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Il mondo visto da Cotonou
IN AGOSTO, A COTONOU, BENIN, SI SVOLGE IL FORUM SOCIALE MONDIALE. SI ATTENDE LA PARTECIPAZIONE DI MOVIMENTI SOCIALI E POPOLARI DI TUTTO IL MONDO. IN VISTA DEL FORUM, LA CONVERGENZA GLOBALE DELLE LOTTE PER LA TERRA E L’ACQUA PROMUOVE (DAL 19 LUGLIO) LA CAROVANA DELL’AFRICA OCCIDENTALE. L’OBIETTIVO, DICONO I PROMOTORI, È RADICARE I MOVIMENTI LOCALI DI RESISTENZA ALL’INTERNO DI UN PROCESSO DI TRASFORMAZIONE CONTINENTALE. NEL PAESE OGGI NOTO PER IL MERCATO DANTOKPA DI COTONOU, UNO DEI PIÙ GRANDI AL MONDO CON I SUOI VENTI ETTARI E OLTRE 1 MILIONE DI VISITATORI AL GIORNO, DURANTE IL FORUM RISUONERÀ FORTE, MA NON TUTTI SANNO RICONOSCERLO E ASCOLTARLO IN PROFONDITÀ, IL GRIDO PROVENIENTE DALLA STORIA E DALLA DIGNITÀ DEGLI OPPRESSI: QUESTO ANGOLO DEL MONDO TRA IL XVII E IL XIX SECOLO È STATO UNO DEI PRINCIPALI CENTRI NEVRALGICI DELLA TRATTA TRANSATLANTICA DEGLI SCHIAVI GESTITA DALLE POTENZE EUROPEE. IL MONDO HA TANTO DA IMPARARE DAI MOVIMENTI AFRICANI SU COME RESISTERE -------------------------------------------------------------------------------- L’Africa con i suoi movimenti sociali e la società civile accoglie il ritorno del Forum Sociale Mondiale (FSM) in Benin. Questa 17ª edizione del Forum Sociale Mondiale nel continente non è né una coincidenza né una semplice questione di rotazione geografica: riflette una comprensione strategica delle dinamiche di lotta, resistenza e delle proposte alternative avanzate dalle comunità dell’Africa. L’Africa occidentale che ospita il FSM è una regione in cui le popolazioni, spesso confrontate con sfide come l’accaparramento delle terre, gli effetti del cambiamento climatico, lo sfruttamento delle risorse minerarie e l’estrazione di petrolio e gas, i conflitti armati e non armati e le riforme imposte dall’esterno, hanno trovato soluzioni radicate nel sapere delle popolazioni locali, nella solidarietà comunitaria e nella difesa del diritto collettivo alle risorse naturali. Il Benin è stato scelto per ospitare il Forum a nome di tutta l’Africa. Questo Paese si distingue per la sua gloriosa storia come territorio dell’ex Regno del Dahomey, culla delle Amazzoni e luogo di dolorosa memoria legata alla tratta degli schiavi, nonché per la sua vitalità contemporanea. Si trova inoltre al crocevia tra la spiritualità vudù e la cultura panafrican. Oggi rappresenta un luogo di ritorno e di riconnessione per le persone di origine africana che cercano giustizia storica e il recupero della propria identità. È il quinto FSM che sarà ospitato dal continente Africano dopo il Mali a Bamako nel 2006, a Nairobi in Kenya nel 2007, a Dakar in Senegal nel 2011 e a Tunisi in Tunisia nel 2013 e 2015. Questa scelta è stata resa possibile grazie alla Convergenza Globale delle Lotte per la Terra e l’Acqua – Africa Occidentale (CGLTE-OA), che ha svolto un ruolo catalizzatore in questo processo presentando la candidatura del continente al Consiglio Internazionale del Forum Sociale Mondiale. Tale candidatura è stata ulteriormente rafforzata dalla forte mobilitazione della società civile beninese, che ha lavorato a stretto contatto con piattaforme africane, reti internazionali e movimenti sociali in cinque continenti. L’impegno è stato inoltre riconosciuto dal governo beninese, che ha espresso la propria disponibilità a sostenere l’organizzazione dell’evento. Si attende la partecipazione di movimenti sociali e popolari di tutto il mondo, di organizzazioni