esperienza di Spin Time non deve essere salvata in quanto unicum da preservare, ma perché la salvaguardia di quella comunità e dei diritti inalienabili di centinaia di donne e uomini che stanno lottando da più di 13 anni per il diritto di tuttə a una casa e a un welfare di prossimità possa aprire una breccia nelle politiche urbane, affermando la prevalenza dello spazio pubblico e del diritto all’abitare sulla massimizzazione del profitto che guida il saccheggio delle città da parte dei fondi immobiliari. Perché Spin Time è un modello replicabile, una via possibile tra il pubblico burocratizzato e il privato speculativo, un motore generativo di nuove prospettive di trasformazione urbana a beneficio di tuttə, in continuità con le esperienze dei commons e delle esperienze innovative e mutualistiche presenti in diverse città del paese e dell’Europa. Con la manifestazione del 19 e l'assemblea del 20 Settembre vogliamo costruire una coalizione ampia di reti civiche, movimenti sociali, sindacati, istituzioni locali, organizzazioni religiose e partiti, una vera forza che deve essere mantenuta e ampliata, perché solo un'alleanza trasversale può contrastare la finanziarizzazione delle città e sconfiggere il governo di destra loro alleato. I fondi immobiliari - e Investire SGR in particolare - sono avversari definiti e concreti quanto il Governo Meloni e il suo Piano Casa. Ma la crisi dell’abitare non nasce oggi: è il risultato di decenni di politiche che hanno ridotto gli investimenti pubblici e progressivamente delegato al mercato la rigenerazione della città. Il pubblico non solo ha smesso di investire, ma ha finito per considerare la valorizzazione finanziaria come unica soluzione, trasformando il patrimonio pubblico in un enorme processo di privatizzazione sottraendolo alla cittadinanza. Una scarsa lungimiranza che oggi presenta il conto, facendo esplodere contraddizioni che per troppo tempo sono state lasciate irrisolte. Al tempo stesso, la presenza capillare dei fondi immobiliari nelle città italiane, lì dove alcune amministrazioni si rendono subalterne ai loro interessi, rende indispensabile una risposta coordinata a livello nazionale, anche per sostenere il necessario cambiamento di rotta delle stesse politiche delle istituzioni locali. La manifestazione del 19 vuole essere un corteo animato e unitario che metta al centro una domanda chiara: di chi è la città? Da più territori arriva già da tempo una richiesta di città che vogliamo costruire: una città fondata sulla partecipazione, sui diritti e sulla capacità di produrre comunità. È questa la sfida che vogliamo assumere insieme a tutte le realtà disponibili a sostenerla. L’assemblea nazionale del 20 Settembre sarà l'occasione per organizzarsi collettivamente, per continuare la mobilitazione e rilanciare la campagna politica per il diritto all’abitare e una città inclusiva, accogliente, in cui siano garantiti i diritti di ognuno e di tuttə. Da una parte la nostra umanità, dall’altra le barbarie. Adelante! Adesioni organizzazioni/realtà associative (in aggiornamento) Social Forum Abitare Mediterranea Saving Humans CNCA nazionale e Lazio CGIL Municipi Sociali Bologna CSA Lambretta Milano Unione Inquilini nazionale Massimo Torelli - Firenze Spazio Popolare Neruda Torino Centro Sociale Cantiere - Milano Naga - Milano CSA ex Canapificio - Caserta Consorzio Italiano Solidarietà - Trieste
September 16, 2026
Gancio de Roma
Dentro lo Spin Time di Roma: un’esperienza sociale a rischio sgombero
Lo Spin Time, centro sociale e abitativo di Roma, occupato dal 2010 da oltre 120 famiglie e sede di numerose attività mutualistiche, è al centro di un possibile sgombero dopo l’incendio scoppiato nella notte dello scorso 31 luglio in un piccolo magazzino dell’edificio. Le verifiche di vigili del fuoco e Protezione civile hanno lasciato circa 400 persone fuori dal palazzo, mentre Comune, proprietà e occupanti trattano in Prefettura una possibile acquisizione pubblica dell’immobile. Con il rischio di cancellare non solo un’esperienza abitativa, ma anche un importante presidio sociale, sanitario e culturale della città. «So che c’è una sorta di ambulatorio con infermieri e medici volontari a cui ho dato disponibilità per turni, ed anche attività ricreative per minori. E qui sto aspettando mi dicano chi coordina. Oggi sono andata per portare abiti perché col caldo immagino si debbano cambiare spesso e ho trovato una situazione tipo guerra…Mi veniva da piangere…Protezione civile, vigili urbani e alcuni volontari molto carini e accoglienti. La Polizia presidia tutte le entrate. La gente in 5 seduti su una brandina…i volti “sfatti” dalla stanchezza e delusione…una poveretta era completamente fuori agitata parlava da sola e accennava passi di danza, accettata, seguita e coccolata da chi era lì come lei rimasto senza nulla».  