Tag - quartieri

Selfie. gli occhi di una città senza innocenza
L’altro ieri, per il primo appuntamento del Cineforum organizzato dal Civico 7 Liberato a Napoli – che nei suoi spazi sotto i portici della Galleria Principe, a Piazza Museo, ha allestito una minirassegna dal titolo esplicito e significativo: “Napoli: tre film una città negata”: «un cineforum nel segno dell’antagonismo controculturale […] L'articolo Selfie. gli occhi di una città senza innocenza su Contropiano.
October 19, 2026
Contropiano
I nuovi “quartieri urbani” di Roma approvati dall’Assemblea Capitolina (con gli elaborati)
immagini degli elaborati L’Assemblea Capitolina ha approvato il 1 ottobre la “99ª Proposta (Dec. G.C. n. 62 del 7 luglio 2026) Suddivisione del territorio di Roma Capitale in “Quartieri Urbani” e individuazione di Zone Funzionali non residenziali“. Ci auguriamo che la nuova suddivisione contribuisca a una pianificazione urbanistica più vicina ai territori e a una più adeguata organizzazione dei servizi, e soprattutto che dia finalmente il via a reali “processi di partecipazione e coinvolgimento della cittadinanza“. Pubblichiamo il dispositivo della Deliberazione e il comunicato del sito istituzionale. In download la Delibera e tutti gli allegati (AmBm) “99ª Proposta (Dec. G.C. n. 62 del 7 luglio 2026) Suddivisione del territorio di Roma Capitale in “Quartieri Urbani” e individuazione di Zone Funzionali non residenziali” scarica la Delibera (…) L’ASSEMBLEA CAPITOLINA DELIBERA 1) di approvare la suddivisione del territorio di Roma Capitale in: * a) 334 “Quartieri Urbani” che, fermo restando il riferimento dei Municipi quali ambiti territoriali, rappresentano il punto di osservazione per la pianificazione, laprogrammazione e la gestione delle politiche pubbliche; * b) 22 “Rioni” della Città storica ricadenti nel territorio del Municipio Roma I, confermati nella denominazione e nella perimetrazione vigente, non oggetto di modifica con il presente provvedimento; * c) 101“Zone Funzionali” non residenziali, quali ambiti territoriali con specifiche destinazioni d’uso e funzioni strategiche; 2) di stabilire che i Quartieri Urbani costituiscono riferimento per: * − la raccolta, l’analisi, elaborazione e diffusione dei dati statistici; * − l’analisi dei fenomeni sociali, economici e territoriali; * − la pianificazione, la programmazione e localizzazione dei servizi pubblici; * − la pianificazione e l’attuazione delle politiche di prossimità; * − i processi di partecipazione e coinvolgimento della cittadinanza; 3) di stabilire che a ciascun Quartiere Urbano è attribuito un codice identificativo univoco nella forma “QU-[numero municipio]-[numero progressivo]”, finalizzato a garantirne la riconoscibilità amministrativa e l’integrazione nei sistemi informativi dell’Amministrazione; di stabilire che a ciascuna Zona Funzionale è attribuito un codice identificativo univoco nella forma “ZF-[numero municipio]-[numero progressivo]”, finalizzato a garantirne la riconoscibilità amministrativa e l’integrazione nei sistemi informativi dell’Amministrazione; 4) di stabilire che a ciascuna Zona Funzionale è attribuito un codice identificativo univoco nella forma “ZF-[numero municipio]-[numero progressivo]”, finalizzato a garantirne la riconoscibilità amministrativa e l’integrazione nei sistemi informativi dell’Amministrazione; 5) di dare atto che la delimitazione dei Quartieri Urbani e delle Zone Funzionali è definita negli elaborati cartografici allegati, che costituiscono parte integrante e sostanziale del presente provvedimento; 6) di demandare agli uffici competenti: * − l’integrazione della nuova articolazione territoriale nei sistemi informativi; * − l’aggiornamento periodico dei perimetri; * − la gestione e diffusione dei dati, da effettuarsi almeno ogni cinque anni; 7) di promuovere il coinvolgimento dei municipi, delle istituzioni scientifiche e della cittadinanza nei processi di aggiornamento e validazione; 8) di stabilire che i Quartieri Urbani costituiscono riferimento per le politiche di decentramento, pianificazione territoriale e sviluppo locale nella loro suddivisione all’interno di ogni singolo Municipio. ALLEGATO 1 Mappe Municipi con suddivisione Quartieri Urbani scarica ALLEGATO 2 Sezioni censuarie per Rioni, Quartieri Urbani e Zone Funzionali Totale: 334 Quartieri Urbani, 22 Rioni, 101 