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Cultura: a Salerno la storia di un’emigrazione tra Basilicata e Brasile
SALERNO, 9 GIUGNO 2026 – Appuntamento con la storia e la memoria dell’emigrazione meridionale: martedì 9 giugno, alle ore 18:00, la Casa del Volontariato di Salerno ospiterà la presentazione del libro “Da Trecchina a Jequié. Un Ritorno” di Pierfrancesco Grillo. Un viaggio appassionato tra Basilicata e Brasile alla ricerca delle proprie radici familiari. Di seguito il testo integrale del comunicato stampa con tutti i dettagli dell’evento. -------------------------------------------------------------------------------- Presentazione del libro di Pierfrancesco Grillo “Da Trecchina a Jequié. Un Ritorno”  Salerno, 9 giugno 2026 ore 18,00 CASA DEL VOLONTARIATO, Via F. Patella (traversa del corso V. Emanuele altezza civico 90) L’autore Pierfrancesco Grillo si confronterà con Rosa Maria Grillo e Giuseppe Fiorenzano, entrambi lucani e studiosi delle emigrazioni meridionali nella America latina e Fiorenzano inoltre è originario di Trecchina. Nel bel racconto di Pierfrancesco Grillo, ‘terza generazione’ di una storia familiare tra la Basilicata e il Brasile, tra Trecchina e Jequié, ci imbattiamo in storie più ampie condivise e comuni ad altre famiglie e altri luoghi, in topoi delle migrazioni di ogni luogo e ogni tempo vitalizzati dal pacato sentimento di Pierfrancesco alla ricerca delle proprie radici: ruoli maschili e femminili, emigrazione a catena, ‘fare l’America’, ‘vedove bianche’, figli illegittimi… Foto e documenti dell’epoca arricchiscono questa storia e ci invitano a entrare in quel mondo, da un lato all’altro dell’oceano, per accompagnare Pierfrancesco nella sua personale e appassionata ‘scoperta’ del Brasile e della sua famiglia brasiliana, per riempire i vuoti dell’assenza e del silenzio: attratto da quel mondo, non giudica e non critica le scelte fatte dal nonno migrato, ma anzi, esperienza non comune, anela a rinsaldare i rapporti tra le sue due famiglie… Redazione Italia
June 7, 2026
Pressenza
Brasile, la posizione del Movimento Sem Terra: “Perché continuiamo a sostenere il Venezuela”
L’attuale situazione politica del Venezuela non può essere spiegata solo dagli avvenimenti successivi al 3 gennaio. Dobbiamo contestualizzare ciò che sta accadendo negli ultimi 4 decenni. Negli anni ’90 c’era una totale egemonia degli Stati Uniti nel continente, che ci impose l’accordo NAFTA e successivamente voleva imporre l’ALCA, come un’area sotto il totale controllo del capitale statunitense. Tutti i governi, tranne Cuba, sostenevano i gringos. Ma il popolo di alcuni paesi insorse. Ci fu il Caracazo nel 1989, poi la ribellione militare e infine la vittoria elettorale di Chávez, che assunse il potere nel ’99 e spezzò l’onda neoliberista, aprendo un nuovo ciclo di governi progressisti – proseguito con Lula, Correa, Evo, Kirchner – che alterò la correlazione delle forze nel continente. Ora si proponeva un’altra integrazione al posto dell’ALCA (sconfitta formalmente nel 2005): avremmo avuto l’ALBA. L’imperialismo statunitense, i governi democratici e repubblicani e la classe dominante degli Stati Uniti non hanno perdonato l’audacia di Chávez. E in questi 4 decenni hanno imposto tutte le tattiche possibili all’interno del ricettario descritto dal ricercatore Andrew Korybko, basato sui documenti ufficiali delle forze armate statunitensi, come nuove tattiche delle GUERRE IBRIDE. In questo lungo periodo hanno cercato in tutti i modi possibili di sconfiggere il processo bolivariano in Venezuela. Ricordiamo: * Il colpo di stato che rimosse Chávez dal governo per due giorni, in cui la ripercussione internazionale e l’immediata mobilitazione popolare impedirono ai golpisti di