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La solidarietà non si processa. Il dissenso non si silenzia. Appello contro il DDL antisemitismo
Ddl Antisemitismo trasforma la Shoah in bavaglio politico. 9 settembre 2026, ore 11.30,  PRESIDIO – CAGLIARI, Piazza del Carmine fronte Palazzo del Rappresentante del Governo. La solidarietà non si processa. Il dissenso non si silenzia. Appello contro il DDL antisemitismo basato sulla definizione  IHRA. IL 9/09 riprende la discussione alla Camera in Commissione Affari Istituzionali. MARATONA per chiedere lo STOP della norma liberticida che tende a sovrapporre le critiche alle politiche di Israele con il razzismo antisemita. Questo significherebbe tacciare di odio razziale la denuncia delle politiche coloniali, delle violazioni dei diritti umani e del genocidio del popolo palestinese – denunciato anche dall’Onu circa un anno fa – della pulizia etnica e dell’apartheid. Significherebbe rendere reato qualunque manifestazione di sostegno alla Palestina e critica all’entità sionista responsabile del genocidio. L’Italia sarebbe quindi il primo Paese in Europa, assieme alla Romania, ad assumere interamente la definizione IHRA con un’apposita legge dello Stato. CHIAMIAMO TUTTE LE REALTÀ SOCIALI, POLITICHE, SINDACALI, IL MONDO DELLA CULTURA, SCUOLA, UNIVERSITÀ, RICERCA, INFORMAZIONE, ARTE, SPORT, A FARE FRONTE COMUNE.   Link al testo integrale dell’appello https://docs.google.com/document/d/1J75d6Xu9bvP2otr3PggZfXsERX6TSkYOZJ7tvmXrQIw/edit?tab=t.0 Comitato Sardo di Solidarietà con la Palestina   Redazione Sardigna
September 8, 2026
Pressenza
La protesta al Ddl Antisemitismo mobilita oltre 250 sigle a Roma in tutta Italia
IL PRESIDIO-MARATONA IN SVOLGIMENTO MENTRE LA CAMERA È RIUNITA PER LA DISCUSSIONE SUL DISEGNO PER IL DECRETO LEGGE E LE MANIFESTAZIONI IN PIÙ DI 40 ALTRE CITTÀ.   Domani mercoledì, 9 settembre, oltre 250 sigle * scendono in piazza insieme a Roma, in piazza Montecitorio, dalle ore 13, per un grande presidio-maratona d’interventi e, nello stesso giorno, in altre 45 città d’Italia per dire no al cosiddetto ‘disegno di legge antisemitismo’, in occasione della discussione del provvedimento in Commissione Affari Costituzionali alla Camera. Una vera e propria ‘norma-bavaglio’ che, basata sulla definizione IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance), equipara ad antisemitismo le critiche verso le politiche del Governo d’Israele, e i suoi sostenitori, reprimendo così ulteriormente il diritto al dissenso, la libertà d’espressione e d’informazione. Ovvero: perseguire legalmente tutti coloro che denunciano pubblicamente le politiche coloniali, le violazioni dei diritti umani, il genocidio (riconosciuto anche dall’Onu un anno fa), la pulizia etnica e l’apartheid praticati dallo Stato di Israele nei confronti del popolo palestinese. Da Roma a Milano, Torino, Genova, da Firenze a Brindisi fino a Catania e Palermo e in decine di altre piccole e grandi città italiane. Una mobilitazione diffusa, lanciata dalla Rete #NoBavaglio assieme a centinaia di organizzazioni sociali e politiche, in grado di riunire un’ampia pluralità di realtà in difesa dei diritti umani: dal mondo dell’informazione ai sindacati, dai movimenti per la Palestina alle comunità ebraiche e cattoliche, dalle campagne e reti per la pace e contro il riarmo fino alle sigle di rappresentanza di scuola e università. E ancora: dalle associazioni per i diritti dei migranti e per la giustizia sociale fino ai collettivi di artisti e comitati cittadini da tutta Italia. “I recenti attacchi e accuse di antisemitismo contro la Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI) per aver aderito tra gli organizzatori della mobilitazione di domani dimostrano proprio l’entità del rischio di censura e repressione a cui stiamo già andando incontro, ancora prima che il ‘ddl-antidissenso’, come andrebbe ribattezzato, sia approvato – spiegano – Criticare Israele non è antisemitismo ma è un diritto costituzionale che va salvaguardato per il bene della nostra democrazia e dei diritti umani”. “È bene ricordare che gli strumenti normativi per prevenire e punire i crimini d’odio di diversa estrazione già ci sono, quali ad esempio la Legge Mancino (legge 25 giugno 1993, n. 205): sarebbe sufficiente garantirne la piena applicazione, senza il bisogno di evocare, strumentalmente, ulteriori norme, per di più liberticide come appunto quelle previste dal Ddl antisemitismo. In netto contrasto con questa deriva, come già approvato dall’Ordine dei Giornalisti, si può e si deve scegliere di abbandonare la definizione IHRA e adottare la Dichiarazione di Gerusalemme, che non vuole essere definizione vincolante dal punto di vista giuridico, ma uno strumento per identificare, monitorare e combattere l’antisemitismo attraverso una serie di linee guida, legando la lotta all’antisemitismo alla protezione dei diritti umani e alla libertà di critica”. “Ci appelliamo al mondo della