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Da Roma a Washington, Fedorov continua la raccolta di fondi per l’industria bellica
Si è più volte detto che la guerra in Ucraina sia il banco di sperimentazione delle nuove tecnologie belliche; negli ultimi giorni, però, questa consapevolezza sta assumendo una dimensione esplicita sia sul piano politico che su quello finanziario. Mykhailo Fedorov, ex ministro della Difesa ucraino, è coinvolto in una tournée utile a saldare i rapporti con i potenti d’Europa e degli Stati Uniti, a stringere le mani ai grandi capi d’azienda del settore tech, con l’obiettivo esplicito di convincere capitalisti di ventura, investitori privati, istituzioni e imprese a prendere parte a un fondo di investimento per sviluppare startup militari in Ucraina. Gli italiani si sono resi conto bruscamente di questo processo lo scorso venerdì, quando il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha incontrato a sorpresa lo stesso Fedorov, nominandolo ufficialmente consigliere per l’innovazione della Difesa. Crosetto ha presentato questo nuovo legame come un'”occasione di approfondimento, in particolare, sul tema dei droni, dei sistemi unmanned e della difesa aerea, oltre a un confronto sull’evoluzione dell’ecosistema tecnologico”. Il diplomatico ucraino ha invece affidato i suoi pensieri a X: “Assisterò l’Italia nell’adozione di tecnologie belliche moderne, nella valorizzazione del suo settore della Difesa e nell’adattamento alle sfide emergenti alla sicurezza globale. L’Ucraina e il nostro team possiedono un’esperienza reale e unica nella guerra hi-tech e siamo entusiasti di condividerla con i nostri alleati”. Non c’è bisogno di immaginare cosa si siano detti i due a porte chiuse, i temi di dibattito sono stati esplicitati: droni, sistemi autonomi, difesa aerea e la costruzione di un ecosistema tecnologico, con l’Italia che ha già messo un piede nella porta via Leonardo Ukraine, società lanciata lo scorso 20 maggio ed emersa all’attenzione pubblica solamente nelle ultime settimane. Roma, però, non è stata che la prima tappa del viaggio di Fedorov – anzi é stata quasi uno scalo aeroportuale – perché dopo aver stretto la mano a Crosetto, l’ex ministro ucraino si è imbarcato su un altro volo, questa volta con destinazione Washington D.C.. Se la sua comparsata in Italia è giunta a sorpresa di molti, negli Stati Uniti, Fedorov si è messo al centro delle scene accompagnando la sua visita con un’intervista al Financial Times. Una scelta che non stupisce piú di tanto: la sua presenza statunitense è mirata a raccogliere fondi e collaborazioni con alcuni dei soggetti più danarosi e importanti che operano nei settori della tecnologia e della finanza, quindi l’esposizione pubblica del suo viaggio si trasforma in una vera e propria reclame, utile a evidenziare gli incontri già programmati e, magari, a convincere a incontrarlo chi non ha ancora accettato il suo invito. Agli USA, Fedorov propone la creazione di un fondo focalizzato sul finanziare la robotica di guerra, droni intercettatori e missili a basso costo guidati dall’intelligenza artificiale, ma avanza anche l’idea di portare in loco il know-how ucraino per “costruire un’armata di droni” per l’esercito a stelle e strisce. In cambio di questa eventuale collaborazione con il Pentagono, il diplomatico chiede che l’Amministrazione Trump fornisca a Kiev un restock dei potenti missili Patriot, ormai scarseggianti. Tra i nomi noti già segnati in agenda figurano Alex Karp, controverso CEO della controversa Palantir Technologies, azienda di gestione dei dati che sostiene apertamente di avere avuto un ruolo di rilievo nell’assicurare che i missili ucraini colpissero gli obiettivi russi, ma anche Hal Lambert e Richard Schwartz, soggetti alla testa di Clearview AI, azienda di riconoscimento facciale considerata illegale dall’UE e impiegata in Ucraina per identificare la presenza di russi e di collaborazionisti nei territori contesi. Le motivazioni alle spalle del lancio di questa raccolta fondi da parte di Fedorov sono motivo di grande dibattito. Certo, è possibile che i suoi intenti siano puramente patriottici e che il suo obiettivo finale sia quello di compiere azioni che ritiene possano beneficiare la sua nazione, ma non è detto che l’ex ministro, scaricato da Volodymyr Zelensky lo scorso luglio in occasione di un rimpasto di governo, non stia semplicemente compiendo i primi passi nella carriera di lobbista, destinazione in cui finiscono con il defluire molti politici dopo l’uscita dai palazzi del potere. Ultimo, ma non ultimo, le mosse di Fedorov potrebbero essere propedeutiche a una sua eventuale candidatura elettorale. Il suo licenziamento ha contribuito a far scoppiare in patria un’ondata di proteste pubbliche e lui stesso ha pubblicato recentemente un video in cui chiede che il Paese venga coinvolto in elezioni di guerra. Il Presidente Zelensky, il cui mandato è tecnicamente terminato il 20 maggio 2024, ha commentato sostenendo che un processo elettivo effettuato nel vivo degli scontri finirebbe con il “distruggere” la nazione.   The post Da Roma a Washington, Fedorov continua la raccolta di fondi per l’industria bellica appeared first on L'INDIPENDENTE.