della società civile, dei movimenti sindacali culturali. I movimenti sociali italiani, le associazioni, le ong e la società civile hanno sempre avuto un ruolo importante nello scambio e nella cooperazione con l’Africa. In questo è molto importante anche il confronto con il piano Mattei lanciato dal governo italiano a detta di molte ONG italiane e africane non sembra sia realmente un supporto alla vita e all’economia africana ma soprattutto un progetto finanziario imprenditoriale con poche reali ricadute sulla società civile Africana. La Convergenza Globale delle Lotte per la Terra e l’Acqua – Africa Occidentale (CGLE-OA) è impegnata nella mobilitazione comunitaria in difesa dei diritti delle comunità. Per la quinta volta consecutiva, organizza la Carovana dell’Africa Occidentale dal 19 luglio al 9 agosto 2026. Convinti che solo attraverso la mobilitazione dei diritti delle comunità su terra, acqua, sementi tradizionali e tutte le risorse naturali e i beni comuni queste lotte possano raggiungere risultati concreti, le organizzazioni, i movimenti e i difensori dei diritti umani mantengono vivo il loro spirito di lotta. Quest’anno, la Carovana mira a rafforzare le comunità africane nella loro lotta per un accesso equo e sostenibile alle risorse naturali, a garantire una partecipazione massiccia al Forum di Cotonou 2026 e a condividere le esperienze dei dieci anni di storia della Carovana dell’Africa Occidentale, un vero modello di mobilitazione popolare e di educazione civica e attivista. Questa quinta edizione comprende due assi: “L’asse del Sahel” (Mauritania, Guinea-Bissau, Gambia, Senegal, Mali, Burkina Faso, Niger), che inizia in Senegal, passa per il Mali, il Burkina Faso e il Togo, e termina a Cotonou, in Benin; “L’asse costiero” (Guinea, Sierra Leone, Liberia, Costa d’Avorio, Ghana, Togo), che parte dalla Guinea, attraversa la Costa d’Avorio, il Ghana e il Togo, dove si unirà all’asse saheliano per viaggiare insieme verso Cotonou. La novità di questa edizione è che al suo arrivo si unirà la carovana dell’Africa Centrale (Gabon, Repubblica Centrafricana, RDC, Congo, Camerun, Ciad), che partirà dal Camerun per Cotonou via Nigeria. Queste due carovane di movimenti sociali saranno accolte dalla carovana nazionale del Benin. Con la partecipazione di delegazioni del Nord Africa, la Carovana dell’Africa Occidentale 2026 fa parte dello sforzo di mobilitazione sociale per il 17° Forum Sociale Mondiale, previsto in Benin, Africa, dal 4 all’8 agosto 2026 – da cui il nome “In cammino verso il FSM Cotonou 2026”. Questa edizione segna il 10° anniversario della Carovana dell’Africa Occidentale e ha un duplice scopo: radicare i movimenti di resistenza locali all’interno di un processo di trasformazione continentale e amplificare il loro impatto attraverso una presenza attiva al FSM Cotonou 2026, come forza trainante di questa edizione del Forum. Questa edizione mira quindi a continuare a rafforzare le lotte locali e le innovazioni guidate dai cittadini riguardo alle alternative alla pressione sulle risorse naturali da un lato e, dall’altro, a sostenere la creazione di ponti di dialogo tra autorità locali, comunità, ricercatori e decisori politici per sviluppare risposte locali e regionali adattate alle sfide del momento. -------------------------------------------------------------------------------- Informazioni www.fsm2026benin.org. -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Il mondo visto da Cotonou proviene da Comune-info.