Zone Funzionali. scarica ALLEGATO 3 ZONE FUNZIONALI CLASSE DI FUNZIONALITA’ scarica ALLEGATO 4 TABELLE per Municipio con: Popolazione iscritta in anagrafe per genere – Estensione – Densità. Anno 2025 scarica ALLEGATO 5 (Allegato Fonti : Cartografie e basi territoriali -Testi di approfondimenti) scarica (Counicato dal sito di Roma Capitale 1 ottobre 2026) L’Assemblea Capitolina ha approvato la nuova mappa dei quartieri di Roma, portando a compimento un percorso che aggiorna, dopo quasi cinquant’anni, la rappresentazione territoriale della Capitale. La nuova mappa individua 334 quartieri urbani, 22 rioni e 101 zone funzionali ed è il risultato di un percorso che ha integrato ricerca scientifica e partecipazione civica, coinvolgendo Municipi, Università, Istat, associazioni, comitati di quartiere e migliaia di cittadine e cittadini. “Con il voto dell’Assemblea Capitolina portiamo a compimento un lavoro importante e necessario, che dopo quasi cinquant’anni ci consegna una nuova geografia della città, più aderente alla Roma di oggi. Roma è profondamente cambiata e questa mappa ci permette di conoscere meglio i suoi territori e le comunità che li abitano, riconoscendo e valorizzando l’identità e il senso di appartenenza dei suoi quartieri. Non introduciamo nuovi livelli amministrativi, ma ci dotiamo di uno strumento concreto per avere dati più precisi, programmare meglio gli interventi, distribuire in modo più efficace servizi e risorse e rafforzare le politiche di prossimità. Conoscere meglio Roma significa governarla meglio e costruire una città sempre più vicina alle persone”, dichiara il sindaco Roberto Gualtieri. “Con il voto dell’Assemblea Capitolina si conclude un percorso lungo e complesso, durato oltre quattro anni, costruito insieme ai Municipi, alle Università Sapienza, Tor Vergata e Roma Tre, all’Istat, agli uffici comunali, ai comitati di quartiere, alle associazioni e alla cittadinanza. Per la prima volta la mappatura della città non è stata affidata soltanto al lavoro tecnico e scientifico, ma è stata costruita attraverso l’ascolto e la partecipazione dei territori. Il risultato è una fotografia aggiornata della Roma di oggi, che si affianca alle precedenti suddivisioni in zone urbanistiche e comprensori toponomastici e ci consente di leggere meglio la città reale. Ora la sfida è trasformare questa conoscenza in una risorsa concreta per le politiche pubbliche, la partecipazione e interventi sempre più vicini alle comunità”, afferma Andrea Catarci, responsabile dell’Ufficio di Scopo Quartieri e Partecipazione. “Con il voto di oggi l’Assemblea Capitolina dà riconoscimento alle identità dei quartieri e al contributo delle comunità che hanno partecipato alla costruzione della nuova mappa – dichiara la presidente dell’Assemblea Capitolina, Svetlana Celli –. Il confronto con i Municipi, i comitati, le associazioni e la cittadinanza ha permesso di raccogliere conoscenze e proposte essenziali per rappresentare la Roma di oggi. Ringrazio le consigliere e i consiglieri, le commissioni e tutte le persone che hanno lavorato a questo percorso. Ora questa conoscenza dei territori potrà aiutarci a individuare meglio le priorità e a rafforzare il rapporto tra le istituzioni e la vita quotidiana delle persone”. “Per governare una città bisogna innanzitutto conoscerla. La nuova mappa ci consente di produrre e mettere a disposizione dati a livello di quartiere, fondamentali per comprendere le differenze e le disuguaglianze all’interno della città. È un patrimonio di conoscenza che sarà utile all’amministrazione per costruire politiche pubbliche più efficaci e, allo stesso tempo, ai ricercatori per continuare a studiare e comprendere le trasformazioni di Roma”, dichiara il professor Salvatore Monni, coordinatore scientifico del progetto. vedi anche La nuova mappa dei quartieri di Roma (si possono mandare osservazioni) del 31 Ottobre 2025 14 ottobre 2025 Per osservazioni e precisazioni sui documenti pubblicati dal Comune di Roma scrivere a laboatoriocarteinregola@gmail.com
October 14, 2026
carteinregola
Palestina su Diario di città: “Stop al genocidio, solidarietà e mutualismo”