fucilarlo. Ricordiamo che persino il cardinale di Caracas gli aveva dato l’estrema unzione in prigione, sull’isola di Orchila, dov’era prigioniero! * Lo sciopero politico dei petrolieri per smantellare la PDVSA (l’industria petrolifera venezuelana ndr). La mancanza di carburante e il caos furono risolti grazie all’aiuto dell’allora governo di Fernando Henrique Cardoso in Brasile. * Successivamente arrivarono le guarimbas con una totale violenza di piazza, che causò terrorismo, incendi di scuole, ospedali, carestia pianificata a tavolino e decine di morti. Molti prigionieri sono stati ora amnistiati. * La morte di Chávez, causata da uno strano cancro che non reagiva ai farmaci, rimane ancora oggi un mistero. Coincidenza vuole che anche Lugo, Dilma, Kirchner e Lula abbiano affrontato un cancro nello stesso periodo. * Subito dopo, il riconoscimento del governo fantoccio di Guaidó, al quale trasferirono tutti i depositi in dollari e l’oro dello Stato venezuelano, affinché la borghesia parassita venezuelana si arricchisse. * Hanno provocato un’inflazione incontrollata basata sulla manipolazione del tasso di cambio da Miami. * Hanno bloccato tutti i conti del paese all’estero. Hanno impedito gli investimenti nel settore petrolifero e la produzione è scesa a livelli inferiori al 30%, con un crollo del PIL fino al 90%. Tutto ciò ha causato molti problemi economici a tutta la popolazione e ha generato una migrazione di lavoratori venezuelani senza precedenti. Hanno contestato la rielezione di Maduro, con il sostegno e l’illusione di alcuni personaggi considerati progressisti. Tutto questo sommato a una campagna mediatica permanente e consistente, che è certamente costata milioni di dollari nell’uso di reti, computer e dei cosiddetti influencer pagati dalla CIA e dalle sue agenzie. Una campagna che prosegue tuttora. Il colpo finale è arrivato con il secondo governo Trump che, assetato di petrolio e perdendo l’egemonia economica a favore dell’Eurasia, ha rieditato la dottrina Monroe, volendo trasformare di nuovo il continente nel proprio cortile di casa e imponendo un controllo economico, politico e militare. E il 3 gennaio, dopo aver mobilitato tutta la sua forza militare, ha invaso il paese per via aerea, sequestrando il Presidente Maduro e la deputata Cilia Flores. C’è stata resistenza, combattimenti e più di 100 morti. Solo tra qualche anno sapremo quanti soldati americani sono morti. Sappiamo solo che erano per la maggior parte latini del gruppo d’élite Delta Force, armati con le migliori armi del pianeta. Il Venezuela, il suo popolo e le forze armate sono stati sconfitti. Hanno perso vite umane e il loro presidente. Ma l’impero non aveva nessuno da mettere al suo posto, poiché la sua agente, María Corina Machado, è screditata nella società venezuelana, e con lei tutta l’opposizione traditrice della Patria. La via d’uscita è stata quindi quella di trattenere il presidente sequestrato e negoziare con il governo chavista, con la corda al collo o nel mirino del fucile. Alcuni settori della sinistra istituzionale e coloro che seguono la politica solo attraverso i social si sono affrettati a parlare di tradimento. O a dire che non c’è stata resistenza. E proprio ora si inizia a propagandare che ci sia una divisione tra i governi di Venezuela e Cuba. Queste tesi fanno solo parte delle tattiche degli Stati Uniti, diffuse dai media influenzati dalla CIA per dividere la sinistra e l’opinione pubblica. Il popolo venezuelano, nella sua ampia maggioranza chavista, va avanti con la propria vita, lavorando, producendo e organizzando le comuni. Pur addolorato, continua a sostenere il governo chavista, avendo coscienza di tutto ciò che è accaduto. Il nostro movimento ha legami storici con il movimento