
Brasile: Bolsonaro dopo la sconfitta scappa dagli alleati statunitensi
L'INDIPENDENTE - Wednesday, October 28, 2026Nemmeno il tempo di riconoscere la batosta elettorale alle presidenziali che Flavio Bolsonaro era già su un volo diretto negli Stati Uniti insieme alla moglie e ai figli. Ci è arrivato come migrante irregolare, dal momento che poche ore prima le autorità brasiliane gli avevano ritirato il passaporto e vietato di lasciare il Paese. Eppure, il Dipartimento di Stato USA si è mostrato disponibile a fare una eccezione alla strettissima politica di chiusura delle frontiere che caratterizza il mandato Trump, affermando che fornirà all’intera famiglia Bolsonaro i visti necessari. Secondo quanto riferito da diversi media in queste ore, Bolsonaro sarebbe atterrato in Florida, dove ad aspettarlo vi sarebbe stato il fratello Eduardo, che risiede negli Stati Uniti da anni, anche lui latitante.
«Questa mattina, quando mi sono recato a trovare mio padre, ho trovato sulla soglia di casa sua la polizia federale di Lula, che mi aspettava per intimarmi di consegnare il passaporto e proibirmi di lasciare il Paese». La comunicazione arriva dallo stesso Flavio Bolsonaro, in diretta sui social. Come il padre (che si trova ai domiciliari con una condanna a 27 anni per tentato golpe), anche Bolsonaro jr non è infatti esente da “piccoli fastidi” con la giustizia. I più recenti riguardano presunte operazioni di riciclaggio di denaro e trasferimento illegale di capitali all’estero attraverso siti di scommesse online – in soli tre mesi, tra marzo e maggio 2025, sarebbero stati riciclati 130 milioni di reais, all’incirca 20 milioni di euro, riportano i media brasiliani. Vi sono poi alcune questioni che riguardano presunti finanziamenti irregolari della produzione cinematografica Dark Horse, sulla vita del padre Jair Bolsonaro, e per presunte calunnie verso Lula. Nel gennaio di quest’anno, infatti, avrebbe pubblicato un post sul social media X nel quale avrebbe attribuito al neo eletto presidente reati quali traffico di droga e riciclaggio di denaro.
La decisione del giudice Alexande de Moraes, spiega lo stesso Bolsonaro, si basava su una dichiarazione del fratello Eduardo risalente al 23 ottobre, nella quale affermava che Flavio avrebbe dovuto lasciare il Paese se avesse perso le elezioni. «Questo è un segnale che la nostra democrazia ha fallito», ha dichiarato Flavio Bolsonaro, che lamentava come, se fosse stato eletto presidente, la polizia federale non si sarebbe mai osata riservargli lo stesso trattamento. La decisione è collegata all’esito delle elezioni, ha detto. «Non ho mai pensato di lasciare il Paese» ha assicurato, dicendo che non avrebbe mai ceduto a tali tentativi di intimidazione. Nemmeno il tempo di finire la frase, che il suo jet privato già decollava in tutta fretta e in segreto, tanto da scatenare un giallo internazionale su dove si trovasse.
Al momento, secondo fonti giornalistiche, Flavio Bolsonaro si troverebbe con suo fratello Eduardo, anch’egli latitante (o, come si definisce lui sui social, «esiliato») negli Stati Uniti dopo aver ricevuto una condanna definitiva della Corte Suprema Federale Brasiliana (STF) a 4 anni e 2 mesi di carcere per aver cercato di impedire il processo contro il padre Jair. Lo avrebbe fatto, secondo i giudici, «orchestrando le sanzioni del governo statunitense contro il Brasile», le quali hanno portato a dazi aggiuntivi sulle esportazioni brasiliane e a misure contro i ministri della Corte Suprema Federale. E in effetti, i dazi contro il Brasile rappresentavano l’unica eccezione di natura politica nella guerra commerciale che Trump ha scatenato contro diversi Paesi nel 2025, dichiarando che le azioni giudiziarie contro Jair Bolsonaro stessero contribuendo al «crollo dello Stato di diritto» nel Paese.
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