cultura, scuola, università, ricerca, informazione, arte, sport e tutte le realtà sociali, culturali, sindacali, politiche, davvero democratiche, a fare fronte comune. Per far rispettare una normativa che: difenda la memoria della Shoah senza trasformarla in arma politica; protegga davvero le persone ebree da ogni forma d’odio; impedisca che l’antisemitismo venga manipolato per giustificare l’oppressione di un altro popolo e mettere in campo forme di repressione e derive autoritarie; garantisca che la lotta al razzismo sia una lotta unica, indivisibile, senza gerarchie né eccezioni”, concludono. Roma, 8 settembre 2026 > TUTTI I PROMOTORI e TUTTI I PRESIDI – MARATONA del 9/09 davanti Montecitorio a > Roma e nelle altre città: “Criticare Israele non è antisemitismo. No alla > norma-bavaglio” MAPPA-ELENCO DELLE PIAZZE: https://www.amnesty.it/eventi/mobilitazione-contro-il-ddl-antisemitismo/ mercoledì 9 SETTEMBRE a * ROMA davanti a Montecitorio (piazza Capranica) dalle 13:00 * Bassano del Grappa / piazza Libertà – h 18:30 * Brescia / largo Formentone – h 18:00 * Brindisi / piazza Vittoria – h 18:00 * Cambiano (TO) / piazza Santo Spirito angolo via Cavour * Cagliari  / piazza Yenne – h 19:00 * Carloforte / piazza Repubblica – h 19:00 * Catania / via Etnea angolo via Prefettura9 – h 18:00 * Castelfranco Veneto / centro città – h 18:00 * Chieti / largo Martiri della Libertà – h 18:00 * Cuneo / via Roma (davanti a Zara) – h 18:00 * Feltre / Lo.Co, via Cima 1 – h 19:00 * Firenze / piazza dei Ciompi – h 18:00 * Genova / piazza de Ferrari – h 18:00 * Grosseto / piazza Rosselli – h 17:00 * Lecce / piazza Sant’Oronzo – h 18:00 * Marcon (VE) / piazza della Libertà – h 18:00 * Merano /via Cassa di Risparmio – h 18:30 * Milano / piazza Mercanti – h 17:30 * Milano / piazza Duomo – h 18:30 * Modena / piazza Matteotti – h 18:30 * Mogliano Veneto / piazza Caduti – h 18:30 * Montecchio / piazza Carli – h 17:00 * Monza / Arengario – h 13:00 * Palermo / via Cavour 6, davanti alla Prefettura – h 17:00 * Pistoia / piazza Gaza sul Globo – h 17:30 * Pordenone / piazzetta Cavour – h 18:30 * Reggio Emilia / piazza Prampolini – h 18:00 * Rovigo / piazza Matteotti – h 19:00 * San Donà di Piave / piazza Indipendenza – h 19:30 * Savona / piazza Sisto IV – h 18:00 * Tirano / piazza Marinoni – h 18:00 * Torino / piazza Castello (sotto la statua) – h 18:00 * Vanzago / via Garibaldi angolo via Pregnana – h 18:00 * Varese / cortile ingresso principale di Palazzo Estense – h 18:30 * Verona / piazza Brà, sotto la statua equestre – h 18:30 * Venezia 8/9, 17.00 Piazzale Roma * Verbania / piazza Daniele Ranzoni – h 18:00  * Verbania Intra / piazza San Vittore – h 18:00  Verbania Intra / Parco Besozzi – h 18:00  * Vergato / piazza Capitani della Montagna – h 19:00 * Vicenza / piazza Biade – h 15:00 * Vittorio Veneto / piazza Flaminio – h 21:00 giovedì 10 settembre a Treviso, in piazza Borsa alle 18:30 sabato e domenica 12-13 settembre a Camogli, in piazza Schiaffino dalle 10 alle 20 * ELENCO (non definitivo, in costante aggiornamento) di promotori e sostenitori: * A Buon Diritto * ADIF (Associazione Diritti e Frontiere) * Agorà * AIFO Latina ODV * ALI (Assemblea per la Libertà d’Insegnamento) * Alkemia APS * Alleanza Verdi e Sinistra * Alleanza Verdi e Sinistra / Roma e Lazio * Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese * Amnesty International Italia * ANBAMED * Associazione Nazionale Partigiani d’Italia * ANPI Audrey Hepburn * ANPI ATM Milano * ANPI Grugliasco 68 Martiri * ANPI Latina – Sezione Severino Spaccatrosi * ANPI Milano Stadera Gratosoglio * ANPI Napoli Centro “Antonio Amoretti” * ANPI – Sezione “Erminio Ferretto” di Mestre * ANPI Milano Crescenzago * ANPI Roma * ANPI Sezione Don Pappagallo Rioni Esquilino, Monti, Celio (Roma) * ANPI – Sezione Marcon – Quarto d’Altino “Ettore e Dolfino Ortolan * ANPI “10 Giugno 1944” sez. di Tarquinia * ANPIIA  (Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti) * ANPPIA Marche * ANPPIA Milano * ARCI * Arci Roma * Articolo 21 * Artists for Gaza * Artisti #NoBavaglio * Associazione amicizia Sardegna Palestina * Associazione Amici della Vallesanta Arci Biforco * Associazione Amicizia Bergamo Palestina * Associazione Azzadi di Napoli * Associazione Città Plurale – Matera * Associazione CoScienze Critiche * Associazione Culturale Controvento * Associazione Culturale “Pio La Torre” di Roma * Associazione Culturale Liguria-Palestina * Associazione I.T.A.C.A. * Associazione Diritti alla Follia * Associazione Italiana di Public History * Associazione Inclusiv3 APS ETS * Associazione Memorie & Progetti di Pieve Ligure * Associazione Nedaday * Associazione Ponti Non Muri di Sassari * Associazione Reggiana per la Costituzione * Associazione Senza Paura di Genova * Associazione Stampa Romana * Assopace Palestina * Attac Italia * AvANa – AVvisi Ai NAviganti, un hacklab con sede al CSOA Forte Prenestino * Baobab Experience * Be Free * Bella Ciao – Cittadini Non