contadino venezuelano, con le comuni produttive e con il governo chavista. Abbiamo molti progetti di cooperazione nella produzione di sementi, alimenti e scambi nella formazione di quadri tecnici. Saremo eternamente grati per le borse di studio presso l’ELAM Salvador Allende, che permettono a decine di giovani contadini, poveri, di formarsi come medici. Il popolo venezuelano continua a essere vittima della guerra ibrida dell’impero. Il governo chavista ha il sostegno del suo popolo. Il nostro movimento sarà sempre solidale con il popolo chavista. Speriamo che la correlazione delle forze internazionali cambi a favore dell’umanità e della pace. Speriamo che la correlazione delle forze interne agli Stati Uniti cambi, e che le forze progressiste riescano a mutare la loro politica estera e la loro vocazione bellicista di aggressione ai popoli. Che la Dottrina Monroe venga sepolta. Speriamo che il governo e il popolo chavista trovino le strade migliori per aumentare la produzione di petrolio e di altri beni di cui hanno bisogno. Che mantengano la sovranità sul petrolio, sui minerali e sul loro territorio. Difendere il Venezuela e Cuba è un obbligo morale e politico di tutte le forze progressiste e democratiche del nostro continente. E non illudetevi: se loro venissero sconfitti, l’impero aumenterebbe la sua pressione su Messico, Brasile, Colombia e su tutto il continente. Prima hanno usato lo spettro del comunismo e dell’URSS, poi sono passati ai terroristi islamici (che loro stessi hanno finanziato), e ora hanno creato lo spauracchio del narcotraffico, come se non fossero proprio loro il mercato più grande… e si scagliano anche contro i migranti. Lotteremo affinché il Presidente Maduro e la deputata Cília Flores siano liberati, poiché non hanno commesso alcun crimine e gli Stati Uniti non hanno il diritto né la morale per condannarli a nulla. Al contrario, spero che in futuro il tribunale dell’Aia giudichi e condanni gli attuali governanti degli Stati Uniti per le loro bombe e i loro crimini a Gaza, in Iran, in Siria, in Sudan, nei Caraibi, in Venezuela, a Cuba e all’interno del loro stesso paese, per le persecuzioni contro i poveri e i migranti. La storia della lotta di classe vive di fasi alterne, alti e bassi, progressi e ritirate, ma l’umanità camminerà sempre verso la costruzione di società più giuste e ugualitarie, con la sovranità dei popoli e la pace.   di João Pedro Stedile, militante del MST e dirigente di ALBA MOVIMENTOS e della Assemblea Internazionale dei Popoli – AIP 𝐴𝑟𝑡𝑖𝑐𝑜𝑙𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑑𝑖𝑣𝑖𝑠𝑜 𝑒 𝑡𝑟𝑎𝑑𝑜𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑎𝑔𝑛𝑎 𝐺𝑒𝑟𝑎𝑙𝑑𝑖𝑛𝑎 𝐶𝑜𝑙𝑜𝑡𝑡𝑖. Redazione Italia
June 5, 2026
Pressenza
Chi saccheggia la Terra e chi la difende: due documentari
Pilleurs de Terre Film Documentario Regia: Fanny Paloma Produzione: Blu Corporation Anno 2026 – 1’15’’ QUI il sito ufficiale in francese. “Pilleurs de Terre” è un documentario d’inchiesta e di poesia sulla lotta di chi vive vicino alle piantagioni Socfin/Bolloré in Cambogia e Camerun.  Per cinque anni, la regista Fanny Paloma ha condotto un’indagine per documentare l’accaparramento di terre da parte
Rapporto RAND sull’America Latina: riprendere il dominio con l’assistenza militare
Nel condizioni attuali della competizione globale, l’America Latina è tornata prepotentemente al centro delle priorità di difesa degli Stati Uniti (leggi: della politica imperialista degli States). Il 5 maggio, un rapporto pubblicato dalla RAND Corporation, intitolato “Force Multipliers in the Americas“, traccia delle linee guida da presentare al Dipartimento della […] L'articolo Rapporto RAND sull’America Latina: riprendere il dominio con l’assistenza militare su Contropiano.
