
Conservatore neolitico
Comune-info - Friday, October 30, 2026
Foto di Massimo TenneniniPaul Goodman, uno dei pensatori anarchici più radicali del novecento, si è definito una volta come un «conservatore neolitico». E Ivan IIlich, che riteneva di stare con un piede nella tradizione cattolica e con un altro nel fango del suo tempo, diceva che la sua ortodossia era così antica e completa da risultare rivoluzionaria. Ciò significa che per comprendere e eventualmente disfare il tempo storico in cui viviamo occorre tenere un piede nella preistoria.
Questa situazione sulla soglia o sul limite fra due epoche incommensurabili è precisamente ciò di cui il nostro tempo si rivela incapace. Non soltanto esso pensa in una sola dimensione, ma ha perduto ogni rapporto con il proprio passato, senza il quale ogni accesso al presente è impossibile. Per questo può solo guardare a un futuro, che in realtà non è che la conseguenza di un passato di cui è totalmente all’oscuro e che lo muove con i suoi fili come una marionetta.
Solo chi sta in piedi su due gambe fra il passato e il presente può fare i conti con entrambi e non esserne inconsapevolmente determinato. Solo un conservatore neolitico può essere abbastanza rivoluzionario da aprire un nuovo spazio al pensiero e all’azione.
Pubblicato su Quodlibet (e qui con l’autorizzazione della casa editrice). Tra i libri più importanti di Giorgio Agamben: Homo Sacer. Edizione integrale 1995-2015, (Quodlibet) e L’uomo senza contenuto (Quodlibet). Il suo ultimo libro invece è Il corpo della politica (Bollati B.)
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