Indifferenti di Quarto d’Altino * BDS Italia * BDS Liguria * Block Notes – Testata di approfondimento giornalistico multimediale * Bookciak Magazine * Brindisi per la Palestina * Cambiare Rotta * Camera Nazionale Avvocati dei Diritti Umani * Campagna “Ponti e non muri” – Pax Christi Italia * Capibara Media * Carovane Migranti * Carte in Regola * Casa delle Donne Centro Antiviolenza CAD Brescia OdV * Casa di Paolo APS * Casa Internazionale delle Donne * Catanesi Solidali col Popolo Palestinese * Catania NoFrontex * CdR La Repubblica * Cdr RAI TRE * Centro Donna Lilith APS Latina * Centro Studi Sereno Regis (Torino) * CeSPI – Centro Studi Problemi Internazionali di Sesto San Giovanni * CGIL di Ancona * CGIL Napoli * CGIL Roma e Lazio * CGIL di Reggio Emilia * CGIL Senigallia * Christi Italia * Cittadini per la Palestina (Portogruaro) * COBAS Brindisi * COBAS Roma * COBAS Scuola * COBAS Scuola Terni * COBAS Lavoro Privato Bologna * COBAS del Lavoro Privato Livorno * COBAS Puglia * Collettiva.it * Collettivo Biellesi per la Palestina Libera * Collettivo Impegno Attivo Valsesia * Comitato Bassano per la Palestina * Comitato civico per la tutela degli Ex Mercati-Generali * Comitato Contro la Guerra di Treviso * Comitato Costituzione Attiva Sassari * Comitato SAPIENZA PER LA PALESTINA * Comitato di Solidarietà con la Palestina in Terzo * Comitato Guerra e Pace Venezia * Comitato Monteverde per la Pace * Comitato No AD contro ogni Autonomia Differenziata * Comitato Pace Alto Canavese * Comitato contro il genocidio del popolo palestinese, contro il riarmo, per la pace  di Brindisi * Comitato per la Pace e i Diritti degli Ultimi – Area Casilina/Prenestina * Comitato per la Palestina di Pordenone * Comitato per la Palestina Brindisi * Comitato Palestina Feltre * Comitato Pistoiese per la Palestina * Comitato Roma sa da che parte stare * Comitato Roma XII per la Costituzione * Comitato un Aiuto per la Palestina * Comitato Varesino per la Palestina * Comitato UNISS per la Palestina * Confederazione Cobas Firenze * Confederazione Cobas Umbria * ControCorrente Lazio * Coordinamento Antifascista Universitario di Torino * Coordinamento CNR contro la Guerra * COORDINAMENTO GENITORI DEMOCRATICI * Coordinamento per l’Unità dei Comunisti * Comitato Romano per la liberazione di Marwan Barghouti e dei prigionieri palestinesi * Coordinamento Scuole per la Palestina – Pistoia * Coordinamento sud pontino per la Palestina * Coordinamento Ultimo Giorno di Gaza Latina * Comitato NO NATO – NO RIARMO Salento * Coordinamento Rete Antinilitarista per la Pace * CostituzioneBeniComuni * CRED – Centro di Ricerca ed Elaborazione per la Democrazia * CRS – Centro per la Riforma dello Stato * Disability Pride Network * Disarma * Docenti per Gaza * Docenti per il rispetto dei diritti umani in Palestina Lago di Garda e Valsabbia (Brescia) * Donne in Nero Reggio Emilia * Donne in Nero Roma * Donne in cammino per la pace di Brescia * EPR4Palestine – Enti Pubblici di Ricerca per la Palestina * Fermatevi – Associazione per la Difesa dei Diritti Umani e dei Territori * #Fermiamo la guerra di Sassari * FLC-CGIL * FNSI – Federazione Nazionale della Stampa Italiana * Fondazione Pangea * Fondazione PerugiAssisi per la Cultura della Pace * Forum Pace e Disarmo Sinistra Italiana Lazio * Freedom Flotilla Italia * Fronte del Dissenso * GayNet * GIOVEDI’ BIANCO * Girodivite.it * Giulia Lazio * Gaza Last Day – Ultimo Giorno di Gaza * Giovani Democratici Roma * Giuristi Democratici * Global Sumud Flotilla * Global Sumud Flotilla Lazio * GRIDAS – Gruppo risveglio dal sonno di Scampia-Napoli * Gruppo donne moglianesi contro guerre e genocidi * Gruppo lavoratrici e lavoratori Iuav a sostegno del popolo Palestinese * Greenpeace Italia * Gruppo Pensionati Vanchiglietta APS (Torino) * Gruppo Fb Porella Cuccarini La Guerra Dei Cloni * HarmonyLifeTour Roma * Imbavagliati * In Piazza per Gaza San Donà di Piave * Invictapalestina * IOCISTO-illustrAZIONI * Kairos * Kritica * La Carovana dei Pacifici * Laicitalia * La Scuola per la Palestina * L3A – Laboratorio Ebraico Antirazzista * Leen AAAbusaid * Lega per il Disarmo Unilaterale * Le radici del sindacato in Cgil * Libere Cittadine per la Palestina * LINK * L’Ultimo Giorno di Gaza Latina * M5S Latina * Mai Indifferenti – Voci Ebraiche per la Pace * Maestre in Erba * Mamme Narranti * Medicina Democratica * Medicina Solidale * Monteverde per la Pace * Monza per la Pace * MoveOn Italia * Movimento 5 Stelle * Movimento 5 Stelle 2050 di Sesto San Giovanni * Movimento Giustizia e Pace in Medio Oriente * Movimento Omosessuale Sardo ODV * Movimento Studenti Palestinesi * Network Giovani M5S * Nowar Roma * NWRG – New Weapons Research Group (Genova) * Operatori dell’Informazione per Gaza * ORDINE DEI GIORNALISTI del LAZIO * ORDINE DEI GIORNALISTI della LIGURIA * OSA * Osservatorio contro la Militarizzazione delle Scuole e delle Università * PeaceLink * Parliamo di Socialismo * Partito