
In Finlandia sono stati abbattuti 250 mila alberi per costruire un data center
L'INDIPENDENTE - Tuesday, October 27, 2026La società che rappresenta Google in Finlandia, Tuike Finland, ha raso al suolo 330 ettari di foresta a Muhos, nel nord del Paese, per far posto a un nuovo data center. Il disboscamento è avvenuto nonostante l’azienda non disponesse della Valutazione d’Impatto Ambientale (VIA), obbligatoria secondo la legge del Paese quando si eliminano in modo permanente più di 200 ettari di bosco. A sottolinearlo era stata, nel maggio di quest’anno, l’agenzia statale che vigila sui permessi ambientali, ma il monito era stato ignorato. Il taglio degli alberi, iniziato nel marzo scorso, si è concluso ad agosto.
A ricostruire la vicenda è stato il quotidiano finlandese Helsingin Sanomat, che ha ottenuto gli atti pubblici della Lupa- ja valvontavirasto (LVV), l’agenzia che rilascia i permessi ambientali e ne controlla il rispetto. Il 30 aprile, a lavori già avviati, Tuike Finland ha chiesto all’LVV di esentarla dalla VIA nelle prime fasi del progetto, per ottenere i permessi «senza attendere» la procedura. La società e la sua consulente Ramboll sostenevano che la norma non li riguardasse perché inserita nel capitolo sul «prelievo di risorse naturali», mentre loro stavano costruendo, e che il bosco fosse già drenato. Il 22 maggio l’agenzia ha risposto senza ambiguità: la VIA «si applica direttamente» e per «ambiente forestale» si intendono anche i boschi sfruttati per il legname. Interpellata dal giornale sul fatto che il taglio sia stato fatto comunque, la dirigente dell’LVV Sari Myllyoja ha risposto: «Sembra proprio così». Nella replica inviata all’agenzia, Tuike Finland dice di assumersi «piena responsabilità» ma di aver agito in modo «del tutto legale» e indica in «poco meno di 200 ettari» l’area tagliata a Kajaani, il secondo sito, cioè appena sotto la soglia.
Il 6 ottobre l’LVV aveva già ordinato a Tuike Finland di sospendere entro il 23 ottobre i lavori preparatori a Muhos e Kajaani fino al completamento delle valutazioni ambientali, minacciando sanzioni. Google aveva ammesso di essere stata «al di sotto dei propri standard». I due impianti fanno parte di un investimento da 13 miliardi di euro annunciato a settembre, che il governo di Petteri Orpo ha salutato come prova dell’attrattività del Paese. Il caso era stato sollevato a settembre dalla Lega finlandese per la conservazione della natura, che aveva chiesto di fermare il progetto.
La tensione è alta anche in Comune. Il tecnico di Muhos che a giugno aveva autorizzato i lavori preliminari ha raccontato a Helsingin Sanomat di aver ricevuto pressioni «da tutte le parti», mentre chi guida l’ufficio edilizia, dopo aver detto alla tv pubblica che non avrebbe dato quel via libera, rischia il licenziamento: il Comune nega ogni legame con l’intervista. Il caso di Muhos è diventato il simbolo della corsa ai data center che ha fatto guadagnare alla Finlandia il soprannome di «Texas d’Europa»: il clima subartico permette di raffreddare i server con l’aria esterna, risparmiando acqua ed energia. Google è presente dal 2011 a Hamina, in un’ex cartiera raffreddata con l’acqua del Golfo di Finlandia, e a settembre ha firmato un contratto di 22 anni con l’azienda energetica Fortum per l’elettricità della centrale nucleare di Loviisa, che secondo Google copre circa il 10% dei consumi del Paese. La crescita però preoccupa. Oltre 96.000 cittadini hanno firmato un’iniziativa popolare, ora diretta al Parlamento, che chiede un contributo a carico dei data center, garanzie perché non facciano salire le bollette di famiglie e imprese e risarcimenti alle comunità locali per i danni ambientali, sul modello dell’Irlanda, che ne limita l’allacciamento alla rete elettrica. E il 22 ottobre il governo ha presentato una legge che, dall’aprile 2027, imporrà agli investitori stranieri un permesso statale per i data center sopra i 100 megawatt, per ragioni di sicurezza nazionale. È lo stesso scontro che attraversa gli Stati Uniti e la Lombardia, mentre in Italia il governo ha scelto di dimezzare i tempi della valutazione ambientale per questi impianti.
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