Il mediattivismo e le moltitudini ribelli
Lunedì 8 giugno allo ZAC! ad Ivrea ci sarà un incontro sul ruolo del
mediattivismo attuale, incrociando il quaderno di Pressenza Moltitudini ribelli
che raccoglie i “fili di speranza” presenti nelle mobilitazioni dell’ultimo
anno, la scelta dello strumento podcast da parte della Newsletter delle Local
March for Gaza e l’esperienza delle Rossetorri d’Ivrea, che partirono proprio
alla fine dei ’70 come radio libera. Lunedì 8 giugno 2026 alle ore 18:00 presso
lo ZAC! di Ivrea
C’è un filo invisibile, ma acusticamente potentissimo, che collega il moderno
mondo dei podcast alla stagione più accesa, libera e creativa della
comunicazione italiana: quella delle radio libere degli anni ’70.
Il recente progetto podcast delle Local March for Gaza, nato per “sintonizzare i
passi” e dare voce alle nuove generazioni, non è un fenomeno isolato. È
l’evoluzione digitale di un’esigenza antica: quella di una comunicazione
autentica, che non risponda alle logiche dei grandi gruppi editoriali o agli
algoritmi dei social network, ma al racconto della realtà dal basso come
passaggio necessario per costruire un altro futuro.
Mettersi in ascolto dei giovani oggi significa fare ciò che i pionieri
dell’etere facevano cinquant’anni fa: accendere un microfono dove gli altri lo
spengono, rompere il monopolio della narrazione ufficiale e trasformare il
dissenso in proposta culturale.
Oggi la sfida si sposta inevitabilmente dalle vecchie antenne sui tetti ai file
audio digitali nelle cuffie dei ragazzi. Ma contrariamente ai luoghi comuni, le
nuove generazioni non si sono allontanate dall’impegno. I dati delle recenti
ricerche Ipsos sul consumo editoriale ci dicono chiaramente che i ragazzi non
hanno affatto smesso di informarsi, ma hanno cambiato radicalmente canali.
L’ascolto dei podcast tra i giovani è in costante e netta crescita: un segno
inequivocabile di un bisogno profondo di approfondimento, di storie autentiche e
di contenuti svincolati dai palinsesti tradizionali.
Il podcasting è, a tutti gli effetti, la nuova FM. Capire come i passi di ieri
(le radio libere, il giornalismo di frontiera) possano sintonizzarsi con i
linguaggi di oggi (il mediattivismo digitale, l’audio) è l’unico modo per
continuare a costruire un’informazione davvero libera ed etica.
Questa attitudine a sperimentare e a fare controinformazione Ivrea la conosce
bene, possedendo un patrimonio storico che fa da perfetto ponte tra ieri e oggi.
Parlare di informazione alternativa nel nostro territorio significa evocare le
radici di Rossetorri, nata proprio in quella stagione pionieristica degli anni
’70 in cui la modulazione di frequenza divenne lo spazio della
controinformazione, della musica non omologata e del dibattito politico senza
filtri.
Quella di Rosse Torri non è stata solo un’esperienza tecnica, ma un vero e
proprio esempio di mediattivismo ante litteram: un presidio di libertà che ha
dimostrato come la cultura e l’informazione sociale possano farsi comunità,
resistendo al tempo e trasformandosi – nel corso dei decenni – in giornale
(Varieventuali), in cinema diffuso e in presidio sociale.
Oggi, quella stessa spinta etica vive nell’esperienza di Pressenza, agenzia di
stampa internazionale per la pace, la nonviolenza, l’umanesimo e la
non-discriminazione. In un panorama mediatico italiano spesso ripiegato su
logiche di polarizzazione e rassegnazione, Pressenza sta diventando un punto di
riferimento fondamentale per la narrazione di ciò che di positivo e costruttivo
avviene nella società. Il suo mediattivismo non si limita a denunciare l’orrore
della guerra, ma si impegna a dare visibilità alle alternative possibili, a
mappare le reti di solidarietà e a dare dignità giornalistica alle buone
pratiche sociali.
Testimonianza concreta di questo sforzo editoriale è il nuovo volume
“MOLTITUDINI RIBELLI. Un’alternativa possibile alla guerra permanente“ (Quaderno
di Pressenza 2025, edito da Multimage, a cura di Toni Casano, Pina Catalanotto e
Daniela Musumeci). Un testo che dimostra come l’attivismo e il giornalismo
possano (e debbano) fondersi per scardinare il pensiero unico.
Resta aperta la domanda di fondo: l’informazione dal basso ha ancora la forza di
contrastare la logica della guerra permanente? Il mediattivismo salverà il
giornalismo?
Per discutere di questa continuità e discontinuità, di esperienza e di
innovazione, e per gettare concretamente questo ponte con i giovani e i loro
nuovi linguaggi, l’appuntamento è per lunedì 8 giugno 2026 alle ore 18:00 presso
lo ZAC! di Ivrea (Via Dora Baltea 40/B), come ricordato anche nella locandina
dell’incontro
Il dialogo verrà impostato e guidato da me e dalla storica indipendente Manuela
Alessandra Filippi. Al tavolo si confronteranno:
* Toni Casano e Daniela Musumeci (Pressenza)
* Nicoletta Salvi Ouazzene (Mamme in piazza per la libertà del dissenso)
* Con la partecipazione di Varieventuali (il giornale dell’altra Ivrea, custode
dell’eredità di Rosse Torri)
L’8 giugno allo ZAC! non faremo solo memoria storica, ma cercheremo di capire
come sintonizzare la memoria con il futuro. Vi aspettiamo.
Ettore Macchieraldo