July 10, 2026
Comune-info
RADIO KALAKUTA 13/04/2026
Playlist: MANU BIBANGO-AFRICA BOOGIE KOFFI OTTYTANA BEBLI-DOKA VEWONYI DD-AGBEMENYAWO GEGROIRE LAWANI-HABE YTA JOURIAS-ADOME NYUETO TIDIANE KONE’ & ORCHESTRE POLYRITHMO -DJANFA MAGNI HONORE’ AVOLONTO & ORCHESTRE POLYRYTHMO-TI NIN LON PICOBY BAND D’ABOMEY-MI MA KPE DJI PIERRE ANTOINE-KALABULEY WOMAN THE SAHARA ALL STARS-TAKE YOUR SOUL TUNJI OYELANA-OLOTI WILLIAM ONYEABOR-BODY AND SOUL SGUN BUCKNOR-TOU KILLING ME THE MARTINS BROTHERS DANCE BAND-OCHONMA GASPAR LAWAL-AWON OJISE OLUWA TONY ALLEN & AFRICA 70-PROGRESS
April 17, 2026
Radio Blackout - Info
[radio africa] Radio Africa: Benin, Gibuti, Sudan
Benin: il Ministro dell'Economia e delle Finanze, Romuald Wadagni, candidato di maggioranza e grande favorito alle elezioni, è stato eletto presidente con il 94,05% dei voti. Romuald Wadagni succede a Patrice Talon, che si dimette dopo due mandati quinquennali, in conformità con la Costituzione. Durante il suo mandato, il Benin ha vissuto un boom economico, ma anche un aumento dell’insorgenza jihadista nel nord e una stretta sulle libertà civili. La maggioranza della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà e la crescita economica non è stata accompagnata da una redistribuzione del reddito. Gibuti: Il presidente di Gibuti, Ismail Omar Guelleh, è stato rieletto, come prevedibile, con il 97,81% dei voti per un sesto mandato, dopo oltre 25 anni al potere, il capo dello Stato è stato riconfermato. Alla guida del Paese dal 1999, Guelleh ha saputo sfruttare con successo la sua posizione geografica strategica – affacciata sullo Stretto di Bab el-Mandeb, attraverso il quale transita gran parte degli scambi commerciali tra Asia e Occidente – in un Corno d'Africa altrimenti travagliato e teatro di lotte per l'influenza straniera. Sudan: il 15 aprile ricorre l’anniversario dell’inizio della guerra in Sudan che entra nel quarto anno, una guerra controrivoluzionaria, una guerra per il potere, una guerra che s’inserisce in un quadro regionale di instabilità crescente che alimenta il conflitto. Dopo tre anni lo scenario più probabile è quello di una guerra di logoramento senza vincitori, con la progressiva stabilizzazione di due entità parallele. Il conflitto sudanese è ormai strettamente intrecciato con le dinamiche geopolitiche del Mar Rosso e del Corno d’Africa, in questi tre anni la guerra ha provocato una catastrofe con un numero imprecisato di morti, tra i 150.000 e i 200.000, secondo le stime più accreditate. 
April 15, 2026
Radio Onda Rossa
Radio Africa: Benin, Guinea-Bissau, Sudan
Benin: cronaca di un golpe fallito. Il tentato golpe in Benin è stato sventato dall’intervento della Nigeria, che ha attivato il sistema di sostegno dell’Ecowas. Il presidente Talon rimane in sella, nonostante la sua riforma, approvata a novembre, che ha scontentato molti mentre i responsabili del golpe sono fuggiti, sembra in Togo. Il Benin è un nodo strategico del golfo di Guinea e i suoi porti sono fondamentali per i paesi del Sahel. Guinea-Bissau: lo strano golpe post elettorale. Il colpo di stato in Guinea Bissau rivela manovre politiche contro l’opposizione che rischiava di vincere le elezioni; il vero elefante nella stanza è il narcotraffico, che condiziona da anni la vita politica ed economica del paese. Sudan: guerra senza fine. Continuano i massacri in Sudan; nuove rivelazioni sulla strage di El Fasher, mentre si scoprono le ingerenze straniere nel conflitto, tra richieste di basi navali da parte della Russia e invio di armi alle RSF dagli Emirati Arabi Uniti.
December 10, 2025
Radio Onda Rossa