Tag - gentrificazione

GENTRIFICAZIONE E SPECULAZIONE URBANA: IL CASO DI TORINO
In questa puntata i “Saperi Maledetti” hanno continuato a ragionare sulla gentrificazione e sulla speculazione urbana, i cui effetti hanno trasformato radicalmente la nostra cultura urbana. Se il Sud viene ridisegnato a prova di turismo, nel Nord, bacino della produttività, gli investimenti sono incentrati sui grandi eventi. La dimensione urbana di Torino sta affrontando enormi mutamenti ben direzionati. Se si è vista passare la città da una fase espansiva (termine privo di una connotazione positiva), in termini di crescita e di investimenti, popolazione e sviluppo urbano con aumento della progettualità, ora Torino si scopre in una fase regressiva e costretta a reinventarsi tra festival, olimpiadi, saloni del libro e ATP finals. Con Eliana Luceri, sociologa, laureata con tesi su Matera, capitale della cultura, abbiamo tracciato delle analogie sull’impatto che questa formula economica ha sui territori. Con Alberto Valz Gris, docente del Politecnico di Torino, abbiamo invece delineato le prospettive di modifica del contesto urbano di Torino, in cui negli ultimi anni si sono succeduti uno sgombero dietro l’altro, verso un sempre maggiore restringimento dell’agibilità sociale in direzione di un modello di città imprenditoriale.
Boicotta i mondiali di calcio
PROBABILMENTE MAI COME IN PASSATO C’È CHI PROPONE DI BOICOTTARE LA PROSSIMA COPPA DEL MONDO DI CALCIO IN PROGRAMMA TRA UNA DECINA DI SETTIMANE IN USA, CANADA E MESSICO. C’È CHI PROTESTA PER LA VIOLENZA DI WASHINGTON CONTRO I MIGRANTI, CHI PER LA QUESTIONE GREONLANDIA, CHI PER LE GUERRE SCATENATE NEL MONDO, MA ANCHE CHI, NEI PIANI PIÙ BASSI DELLA SOCIETÀ, DENUNCIA IL FURTO D’ACQUA E LA GENTRIFICAZIONE INTENSIFICATI IN DIVERSI QUARTIERI DI CITTÀ DEL MESSICO -------------------------------------------------------------------------------- Gli abitanti di Santa Úrsula Coapa hanno organizzato proteste anti-Mondiali di fronte allo Stadio Azteca, denunciando il furto d’acqua e la gentrificazione che, hanno raccontato, si sono intensificati in vista dei Mondiali del 2026 (che si disputeranno in giugno e luglio, per la prima volta in tre paesi: Usa, Canada e Messico, ndt). La protesta è cominciata nelle strade della città con striscioni e slogan come “Boicottaggio totale dei Mondiali” e “Vogliamo una casa, non ci importa niente dei Mondiali”. Durante la manifestazione, i partecipanti hanno invitato altri residenti a unirsi al movimento con frasi come “Il vicino consapevole si unisce al contingente”. Nell’ambito della protesta, si sono tenute delle “Partite di calcio anti-FIFA” sulla Calzada de Tlalpan, dove un campo improvvisato è stato dipinto per piccole partite di calcio di fronte allo stadio. I giocatori hanno detto di usare lo sport come forma di protesta e per difendere il loro territorio. Attraverso il calcio, i partecipanti hanno condannato l’espansione del turismo, che, hanno spiegato, minaccia lo sfollamento delle comunità e la mercificazione dello spazio. “Non permetteremo la continua mercificazione delle terre indigene”, hanno detto. In Messico, lo Stadio Azteca sarà la sede principale della Coppa del Mondo 2026, un evento che ha generato aspettative di aumento del turismo e dello sviluppo immobiliare nella parte meridionale della capitale. I residenti sostengono che queste trasformazioni antepongono gli interessi economici al diritto all’acqua, alla casa e al diritto di rimanere sulla propria terra. Qui il fotoreportage pubblicato da Desinformemonos. -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Boicotta i mondiali di calcio proviene da Comune-info.
March 5, 2026
Comune-info
PATRIMONIO CULTURALE, CITTA’ VETRINA E TURISTIFICAZIONE: PER CHI SONO LE CITTA’?
