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Chi lotta per la libertà, lotta per la Palestina: decostruire il paradigma vittima/terrorista – parte1@0
La quarta di una serie puntate di Harraga  (trasmissione in onda su Radio Blackout ogni venerdì dalle 15 alle 16), in cui proviamo a tracciare un fil rouge, che dalla Palestina riporti alle logiche e alle dinamiche coloniali occidentali nei nostri contesti, che sfruttano e opprimono, tanto in Palestina quanto in Italia, le persone razzializzate. Proviamo a ragionare sulla dicotomia vittima-terrorista, un paradigma che sempre di più il potere capitalista e coloniale impone sulla pelle delle persone razzializzate che vivono e lottano nei nostri territori, e che in generale riflette una visione eurocentrica, razzista e coloniale che l’occidente ha da sempre imposto. Comprendere la costruzione di questo paradigma, ci permette di provare a smantellare una retorica che da un lato contribuisce a costruire la figura del nemico interno, il terrorista e la persona da reprimere; dall’altro vede le persone razzializzate bisognose di un salvatore/salvatrice bianca e incapaci di autodeterminarsi e lottare. Una dicotomia estremamente interiorizzata che diventa la base di una narrazione “antirazzista” neoliberale, assistenzialista e profondamente coloniale.   Per fare ciò, partiamo dal racconto di come questo paradigma di vittima-terrorista si è creato attorno alla lotta del popolo palestinese. Da un lato il palestinese “buono” che subisce le angherie degli israeliani rispondendo con la non-violenza e pertanto meritevole della solidarietà occidentale, dall’altro la rappresentazione del “cattivo”, chiunque resista e reagisca con gli strumenti di cui sceglie di dotarsi, a cui bollare l’etichetta del “terrorista” con tutto il portato repressivo che ne comporta. Le conseguenze di questa narrazione si materializzano nella depoliticizzazione della causa palestinese a mera questione umanitaria e nella debole attivazione all’indomani del 7 ottobre che poi solo progressivamente è sfociata nelle mobilitazioni di massa di questo autunno. Ne abbiamo parlato con Mjriam Abu Samra, ricercatrice all’Università Ca Foscari di Venezia, tra le fondatrici di Palestine Youth Movement (PYM) e compagna che da sempre si spende per la liberazione del suo popolo. Lo stesso paradigma si manifesta anche nei nostri territori con la completa subordinazione delle persone migranti a ruolo di vittima, tra la spettacolarizzazione della violenza subita, ad esempio dentro i CPR, e l’invisibilizzazione delle pratiche e delle istanze di lotta.
April 17, 2026
Radio Blackout - Info
Chi lotta per la libertà, lotta per la Palestina: decostruire il paradigma vittima/terrorista – parte1@1
La quarta di una serie puntate di Harraga  (trasmissione in onda su Radio Blackout ogni venerdì dalle 15 alle 16), in cui proviamo a tracciare un fil rouge, che dalla Palestina riporti alle logiche e alle dinamiche coloniali occidentali nei nostri contesti, che sfruttano e opprimono, tanto in Palestina quanto in Italia, le persone razzializzate. Proviamo a ragionare sulla dicotomia vittima-terrorista, un paradigma che sempre di più il potere capitalista e coloniale impone sulla pelle delle persone razzializzate che vivono e lottano nei nostri territori, e che in generale riflette una visione eurocentrica, razzista e coloniale che l’occidente ha da sempre imposto. Comprendere la costruzione di questo paradigma, ci permette di provare a smantellare una retorica che da un lato contribuisce a costruire la figura del nemico interno, il terrorista e la persona da reprimere; dall’altro vede le persone razzializzate bisognose di un salvatore/salvatrice bianca e incapaci di autodeterminarsi e lottare. Una dicotomia estremamente interiorizzata che diventa la base di una narrazione “antirazzista” neoliberale, assistenzialista e profondamente coloniale.   