Settimana di mobilitazione per la libertà di insegnamento 9-13 febbraio. Dalla crisi internazionale dei diritti alle piazze
A dicembre insegnanti, studenti e studentesse di 500 scuole, aderendo a
una proposta didattica di Docenti per Gaza, hanno partecipato a una lezione
online con Francesca Albanese con la presentazione del libro Quando il mondo
dorme, che racconta le condizioni in cui vive il popolo palestinese.
Sette di queste scuole sono state segnalate pubblicamente, talvolta anche in
modo erroneo e diffamatorio, da esponenti locali di Fratelli d’Italia e della
Lega, che hanno trasformato una proposta didattica in uno scontro politico.
Immediata la risposta del Ministero che, invece, di difendere i/le docenti
dalla gogna mediatica, ha fatto partire “ispezioni” in maniera del tutto
arbitraria.
La scuola, in tutte le sue componenti, ha svolto un ruolo fondamentale,
contribuendo a formare quel senso comune generale di condanna di fronte a una
massima ingiustizia.
Se vogliono colpire la libertà di insegnamento, come docenti, abbiamo il dovere
di difendere tale norma di rango costituzionale e rivendicarla all’interno del
nostro lavoro quotidiano; se rinunciamo a parlare di Palestina e di diritti
violati e a scegliere autonomamente gli/le esperti/e che devono entrare nelle
nostre scuole, allora avranno avuto ragione a “colpirne uno per educarne
cento!”.
Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università e
Docenti per Gaza crediamo che sia molto importante reagire in modo coordinato e
visibile a questo attacco alla libertà di insegnamento, anche perché niente
possono gli ispettori di fronte alla normativa che ci tutela pienamente.
Ma l’attacco alla libertà di insegnamento non nasce con le recenti ispezioni,
già a novembre il ministero aveva fatto una circolare che cercava di orientare,
limitare e censurare l’autonomia didattica dei docenti e delle docenti.
Ancora prima di conoscere l’esito delle ispezioni , i Dirigenti hanno iniziato a
censurare iniziative, eclatante il caso di Bologna e il divieto di ospitare
un’iniziativa con alcuni obiettori di coscienza israeliani o le recenti
interrogazioni parlamentari su Liceo Marco Polo di Venezia “reo” di aver
organizzato iniziative di educazione civica su Gaza.
Per questo, come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle
università abbiamo deciso di promuovere un’assemblea pubblica nazionale che il
29 dicembre ha visto la partecipazione e il confronto di centinaia tra
insegnanti ed esponenti della società civile. Dall’assemblea sono emerse varie
proposte di attivazione e resistenza.
Abbiamo realizzato insieme a Docenti per Gaza un opuscolo Appunti resistenti
per la libertà di insegnamento pensato sia come strumento politico sia come
guida normativa: come docenti abbiamo il dovere di difendere tale norma di rango
costituzionale all’interno del nostro lavoro quotidiano.
Abbiamo aderito alla campagna promossa da Docenti per Gaza “La scuola non si
censura” per mettere a sistema e documentare tutte le ingerenze che in questo
momento il Governo e alcune aree politiche vorrebbero mettere in atto per
limitare il diritto costituzionale ad un insegnamento libero e privo di censura
e controllo politico.
Infine proponiamo che la settimana dal 9 al 13 febbraio diventi una settimana di
mobilitazione in difesa della libertà di insegnamento.
Metteremo a disposizione a tutto il corpo docente di ogni ordine e grado una
serie di interventi a tema “La crisi del diritti internazionale: catastrofe e
opportunità” su una pagina dedicata del nostro sito. Esperte ed esperti hanno
registrato degli interventi di 20’ che potrete mostrare in classe da lunedì 9 a
venerdì 13 febbraio. Questo come spunto per costruire liberamente la lezione che
ciascuno riterrà più adatta al proprio contesto scolastico.
La settimana si concluderà con presidi locali pomeridiani il giorno 13 febbraio
che ogni territorio declinerà nella maniera che ritiene più opportuna scegliendo
luoghi simbolici come gli uffici scolastici o le prefetture o le piazze di
riferimento delle città.
Se oggi l’attacco politico al mondo dell’istruzione permette che gli studenti di
Azione studentesca arrivino a schedare i docenti di “sinistra”, auspichiamo la
protesta sia sostenuta dal corpo studentesco, dalla componente genitore, da
tutta la comunità educante, dalle associazioni che si occupano di educazione
alla pace e dai movimenti che si oppongono alla guerra e al genocidio .
Per la libertà di insegnamento, contro le schedatura degli studenti palestinesi,
contro le liste di proscrizione del corpo docente, per la dignità e indipendenza
della Scuola.
PER PARTECIPARE CERCA LA PIAZZA NELLA TUA CITTÀ SULLA PAGINA SETTIMANA DI
MOBILITAZIONE O PROPONI E SEGNALA QUELLO CHE ACCADE NELLA TUA CITTÀ
OSSERVATORIONOMIL@GMAIL.COM.
Osservatorio contro la Militarizzazione delle Scuole e delle Università
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