Nella puntata di lunedì 16/02 abbiamo parlato del ruolo che il patrimonio culturale e le identità hanno nella trasformazione del territorio, di come il loro intreccio porti a creare condizioni affinché prendano piede dei “progetti di territorio” in modo da renderlo paradiso turistico e quindi luogo perfetto per i turisti piuttosto che per gli abitanti. Abbiamo dialogato con il sociologo Marco Patruno, esperto degli effetti che la patrimonializzazione ha nel costruire un’intreccio tra identità e patrimonio tale per cui essi concorrono a creare condizioni affichè prendano piede dei “progetti di territorio” che lo rendono paradiso turistico. Il risultato? Città belle in cui non vivrei! Tramite il caso esemplare di Borgo Egnazia, in provincia di Brindisi, e dell’evoluzione che ha interessato l’evento della Notte della Taranta nel corso degli anni Marco ci racconta come nel sud la costruzione del territorio come idillio turistico e secondo estrattivismo sta rendendo i luoghi inabitabili se non per i turisti.
Gentrificazione, fitti brevi, speculazioni a Firenze e non solo…
Stamattina i giornali titolano “il caro prezzi spinge fuori Firenze le scolaresche e i gruppi low cost”.  E ancora “Affitti Brevi, è allarme rischio stop entro luglio per 1900 strutture che da civili abitazioni devono passare al turistico – gli operatori chiedono una variante per regolarizzare la posizione senza arrivare alla cessazione dell’attività, salvaguardando imprese, lavoratori e un comparto centrale per l’economia turistica toscana”. Un modello che ha scelto di vendere la città al miglior offerente: quando la rendita diventa l’unico orizzonte, alla fine diventa insostenibile per tutte e tutti. E mentre si parla di “allarme stop” per 1.900 strutture che dovrebbero cambiare destinazione d’uso, c’è chi chiede una variante per “salvaguardare imprese e lavoratori”. Bene: parliamo di lavoro. Quale lavoro? Con quali tutele? Con quali salari? Non si tratta più della sharing economy. Sempre sulla stampa di oggi “Gestisce 31 strutture evade 125mila euro di tassa di soggiorno”. Il problema non è solo l’evasione. Il problema è la concentrazione. Ci sono soggetti che a Firenze gestiscono decine, talvolta centinaia di appartamenti. Multinazionali che amministrano patrimoni immobiliari come portafogli finanziari. Nel frattempo, studenti, lavoratrici e lavoratori, famiglie non trovano una casa in affitto. E quale lavoro produce questo modello? Lavoro povero, precario, sottopagato. Un mese fa circa hanno protestato le lavoratrici e i lavoratori che puliscono questi appartamenti gestiti in blocco da singoli operatori. Appalti, subappalti, paghe basse, orari frammentati. La rendita cresce. Il lavoro si impoverisce. A Firenze l’80% delle locazioni brevi è dentro un condominio. Le spese vengono ripartite per millesimi come se fosse tutto uguale. Ma non è uguale. Il carico raddoppia o triplica. I costi si scaricano sui residenti. I profitti restano a chi monetizza. E intanto i dati ci dicono che c’è 1 annuncio ogni 30 residenti a Firenze. 1 ogni 35 a Lucca. 1 ogni 38 a Siena. 1 ogni 250 a Pistoia. La domanda non è se il fenomeno arriverà ovunque. La domanda è se vogliamo governarlo o subirlo. La città non è una merce. La rigenerazione che espelle chi abita non è riqualificazione: è speculazione. Risanare significa migliorare la qualità della vita delle persone, non il valore al metro quadro. Serve una scelta politica chiara: mettere un argine alla rendita, rafforzare l’edilizia pubblica, regolamentare seriamente le locazioni brevi, difendere il diritto all’abitare come diritto fondamentale. Per riprendersi il diritto all’abitare ma anche a vivere uno spazio pubblico. In foto – ieri sera a Pistoia, la prima della 3 giorni dedicata al tema -“Pistoia è una città di provincia. Oggi l’aggravarsi del fenomeno del turismo e della gentrificazione sta rinnovando la sua storica condizione di periferia di Firenze, sotto forme inedite. Ma cosa significa essere e vivere in periferia? C’è differenza tra provincia e periferia? Come riportare al centro il benessere di tutte le persone che in questi luoghi vivono? Come riuscire a creare momenti di comunità e di lotta?” Redazione Italia