Per fare ciò, partiamo dal racconto di come questo paradigma di vittima-terrorista si è creato attorno alla lotta del popolo palestinese. Da un lato il palestinese “buono” che subisce le angherie degli israeliani rispondendo con la non-violenza e pertanto meritevole della solidarietà occidentale, dall’altro la rappresentazione del “cattivo”, chiunque resista e reagisca con gli strumenti di cui sceglie di dotarsi, a cui bollare l’etichetta del “terrorista” con tutto il portato repressivo che ne comporta. Le conseguenze di questa narrazione si materializzano nella depoliticizzazione della causa palestinese a mera questione umanitaria e nella debole attivazione all’indomani del 7 ottobre che poi solo progressivamente è sfociata nelle mobilitazioni di massa di questo autunno. Ne abbiamo parlato con Mjriam Abu Samra, ricercatrice all’Università Ca Foscari di Venezia, tra le fondatrici di Palestine Youth Movement (PYM) e compagna che da sempre si spende per la liberazione del suo popolo. Lo stesso paradigma si manifesta anche nei nostri territori con la completa subordinazione delle persone migranti a ruolo di vittima, tra la spettacolarizzazione della violenza subita, ad esempio dentro i CPR, e l’invisibilizzazione delle pratiche e delle istanze di lotta.
April 17, 2026
Radio Blackout - Info
Aggiornamenti dal CPR di via Corelli a Milano@0
Ad Harraga – trasmissione in onda su Radio BlackOut tutti i venerdi tra le 15 e le 16 – torniamo a parlare del CPR di Via Corelli a Milano cercando di tracciare le linee di resistenza e lotta. Ma anche di violenza e tortura – da parte di enti gestori e polizia – che accomunano i vari lager d’Italia. Comunemente ad altri contesti detentivi, il racconto di ciò che accade dentro le mura non sempre assume la forma lineare; poiché circolare, e ciclica è l’applicazione di alcuni strumenti repressivi in risposta alle forme di resistenza e protesta messe in campo dai detenuti. Con unx compagnx dell’assemblea NoCpr di Milano analizziamo dunque i vari ultimi avvenimenti, dai più violenti messi in campo dalle forze dell’ordine (il cruento pestaggio di un detenuto sotto gli occhi di tutti gli altri) a quelli che più scaldano i cuori: le fiamme che riesco a minare almeno una parte della struttura detentiva. Nel primo audio, un racconto degli ultimi avvenimenti e notizie dal CPR di Corelli. Nel secondo audio, riflessioni che vanno dal concetto di idoneità alla detenzione al ruolo deportativo assunto dal CPR di Corelli. Nel ricordare che la solidarietà fuori è uno strumento necessario affinché le forze repressive e pacificatrici non estinguano la forza dei ribelli, ribadiamo il canale telegram attraverso cui tenersi informatx su ciò che succede dentro il lager: Assemblea No Cpr – Milano
April 14, 2026
Radio Blackout - Info
Aggiornamenti dal CPR di via Corelli a Milano@1
Ad Harraga – trasmissione in onda su Radio BlackOut tutti i venerdi tra le 15 e le 16 – torniamo a parlare del CPR di Via Corelli a Milano cercando di tracciare le linee di resistenza e lotta. Ma anche di violenza e tortura – da parte di enti gestori e polizia – che accomunano i vari lager d’Italia. Comunemente ad altri contesti detentivi, il racconto di ciò che accade dentro le mura non sempre assume la forma lineare; poiché circolare, e ciclica è l’applicazione di alcuni strumenti repressivi in risposta alle forme di resistenza e protesta messe in campo dai detenuti. Con unx compagnx dell’assemblea NoCpr di Milano analizziamo dunque i vari ultimi avvenimenti, dai più violenti messi in campo dalle forze dell’ordine (il cruento pestaggio di un detenuto sotto gli occhi di tutti gli altri) a quelli che più scaldano i cuori: le fiamme che riesco a minare almeno una parte della struttura detentiva. Nel primo audio, un racconto degli ultimi avvenimenti e notizie dal CPR di Corelli. Nel secondo audio, riflessioni che vanno dal concetto di idoneità alla detenzione al ruolo deportativo assunto dal CPR di Corelli. Nel ricordare che la solidarietà fuori è uno strumento necessario affinché le forze repressive e pacificatrici non estinguano la forza dei ribelli, ribadiamo il canale telegram attraverso cui tenersi informatx su ciò che succede dentro il lager: Assemblea No Cpr – Milano
April 14, 2026
Radio Blackout - Info
Teologia dello sterminio
L’orrore del genocidio dei palestinesi a Gaza presenta due versanti differenti ma complementari. Il secondo riguarda direttamente la passività e/o la complicità dell’intero Occidente con il genocidio, nonostante e contro il “mai più” su sui è stata ufficialmente costruita la cultura di massa dopo la Seconda guerra mondiale e la […] L'articolo Teologia dello sterminio su Contropiano.