May 26, 2026
Contropiano
Cittadinanza italiana iure sanguinis in favore di discendente di avo nato nei territori preunitari
La Giudice accoglieva il ricorso depositato il 22 maggio 2023 della domanda di riconoscimento della cittadinanza italiana presentata il 1° dicembre 2021. Nel depositare la domanda presso il Comune di Ferrara sorgeva questione circa un piccolo cambiamento delle generalità, la vicenda in fatto e in diritto – rappresentata ampiamente nell’atto introduttivo – in realtà veniva risolta in breve dalla Magistrato rimanendo che la parte rilevante che qui si evidenzia è la seguente:  “A tal riguardo giova ricordare che gli artt. 4-15 del Codice civile del 1865 erano tratti dal precedente codice civile del Regno Sardo (cd. Statuto Albertino del 1848), che riconosceva i diritti civili e politici proprio dell’odierno status civitatis anche ai cd. regnicoli. Si deve pertanto ritenere che l’avo, pur nato prima della nascita del Regno d’Italia, abbia comunque acquisito la cittadinanza italiana in seguito all’unificazione (1861)“. Tribunale di Bologna, sentenza del 12 marzo 2026 Si ringrazia l’Avv. Massimo Cipolla e l’Avv. Marcello Montagnana per la segnalazione e il commento.
Chi decide chi odiare oggi?
Una raccomandazione per i lettori organizzati. Se incontrate qualcuno che continua dire “la destra fa schifo, ma il problema della ‘sensazione di insicurezza’ esiste e va affrontato con misure urgenti“, prima prendetelo a schiaffi. Poi fategli leggere il seguito. O viceversa. ***** Un’ex MAGA ci svela come funziona la propaganda […] L'articolo Chi decide chi odiare oggi? su Contropiano.
May 11, 2026
Contropiano
Thiago e Saif liberati ed espulsi da Israele
Questa mattina, 10 maggio 2026, gli avvocati di Adalah hanno confermato la notizia che attendevamo da ieri: Thiago Avila e Saif Abukeshek, rapiti e arrestati in acque internazionali nella notte tra il 29 e il 30 aprile e detenuti in condizioni durissime in un carcere israeliano per più di una settimana sono stati liberati ed espulsi dal Paese. Secondo fonti della Global Sumud Flotilla, Saif, palestinese con cittadinanza spagnola, è stato portato ad Atene, da dove proseguirà per Madrid, mentre Thiago passerà dall’Egitto e da lì prenderà un volo per il Brasile. La loro liberazione è senz’altro frutto della mobilitazione internazionale e delle pressioni dei governi spagnolo e brasiliano, mentre il governo italiano ha brillato come al solito per inerzia e complicità con Israele, nonostante i due attivisti viaggiassero a bordo di una barca battente bandiera italiana. Le barche della flotilla scampate all’assalto israeliano stanno arrivando a Marmaris, in Turchia, dove si terrà un’assemblea per decidere come proseguire la missione per rompere l’assedio illegale di Gaza. Le hanno raggiunte cinque imbarcazioni greche e altre ancora provenienti dalla Turchia. Redazione Italia
May 10, 2026
Pressenza
Nuove sanzioni degli Stati Uniti contro Cuba
Sono passati appena sei giorni da quando il governo degli Stati Uniti ha emesso l’ennesimo ordine esecutivo contro Cuba che il segretario di stato Marco Rubio, acerrimo nemico del popolo cubano, riferisce che la sua amministrazione ha emanato nuove sanzioni contro la isla rebelde. Questa volta nel mirino dell’amministrazione del pacifista della domenica Donald Trump sono entrate il gruppo di amministrazione aziendale SA. Meglio conosciuto pubblicamente come GAESA, questo ente imprenditoriale pubblico cubano, dove confluiscono aziende civili e militari, è stato bersaglio per diversi anni di attacchi da parte di successive amministrazioni nordamericane e dei loro portavoce. Non poteva poi mancare il generale di brigata