August 31, 2026
L'INDIPENDENTE
Bimbo Day RAI: simbolo della militarizzazione scolastica e della società
La segnalazione che commento non è la prima che arriva all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università riguardante l’idea che i vertici RAI hanno dell’infanzia e, aggiungo, la forma di rispetto che mostrano verso i propri dipendenti per i cui figli e le figlie si prevedono solo diversioni anti-educative. Infatti, più volte organi di stampa e siti di associazioni di giornalisti hanno commentato le iniziative organizzate dall’azienda in occasione delle giornate Bimbo Day. * FNSI / Usigrai: La gestione di ‘Bimbo Rai’ evidenzia il vuoto aziendale e culturale dei vertici * Professione Reporter: Rai, figli dei dipendenti in visita: trovano proiettili e scene del crimine Durante una di queste giornate dedicate alle bambine e ai bambini, figlie/i dei dipendenti, le/i piccole/i invitati non giocano in un parco di attrazioni, non vedono personaggi dei loro cartoni animati preferiti, ma visitano una Disneyland in piccolo, gestita dalla Forze Armate. * Il Fatto Quotidiano: Esercitazioni militari e cani robot: Saxa Rubra sembra un teatro di guerra nella giornata per i bimbi dei dipendenti Rai Il caso segnalato da Il Fatto Quotidiano, riguarda Saxa Rubra, sede RAI nella periferia nord di Roma, in cui vengono registrate la maggior parte delle offerte della rete nazionale, rete per la quale tutti paghiamo il canone, anche chi di noi la TV di stato proprio non la guarda e nemmeno ha il televisore. In questo luogo, già di per sé piuttosto squallido, è stato allestito, nel mese di giugno scorso, un teatro di guerra. In scena simulazioni di attacchi guerrieri, sagome di cani poliziotto, esercitazioni di tiro, e tutta la paraphernalia che è quanto può offrire un gruppo di soldati per mostrare in cosa consiste il loro lavoro di guerra, o, se si preferisce, seguendo il pensiero del Ministro Guido Crosetto, di difesa da eventuali attacchi nemici, quando non di difesa totale, anche civile, come abbiamo più volte segnalato con l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università. Ormai, è costante la presenza dei militari di ogni forza nelle scuole. Si tratta di insegnare ad alunni, alunne e docenti come si gestiscono le emergenze, dall’arresto di un borsaiolo, alla reazione (educativa?) a fronte di fenomeni di bullismo nelle classi, di violenze domestiche, e altro della medesima classe. Classe in sui vengono inseriti i problemi sociali, di una società profondamente malata come la nostra. Le problematiche giovanili – che ne sono specchio – vengono trattate alla stregua di forme di delinquenza comune, punibili anche quando si tratta di minori, una gioventù spregiativamente definita maranza. Insomma, bambine e bambini preparatevi: nella vita si lotta, non si gioca per giocare come in una piazza tirando calci a un pallone o andando in altalena, no, ci si prepara ogni giorno alla guerra che verrà. Inoltre sarà bene che si impari, fin dalla scuola d’infanzia a diffidare dell’altro, soprattutto se povero e di carnagione scura, o semplicemente diverso dallo standard  a cui sono ascritte le persone allegre, ben vestite, sedute a tavole ben imbandite, nel tipico stereotipo della pubblicità della pasta o del tonno in scatola. Così come si potrà apprendere, usando precocemente i social, i dispositivi ricevuti a natale già a sei anni, che la tua opinione, la foto che posti, il contenuto che immetti in rete, è tutto rivolto a finti amici il cui pollici ti diranno che pensano di te, attraverso quello che pubblichi. Del resto, nelle Forze Armate vige solo il cameratismo, il camerata è il tuo compagno, quello a cui devi fedeltà nelle regole d’ingaggio. Il tuo superiore non è nemmeno il generale o il comandante, ma il caporale che – come nei film americani – sfoga su di te, soldato