Tag - alfredo cospito

Due ore d'aria
Alfredo e il 41bis, il nuovo decreto sicurezza, le torture nel carcere di Foggia, la storia di Sunjay e l'intervista a Samah Jabr psichiatra palestinese. Sono i contributi di Mezz'ora d'aria che vi propone Radio Spore. Mezz'ora d'aria è una trasmissione che si occupa di carcere, repressione, psichiatria, cpr sulle frequenze di Radio Città Fujiko a Bologna.
June 5, 2026
Radio Onda Rossa
Ponteradio - Due ore d'aria
Alfredo e il 41bis, il nuovo decreto sicurezza, le torture nel carcere di Foggia, la storia di Sunjay e l'intervista a Samah Jabr psichiatra palestinese. Sono i contributi di Mezz'ora d'aria che vi propone Radio Spore. Mezz'ora d'aria è una trasmissione che si occupa di carcere, repressione, psichiatria, cpr sulle frequenze di Radio Città Fujiko a Bologna. www.mezzoradaria.com no frame
June 5, 2026
Radio spore
Alfredo Cospito riprende la parola: vivo come nel miglio verde
Riprendiamo dal sito kritica.it  Per la prima volta dal 2022, Alfredo Cospito è tornato a parlare pubblicamente. È accaduto stamattina, in video collegamento dal carcere di Sassari dove è detenuto al regime speciale del 41-bis, davanti alla giudice Nicolina Polifroni del Tribunale penale di Bologna. Il suo esame si inserisce nel processo a carico di sei militanti dell’area anarchica accusati, a vario titolo, di “danneggiamento” e “turbamento di funzioni religiose”. I fatti contestati riguardano il presunto sabotaggio di alcuni ripetitori telefonici a Sasso Marconi, l’irruzione nella chiesa del Sacro Cuore durante la messa domenicale e un’azione di protesta organizzata in piazza della Mercanzia con l’esposizione di uno striscione contro il 41-bis: episodi avvenuti tra il maggio e il dicembre del 2022, nel pieno della mobilitazione nazionale in solidarietà con Cospito e contro il carcere duro. Nel corso del processo, la difesa, rappresentata dagli avvocati Ettore Grenci, Daria Mosini e Mattia Maso del foro di Bologna, ha chiesto di ammettere come testimoni due figure ritenute centrali per comprendere il contesto delle proteste finite a giudizio: Alvise Sbraccia, professore associato dell’Università di Bologna ed esperto di sistemi penitenziari, e Alfredo Cospito, detenuto dal maggio 2022 al 41-bis, misura recentemente rinnovata dal Ministero della giustizia per altri due anni. L’uomo, infatti, si trova in carcere dal 2012 per reati commessi nell’ambito della sua militanza nella Federazione Anarchica Informale. La sua vicenda è tornata al centro del dibattito pubblico nel maggio 2022, quando l’allora ministra della Giustizia Marta Cartabia ha disposto nei suoi confronti l’applicazione del regime speciale. Contro quella decisione, il 20 ottobre dello stesso anno, l’uomo ha iniziato uno sciopero della fame durato quasi duecento giorni. Con il progressivo peggioramento delle sue condizioni fisiche, il caso ha assunto una dimensione internazionale, riaprendo il confronto politico e giuridico sui limiti del carcere duro italiano, “modello” detentivo unico in Europa. «La scelta di coinvolgere tra i testimoni figure che conoscono, per ragioni di studio o per esperienza diretta, il regime del 41-bis nasce dall’esigenza di ricostruire il contesto in cui si sono sviluppate le mobilitazioni finite oggi a processo», ha spiegato a Kritica.it l’avvocato Ettore Grenci. Nel corso del suo esame, Cospito ha ripercorso il trasferimento a Sassari, lo sciopero della fame e gli effetti dell’isolamento imposto dal carcere duro. «Il mio isolamento è totale», ha denunciato. Ha poi parlato di sezioni composte da poche celle isolate, di soggetti reclusi che «per anni e anni non vedono un filo d’erba o un albero» e di persone che, dopo decenni di detenzione, «non hanno nemmeno più voglia di parlare». Secondo lui, «quello che è nato come un regime eccezionale si sarebbe progressivamente trasformato in una normalità» penitenziaria. Per descrivere il livello di controllo imposto dal 41-bis ha evocato il «miglio verde», il braccio della morte raccontato nel celebre film. Poi il racconto della quotidianità: «Oltre alla polizia penitenziaria, posso vedere quattro persone, gli altri membri della mia sezione, soltanto per poche decine di minuti». Persino ottenere un lettore cd per ascoltare musica, ha spiegato, gli avrebbe richiesto due anni e ha visto respinte numerose richieste per ottenere libri da leggere. «Ciò che più mi ha convinto a fare lo sciopero è stato vedere persone ergastolane che hanno trent’anni e sanno che non vedranno mai più un filo d’erba», ha detto. Tra i passaggi più duri della deposizione anche il racconto del trasferimento nel reparto medico del carcere militare, dove avrebbe visto detenuti anziani e malati «con Alzheimer, in carrozzella» incapaci di controllare i propri stimoli corporei. continua qui la lettura: alfredo-cospito-riprende-la-parola-vivo-come-nel-miglio-verde La Bottega del Barbieri
May 31, 2026
Pressenza
Presentazione di 181 giorni contro il 41bis
In questa corrispondenza presentiamo il documentario "181 giorni contro il 41bis. Lo sciopero della fame di Alfredo Cospito". Un documentario che parla della mobilitazione al fianco di Alfredo Cospito contro il 41bis e l'ergastolo ostativo.  In questa corrispondenza commentiamo anche la nuova uscita del documentario "Silenzio stampa" di cui alleghiamo il link dove potete trovare il video. 
May 29, 2026
Radio Onda Rossa
L’uomo che resta. Cospito e i libri – di Luigi Vergallo
In casa mia si raccontava una storia che riguardava il Ticinese, il nostro quartiere, e uno degli uomini che lo abitavano. Quest’uomo era conosciuto da tutti e lo conosceva bene anche la mia famiglia. Non entra in questo mio scritto, dunque, né come un personaggio astratto, né come una funzione narrativa. Era un uomo [...]
May 20, 2026
Effimera
Συγκεντρωση στην Ιταλικη Πρεσβεια για τα συντρόφια Σάρα και Σάντρο, που θα είναι πάντα ζωντανά στους αγώνες μας (Αθήνα, Ελλάδα, 20 Μαΐου 2026)
Συγκεντρωση στην Ιταλικη Πρεσβεια για τα συντρόφια Σάρα και Σάντρο, που θα είναι πάντα ζωντανά στους αγώνες μας (Αθήνα, Ελλάδα, 20 Μαΐου 2026) Για τα συντρόφια Σάρα και Σάντρο, που…
May 19, 2026
La Nemesi