“Palestina libera!” Eirenefest festival del libro per la pace e la nonviolenza: Stefania De Giovanni e Valentina Ripa con Emanuela a Napoli ripartono dal sud e ripartono sui diritti fondamentali del diritto alla pace come costruzione di percorsi che tengono … Leggi tutto L'articolo Palestina su Diario di città: “Stop al genocidio, solidarietà e mutualismo” sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Napoli, dal dolore del lutto all’attivismo collettivo
Dall’esperienza di Paolo Siani e dalla memoria di Giancarlo Siani nasce una riflessione sulla legalità come spazio di cura, responsabilità e trasformazione nonviolenta dei conflitti. Il pensiero critico dona, a mio parere, la facoltà di analisi delle cose del mondo non solamente per come appaiono all’individuo, ma per la loro stessa sostanza e per l’essenza di cui sono fatte. Questo pensare indipendente, libero e profondo costituisce la scena del dubbio e della riflessione e non necessariamente rompe d’improvviso gli equilibri stabiliti, ma può costruire, invece, il legame con la verità dell’umano e strutturarne una rete comunitaria nuova che tenta la via del giusto e del bene. A Napoli l’incontro con Paolo Siani – pediatra, politico, fratello di Giancarlo Siani, giornalista assassinato dalla camorra – ha svelato l’importanza dei sentimenti e il senso di una memoria viva che immagina il passato come esperienza di cambiamento e fonte centrale di un futuro ricco di vita. Probabilmente, è qui che si trova il senso delle Piazze della Legalità come proposta di luoghi in cui si incontrano pratiche educative e culturali che diventano espressioni spontanee della realtà. Spazi che animano i cittadini in un dialogo comprensivo delle diversità e in ascolto dell’eterogeneità. La Legalità intesa come costruzione di relazioni di pace per la pace, in cui l’altro, sentito tante volte inquietante, resta vivo in ognuno di noi: sono i quartieri deprivati di Napoli derubati della parola e delle emozioni, quartieri in cui proliferano cicatrici simbolo di emarginazione e di degrado, dove la speranza, però, è sempre sognata come conquista di libertà. L’idea della Legalità sembra dirci che il dolore della perdita può diventare energia trasformata e trasformabile in attivismo collettivo che, attraverso il processo del lutto, sia al servizio di uno Stato di diritto e di un governo-in-agorà di condivisioni e dibattiti, di una società in cui circoli la δικαιοσύνη, virtù dell’essere giusti e dell’equilibrio interiore, legame tra bellezza, armonia e giustizia dove etica ed estetica sono in contiguità per il buon vivere comune. A. Camus, nel 1951, scrive: “Il ribelle respinge la servitù e si afferma uguale al padrone. Vuol essere padrone a sua volta”. “L’essere contro”, molte volte, non basta e il restare in opposizione non è sempre sufficiente. Bisognerebbe, forse, includere la parte del mondo escluso e tenuto ai margini, progettare una terza strada garante del diritto alla continuità della vita, uno Stato che nel suo esistere pratichi il fare eterogeneo e differente, plurale. Non credo che Camus demonizzi la rivolta e il moto di ribellione interiore, ci allerta, però, rispetto all’azione collettiva quando insorge e prova a indicarci un sentiero che va oltre e al di là del rivoluzionario. Sembra farci intravedere, tra le righe del discorso, un passaggio incompiuto e capace di avviare uno sforzo nell’uomo che cerca la propria umanità smarrita, una possibilità come terza via, appunto, oltre il male e il bene. L’alternativa sarebbe fermarsi, purtroppo, alla rabbia distruttiva di un lutto mai elaborato, ripetitivo e, perciò, mortale che va verso il nulla e l’annichilimento. Immaginiamo un processo di accettazione di ciò che è mancante e fragile, che appartiene a ogni essere umano che desidera arrivare alla virtù dell’essere giusti: ebbene, in ognuna di queste persone esisterà una lotta interiore tra la parte buona e quella cattiva e la risposta sarà, spesso, che è l’altro il cattivo, non noi. È a questo punto che ci viene in soccorso l’antica Grecia, di nuovo, con il concetto di ἁμαρτία. L’individuo compie un errore tragico in cui non c’è colpa né peccato, ma una valutazione inesatta o distorta della realtà che innesca rovina e catastrofe. Il crimine e le azioni criminali sono, in questo senso, segni indelebili di rotture nei quartieri marginali e tenuti abbandonati; in questo senso, il significato della Legalità diventa un’azione verso un presidio che sia spazio accessibile per la prevenzione dell’atto criminale e del vivere con il male, nel