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BOLZANO: QUARTO PRESIDIO IN 15 GIORNI CONTRO LA CHIUSURA DEI DOMITORI PER LAVORATORI MIGRANTI
150 persone hanno partecipato al presidio iniziato alle 18 in piazza del Municipio per chiedere alle istituzioni soluzioni abitative urgenti e durature per le persone sbattute in strada in seguito alla chiusura dei dormitori nei principali centri del Sudtirolo. In contemporanea era in corso il consiglio comunale, dal quale si sono sfilate le forze di opposizione del centro sinistra, per raggiungere la piazza dove hanno tenuto diversi interventi. I “centri per l’emergenza freddo” hanno cominciato a chiudere all’inizio del mese. Il 27 aprile chiuderanno anche i centri di Merano, Laives, Brunico ed Appiano. Centinaia le persone costrette alla strada, alcune delle quali già sgomberate da alloggi di fortuna ricavati sotto alcuni ponti della città di Bolzano. Soltanto il comune di Bressanone era tornato sui propri passi e aveva deciso di non chiudere il dormitorio. Si tratta del quarto presidio dall’inizio di aprile. Al grido di “non lasciateli per strada. Basta sgomberi, basta gente lasciata per strada! Diritti e dignità per tutte e tutti”, la piazza ha ribadito le richieste già precedentemente avanzate ovvero: “non chiudere le strutture con l’arrivo della primavera; iniziare un percorso condiviso tra Comune e Provincia di Bolzano per stabilizzare le persone” in particolare migranti, di cui il territorio ha fortemente bisogno per assicurare il funzionamento della propria economia; affrontare il tema della casa investendo sulle politiche abitative, dato che anche in Sud Tirolo il diritto all’abitare è tutt’altro che garantito. Il collegamento in diretta con il presidio con Matteo di Bozen Solidale. Ascolta o scarica
April 21, 2026
Radio Onda d`Urto
Marrone e ATC: edilizia popolare, sgomberi e non assegnazioni
L’emergenza abitativa nella città di Torino è risaputo che sia un problema che non viene affrontato in maniera strutturale ma che ben si presta a passerelle elettorali, caso emblematico è quello di Maurizio Marrone. Il vicepresidente e assessore alla Casa della Regione Piemonte, Maurizio Marrone, e il presidente di Atc Piemonte Centrale, Maurizio Pedrini non perdono occasione per dettare una linea ben precisa: sgomberi di case atc per liberare alloggi da famiglie che da anni ci vivono e hanno speso i loro risparmi per metterli in sicurezza e ristrutturarli. Senza poi assegnare le case a lunghissime liste d’attesa. Le modifiche normative sulla legge dell’edilizia popolare proposte da Marrone e, da poco, passate in Regione, impongono di subappaltare parte del patrimonio pubblico al privato in modo che ne gestisca le ristrutturazioni con l’obiettivo di restituirlo al pubblico dopo decine di anni. Nel frattempo si procede con sgomberi di intere famiglie che si sono riappropriate dal basso del loro diritto ad avere una casa. In queste settimane si avvicinano diversi appuntamenti di resistenza a sfratti e sgomberi, da Barriera a Vallette, dove due famiglie invitano a partecipare al picchetto di solidarietà per il prossimo giovedì 23 aprile. Ne parliamo con Prendocasa Torino
April 17, 2026
Radio Blackout
Acrobax, una scommessa vinta
Alla fine degli anni ’20 del secolo scorso nello stadio della Rondinella al Flaminio i levrieri diventarono protagonisti della stagione mondana romana. Le corse che si svolgevano al cinodromo e le scommesse legate a quelle corse, piacquero molto ai romani e alle romane. Il popolo insieme alla borghesia, padri e madri di famiglia accanto alla malavita, e persino l’aristocrazia romana, si riversavano in massa intorno alla pista dove i poveri animali erano costretti a correre dietro una falsa preda. I levrieri appartenevano a una razza canina di gran moda all’epoca, soprattutto tra le ricche signore dell’alta borghesia e dell’aristocrazia romana. Per quasi trent’anni quelle corse distribuirono gioie e dolori a chi giocava piccole o grandi somme, fino a quando furono sfrattate per fare posto alle strutture sportive per i giochi Olimpici previsti nel 1960. La nuova sede fu trovata nella zona di Ponte Marconi dove furono realizzate le piste per i levrieri e i campi da gioco all’interno del circuito. L’impianto continuò ad attirare spettatorə e scommettitorə di ogni tipo e fu scelto per girare alcune scene di film come Il commissario diretto da Luigi Comencini nel 1962. La storia del cinodromo di via della Vasca Navale finisce nel 2002, quando la società che lo gestiva abbandona quell’attività, che aveva perso oramai l’interesse del pubblico. > Un collettivo di giovani studentə e lavoratorə precarə pensarono subito che > quella struttura non meritasse di essere abbandonata e condannata a diventare > uno dei tanti ruderi urbani di Roma e decisero di prendersene cura per farla > diventare quella che è oggi. In quel luogo si è scommesso ancora e stavolta la > scommessa è stata vinta. L’occupazione avviene nel novembre del 2002 e da allora un lungo lavoro trasforma quel posto in uno spazio aperto alla città, dove è possibile praticare attività sportive, ascoltare e produrre musica, partecipare ad attività culturali. Ma anche un luogo di elaborazione politica, dove si analizza la trasformazione urbana e sociale della città. Nasce Acrobax project. In quell’ansa sulla riva destra del Tevere accanto agli immensi edifici che ospitano