semplice, la sua frustrazione di graduato inferiore. La RAI da tempo, diciamo da quando è passata dalla scure berlusconiana degli anni Novanta alla terribile gestione dell’informazione durante l’Era Covid, è un’emittente di parte, abitata da pochi giornalisti coraggiosi a cui la vita è resa impossibile o addirittura letteralmente esposta (il caso di Sigfrido Ranucci). Il resto sono volti e voci privi di carattere proprio, appartenenti alla categoria servile, pronti a ogni compromesso. Anche la radio non è immune, perfino le rubriche più interessanti sono inquinati dal governo-pensiero. Si intavolano discussioni in cui le parti sono già d’accordo, non è previsto il contraddittorio. Visto che mi occupo di valutazione degli apprendimenti segnalo uno degli ultimi esempi di questo tipo di dibattito. Vi accedo casualmente, a trasmissione già iniziata, intorno alla 9 del mattino di lunedì 27 luglio scorso. A tema il Rapporto annuale INVALSI. Parlano solo estimatori dell’ente di ricerca, tutti convinti di avere la chiave, la fotografia anzi, dello stato del sistema scolastico nazionale (che va maluccio). Dati utili, utilissimi, hanno berciato i presenti, tra cui alcuni accademici. In qualche rara occasione siamo state invitate alla trasmissione Farenheit di Radio 3, sia io che Rossella Latempa, ma già erano altri tempi, oggi ci si deve adeguare (per ampie e documentate critiche al sistema INVALSI è prezioso il sito ROARS). Attaccare INVALSI, che usa indiscriminatamente i dati personali degli alunni per tracciare le fragilità, e non cessa di accusare gli insegnanti, attraverso statistiche farlocche, di non saper fare scuola e tanto meno valutare, è quasi come attaccare le Forze Armate. Si impara anche con un test vero-falso, elaborato da un algoritmo a obbedire, a non pensare. Giochino dunque bambine e bambini alla guerra, si addestrino a dire quel che ci si aspetta che dicano. Renata Puleo Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
July 30, 2026
Pressenza
Crosetto ministro dell’ipocrisia
Il Ministro della Difesa Guido Crosetto oggi si vanta dell’Italia che salva vite in mare. Peccato che dimentichi di dire che il suo governo ha approvato il decreto Piantedosi, che blocca le navi delle ONG, le multa, le manda nei porti più lontani possibile e le criminalizza per aver salvato persone invece di obbedire alla Guardia Costiera libica,  quella stessa che ci spara addosso e riporta le persone in fuga nei lager libici. Mentre il governo italiano ostacola i soccorritori civili, nel Mediterraneo centrale si muore a ritmi record: solo nei primi due mesi del 2026, +150% di morti rispetto all’anno scorso. Dal 2014 a oggi: più di 20.000 persone morte o disperse nel Mediterraneo. Vantarsi dei salvataggi mentre si fermano le navi e si accusano i capitani che salvano non è orgoglio nazionale. Crosetto ministro dell’ipocrisia. Sea Watch
May 21, 2026
Pressenza
25 aprile: Liberiamo la Sicilia dalle basi Usa-Nato!
  Il comunicato dei «Catanesi solidali con il popolo palestinese» 25 APRILE ore 9,30 piazza Stesicoro/Gaza corteo resistente Fermiamo il genocidio in Palestina e la guerra in Medioriente! Smilitarizziamo Sigonella!  Sosteniamo la Global Sumud Flotilla!   Da anni ci si mobilita in Sicilia per denunciare i crimini contro l’umanità che lo stato sionista d’Israele compie contro il popolo palestinese anche
Il triangolo della guerra: Difesa, Università, Industria – di Rossana De Simone
Dalla razionalizzazione della guerra… Era il 2015 quando Roberta Pinotti, ministro della Difesa del governo Renzi, presentava il suo Libro Bianco definito necessario per rafforzare e riformare lo strumento militare. Un testo fortemente politico che avrebbe dovuto farla finita con il potere delle lobby militari e industriali: compito della politica è definire le scelte [...]
March 28, 2026
Effimera