senso del fare nocivo, un luogo che accoglie non solo chi già conosce un buon modo di stare al mondo, ma anche chi vuole comprendere una nuova lingua, un linguaggio d’amore e non di morte per non morirne. Ci chiediamo se esiste un dolore che non rivendica altro male ed esclusione sociale, ma che agisca per il superamento del sentire bruto dell’uomo. La speranza è che si continui a lottare insieme con chi non ha avuto mai voce, con chi ha avuto la parola e l’ha usata solo come lettera morta e desolata, con chi ha solo distrutto e non ha ancora costruito. Nessuno, in definitiva, è un giustiziere e nessuno, al tempo stesso, può tracciare una linea netta tra il buono e il cattivo perché è su questo confine delicato che si gioca la posta della vita, sulla soglia di un lavoro verso il divenire animale umano in cui si possa evolvere e provare a non lasciare indietro nessuno, o quasi. La Legalità ha molto a che fare, quindi, con le azioni in soccorso dei più fragili, degli ultimi, degli esclusi e degli svantaggiati in attesa che il proprio desiderio possa nascere e svegliarci tutti, finalmente. Può significare, però, stare in rapporto con l’eroe del negativo e il suo legame con la pulsione di morte, un’energia distruttiva in cui “l’alternarsi di illusione e delusione” ripete infinitamente un circolo di frustrazioni che rimandano a un futuro assente e che mai arriverà per lui, un eroe che, in fondo, nel suo opporsi senza freni alla vita, in una ripetizione di sofferenza per sé e per gli altri, cerca l’amore come forza generatrice che superi l’onnipotenza e la perdita. Quanto è difficile, allora, aver fiducia in una società buona, giusta e responsabile, in una comunità “benevola” in cui pesa l’aspetto costruttivo dell’uomo che non resta imprigionato dentro un dolore che muove solo rabbia e distruzione: è il giusto che rischia, qualche volta, di diventare esso stesso un crimine se è un’azione senza pensiero in cui l’altro-estraneo-diverso è ucciso e fatto fuori dentro un modo-di-fare esso stesso impoverito. M. Serao ci ricorda molto bene la mancanza di uno Stato giusto quando scrive: “Per distruggere la corruzione materiale e quella morale, […], per insegnare loro come si vive – essi sanno morire, come avete visto! – per dir loro che essi sono fratelli nostri, che noi li amiamo efficacemente, […], non basta sventrare Napoli: bisogna quasi tutta rifarla”. È una donna che prende parola, un animo giovane che attraversa il tempo e i confini e sembra dirci che una città è sicura se vive la bontà del suo essere umano che ci restituisce la capacità di sentire l’altro amico e non nemico. Così vive Napoli quando il lutto traccia la via per la costruzione e la riparazione dei suoi morti ammazzati: come può vivere la perdita una città che da sempre è divisa tra buoni e cattivi? La dinamica del lutto vuole uno sconfinamento del narcisismo e dell’onnipotenza e solo se diventiamo mortali conquistiamo il diritto di pensare il limite, garanzia di una vita viva che inglobi la necessità di non avere martiri né eroi, ma uomini e donne che siano di riferimento per la storia. Forse, è proprio la bontà e l’essere giusti insieme che abilitano l’uomo a non addormentarsi evolvendo il suo essere originario-primitivo. L’augurio è che il Presidio/Piazza di Legalità sia in difesa e fonte di acquisizione dei diritti e dell’accoglienza del diverso, un luogo di equità in cui l’istituzione viva del suo imparare a stare con la bellezza come ingrediente unico di disarmo. Probabilmente, è “dal basso” che si può ricevere, in via preventiva, un patto di non belligeranza, è nella possibilità di nutrire il pensiero analitico e libero all’interno delle scuole, delle università, delle associazioni culturali e politiche, dei centri di sperimentazione delle arti e mestieri, delle società di ricerca filosofica, medica e psicologica: luoghi attivi per una comunità che educa con la pace e alla trasformazione nonviolenta dei conflitti, sempre. Fonti * Camus A. (1951). L’uomo in rivolta. Bompiani, Milano, 1976. * Fabozzi P. Dispiegando margini. Nei dintorni di D.W. Winnicott. E oltre. FrancoAngeli, Milano, 2024. * Fraire M. / Baldassarro A. (a cura di). Perché il male. La psicoanalisi e i processi distruttivi. Mimesis, Milano, 2017. * Freud S. (1907). Gradiva. Il delirio e i sogni nella “Gradiva” di Wilhelm Jensen. Bollati Boringhieri, Torino, 2015. * Serao M. (1884). Il ventre di Napoli. BUR, Milano, 2018. Antonella Musella
