Brasile, la posizione del Movimento Sem Terra: “Perché continuiamo a sostenere il Venezuela”L’attuale situazione politica del Venezuela non può essere spiegata solo dagli
avvenimenti successivi al 3 gennaio.
Dobbiamo contestualizzare ciò che sta accadendo negli ultimi 4 decenni.
Negli anni ’90 c’era una totale egemonia degli Stati Uniti nel continente, che
ci impose l’accordo NAFTA e successivamente voleva imporre l’ALCA, come un’area
sotto il totale controllo del capitale statunitense. Tutti i governi, tranne
Cuba, sostenevano i gringos.
Ma il popolo di alcuni paesi insorse. Ci fu il Caracazo nel 1989, poi la
ribellione militare e infine la vittoria elettorale di Chávez, che assunse il
potere nel ’99 e spezzò l’onda neoliberista, aprendo un nuovo ciclo di governi
progressisti – proseguito con Lula, Correa, Evo, Kirchner – che alterò la
correlazione delle forze nel continente. Ora si proponeva un’altra integrazione
al posto dell’ALCA (sconfitta formalmente nel 2005): avremmo avuto l’ALBA.
L’imperialismo statunitense, i governi democratici e repubblicani e la classe
dominante degli Stati Uniti non hanno perdonato l’audacia di Chávez. E in questi
4 decenni hanno imposto tutte le tattiche possibili all’interno del ricettario
descritto dal ricercatore Andrew Korybko, basato sui documenti ufficiali delle
forze armate statunitensi, come nuove tattiche delle GUERRE IBRIDE.
In questo lungo periodo hanno cercato in tutti i modi possibili di sconfiggere
il processo bolivariano in Venezuela. Ricordiamo:
* Il colpo di stato che rimosse Chávez dal governo per due giorni, in cui la
ripercussione internazionale e l’immediata mobilitazione popolare impedirono
ai golpisti di fucilarlo. Ricordiamo che persino il cardinale di Caracas gli
aveva dato l’estrema unzione in prigione, sull’isola di Orchila, dov’era
prigioniero!
* Lo sciopero politico dei petrolieri per smantellare la PDVSA (l’industria
petrolifera venezuelana ndr). La mancanza di carburante e il caos furono
risolti grazie all’aiuto dell’allora governo di Fernando Henrique Cardoso in
Brasile.
* Successivamente arrivarono le guarimbas con una totale violenza di piazza,
che causò terrorismo, incendi di scuole, ospedali, carestia pianificata a
tavolino e decine di morti. Molti prigionieri sono stati ora amnistiati.
* La morte di Chávez, causata da uno strano cancro che non reagiva ai farmaci,
rimane ancora oggi un mistero. Coincidenza vuole che anche Lugo, Dilma,
Kirchner e Lula abbiano affrontato un cancro nello stesso periodo.
* Subito dopo, il riconoscimento del governo fantoccio di Guaidó, al quale
trasferirono tutti i depositi in dollari e l’oro dello Stato venezuelano,
affinché la borghesia parassita venezuelana si arricchisse.
* Hanno provocato un’inflazione incontrollata basata sulla manipolazione del
tasso di cambio da Miami.
* Hanno bloccato tutti i conti del paese all’estero. Hanno impedito gli
investimenti nel settore petrolifero e la produzione è scesa a livelli
inferiori al 30%, con un crollo del PIL fino al 90%.
Tutto ciò ha causato molti problemi economici a tutta la popolazione e ha
generato una migrazione di lavoratori venezuelani senza precedenti. Hanno
contestato la rielezione di Maduro, con il sostegno e l’illusione di alcuni
personaggi considerati progressisti. Tutto questo sommato a una campagna
mediatica permanente e consistente, che è certamente costata milioni di dollari
nell’uso di reti, computer e dei cosiddetti influencer pagati dalla CIA e dalle
sue agenzie. Una campagna che prosegue tuttora.
Il colpo finale è arrivato con il secondo governo Trump che, assetato di
petrolio e perdendo l’egemonia economica a favore dell’Eurasia, ha rieditato la
dottrina Monroe, volendo trasformare di nuovo il continente nel proprio cortile
di casa e imponendo un controllo economico, politico e militare.
E il 3 gennaio, dopo aver mobilitato tutta la sua forza militare, ha invaso il
paese per via aerea, sequestrando il Presidente Maduro e la deputata Cilia
Flores. C’è stata resistenza, combattimenti e più di 100 morti. Solo tra qualche
anno sapremo quanti soldati americani sono morti. Sappiamo solo che erano per la
maggior parte latini del gruppo d’élite Delta Force, armati con le migliori armi
del pianeta.
