Un rifugio sicuro, anche per la narrazione--------------------------------------------------------------------------------
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Un rifugio sicuro, anche per la narrazione. Questo per me è Comune-info e
intanto sono qui nuovamente a ringraziarvi, oltre che per lo spazio e per
l’attenzione che sempre ci/mi date, oltre che per le storie incredibili che
accogliete e raccontate e, quindi, divulgate ampliando le reti sociali che, ne
sono sicura, stanno già migliorando questo mondo che dall’alto sembra andare a
rotoli, oltre che per la lunga storia di coerenza che vi portate appresso (e ne
faccio parte leggendovi da un bel po’) e per tante altre motivazioni, per questi
momenti di “pausa” nella tormenta in corso. Una pausa per fermarsi a “fare il
punto” e riflettere collettivamente.
Sono giorni che leggo di questa campagna, purtroppo non riuscirò a essere alla
riunione di redazione aperta poiché già mi divido tra vari impegni, ma credo
fortemente nella cura delle relazioni e nella divulgazione, non per compiacersi
di quello che ciascuno fa, ma per diramarlo, migliorarlo, metterlo a
disposizione della collettività.
Sono nata e cresciuta nel GRIDAS di Scampia dove tutto quello che si ha e che si
sa è sempre stato messo a disposizione gratuita del prossimo, oltre le logiche
del profitto, per migliorare insieme questo martoriato mondo, ciascuno per
quello che può e per quello che sa fare.
Faccio parte della rete/comunità Pangea di Scampia che da sempre mette a
disposizione gratuitamente tutto quello che produce, che siano opuscoli
divulgativi, o racconti, video, storie, buone pratiche, semi e, soprattutto,
relazioni, testimonianze.
Grazie a “CARTA” il settimanale, già evoluzione del giornale “CARTA”, poi
evolutasi in Comune-info, ho ampliato le mie connessioni grazie al magnifico
mondo delle produzioni dal basso e delle distribuzioni dal basso.
Sono convinta fortemente delle enormi potenzialità che hanno le reti sociali nel
concretizzare il cambiamento e nel realizzare sogni condividendo le utopie fino
a renderle collettive.
Da soli ci vediamo “piccoli” e pochi”, magari ciascuno oberato e già di corsa
tra mille impegni quotidiani e sociali per “fare la differenza”, ma basta
acquisire consapevolezza del fatto che siamo molti, molti di più, e che ciascuno
è un tutt’uno con tante altre persone e realtà che si adoperano altrove
procedendo nella stessa direzione o in altre direzioni migliori, alle quali
possiamo aggregarci, amplificandole anche “a distanza”.
Raccontarsi, raccontare queste storie e realtà, non è autoreferenzialità, ma un
modo per mettersi e restare in connessione, acquisire consapevolezza.
La frustrazione, spesso, nasce dalla consapevolezza dei propri limiti, prendere
consapevolezza del fatto che insieme si può fare di più e meglio, avere a
disposizione racconti e materiali “già belli e fatti” che parlano la nostra
lingua, pronti da divulgare per diventare ancora di più, ci fa vivere più sereni
e alimenta la speranza che permette di sconfiggere e sopraffare le paure.
Non saprei cosa consigliare alla redazione per “migliorare”, non sta a me dirlo,
credo che si faccia già tantissimo, posso solo immaginare cosa avvenga “dietro
le quinte” delle pagine di Comune-info.
Dal canto mio, so che quando, dopo un tempo indefinito di scrittura altalenante
e riflessioni sparse, metto un punto a un mio “articolo” e lo affido a questo
spazio collettivo, non metto fretta a chi si prenderà la cura di pubblicarlo
perché so che sicuramente dietro le quinte non ci sono persone che passano il
tempo a girare i pollici. E nonostante questo trovano sempre spazio, per me e
per storie interessanti che, nei momenti più disparati, mi capita di conoscere
grazie a chi si prende il tempo di raccontarle e, sempre nel mio piccolo, ho
piacere di condividerle miratamene con chi saprà coglierne le connessioni e
potrà prendere spunto, rilanciarle a sua volta e sentirsi meno solo,
collaborando insieme alla narrazione oltre che alla costruzione di un mondo
migliore. Per tutte le creature che lo abitano.
Invio anche un mio piccolissimo contributo economico: si fa quel che si può,
ciascuno secondo le proprie possibilità, ma tutti insieme si va lontano,
rispettando il passo di ciascuno e aspettando o accompagnando chi rimane
indietro.
Grazie di tutto.
[Martina Pignataro]
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Tutte le adesioni alla campagna Un tetto Comune
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