June 22, 2026
Pressenza
La periferia vi guarda con odio. Talk w/ Gabriel Seroussi & SemLove@0
“La musica che parte dalla strada, da chi non ha niente” Il termine “maranza” è ovunque: nei titoli di giornale, nei video virali, nelle conversazioni al bar. Ma è davvero solo una questione di tute in acetato e nike tn, o è la figura con cui nascondiamo la paura delle periferie e delle seconde generazioni? A partire dalle pagine di “La periferia vi guarda con odio. Come nasce la fobia dei maranza”, scritto da Gabriel Seroussi, abbiamo parlato con l’autore e SamLove, artista e producer della scena torinese, delle trasformazioni della nostra città, del rapporto complesso tra quartieri, seconde generazioni, musica e stigma. Il podcast è stato registrato durante il talk fatto il 18 aprile 2026 nel cortile della Radio e trasmesso live sulle libere frequenze. Buon ascolto. TALK W/ GABRIEL SEROUSSI & SEMLOVE DOMANDE DAL PUBBLICO E DIBATTITO
La periferia vi guarda con odio. Talk w/ Gabriel Seroussi & SemLove@1
“La musica che parte dalla strada, da chi non ha niente” Il termine “maranza” è ovunque: nei titoli di giornale, nei video virali, nelle conversazioni al bar. Ma è davvero solo una questione di tute in acetato e nike tn, o è la figura con cui nascondiamo la paura delle periferie e delle seconde generazioni? A partire dalle pagine di “La periferia vi guarda con odio. Come nasce la fobia dei maranza”, scritto da Gabriel Seroussi, abbiamo parlato con l’autore e SamLove, artista e producer della scena torinese, delle trasformazioni della nostra città, del rapporto complesso tra quartieri, seconde generazioni, musica e stigma. Il podcast è stato registrato durante il talk fatto il 18 aprile 2026 nel cortile della Radio e trasmesso live sulle libere frequenze. Buon ascolto. TALK W/ GABRIEL SEROUSSI & SEMLOVE DOMANDE DAL PUBBLICO E DIBATTITO
[2026-04-23] SIAMO CAMPI DI BATTAGLIA @ CSOA Forte Prenestino
SIAMO CAMPI DI BATTAGLIA CSOA Forte Prenestino - via Federico delpino, Roma, Italy (giovedì, 23 aprile 19:00) CSOA Forte Prenestino giovedì 23/04/2026 verso il 25 aprile e il 1º maggio… SIAMO CAMPI DI BATTAGLIA sistemi di razzializzazione come dispositivi di controllo coloniale dalle 19:00 presentazione e proiezione del documentario “Nous sommes des champs de bataille” (Fra 2025, 90’) di Mathieu Rigouste con - Mathieu Rigouste - Rajaa del CSOA Lambretta - Wahid - Blocco Decoloniale Roma a seguire live set: Wahid & Omar aka 3RB Nda Hood djset: PolG … Vieni e fai venire! in funzione Taverna, Pub12ditutto, Sala da tè InTHERferenze, Enoteca, Infoshop, Serigrafia, Banchetti info&distro www.forteprenestino.net/attivita/3622-siamo-campi-di-battaglia
April 16, 2026
Gancio de Roma
La svolta dei quartieri popolari: “ora basta!”
Sarà il caso di studiare meglio, e soprattutto interpretare nel lavoro politico e sociale, l’importante cambiamento messo in luce – e subito silenziato – dall’analisi del voto referendario. Stiamo parlando del rovesciamento avvenuto tra voto nei quartieri “bene” e quelli popolari. Da quasi un trentennio, sotto la spinta di politiche […] L'articolo La svolta dei quartieri popolari: “ora basta!” su Contropiano.
March 28, 2026
Contropiano
Le cose buone: Il lavoro volontario ed il sostegno della comunità, su Diario di città
Francesco Festini narra l’origine e le finalità della finanza critica rappresentata da Mag (Firenze) nel sostegno a progettualità attraverso un credito dato dentro una cornice di compartecipazione, nel lavoro svolto da persone che volontariamente valutano le richieste, incontrano le realtà … Leggi tutto L'articolo Le cose buone: Il lavoro volontario ed il sostegno della comunità, su Diario di città sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Trasformare le traiettorie della violenza maschile, su Diario di città
TRASFORMARE LE TRAIETTORIE DELLA VIOLENZA MASCHILE, RECUPERANDO LA DIMENSIONE SOCIALE E profondamente umana, invertendo le rotte di quello che rischia di apparire destino ineluttabile. Per tornare ad abitare il “pratino”, quel luogo dove le dinamiche presenti permettono la ricostruzione di … Leggi tutto L'articolo Trasformare le traiettorie della violenza maschile, su Diario di città sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.