Sette mesi di attesa per un’elettromiografia

Pressenza - Friday, October 16, 2026

…Poi la protesta al Policlinico di Milano: l’esame anticipato al 14 ottobre. Si doveva fare entro 4 mesi, il SSN la prenota dopo 7 mesi, blitz al Policlinico… Elettromiografia fatta dopo 48 ore 

Visto il dolore intenso, continuo e in peggioramento avrebbe dovuto averla in 2 mesi, gliela prescrivono con priorità a 4 mesi, gliela prenotano a 7 mesi. Un’elettromiografia necessaria per poter effettuare un intervento chirurgico (speriamo risolutivo). Dopo settimane di ricorsi rimasti senza esito, solleciti e telefonate, una protesta negli uffici della direzione generale del Policlinico di Milano ha cambiato il corso della vicenda: l’esame è stato riprogrammato per mercoledì 14 ottobre, a soli due giorni dall’iniziativa.

Si è conclusa così, almeno sul fronte della prenotazione, la battaglia di un paziente milanese che, affiancato dai volontari dello Sportello Salute California di via Lanino e sostenuto dal Coordinamento Sportelli Salute Lombardia, ha lottato contro lo sforamento dei tempi previsti dalla legge.

Una vicenda che riporta al centro il problema delle liste d’attesa nella sanità pubblica e le difficoltà che i cittadini incontrano quando devono ottenere prestazioni  necessarie.

La prescrizione ad aprile e l’appuntamento a novembre

La storia comincia nell’aprile 2026, quando lo specialista richiede un’elettromiografia, un esame diagnostico indispensabile per il successivo intervento chirurgico.

La prima data disponibile comunicata dal servizio sanitario regionale è però l’11 novembre: un’attesa di circa sette mesi dalla prescrizione, ben oltre i 120 giorni indicati  nella ricetta.  

Per il paziente non si tratta di un semplice rinvio burocratico. L’esame è una tappa necessaria del percorso clinico e il ritardo prolunga la sua sofferenza fisica e l’ansia per il dubbio sulla possibilità di trovare una soluzione.

Di fronte a una situazione che ritiene incompatibile con il diritto a ricevere le cure in tempi appropriati, si rivolge allo Sportello Salute California, che lo accompagna nella richiesta di una soluzione.

Ricorsi, telefonate e solleciti senza risposta

Vengono presentati ricorsi, inviate email e fatte numerose telefonate per ottenere un appuntamento almeno rispettoso dei tempi indicati dallo specialista. I tentativi, tuttavia, non producono il risultato sperato: la data resta fissata a novembre, nonostante l’urgenza legata alla sofferenza crescente e al  percorso chirurgico.

Secondo quanto riferito dal Coordinamento Sportelli Salute Lombardia, il paziente e i volontari hanno cercato a lungo una soluzione attraverso i canali ordinari, senza riuscire a ottenere il rispetto dei tempi richiesti.

È proprio questa prolungata assenza di risposte concrete a spingere lo Sportello Salute California a passare dalle segnalazioni all’azione diretta. L’obiettivo è ottenere un appuntamento immediato, perché i tempi richiesti dallo specialista e tutelati dalla legge sono trascorsi e il malato continua a soffrire.

Lunedì 12 ottobre la protesta al Policlinico

La svolta arriva lunedì 12 ottobre 2026. Una delegazione di circa venti persone, composta dai volontari del Coordinamento Sportelli Salute Lombardia, unitamente a a quelli dello Sportello Salute California (via Lanino 1, Milano), si presenta negli uffici della direzione generale dell’IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano.

La richiesta è precisa: ottenere subito l’elettromiografia.

Dopo diversi minuti di attesa all’interno degli uffici della Direzione Generale, la prenotazione viene modificata e l’esame fissato per mercoledì 14 ottobre, appena due giorni dopo la mobilitazione.

Da un appuntamento inizialmente previsto per l’11 novembre si passa dunque a una prestazione praticamente immediata, anche se  ottenuta dopo mesi di tentativi rimasti senza esito.

Per il Coordinamento Sportelli Salute Lombardia, il risultato dimostra quanto possa essere determinante la partecipazione collettiva nel far valere un diritto fondamentale dei cittadini: l’accesso alle cure nei tempi e modi stabiliti dalla legge.

Il nodo delle prestazioni a pagamento

Nel comunicato diramato dal Coordinamento Sportelli Salute Lombardia (www.sportellisalute.lo.it) emerge anche un’altra questione: la difficoltà di ottenere determinate prestazioni attraverso il servizio sanitario pubblico e il rischio che i pazienti siano spinti a rivolgersi al privato e a pagamento per non attendere troppo a lungo.

Il risultato, sostengono gli attivisti, è che chi può permetterselo paga una  prestazione che avrebbe dovuto avere gratuitamente (o quasi) mentre chi non dispone delle risorse necessarie rimane in attesa o rinuncia a curarsi.

È una critica che investe direttamente il funzionamento delle liste d’attesa: quando i tempi del servizio pubblico diventano incompatibili con le necessità cliniche, il cittadino può trovarsi davanti a una scelta difficile tra sostenere una spesa aggiuntiva o continuare a convivere con il dolore e l’incertezza.

La battaglia di questo paziente milanese si chiude così con una data finalmente vicina. La questione sollevata dalla sua storia, però, rimane aperta: il diritto alla salute non dovrebbe dipendere dalla capacità di organizzare una protesta per ottenere una prestazione dovuta dal Servizio Sanitario Pubblico.

Una vittoria individuale, un problema collettivo

L’elettromiografia è stata fissata per il 14 ottobre 2026. Per il paziente significa poter finalmente compiere un passo necessario verso il successivo intervento chirurgico, dopo mesi trascorsi tra attese, dolori e richieste rimaste senza risposta.

Resta però una domanda che va oltre il singolo caso: perché è stato necessario presentarsi in una ventina negli uffici della direzione generale per ottenere in due giorni un appuntamento che avrebbe dovuto essere garantito decisamente prima?

 

Redazione Milano