April 3, 2026
Contropiano
Rapporto Liberties: gli Stati europei demolitori di diritti
L’Italia tra gli “smantellatori” dello stato di diritto: il rapporto che accusa il governo Meloni Il 30 marzo scorso è stata pubblicata l’edizione 2026 del report “Liberties and rule of law“, curata dal Liberties1, che anche quest’anno, come nel report del 2025, ha inserito l’Italia, con Ungheria, Slovacchia, Croazia e Bulgaria, tra i cinque Paesi UE che “smantellano” lo Stato
No Kings Day, più di 3.000 eventi in tutti gli Stati Uniti
La terza giornata di mobilitazione No Kings negli Stati Uniti (dopo quelle di giugno e ottobre 2025) ha coinvolto oltre 3.000 località, dalle grandi città ai piccoli centri rurali e quasi 300 organizzazioni. Foto di U.S. Democratic Socialists L’opposizione a Trump e alle sue velleità da re assoluto si è unita alla protesta contro la guerra, il razzismo e la brutale violenza dell’ICE nei confronti degli immigrati. Una sollevazione creativa testimoniata dalle migliaia di cartelli fatti a mano esibiti nelle diverse manifestazioni, un esempio di quella “gentilezza radicale” evocata da Jane Fonda durante l’evento più atteso della giornata: il raduno a St Paul, in Minnesota, a cui hanno partecipato tra l’altro Bruce Springsteen, Joan Baez e Bernie Sanders. Bruce Springsteen ha definito il Minnesota “un’ispirazione per l’intero Paese” e ha eseguito la canzone “Streets of Minneapolis”, dedicata alla resistenza degli abitanti alle retate dell’ICE e alla memoria di Alex Pretti e Renee Good, uccisi dagli agenti dell’”esercito privato di Trump”, mentre la folla cantava “ICE out now!” A New York Robert De Niro ha partecipato all’enorme manifestazione insieme alla procuratrice generale Leticia James e al reverendo Al Sharpton. Ai link https://www.facebook.com/groups/nokingsprotest https://www.nokings.org/ https://www.facebook.com/TheOther98 https://www.facebook.com/AnonymousLegionWarriors si possono trovare moltissime foto e video delle varie proteste.   Redazione Italia
March 29, 2026
Pressenza
A Londra mezzo milione di persone manifestano contro l’estrema destra
Nel Regno Unito la giornata internazionale di mobilitazione del 28 marzo ha messo l’accento sull’unità e la speranza contrapposte all’odio, alle divisioni e al razzismo alimentati dall’estrema destra. Striscioni e cartelli sintetizzavano con chiarezza lo spirito della manifestazione organizzata da Together Alliance e sostenuta da circa 500 gruppi, tra cui molti sindacati e associazioni pacifiste e antirazziste, unendo la solidarietà con la Palestina al no alla guerra e al razzismo. Persone di tutte le età sono arrivate a Londra da tutto il Paese in quella che gli organizzatori hanno definito “la più grande manifestazione contro l’estrema destra nella storia inglese.” Redazione Italia
March 28, 2026
Pressenza