della Rifondazione Comunista * Partito Rifondazione comunista Friuli Venezia Giulia * Partito Comunista * Payday men’s network Londra * PaxChristi Italia * PCI – Partito Comunista Italiano * PCI “U. Terracini” San Cesareo/Colonna * PD Circolo RAI/Media/Cultura * Per non dimenticare – ODV * Ponti non Muri sezione Sassari * Possibile Nazionale * Possibile Roma * Potere al Popolo * Pressenza – Agenzia Stampa per la Pace e la Nonviolenza * Presidio permanente per la Palestina Brescia * Presidio permanente per la Palestina Cagliari * Presidio Palestina Montecitorio * Presidio permanente per la Palestina * Presidio permanente Palestina Milano * Procida per una Palestina Libera * Psichiatria Democratica Nazionale * Punto Rosso – U. Terracini * RCA – Radio Città Aperta * Radio Bullets * Restiamo Umani Vittorio Veneto * Rete Comunità Solidali, RECOSOL * Rete #DigiunoGaza * Rete Ecosocialista romana * Rete Giovedì Bianco * Rete #NoBavaglio * Rete dei Numeri Pari * Rete dei Preti contro il Genocidio * Rete del Dissenso * Rete della società civile bresciana per la pace in Palestina * Rete degli studenti medi * Rete degli Studenti Medi del Lazio * Rete Giornalisti per la Costituzione * Rete Italia-Palestina Gemellaggi Scuole * Rete Italiana Pace e Disarmo * Rete Jesi per la Palestina * Rete NoWar * Rete per la pace Franciacorta, Rovato BS * Rete Radiè Resch * Rete RUP – Ricerca e Università per la Palestina * Rete Veneta dei Comitati per la Palestina * Rete 100 porti 100 città * Rivista La Rivolta * Roma Tre Etica * Rossosispera Associazione Culturale * Salaam Ragazzi dell’Olivo – Comitato di Milano ETS * Sanitari per Gaza Roma * Sanitari per Gaza Ravenna * Sanitari per Gaza Verona * SARDEGNA docenti ed educatori per il rispetto dei diritti umani in Palestina * Saptejah (Associazione Culturale) * Save the Children * Scuola per la Pace Torino e Piemonte * Scuole per la Palestina e contro le Guerre * Scuole Tenda * SeSaMO (Società per gli studi sul Medio Oriente) * Sid – Society for International Development * Sinistra Anticapitalista * Sinistra Anticapitalista Roma * Sinistra Italiana Bologna * Sinistra Italiana Emilia Romagna * Sinistra Italiana Latina * Sinistra Italiana Roma e Provincia * SIS – Società Italiana delle Storiche * Spazio Libero APS * Stop genocidio Roma * Stop Rearm Italia * Taher djafarizad * TeatroiNatura * Têtes de Bois * Tikkun – Diaspora Ebraica Decoloniale * Torino per Gaza * Transform Italia * UDAP – Unione Democratica Arabo Palestinese * UDI- Unione Donne in Italia * UDS Roma * UGS – Unione Giovani di Sinistra * UISP * Una città in comune * Un’altra Idea di Mondo * UnaltrastoriaVArese- Aps * Un Ponte Per * Unione degli Universitari * Unione Sindacale di Base * Valsesia per la Palestina * Venice4Palestine * VERITAS VINCIT * Vibrata per la Palestina * Voci per la Palestina * Volerelaluna Redazione Italia
September 8, 2026
Pressenza
Ddl Antisemitismo: il 9 settembre la protesta di oltre 250 sigle
PRESIDIO-MARATONA A ROMA, A MONTECITORIO, E IN ALTRE 45 CITTÀ D’ITALIA PER DIRE NO ALLA NORMA-BAVAGLIO. LA MOBILITAZIONE IN OCCASIONE DELLA DISCUSSIONE DEL DDL ANTISEMITISMO ALLA CAMERA. Domani, mercoledì 9 settembre, oltre 250 sigle scendono in piazza insieme a Roma, in piazza Montecitorio, dalle ore 13, per un grande presidio-maratona d’interventi e, nello stesso giorno, in altre 45 città d’Italia per dire no al cosiddetto ‘disegno di legge antisemitismo’, in occasione della discussione del provvedimento in Commissione Affari Costituzionali alla Camera. Una vera e propria ‘norma-bavaglio’ che, basata sulla definizione IHRA (International Holocaust Remembrance Alliance), equipara ad antisemitismo le critiche verso le politiche del Governo d’Israele, e i suoi sostenitori, reprimendo così ulteriormente il diritto al dissenso, la libertà d’espressione e d’informazione. Ovvero: perseguire legalmente tutti coloro che denunciano pubblicamente le politiche coloniali, le violazioni dei diritti umani, il genocidio (riconosciuto anche dall’ONU un anno fa), la pulizia etnica e l’apartheid praticati dallo Stato di Israele nei confronti del popolo palestinese. Da Roma a Milano, Torino, Genova, da Firenze a Brindisi fino a Catania e Palermo e in decine di altre piccole e grandi città italiane. Una mobilitazione diffusa, lanciata dalla Rete #NoBavaglio assieme a centinaia di organizzazioni sociali e politiche, in grado di riunire un’ampia pluralità di realtà in difesa dei diritti umani: dal mondo dell’informazione ai sindacati, dai movimenti per la Palestina alle comunità ebraiche e cattoliche, dalle campagne e reti per la pace e contro il riarmo fino alle sigle di rappresentanza di scuola e università. E ancora: dalle associazioni per i diritti dei migranti e per la giustizia sociale fino ai collettivi di artisti e comitati cittadini da tutta Italia. “I recenti attacchi e accuse di antisemitismo contro la Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI) per aver aderito