Il Venezuela, il suo popolo e le forze armate sono stati sconfitti. Hanno perso
vite umane e il loro presidente. Ma l’impero non aveva nessuno da mettere al suo
posto, poiché la sua agente, María Corina Machado, è screditata nella società
venezuelana, e con lei tutta l’opposizione traditrice della Patria. La via
d’uscita è stata quindi quella di trattenere il presidente sequestrato e
negoziare con il governo chavista, con la corda al collo o nel mirino del
fucile.
Alcuni settori della sinistra istituzionale e coloro che seguono la politica
solo attraverso i social si sono affrettati a parlare di tradimento. O a dire
che non c’è stata resistenza. E proprio ora si inizia a propagandare che ci sia
una divisione tra i governi di Venezuela e Cuba. Queste tesi fanno solo parte
delle tattiche degli Stati Uniti, diffuse dai media influenzati dalla CIA per
dividere la sinistra e l’opinione pubblica.
Il popolo venezuelano, nella sua ampia maggioranza chavista, va avanti con la
propria vita, lavorando, producendo e organizzando le comuni. Pur addolorato,
continua a sostenere il governo chavista, avendo coscienza di tutto ciò che è
accaduto.
Il nostro movimento ha legami storici con il movimento contadino venezuelano,
con le comuni produttive e con il governo chavista. Abbiamo molti progetti di
cooperazione nella produzione di sementi, alimenti e scambi nella formazione di
quadri tecnici. Saremo eternamente grati per le borse di studio presso l’ELAM
Salvador Allende, che permettono a decine di giovani contadini, poveri, di
formarsi come medici.
Il popolo venezuelano continua a essere vittima della guerra ibrida dell’impero.
Il governo chavista ha il sostegno del suo popolo. Il nostro movimento sarà
sempre solidale con il popolo chavista.
Speriamo che la correlazione delle forze internazionali cambi a favore
dell’umanità e della pace. Speriamo che la correlazione delle forze interne agli
Stati Uniti cambi, e che le forze progressiste riescano a mutare la loro
politica estera e la loro vocazione bellicista di aggressione ai popoli. Che la
Dottrina Monroe venga sepolta.
Speriamo che il governo e il popolo chavista trovino le strade migliori per
aumentare la produzione di petrolio e di altri beni di cui hanno bisogno. Che
mantengano la sovranità sul petrolio, sui minerali e sul loro territorio.
Difendere il Venezuela e Cuba è un obbligo morale e politico di tutte le forze
progressiste e democratiche del nostro continente. E non illudetevi: se loro
venissero sconfitti, l’impero aumenterebbe la sua pressione su Messico, Brasile,
Colombia e su tutto il continente. Prima hanno usato lo spettro del comunismo e
dell’URSS, poi sono passati ai terroristi islamici (che loro stessi hanno
finanziato), e ora hanno creato lo spauracchio del narcotraffico, come se non
fossero proprio loro il mercato più grande… e si scagliano anche contro i
migranti.
Lotteremo affinché il Presidente Maduro e la deputata Cília Flores siano
liberati, poiché non hanno commesso alcun crimine e gli Stati Uniti non hanno il
diritto né la morale per condannarli a nulla. Al contrario, spero che in futuro
il tribunale dell’Aia giudichi e condanni gli attuali governanti degli Stati
Uniti per le loro bombe e i loro crimini a Gaza, in Iran, in Siria, in Sudan,
nei Caraibi, in Venezuela, a Cuba e all’interno del loro stesso paese, per le
persecuzioni contro i poveri e i migranti.
La storia della lotta di classe vive di fasi alterne, alti e bassi, progressi e
ritirate, ma l’umanità camminerà sempre verso la costruzione di società più
giuste e ugualitarie, con la sovranità dei popoli e la pace.
di João Pedro Stedile, militante del MST e dirigente di ALBA MOVIMENTOS e della
Assemblea Internazionale dei Popoli – AIP
𝐴𝑟𝑡𝑖𝑐𝑜𝑙𝑜 𝑐𝑜𝑛𝑑𝑖𝑣𝑖𝑠𝑜 𝑒 𝑡𝑟𝑎𝑑𝑜𝑡𝑡𝑜 𝑑𝑎𝑙𝑙𝑎
𝑐𝑜𝑚𝑝𝑎𝑔𝑛𝑎 𝐺𝑒𝑟𝑎𝑙𝑑𝑖𝑛𝑎 𝐶𝑜𝑙𝑜𝑡𝑡𝑖.
Redazione Italia