Davanti allo Spin Time, il palazzo (quasi) sgomberato in via S.Croce in Gerusalemme a Roma, non lontano dalla Basilica di S.Giovanni, questo racconta una delle tante e tanti romani che in questi giorni si sono recati a portare solidarietà a chi, in un attimo, è stato messo fuori casa e lasciato su sedie e brandine di fortuna. Il cancello di accesso all’edificio è chiuso e sprangato, presidiato dall’interno da una dozzina di agenti che controllano al di là delle sbarre. La situazione è questa dalla notte del 31 luglio, quando andò a fuoco un piccolo magazzino. L’incendio, domato grazie all’intervento tempestivo delle famiglie del palazzo, ha dato il via a una specie di Odissea, con l’intervento dei vigili del fuoco e della Protezione civile, le cui perizie sulla stabilità dell’edificio, a distanza di quattro giorni, hanno avuto più l’aspetto di una volontà di sgombero vero e proprio. Sono circa 400 persone, oltre 120 famiglie, lasciate a stazionare in presidio davanti allo Spin Time, con le temperature infuocate di questo periodo. Nei giorni successivi, la stessa Protezione Civile e la Sala Operativa Sociale del Comune hanno cercato alla bell’e meglio di portare assistenza con tende, bagni chimici, qualche sdraio e alcuni ventilatori che tuttavia, con l’afa asfissiante, ben poco possono fare. La vicenda dello Spin Time è sicuramente singolare, nel panorama delle occupazioni dei comitati di lotta per la casa a Roma: nell’edificio – che fino al 2010 ospitava gli uffici dell’INPDAP e poi, rimasto vuoto, è stato occupato dai comitati di lotta – non viene infatti affrontata soltanto la questione abitativa. Nel palazzo di quasi 17mila metri quadrati, articolato su 10 livelli (otto piani e due interrati di cui uno è un’ampia sala congressi) le attività sono molteplici: oltre agli appartamenti in cui abitano le famiglie ci sono un’osteria popolare, uno sportello legale per chi subisce uno sfratto, un ambulatorio e un servizio di supporto psicologico, un doposcuola, una falegnameria, un auditorium per concerti e spettacoli e una redazione di giovani giornalisti, quella di Scomodo. Nel tempo, gli attivisti hanno anche creato un legame con le realtà ecclesiastiche cittadine: dalla presenza fissa di don Mattia Ferrari, che in occasione del Giubileo organizzò nello stabile proprio il Giubileo dei Movimenti Popolari, ai corsi di formazione e doposcuola a cui partecipano anche delle suore. Una risonanza particolare ebbe la vicenda accaduta nel 2019, quando l’ACEA staccò la corrente elettrica a tutto il palazzo e il cardinale Konrad Krajevskij, Elemosiniere di papa Francesco, intervenì personalmente per riattaccare i contatori, anche a fronte del fatto che nell’edificio vivevano persone malate, qualcuna delle quali dipendente dalle macchine per l’ossigeno. Ma è difficile comprendere la vicenda se non si riannoda il filo a quel 2004, anno delle cartolarizzazioni di Tremonti e delle note Scip 1 e Scip 2, che prevedevano l’alienazione a privati di proprietà immobiliari pubbliche per fare cassa. Un’operazione definita nel complesso da fonti autorevoli come lavoce.info un vero e proprio disastro finanziario per le casse dello Stato. Proprio il palazzo dello Spin Time venne venduto ala società InvestiRE sgr ad un prezzo ben al di sotto del valore di mercato di un simile immobile. Come se non fosse abbastanza, essendo gli uffici dell’INPDAP ancora funzionanti (e lo furono ancora per dieci anni), lo stesso ministero dell’Economia lo prese in affitto proprio dalla società a cui lo aveva venduto, ad un canone questa volta ben superiore agli standard medi del mercato di locazione. Risultato: quella cifra incassata e sottostimata dal ministero fu quasi tutta restituita ai nuovi proprietari che gli avevano affittato il palazzo. Un’operazione insomma quasi a saldo zero – in barba al fatto che quel “dissanguamento” di beni immobili pubblici era stato deciso per sanare il debito pubblico di quegli anni.  All’oggi in questa situazione, pur in fase di stallo (e nella sofferenza degli occupanti) vede aprirsi qualche spiraglio: sono in corso infatti da giorni incontri in Prefettura tra Comune di Roma, la proprietà immobiliare dell’edificio e il comitato di occupanti, con la presenza discreta della Chiesa. La proposta del Campidoglio è quella di acquisto da parte del palazzo per mantenere il più possibile quell’esperienza mista questione abitativa/attività sociali.  Fino a poco tempo la InvestiRE sgr aveva sempre respinto la proposta. Ora, come raccontato dallo stesso assessore capitolino per le Politiche abitative, Tobia Zevi, sembra che il percorso possa avere uno sbocco positivo (anche se è troppo presto per dirlo). Negli anni lo Spin Time è stato un luogo-simbolo di un nuovo tipo di aggregazione sociale, visitato da delegazioni internazionali, attivisti da mezzo mondo e personalità come la giornalista russa, Oksana Chelysheva, amica e “sorella” della cronista di guerra della Novaja Gazeta, uccisa venti anni fa a Mosca, Anna Politkovskaja. The post Dentro lo Spin Time di Roma: un’esperienza sociale a rischio sgombero appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 3, 2026