tra gli organizzatori della mobilitazione di domani dimostrano proprio l’entità del rischio di censura e repressione a cui stiamo già andando incontro, ancora prima che il ‘ddl-antidissenso’, come andrebbe ribattezzato, sia approvato. – spiegano – Criticare Israele non è antisemitismo ma è un diritto costituzionale che va salvaguardato per il bene della nostra democrazia e dei diritti umani”. “È bene ricordare che gli strumenti normativi per prevenire e punire i crimini d’odio di diversa estrazione già ci sono, quali ad esempio la Legge Mancino (legge 25 giugno 1993, n. 205): sarebbe sufficiente garantirne la piena applicazione, senza il bisogno di evocare, strumentalmente, ulteriori norme, per di più liberticide come appunto quelle previste dal Ddl antisemitismo. In netto contrasto con questa deriva, come già approvato dall’Ordine dei Giornalisti, si può e si deve scegliere di abbandonare la definizione IHRA e adottare la Dichiarazione di Gerusalemme, che non vuole essere definizione vincolante dal punto di vista giuridico, ma uno strumento per identificare, monitorare e combattere l’antisemitismo attraverso una serie di linee guida, legando la lotta all’antisemitismo alla protezione dei diritti umani e alla libertà di critica”. “Ci appelliamo al mondo della cultura, scuola, università, ricerca, informazione, arte, sport e tutte le realtà sociali, culturali, sindacali, politiche, davvero democratiche, a fare fronte comune. Per far rispettare una normativa che: difenda la memoria della Shoah senza trasformarla in arma politica; protegga davvero le persone ebree da ogni forma d’odio; impedisca che l’antisemitismo venga manipolato per giustificare l’oppressione di un altro popolo e mettere in campo forme di repressione e derive autoritarie; garantisca che la lotta al razzismo sia una lotta unica, indivisibile, senza gerarchie né eccezioni”, concludono. Roma, 8 settembre 2026 SCOPRI DI PIÙ: ELENCO ORGANIZZAZIONI PROMOTRICI (In aggiornamento) https://pressingweb.altervista.org/2026/08/criticare-israele-non-e-antisemitismo-no-alla-norma-bavaglio/ MAPPA DEI PRESIDI IN ITALIA CON ELENCO DELLE PIAZZE: https://www.amnesty.it/eventi/mobilitazione-contro-il-ddl-antisemitismo/ -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Veneto: criticare Israele non è antisemitismo
La Rete Veneta dei Comitati per la Palestina ADERISCE al Presidio-Maratona Nazionale a Roma, di fronte a Montecitorio, contro l’ approvazione del DDL 1004 “ antisemitismo” , che inizierà mercoledì 9 settembre alle ore 13.00 e PROMUOVE, a partire da martedi 8 settembre in tutto il territorio regionale, in collaborazione con diverse realtà della società civile, presidi, assemblee, volantinaggi e iniziative di sensibilizzazione. ’ involuzione totalitaria. La libertà di opinione, la libertà di parola, il diritto a una informazione senza censure è sotto attacco, invitiamo tutte le forze democratiche a farsi barriera civile contro l IL DISSENSO NON SI SILENZIA, LA SOLIDARIETA’ NON SI PROCESSA: CRITICARE ISRAELE NON E’ ANTISEMITISMO In particolare, gli appuntamenti: Martedì 8 settembre h17,00 Piazzale Roma- Venezia h 21,00 piazza Flaminio– Vittorio Veneto Mercoledì 9 settembre h 18,00 piazza della Libertà- Marcon (VE) h 18,30 piazza Brà– Verona h 18,30 piazza Caduti– Mogliano Veneto (Tv) h 18,30 piazza della Libertà– Bassano del Grappa (Vi) h 18,30 piazzetta Cavour– Pordenone h 19.00 via Cima– Feltre (Bl) h 19,30 piazza Indipendenza– San Donà di Piave (Ve) Giovedì 10 settembre h 18,30 piazza Borsa (Tv) Riferimenti della campagna nazionale: https://pressingweb.altervista.org/2026/08/criticare-israele-non-e-antisemitismono-alla-norma-bavaglio/ Ettore Macchieraldo
September 7, 2026
Pressenza
IL DDL ANTISEMITISMO ARRIVA ALLA CAMERA
ll ddl Antisemitismo, in discussione il 9 settembre in Commissione Affari Costituzionali alla Camera, vuole introdurre nella legge italiana la definizione IHRA (International Holocaust Remebrance Alliance), la quale, in ben 7 degli 11 esempi esplicativi citati di presunti atti di antisemitismo, tende a sovrapporre le critiche alle politiche di Israele con il razzismo antisemita. Questo significherebbe tacciare di odio razziale la denuncia delle politiche coloniali, delle violazioni dei diritti umani e del genocidio del popolo palestinese – denunciato anche dall’Onu circa un anno fa – della pulizia etnica e dell’apartheid. Opporsi al DDL significa prendere sul serio l’antisemitismo e il suo riemergere nel presente in varie forme, anche violente, e credere che sia necessario contrastarlo con strumenti di lotta e solidarietà efficaci, proteggendo al contempo lo spazio per la legittima e necessaria critica a Israele e alle sue politiche.” E’ stato indetto il 9 a Montecitorio un presidio proprio in occasione della discussione del ddl Antisemitismo alla camera, chiamato da oltre 100 associazioni, ne parliamo con Alessandra Algostino docente di diritto costituzionale all’Università di Torino.
