
Padova, presentazione del Toolkit al convegno contro la militarizzazione dell’università
Pressenza - Sunday, October 18, 2026Grande successo, ieri 17 ottobre 2026, al Convegno di Padova “Resistere alla militarizzazione dell’università”, con oltre 100 partecipanti in presenza e circa 200 partecipanti collegati per seguire sui social la trasmissione online in diretta.
Tanti studenti, studentesse, ricercatori, ricercatrici e dottorandi/e, ma anche cittadine e cittadini interessati soprattutto al tema degli accordi fra mondo accademico e filiera bellica, militare e strategica.
Dopo l’introduzione da parte degli organizzatori (Collettivo CORDA Padova e Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università), è intervenuto Michele Lancione, professore del Politecnico di Torino, che ha evidenziato i caratteri del nuovo Complesso Militare Accademico Industriale con riferimento a Laboratorio saperi insubordinati, Nell’ecosistema dei saperi. Ricerca, istruzione, guerra.
A seguire Davide Borrelli, professore universitario all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, che ha invece affrontato le implicazioni della guerra cognitiva fra senso comune e saperi accademici in un’università che da torre d’avorio si sta trasformando in torre d’acciaio (vedi Maya Wind, Torri d’avorio e d’acciaio. Come le università israeliane sostengono l’apartheid del popolo palestinese).
La sessione plenaria è stata chiusa dalla testimonianza di una docente francese, Marie, che ha riportato gli ambiti di azione di Stop Academic Complicity sui vari livelli, soprattutto rispetto agli accordi con Israele e le complicità sul genocidio a Gaza e sull’occupazione in Cisgiordania.
Dopo la plenaria è stata la volta dei 4 tavoli di lavoro rispettivamente su:
- Mappatura accordi;
- Resistere alla militarizzazione della conoscenza;
- Dall’Università ai territori;
- Accordi con Israele e solidarietà alla Palestina.
Nei tavoli segnaliamo la presenza di Linda Maggiori, reduce dall’esito positivo del ricorso (clicca qui per la notizia) al Consiglio di Stato, la cui sentenza ha sancito il suo diritto a ricevere dalle Dogane i dati relativi ai traffici di armi nel porto di Ravenna: una netta vittoria sul fronte della trasparenza, un orientamento che ci auguriamo possa contagiare anche altri ambiti come quello dell’università.
Prezioso anche il contributo di Carlo Tombola di Weapon Watch. Storico, geografo ed esperto di economia dei trasporti e logistica militare, Tombola coordina le attività di questa associazione per mappare e denunciare la cosiddetta “logistica delle guerre”. In particolare, il suo contributo si è soffermato sull’analisi dei dati della logistica globale e dei trasporti marittimi ed aerei per individuare carichi occulti o transiti di armamenti, munizioni e componenti strategiche destinati a Paesi in conflitto (come nei recenti casi di spedizioni tracciate verso Israele).
Infine, rilevante è stato anche il contributo di Danilo Aceto Zumbo (RUP) e Alfredo Luminari (BDS Italia) sulle complicità delle università italiane con Israele e sulle strategie di boicottaggio che dall’interno delle istituzioni possono essere messe in campo per non rendersi complici del genocidio in Palestina.
La giornata del convegno si è chiusa con la restituzione in plenaria delle conclusioni dei tavoli di lavoro. Il convegno si chiude domenica 18 ottobre con un’Assemblea per organizzarsi nel rilanciare l’azione di contrasto alla militarizzazione nelle università.
Infine, ma non ultimo, il convegno è stato una buona occasione per lanciare il “Toolkit per resistere alla militarizzazione“, realizzato dall’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università in collaborazione con Corda Padova e la rete RUP (Ricerca e Università per la Palestina).
Anche quello ci auguriamo possa rappresentare uno strumento prezioso per diffondere buone pratiche e rilanciare la lotta antimilitarista negli atenei. Seguite il nostro sito perché a breve sarà disponibile gratuitamente per il download.
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università