Quando il boia diventa eroeLA MEMORIA MUORE QUANDO I CARNEFICI DIVENTANO EROI E LE VITTIME SOLTANTO NUMERI
Foto di Nancy Hann su Unsplash
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Mentre noi discutiamo dei 17 centesimi della benzina, a poche centinaia di
chilometri da casa nostra sta accadendo qualcosa di molto più grave. Ci stanno
rubando la memoria. Ratko Mladić è morto. Anche Harald V di Norvegia é morto ma
non fa notizia. Condannato all’ergastolo per genocidio Ratko ha compiuto crimini
contro l’umanità. Oltre ottomila uomini e ragazzi musulmani massacrati a
Srebrenica.
Adesso la Serbia annuncia per lui i massimi onori militari e di Stato. Il
problema non è un funerale. Il problema è rendere gli onori alla bara di un uomo
condannato per genocidio. Mladić si faceva fotografare mentre accarezzava la
testa dei bambini prima di massacrarli e disperdere i loro corpi a pezzi nelle
fosse comuni.
Questo dovrebbe preoccuparci più dei diciassette centesimi alla pompa di benzina
Il male raramente arriva gridando: “Sono il male”. Prima cambia le parole. Poi
cambia la memoria. Alla fine trasforma i carnefici in eroi. L’Europa ha
dichiarato che la glorificazione dei criminali di guerra non ha posto nei suoi
valori, tanto meno in un Paese che chiede di entrare nell’Unione. Sono gli
stessi valori che hanno preteso dalla Turchia l’abolizione della pena di morte
prima dell’apertura dei negoziati di adesione.
L’Europa, se vuole ancora avere un’anima, deve avere confini morali prima ancora
che geografici. Mosca intanto parla di sentenza ingiusta e manda le proprie
condoglianze. Sulla falsariga dello stesso pensiero aspettiamo di vedere se
arriverà qualche analoga parola da Israele, mentre il governo Netanyahu, con
Ben-Gvir e la sua estrema destra, continua a Gaza uno scempio che la Commissione
d’inchiesta dell’ONU ha definito “genocidio”.
Per fortuna ci sono i giovani. Studenti serbi che strappano quegli striscioni
celebrativi prendendosi insulti. Stiamo consegnando loro un mondo che non piace
neppure a noi. Alcuni stanno avendo il coraggio di rifiutarlo. Il patto
diabolico è questo: rendere tutto normale. I nostri criminali diventano eroi. I
nostri morti sono vittime, quelli degli altri numeri. Le nostre bombe sono
necessarie, quelle degli altri terrorismo.
Dobbiamo recuperare la capacità di scandalizzarci. Chi tiene in mano il Vangelo
ha ricevuto un ordine preciso: pregare per i nemici dunque. non festeggiamo la
morte di Ratko, non desideriamo vendetta e lo affidiamo alla misericordia di
Dio. Proprio quel Vangelo, però, ci obbliga a chiamare il male con il suo nome.
Per i credenti, la misericordia non cancella la verità. Il perdono non assolve
la storia: Gesù perdona il peccatore, non santifica il peccato. Il nazismo non
comincia con i campi di sterminio. Comincia molto prima. Quando «i nostri» hanno
sempre ragione. Quando i morti degli altri valgono meno. Quando la propaganda
rende normale ciò che normale non è.
La pace nasce così: dalla memoria che diventa verità, dalla verità che diventa
giustizia, dalla giustizia che finalmente può diventare riconciliazione. Non c’è
altra via.
[Don Giacomo Martino, parroco a Genova]
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