September 7, 2026
Radio Blackout - Info
DDL Antisemitismo: grave attacco alla Fnsi
Il 9/09 in piazza con oltre 200 realtà che si oppongono all’antisemitismo, ai crimini del governo Netanyahu e alla norma-bavaglio La Rete #NOBAVAGLIO esprime solidarietà piena e determinata alla Federazione Nazionale della Stampa Italiana, destinataria di un attacco ingiusto e allarmante da parte del presidente della Comunità ebraica di Milano, Walker Meghnagi. Le accuse rivolte alla FNSI – secondo cui la mobilitazione contro il ddl Antisemitismo “legittimerebbe la violenza contro gli ebrei” – sono affermazioni gravissime, prive di fondamento e pericolose per il dibattito democratico. Attribuire a chi difende la libertà di informazione una responsabilità indiretta rispetto ad atti di odio è una distorsione che non aiuta la lotta all’antisemitismo: la indebolisce, la confonde, la espone a strumentalizzazioni. Il 9 settembre, in piazza a Montecitorio, ci sarà una comunità larga, plurale e democratica: giornalisti, artisti, attivisti, ONG, studenti, giuristi, docenti, accademici, organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti e della libertà di stampa, sindacati, formazioni politiche, associazioni, movimenti per la Palestina e gruppi ebraici impegnati nella tutela della memoria ma anche nel contrasto di nuove violazioni dei diritti umani. Una piazza composta da realtà che da sempre praticano concretamente la lotta all’antisemitismo, al nazismo, al fascismo, al razzismo, all’intolleranza e a ogni forma di discriminazione. Una piazza che interpreta e mette in pratica i principi della Costituzione, difendendo la libertà di informazione come presidio essenziale contro ogni odio identitario. La Rete #NOBAVAGLIO, insieme alla FNSI e a oltre 200 organizzazioni, ha chiesto che l’Italia adotti la Dichiarazione di Gerusalemme sull’antisemitismo, elaborata da esperti internazionali, che distingue con chiarezza l’odio antiebraico dalla critica politica verso il governo di Israele. Una distinzione fondamentale: denunciare i crimini commessi dal governo Netanyahu, documentare violazioni dei diritti umani, raccontare il genocidio e il massacro di oltre trecento operatori dell’informazione non può e non deve essere considerato antisemitismo. Questa è informazione. Questa è libertà di stampa. Questa è democrazia. L’informazione deve restare libera e al servizio dei cittadini, affinché possano essere correttamente informati su ciò che accade nel mondo, senza censure né intimidazioni. Per questo la Rete #NOBAVAGLIO respinge con fermezza la narrazione che vorrebbe dipingere la mobilitazione del 9 settembre come un atto ostile verso gli ebrei. È l’esatto contrario: la libertà di critica e di informazione è una garanzia per tutte e tutti, minoranze comprese. La lotta all’antisemitismo ci riguarda. La difesa della libertà di stampa ci riguarda. Nessuna delle due può essere usata per indebolire l’altra. La Rete #NOBAVAGLIO sarà a fianco della FNSI, dei giornalisti, delle associazioni e delle realtà civiche e invita tutte le cittadine e i cittadini a partecipare per opporsi a questo ddl-bavaglio e a ogni tentativo di delegittimare chi difende i diritti fondamentali sancito dalla nostra Costituzione. Rete #NOBAVAGLIO
September 7, 2026
Pressenza
L’esperienza e la prossima iniziativa dei ‘Preti contro il genocidio’
Oltre 2˙500 sacerdoti, vescovi e cardinali di 67 nazioni si preparano a tornare in piazza. I coordinatori della rete formata dai ‘pastori’ cattolici aggregati in solidarietà con il popolo palestinese e mobilitati in protesta contro il genocidio hanno presentato un bilancio delle proprie attività e il programma del 22 settembre prossimo a Roma. Dopo l’incontro mattutino alla chiesa di Santo Spirito con i partecipanti al Pellegrinaggio di giustizia in Palestina organizzato da Pax Christi e Un ponte per…, nel pomeriggio i ‘Preti contro il Genocidio’ marceranno in preghiera passando per via della Conciliazione e davanti ai palazzi sedi delle istituzioni nazionali e si raduneranno a implorare la pace, la fine di ogni genocidio e il disarmo insieme a monsignor Giovanni Ricchiuti, arcivescovo emerito di Altamura e presidente di Pax Christi. Alla conferenza stampa svolta online il 2 settembre scorso i referenti dell’aggregazione hanno presentato la dichiarazione ufficiale della rete ‘Preti contro il genocidio’ e l’appello Genocidio, non guerra che rivolgono a governanti e pastori della Chiesa. Il portavoce della rete ‘Preti contro il Genocidio’, Pietro Rossini, ha esordito spiegando: > Un anno fa, il 22 settembre 2025, poco più di duecento sacerdoti si sono > ritrovati a Roma perché non riuscivano più a stare zitti. Non avevamo una > struttura, non avevamo un ufficio stampa, non avevamo un programma. Avevamo > una convinzione sola: davanti a un genocidio non esiste la neutralità. > > Oggi siamo oltre 2˙500 fra sacerdoti, vescovi e cardinali, in 67 Paesi e in > cinque continenti. E in questo anniversario ci diamo un obiettivo preciso: > arrivare a 4˙000 adesioni. > > Quattromila non è un numero scelto a caso. È circa l’1 % di tutto il clero > cattolico del mondo. Un uno per cento che non pretende di rappresentare la > Chiesa intera, ma che chiede alla Chiesa intera di non voltarsi. Nel Vangelo > il lievito è sempre poca cosa rispetto alla pasta: eppure è quello che la fa > cambiare. > > Dobbiamo però dire con chiarezza in che condizioni arriviamo a questo > anniversario. > > In questi dodici mesi non c’è mai stato un cessate il fuoco. C’è stato > l’annuncio di un cessate il fuoco, ci sono stati i comunicati, le fotografie > degli incontri ufficiali. Ma le bombe non si sono fermate, la fame non si è > fermata, i bambini sono continuati ad essere vittime dell’odio e della > violenza. > > Una tregua che non ferma le uccisioni non è una tregua: è una parola usata per > far girare lo sguardo dell’opinione pubblica da un’altra parte. > > Per questo il 22 settembre, a Roma, non porteremo slogan. Porteremo in > processione un sudario con i nomi di trecento bambini uccisi da Israele > durante quello che avrebbe dovuto essere il tempo del silenzio delle armi. > Trecento nomi scritti a mano, uno per uno, dai sacerdoti della rete. Perché un > numero si dimentica, un nome no. Perché quei bambini avevano un nome prima di > diventare una statistica, e noi vogliamo restituirglielo. > > E qui sta il cuore di quello che vogliamo dire oggi: bisogna chiamare le cose > con il loro nome. > > Una guerra è un conflitto tra due eserciti. Quello che accade a Gaza non è una > guerra: è un genocidio. Lo dicono i giuristi, lo dicono gli storici, lo dicono > le corti internazionali, lo dice quello che vediamo ogni giorno. Chiamarlo > “guerra” non è un errore di vocabolario: è il primo atto di complicità, perché > rende accettabile ciò che è inaccettabile. > > Per questo ci rivolgiamo alle istituzioni civili e a quelle religiose. > > Ai governi: sospendete la vendita di armi, applicate il diritto > internazionale, smettete di trattare le risoluzioni ONU come pareri > facoltativi. > > Ai nostri pastori e alle nostre Conferenze episcopali: una parola più netta, > più profetica, più concreta. > > Il silenzio prudente non protegge nessuno, se non chi sta commettendo le > atrocità. > > Il 22 settembre la giornata si apre con una mattinata di riflessione tra i > sacerdoti aderenti. Per procedere con una marcia di preghiera verso Via della > Conciliazione ed altri luoghi significativi di Roma per chiedere la pace, la > fine di ogni genocidio e il disarmo. > > Chiediamo al Signore il coraggio per i nostri rappresentanti politici di non > cedere ai compromessi, la forza di difendere ogni vita umana, la sapienza di > costruire una pace fondata sulla giustizia e sulla verità. Il francescano Jacek Orzechowski, condirettore del Laudato Si’ Center for Integral Ecology della Siena University di Loudonville, una cittadina al centro dello stato di New York, ha riferito delle attività realizzate dalla rete Priests Against Genocide negli Stati Uniti. Il parroco londinese Pat Browne ha descritto le iniziative svolte nel Regno Unito e in Irlanda, tra cui la lettera inviata il 19 agosto scorso al primo ministro britannico.  Pietro Rossini e Jacek Orzechowski hanno testimoniato le esperienze di predicare il genocidio dall’altare. La rete dei ‘Preti contro il Genocidio’ ha aderito alla manifestazione del 9 settembre scorso contro il DDL che equipara l’antisionismo all’antisemitismo. Focalizzando l’attenzione sulla questione oggi cruciale in dibattiti e polemiche politiche e, di riflesso, nei confronti interreligiosi, Pietro Rossini ha osservato: > Il sionismo è un’ideologia diffusa tra ebrei ma anche tra cristiani, cattolici > ed evangelici, e atei, e mentre le posizioni su questo tema si sono > polarizzate i social media hanno amplificato l’eco dei discorsi d’odio, però > ‘bloccando’ il confronto d’opinioni e così togliendo la parola a chi critica > un’ingiustizia e mettendo a tacere le voci che la denunciano. Ovunque, > soprattutto nelle nazioni più tradizionaliste e conservatrici, i preti che > parlano del genocidio palestinese vengono tacciati di antisemitismo e > un’organizzazione ebraica non-sionista, Voce Ebraica per la Pace, in un report > ha documentato gli arresti di 2˙500 ebrei, anche ortodossi, che si oppongono > al genocidio dei palestinesi. Sono intervenuti i giornalisti: * Valerio Giacoia, che ha interpellato i referenti della rete Preti contro il Genocidio sulle difficoltà che hanno affrontato all’interno