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Palestina: resistere nel fuoco della guerra
articoli di Eliana Riva, Sara Panarella, Emergency, Enrico Pitzianti, Giulia Abbate ….. con aggiornamenti, appuntamenti e iniziative solidali. QUi troverete: Anbamed – aggiornamenti 7 – 6 e 5 marzo 100 porti per cento città: candidature aperte Eliana Riva sull’assedio totale di Gaza Sara Panarella sulla devastazione umana, animale e arborea con dati agghiaccianti sul presidio di Campobasso per Ahmad Salem
PALESTINA: FLASH MOB DEI SANITARI PER GAZA IN TUTTA ITALIA CONTRO IL BLOCCO ISRAELIANO ALLE ONG E AGLI AIUTI UMANITARI
“A Gaza la situazione è catastrofica, c’è urgente bisogno di un afflusso massiccio di aiuti salvavita e un accesso umanitario senza ostacoli”.  Lo chiede l’ong Medici senza frontiere ribadendo la propria determinazione a “restare nella Striscia per continuare a fornire cure mediche”. “Stiamo cercando di mantenere i servizi per i pazienti in un contesto sempre più difficile – ha dichiarato Christopher Lockyear, segretario generale di Msf – ma i bisogni sono enormi e le drastiche restrizioni hanno conseguenze mortali. Centinaia di migliaia di pazienti hanno bisogno di cure mediche e di assistenza psicologica, mentre decine di migliaia di persone necessitano di cure continue e a lungo termine, sia chirurgiche che psicologiche”. A riguardo, Medici senza frontiere ha presentato una petizione all’Alta Corte di giustizia israeliana chiedendo di indagare su 6 raid dell’esercito di Tel Aviv contro strutture sanitarie nella Striscia nei quali sono rimasti uccisi sette operatori e loro familiari, tra il novembre 2023 e il febbraio 2024. In un’altra causa sempre Msf, stavolta insieme ad altre 17 ong, chiedono all’Alta Corte di Giustizia lo stop alla loro espulsione da Gaza entro fine mese, mentre il governo israeliano impone un nuovo processo di registrazione, con l’elenco nominale del personale internazionale e locale… Una vera e propria lista di proscrizione. In Italia, proprio per protestare contro il bando imposto da Israele alle ong internazionali che si rifiutano di fornire i nomi e i dati del personale palestinese, i Sanitari per Gaza hanno promosso – nella giornata di giovedì 26 febbraio – flashmob davanti a diverse strutture ospedaliere in tutto lo Stivale. Sanitari per Gaza ricorda, inoltre, l’importanza di difendere il diritto alla cura e alla solidarietà, alla libertà di espressione e al dissenso. Su Radio Onda d’Urto è intervenuto Muhannad Abu Hilal, medico palestinese dei Sanitari per Gaza e di Palmed Italia. Con lui abbiamo fatto anche il punto della situazione medico-sanitaria e umanitaria a Gaza.Ascolta o scarica 
February 27, 2026
Radio Onda d`Urto
Blocco navale. Un sudario su profughi e migranti
Il governo ha varato un disegno di legge che segna un ulteriore passo nella persecuzione dei migranti. Viene istituito il “blocco navale”, che prevede che “nei casi di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale, l’attraversamento del limite delle acque territoriali può essere temporaneamente interdetto con delibera del Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell’Interno”. L’interdizione – diretta alle ong pur senza nominarle, visto che non è applicabile ai barconi – potrà essere disposta in quattro casi: rischio terrorismo, pressione migratoria eccezionale, emergenze sanitarie, eventi internazionali che richiedano misure di sicurezza. I blocchi sono declinati in base a circostanze tanto vaghe ed estese da consentire all’esecutivo ampi margini di arbitrio. Il blocco è decretato per 30 giorni, rinnovabili sei volte. Ma nulla esclude, visto che il testo non lo dice, che poi possa essere disposto ancora, a catena, cambiando le motivazioni. Va da se che la norma è incompatibile con il divieto di respingimento collettivo, peraltro già ampiamente aggirato dalla normativa attuale. Di certo non basta a chiarirlo il fatto che l’interdizione sia legata alla possibilità di trasportare i migranti «in Paesi terzi diversi da quello di appartenenza o provenienza» con i quali l’Italia ha accordi che ne prevedono assistenza, accoglienza trattenimento. Si alza un muro davanti alle navi delle ONG che effettuano operazioni di soccorso nel Mediterraneo centrale. Ne abbiamo parlato con Riccardo Gatti di Medici senza Frontiere Ascolta la diretta:
February 23, 2026
Radio Blackout - Info
Un nemico perfetto
Il ddl Meloni non “gestisce” l’immigrazione: fabbrica paura, criminalizza il soccorso e usa i migranti come prototipo per comprimere diritti e democrazia C’è una verità che andrebbe stampata a caratteri …
February 12, 2026
Osservatorio Repressione
MEDITERRANEO CIMITERO D’EUROPA: naufragi di Gennaio e 1000 possibili morti
A pochi giorni dal terzo anniversario della strage di Cutro – nella quale 94 persone persero la vita e altre decine furono dichiarate disperse – si prospetta l’ennesima grande e preannunciata strage nel Mediterraneo. Attraverso i dati provenienti dai monitoraggi delle ONG italiane e di gruppi di attivisti del nord Africa è presumibile ritenere che, a causa delle condizione meteo estreme tra il 19 e il 26 Gennaio (cosiddetto ciclone Harry), circa 1000 persone abbiano perso la vita in pochi giorni nel tentativo di attraversare il Mediterraneo. Gli spazi retorici a disposizione per parlare di “tragedia” risultano ormai essere estremamente risicati. Rendere il Mediterraneo non solo frontiera, ma cimitero d’Europa, è una scelta politica cosciente e deliberata, che prende la forma di memorandum d’intesa – come quello con il governo libico e quello tunisino – patti e legislazioni europee o ancora di normative nazionali: un crimine di Stato formalizzato. Insieme a Fabio Gianfrancesco, rescue coordinator della ONG Meditterranea, tracciamo un quadro di quanto avvenuto nelle scorse settimane, provando a tracciare le responsabilità politiche, riconoscerne gli strumenti e come si evolvono nel tempo.
February 5, 2026
Radio Blackout - Info
Furundulla 302 – servi dei servi dei servi…
…beh… se serve di Benigno Moi Assodato che le vignette non vanno spiegate… ma sono un sasso buttato come spunto di riflessione, per ogni vignetta almeno un link (forse) Corsa al Nobel     Comma 22 a Gaza “Servi dei servi dei servi”… Rimpianti     L’origine del nome dato alla rubrica Furundulla: hastagasa La Furundulla precedente:  301 Ops quest’anno mi