le facoltà di Roma Tre e gli alloggi per chi le frequentano, continua a vivere una realtà che è stata capace di realizzare quei servizi pubblici e sportivi, che il piano regolatore approvato nel 2008 prevedeva fossero costruiti in quell’area di proprietà pubblica. Sappiamo bene però che l’amministrazione preferisce affidare le aree pubbliche a promotori immobiliari privati che le utilizzano per produrre enormi profitti, come vorrebbero fare nell’area degli ex-Mercati generali. Acrobax, come altri spazi sociali è nella lista degli sgomberi ritenuti urgenti dal Viminale dal 2016. Da allora la minaccia di sgombero non gli ha impedito di continuare nelle attività. La squadra di rugby con i suoi cento e più tesseratə ha continuato ad allenarsi nel campo realizzato alle spalle dell’edificio. La palestra con i corsi di boxe, kick boxing, ginnastica, yoga è funzionante e frequentata da adultə e giovanissimə. La sala musica Renoize Project, sala prove e studio di registrazione, che ha il nome di Renato Biagetti assassinato dai fascisti sulla spiaggia di Focene nel 2006.  > Acrobax è promotore ogni anno di centinaia di assemblee e momenti di confronto > tra collettivi della città ed è l’anima di Renoize, un festival politico > culturale antifascista per ricordare Renato, che al termine di ogni estate > riempie di migliaia di persone il vicino Parco Schuster. Oggi Acrobax torna a essere minacciato e la minaccia viene dal governo fascista che sa come gli spazi sociali rappresentino l’opposizione determinata a impedire che sia cancellato ogni spazio di libertà. Come è avvenuto a Milano con lo sgombero del Leoncavallo e a Torino con quello di Askatasuna si vuole colpire a Roma una delle realtà più vive e attive. > Tutto questo non avviene a caso, ma in un preciso momento, quello in cui le > flottiglie per Gaza stanno per ripartire e Acrobax è il perno attorno al quale > molta della solidarietà costruita nel settembre scorso ha ruotato e sta > tornando a ruotare. Lo stesso momento in cui con una pioggia di denunce e di > teoremi giudiziari sta colpendo chi era in prima fila in quelle manifestazioni > in autunno. Nel comunicato di lancio delle prossime attività il collettivo di Acrobax scrive: «Articoli di giornale con illazioni su presunte indagini giudiziarie, la lista degli immobili da sgomberare (redatta dall’allora prefetto Piantedosi ora ministro dell’interno) che ricompare su giornaletti e giornalacci; influencer prezzolati che ci dedicano i loro sproloqui; giornaliste d’assalto alla ricerca di scoop che si insinuano di nascosto; pattuglie in borghese fuori dallo spazio; pressioni relative alla gestione dell’ordine pubblico in vista delle prossime mobilitazioni nazionali e della ripartenza della Global Sumud Flotilla. In questo quadro, una realtà come Acrobax, diventa di slancio una priorità da colpire. Una realtà che ha spinto e continuerà a spingere sempre in direzione ostinata e contraria al Governo neo- fascista di Fratelli d’Italia. E lo facciamo con determinazione insieme a tutto quel tessuto sociale che ha riconosciuto e combatte un indirizzo nazionale e internazionale che vuole fascistizzare la società. Da Israele all’Ungheria, dall’Italia all’Argentina, fino ad arrivare agli Stati Uniti». > In uno scenario così complesso l’alternativa rimane quella di costruire > convergenza, dentro e fuori l’ex- Cinodromo, perché la Roma antifascista degli > spazi sociali, della democrazia diretta, dell’autonomia, della solidarietà > dell’autorganizzazione non è disposta a cedere i suoi spazi, a rinunciare > quell’idea di città e quel tessuto di relazioni che ha costruito negli anni. Continua il comunicato: «Ma noi acrobatɜ da anni abbiamo imparato a camminare sul filo, da anni abbiamo chiaro il nostro di obiettivo che è costruire e non distruggere: costruire una comunità larga, solidale e accessibile, fatta di relazioni, di sport popolare, di musica, di cultura, di elaborazione e riflessione politica, di condivisione. Capace di trasformare, persino migliorare e supportare la vita di chi lo attraversa. Capace di mettersi in rete con altre realtà per dare corpo e sentimenti alla possibilità, oltre l’utopia, di un mondo dove il fascismo non abbia più ragion d’essere.[…] “Non si sgombera un’idea” dicevamo qualche anno fa. E, a distanza di più di cinque anni, lo confermiamo convintamente perché avevamo e abbiamo chiara l’indicazione degli zapatisti: Niente per noi, tutto per tutti! Pensiamo che non si possa accettare di cadere unə alla volta, sarebbe ferita troppo profonda per noi stessɜ e per la nostra città. Sappiamo invece quello che ci hanno insegnato le maree: possiamo trasformare Roma, e non solo, avanzando tuttɜ insieme». Gli appuntamenti finora organizzati per mobilitarsi contro l’attacco in corso sono due: Mercoledì 25 marzo alle 18.00 per una assemblea pubblica Sabato 27 e Domenica 28 marzo per Acrobax città aperta, due straordinarie giornate dentro e fuori l’ex-Cinodromo. La copertina è di Andrea Cuomo (Flickr) SOSTIENI, DIFENDI, DIFFONDI DINAMOPRESS Per sostenere Dinamopress si può donare sul nostro conto bancario, Dinamo Aps Banca Etica IT60Y0501803200000016790388 tutti i fondi verranno utilizzati per sostenere direttamente il progetto: pagare il sito, supportare i e le redattrici, comprare il materiale di cui abbiamo bisogno L'articolo Acrobax, una scommessa vinta proviene da DINAMOpress.