della Chiesa; *  Luca Kocci, collaboratore de il manifesto e di Adista che ha chiesto informazioni sul pellegrinaggio in Terra Santa e sulle relazioni e interazioni con papa Leone XIV; * Alberto Fazzolo, anche un analista geopolitico e un attivista che ha domandato quali governi ascoltano gli appelli; * Maria Ilaria de Bonis, redattrice di Popoli e Missione che ha chiesto approfondimenti sui rapporti con Vaticano, CEI e politici;  * Flavia Cecchini, redattrice di Città Nuova che ha interpellato i ‘Preti contro il Genocidio’ riguardo alle attività di BDS – boicottaggio, disinvestimento e sanzioni. Osservando che sacerdoti e redattori di quotidiani, riviste e agenzie stampa hanno in comune la facoltà di diffondere notizie e informazioni che formano le opinioni delle persone e contribuire a far conoscere e capire i motivi della disobbedienza civile, Rito Maresca – il parroco di Mortora che l’anno scorso ha celebrato la messa del Corpus Domini indossando una casula raffigurante la bandiera della Palestina – ha ricordato “ciascuno di noi nella propria sfera d’influenza può fare qualcosa, e fare la differenza” ed esortato i giornalisti a “mettere la penna al servizio della pace, della giustizia e dell’equità”. Maddalena Brunasti
September 5, 2026
Pressenza
La luce del risveglio
Ci illumina una realtà e un rischio inaccettabili. Oggi in Italia il potere legislativo, quello giudiziario e i fascio-sionisti (Ben Gvir, Smotrich, …) sono di fatto alleati per accerchiarci e ridurci al silenzio. È da molto tempo in atto un ribaltamento della realtà e della storia che sfrutta l’ orribile sterminio razzista degli ebrei – compiuto al tempo dei nostri nonni e poi scaricato dall’ europa sul mondo arabo – per invaderlo, controllarlo e depredarlo tramite il genocidio dei suoi abitanti. Ora questa operazione di dominio coloniale viene allargata verso oriente a suon di bombe, ma per farlo devono azzittire in tutti i modi l’ opposizione interna all’ occidente: noi. Il loro principale strumento sta per diventare legge, con il cosiddetto “DDL antisemitismo”, già approvato in Senato ed ora in esame alla Camera, con larga maggioranza a favore: dopo, cioè molto presto, criticare Israele sarà reato e chi parla, chi boicotta, chi porta kefie o bandiere verrà condannato, o sanzionato con megamulte. Usano un vecchio trucco israeliano: far passare chi si oppone al sionismo, il centenario progetto di eliminazione dei palestinesi, per antisemita, cioè “odiatore di tutti gli ebrei, in quanto ebrei”. Per accusarci falsamente di questa colpa pretendono di usare una definizione di antisemitismo (si chiama def. IHRA -Alleanza internazionale per la memoria dell’ olocausto-) di cui lo stesso ideatore, il sionista Kenneth Stern, contesta l’ uso improprio. Già sono incriminati come terroristi quegli italiani che sono solidali coi prigionieri palestinesi (operazione Domino, e diversi altri procedimenti giudiziari). Già rischiano condanne e sanzioni quelli che manifestano contro il fascismo di oggi, che pretende in mille maniere di infiltrare e snaturare la nostra società, antifascista per Costituzione, fino a osare far sfilare bandiere israeliane e foto di Netanyahu nel corteo nazionale del 25 aprile, durante i tre anni di genocidio. Per provare a sventare subito, fin che siamo in tempo, questa catastrofe democratica che parte dall’ azzeramento della nostra voce occorre agire con coraggio, esponendoci di persona. Ora, già in ritardo rispetto alla corsa degli eventi, PROPONIAMO DI AUTODENUNCIARCI (simbolicamente e politicamente; non in sede giudiziaria!) dei tre “reati” che cercano di appiopparci: – reato di antisionismo (prossima legge!) – reato di solidarietà coi palestinesi, spacciato per terrorismo (!) – reato di antifascismo, a difesa del carattere antifascista dell’ Italia, nella sua manifestazione nazionale (25 aprile!) A breve noi promotori diffonderemo l’ appello e il link per mandare la tua adesione a queste tre autodenunce, combinate per rinforzarsi a vicenda, come questo terribile momento ci chiama a fare immediatamente. Solo se ad avere questo coraggio saremo in moltissimi possiamo sperare di bloccare questa operazione a tenaglia, e di continuare a dire la nostra e contare qualcosa. La Palestina ci ha risvegliato: libera Palestina, liberi tutti NOTA: di fronte alla minaccia incombente e ineludibile di questa grave deriva antidemocratica, con questo appello noi proponenti vogliamo contribuire a stimolare “dal basso” un dibattito che sia preliminare ad un’ azione di protesta collettiva (in fase di preparazione). Filippo Bianchetti Ugo Giannangeli Giuseppe Natale Nada Urso Per chiarimenti o contatti mandare esclusivamente un messaggio WhatsApp al 3397354336 Ugo Giannangeli
September 5, 2026
Pressenza