February 21, 2026
Pressenza
La narrazione di Firenze: chi la controlla ne decide il futuro
Le proteste e l’inchiesta giudiziaria che attualmente riguardano l’ex teatro comunale di Firenze, destinate probabilmente ad estendersi ad altre speculazioni, rappresentano qualcosa di più complesso di una semplice questione urbanistica, si tratta innanzitutto di una questione politica e, al tempo … Leggi tutto L'articolo La narrazione di Firenze: chi la controlla ne decide il futuro sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
[2026-02-19] Cosa sta succedendo in città? @ L38SQUAT
COSA STA SUCCEDENDO IN CITTÀ? L38SQUAT - sesto ponte del Laurentino 38 / Via Domenico Giuliotti 8x (giovedì, 19 febbraio 18:30) Assemblea di confronto su speculazione e gentrificazione https://www.ondarossa.info/newsredazione/2026/02/assemblea-rete-solidale-5-febbraio-al
February 8, 2026
Gancio de Roma
TROPPO DA DIFENDERE
“Crediamo sia importante lasciare traccia di un percorso che non è arrivato al capolinea ma in un momento dove tutto è chiaro“ Dev’essere piccolo l’impiegato che l’Ater ha mandato due volte al sesto ponte per attaccare prima un avviso di sgombero un po’ generico e poi, due giorni dopo, un foglio più esplicito dove si … Leggi tutto "TROPPO DA DIFENDERE"
February 6, 2026
L38Squat
Assemblea per una rete solidale, il 5 febbraio alla Casa del Parco delle Energie
In comunicazione telefonica con Federico, un compagno del CSOA ExSnia, abbiamo parlato di "Cosa sta succedendo in città?", l'assemblea di confronto su speculazione e gentrificazione che si terrà il giovedì 5 febbraio, alle 18:30, alla Casa del Parco delle Energie (via Prenestina 175) per costruire una rete romana solidalle contro la gentrificazione e la speculazione immobiliare.
February 4, 2026
Radio Onda Rossa
[2026-02-05] Cosa sta succedendo in città? - Assemblea di confronto su speculazione e gentrificazione @ Casa del Parco delle Energie
COSA STA SUCCEDENDO IN CITTÀ? - ASSEMBLEA DI CONFRONTO SU SPECULAZIONE E GENTRIFICAZIONE Casa del Parco delle Energie - Via Prenestina, 175, 00176 Roma RM (giovedì, 5 febbraio 18:30) Dopo l’assemblea riunita a Strike lo scorso venerdì 23 gennaio 2026, le realtà e le persone presenti hanno espresso la necessità di proseguire il confronto e di aggiornarci sui progetti di speculazione — come studentati di lusso, grandi opere e interventi di presunta “riqualificazione” — che stanno colpendo i nostri quartieri. I territori in cui viviamo come comunità resistenti e in lotta sono sempre più sotto attacco: spazi di socialità e di controcultura sono minacciati di sgombero, mentre grandi fondi immobiliari si appropriano di porzioni sempre più estese di territorio, producendo l’aumento dei prezzi delle case, il saccheggio delle aree pubbliche e la distruzione di zone rinaturalizzate, aree umide e vegetazione spontanea. Sentiamo il bisogno di incontrarci, confrontarci e stare insieme, di sostenerci a vicenda e di conoscere ciò che accade anche lontano da dove viviamo, perché la sorte di un territorio è legata a quella di tutti gli altri. Vogliamo programmare iniziative controculturali, di studio e di ricerca, ma soprattutto vogliamo essere presenti nelle strade e nelle lotte, insieme. Per questo, torneremo ad incontrarci *giovedì 5 febbraio* alle ore 18:30 alla Casa del Parco delle Energie, via Prenestina 175.
January 28, 2026
Gancio de Roma