Ania Guillermina Lastres, presidente di GAESA  dal 2022 e deputata dell’Assemblea Nazionale cubana, nonché membro del Comitato Centrale del Partito Comunista di Cuba. E’ stata inoltre sanzionata la società Moa Nickel SA. Questa impresa mista è nata nel 1994 dall’alleanza tra le società General Nickel Company di proprietà cubana e la canadese Sherrit International. Secondo Rubio questa azienda ha sfruttato le risorse naturali di Cuba a beneficio del regime, a spese del popolo cubano usando i beni che sono stati originariamente espropriati dal governo di Cuba a persone e corporazioni statunitensi. Per giustificare queste ulteriori sanzioni, Rubio ha dichiarato che le nuove misure contro Cuba sono “decisive per proteggere la sicurezza nazionale degli Stati Uniti” e necessarie per  “privare il regime comunista e l’esercito cubano dell’accesso ai beni” che Washington indica come illeciti. Le ultime misure sanzionatorie del governo degli Stati Uniti hanno lo scopo di stringere ulteriormente il cappio attorno all’economia dell’isola e non possono che deteriorare i rapporti tra i due Paesi, mettendo in discussione la volontà degli Stati Uniti di risolvere in modo pacifico le differenze. Con l’ordine esecutivo del 1° maggio, Trump ha dato a Rubio la possibilità di applicare sanzioni anche secondarie contro le aziende che non hanno alcun legame commerciale con gli Stati Uniti. Basta commerciare con Cuba per finire in una di queste liste di sanzioni. Il Ministro degli Esteri cubano Bruno Rodriguez Parrilla ha commentato duramente le nuove sanzioni, affermando che si stanno usando menzogne e calunnie contro il suo Paese. “Le azioni che Rubio progetta e promuove a nome del governo degli Stati Uniti e propone al suo presidente, sulla base della sua agenda personale, sono chiaramente dirette a causare il maggior danno possibile alla popolazione e alle famiglie cubane,” ha scritto sui social network. Il rappresentante della diplomazia cubana ha inoltre definito “ciniche” e “ipocrite” le dichiarazioni di Rubio, “quando sostiene di voler aiutare il popolo cubano […]. Come pretesto fa appello a calunnie, bugie evidenti e l’illusione di riuscire a ingannare chi lo ascolta”. Il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva si è proposto di mediare tra i due governi per raggiungere una soluzione pacifica alle numerose divergenze e in particolare per porre fine al blocco che gli Stati Uniti applicano da decenni all’isola. “Se la traduzione era corretta, Trump mi ha detto che non ha intenzione di invadere Cuba”, ha dichiarato Lula in una conferenza stampa presso l’ambasciata del Brasile a Washington D.C., durante il suo viaggio per incontrare il presidente americano. “E’ il blocco più lungo nella storia dell’umanità”, ha detto Lula, che si è offerto come mediatore per trovare una via d’uscita pacifica. “Se ha bisogno di aiuto per discutere la situazione di Cuba, sono a completa disposizione”, ha offerto. Nonostante le speranze di Lula, però, le nuove e le vecchie misure emanate dall’amministrazione degli Stati Uniti, ostaggio della voglia di Marco Rubio e dei suoi sostenitori di vedere Cuba crollare, sembrano andare nella direzione opposta. www.occhisulmondo.info Andrea Puccio
May 8, 2026
Pressenza
Corinthians e Palmeiras: la “partita rossa”
La storia del derby paulista che si tenne nel 1945 per finanziare il Partito Comunista Brasiliano. di Valerio Moggia (*) Foto ripresa da https://jacobin.com.br/   Ventidue giocatori in campo, due maglie diverse, un’unica bandiera: rossa, con falce e martello incrociate color oro. È il 13 ottobre 1945 e non si sta certo giocando una partita tra squadre improvvisate giusto per