L'INDIPENDENTE
[2026-07-30] Da qui non se ne va nessunə! ACCORRETE TUTT3! @ Spin Time Labs
DA QUI NON SE NE VA NESSUNƏ! ACCORRETE TUTT3! Spin Time Labs - Via di S. Croce in Gerusalemme, 55 (giovedì, 30 luglio 17:00) Da ora siamo un presidio permanente. Ore 17 fuori Spin Time Questa notte, intorno alle 22, si è sviluppato un principio d’incendio nel palazzo di Spin Time, a quanto pare circoscritto a un locale tecnico affacciato sul cortile interno. La comunità residente ha reagito con tempestività spegnendo l’incendio: l’edificio è stato evacuato autonomamente e in piena sicurezza nel giro di pochi minuti, consentendo ai Vigili del Fuoco, intervenuti prontamente, di accedere senza ostacoli e svolgere tutte le verifiche necessarie. Al momento non si registrano danni alle persone né all’edificio. Nonostante questo, gli abitanti sono ancora in strada e non è loro consentito rientrare nelle proprie case, se non uno alla volta e scortati dalle forze dell’ordine, esclusivamente per recuperare medicinali e beni di prima necessità. Le porte degli appartamenti sono state forzate e gli alloggi messi sottosopra, nonostante avessimo messo a disposizione tutte le chiavi necessarie, per ragioni di sicurezza che però nessuno ci ha ancora chiarito. A quest'ora non ci è stato ancora comunicato in quale condizione si trovi lo stabile: restiamo in attesa di risposte ufficiali. Apprendiamo da Ansa che i Vigili del Fuoco hanno dichiarato una presunta inagibilità del palazzo della quale non ci sono evidenze. Di fatto, centinaia di persone sono in strada dalla notte scorsa. Molte sono uscite di casa scalze o in pigiama e si stanno alternando sulle brandine messe a disposizione dalla Protezione Civile a partire dalle 6 di stamattina. Nonostante per oggi siano previste temperature da bollino rosso. Ora è il momento di stringersi attorno a Spin Time con la stessa solidarietà che abbiamo conosciuto in passato: dal distacco della corrente nel 2019 all’agorà dello scorso gennaio. Convochiamo quindi un’assemblea pubblica cittadina oggi alle ore 17. Nel frattempo, siamo qui in presidio permanente e abbiamo bisogno subito della solidarietà di tutt3.
July 30, 2026
Gancio de Roma
MILANO: GIOVEDÌ 16 LUGLIO PRESIDIO DAVANTI A PALAZZO MARINO “CONTRO SFRATTI, SGOMBERI E SPECULAZIONI”
Presidio giovedì 16 luglio, alle 17:30, davanti a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, promosso dall’Assemblea cittadina di lotta per la casa e gli spazi sociali. L’iniziativa arriva in un momento di crescente pressione sulle realtà autogestite della città, dopo una serie di minacce di sgombero e sfratto che hanno coinvolto spazi sociali e occupazioni abitative, fino al recente sgombero del Socs26 all’interno dell’Università Statale. Lo slogan scelto per il presidio è “Contro sfratti, sgomberi, speculazione e corruzione“, al centro infatti la denuncia di un modello di sviluppo urbano fondato sulla speculazione immobiliare e finanziaria, che sottrae spazi alla socialità e al diritto all’abitare per favorire investimenti privati, edilizia di lusso e affitti turistici. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto abbiamo presentato l’iniziativa di Piazza con Elena, compagna del Centro Sociale Cantiere. Ascolta o scarica.
July 16, 2026
Radio Onda d`Urto
Sgomberato SOCS
Stamattina all’alba, a Milano, numerosi celerini, digossini e altro personale di polizia hanno fatto irruzione negli immobili di via Celoria 26, di proprietà dell’Università Statale, occupati dal 2024 in sostegno al popolo palestinese, sgomberando SOCS e rimanendo in forze a presidiare l’intera sede universitaria, durante gli ultimi giorni della sessione estiva. A ventiquattro ore dallo sgombero del Bencivenga a Roma – avvenuto dopo la ri occupazione dello stabile, già sgomberato lo scorso giugno nell’ambito dell’inchiesta sui sabotaggi alla linea ferroviaria ad alta velocità – le forze dell’ordine sono intervenute a Milano per mettere fine all’occupazione universitaria del Settore occupato Città Studi (SOCS). Durante l’assedio poliziesco, si è formato un presidio di solidarietà nel piazzale di chimica di città studi, settore didattico, raggiungibile da Via Golgi 19. L’invito è quello di andare lì e rimanere aggiornatx sul canale telegram @soscmultiverse, le iniziative continuano!