March 24, 2026
DINAMOpress
2 marzo, picchetto per difendere L38Squat
In questo redazionale abbiamo commentato la situazione di L38Squat, sotto rischio sgombero dovuto alla scadenza di Ater e Polizia. Abbiamo riassunto la vicendo per capire come è arrivata a questo punto, con istituzioni che ripetono sempre lo stesso copione di fronte a chi propone autogestione e vita collettiva per combattere abbandono e incuria. Il lunedì 2 marzo, alle 5:00 di mattina, ci sarà un picchetto al cancello di L38Squat, a Via Domenico Giuliotti 8x, per difendere l'occupazione di fronte all'ultimatum di Ater e Polizia per sgomberare 35 anni di autogestione e vita collettiva.
February 25, 2026
Radio Onda Rossa
Cisgiordania: violenze e prove tecniche di annessione
Siamo stati in Cisgiordania: ecco cosa fanno davvero i coloni e chi sono gli sfollati La vicenda dei carabinieri italiani fermati è solo uno dei tanti casi (su cui peraltro non c’è una versione univoca). Beduini e cristiani sono le ultime vittime dell’esodo forzato imposto anche dalla polizia israeliana. di Nello Scavo, inviato a Ras Ein al-Auja (*) Il western
February 17, 2026
La Bottega del Barbieri
Iceout a Napoli verso la manifestazione del 14 febbraio
Manifesti #IceOut a Napoli  Insurgencia: “Via le SS di Trump dall’Italia”  Sono comparsi nella notte invadendo il centro antico e molte strade della città di Napoli. Sono i manifesti contro l’ICE, la polizia anti-migranti di Trump che da settimane sta seminando il panico a Minneapolis attraverso rastrellamenti e quelle che gli attivisti del centro sociale Insurgencia, autori dell’iniziativa, non hanno timore di bollare come vere e proprie esecuzioni, come quelle di Alex Pretti e Renée Nicole Good.  “L’ICE è una milizia criminale e fascista, che arresta indiscriminatamente donne e bambini, dando corpo agli istinti peggiori e alle più vergognose teorie sulle così detta “remigrazione”. Noi non abbiamo paura di dire che gli assassini dell’ICE portano avanti vere e proprie deportazioni per ordine di Trump. Questi miliziani non sono i benvenuti sul nostro territorio”, dichiarano gli attivisti in una nota, riferendosi chiaramente alla presenza delle squadracce statunitensi a Milano per le Olimpiadi invernali.  “C’è evidentemente chi vorrebbe una ICE anche in Italia; del resto i consiglieri della Lega non hanno timore di dire che prima delle manifestazioni bisogmerebbe ‘sparare in testa’ ai manifestanti. Questa maggioranza di governo sta giocando col fuoco, agognando uno stato di polizia anche nel nostro paese, ad ennesima riprova di questo basta guardare al nuovo pacchetto sicurezza al vaglio dell’esecutivo”, continuano i militanti del centro sociale.  “Il 14 febbraio saremo in piazza anche per questo, a difesa dei centri sociali come Officina 99 e Insurgencia e degli spazi di agibilità democratica. Quella che autorevoli giornalisti stanno chiamando “Internazionale nera” sta provando a scrivere da capo le regole del gioco e del diritto internazionale. Impedirglielo, in Italia, vuol dire innanzitutto mobilitarsi contro il governo guidato da Giorgia Meloni che di questa internazionale neo-fascista è una autorevole rappresentante”, concludono rilanciando la manifestazione prevista per la prossima settimana a Napoli.
February 6, 2026
Radio Onda Rossa