Sette mesi di attesa per un’elettromiografia
…Poi la protesta al Policlinico di Milano: l’esame anticipato al 14 ottobre. Si
doveva fare entro 4 mesi, il SSN la prenota dopo 7 mesi, blitz al Policlinico…
Elettromiografia fatta dopo 48 ore
Visto il dolore intenso, continuo e in peggioramento avrebbe dovuto averla in 2
mesi, gliela prescrivono con priorità a 4 mesi, gliela prenotano a 7 mesi.
Un’elettromiografia necessaria per poter effettuare un intervento chirurgico
(speriamo risolutivo). Dopo settimane di ricorsi rimasti senza esito, solleciti
e telefonate, una protesta negli uffici della direzione generale del Policlinico
di Milano ha cambiato il corso della vicenda: l’esame è stato riprogrammato per
mercoledì 14 ottobre, a soli due giorni dall’iniziativa.
Si è conclusa così, almeno sul fronte della prenotazione, la battaglia di un
paziente milanese che, affiancato dai volontari dello Sportello Salute
California di via Lanino e sostenuto dal Coordinamento Sportelli Salute
Lombardia, ha lottato contro lo sforamento dei tempi previsti dalla legge.
Una vicenda che riporta al centro il problema delle liste d’attesa nella sanità
pubblica e le difficoltà che i cittadini incontrano quando devono ottenere
prestazioni necessarie.
La prescrizione ad aprile e l’appuntamento a novembre
La storia comincia nell’aprile 2026, quando lo specialista richiede
un’elettromiografia, un esame diagnostico indispensabile per il successivo
intervento chirurgico.
La prima data disponibile comunicata dal servizio sanitario regionale è però
l’11 novembre: un’attesa di circa sette mesi dalla prescrizione, ben oltre i 120
giorni indicati nella ricetta.
Per il paziente non si tratta di un semplice rinvio burocratico. L’esame è una
tappa necessaria del percorso clinico e il ritardo prolunga la sua sofferenza
fisica e l’ansia per il dubbio sulla possibilità di trovare una soluzione.
Di fronte a una situazione che ritiene incompatibile con il diritto a ricevere
le cure in tempi appropriati, si rivolge allo Sportello Salute California, che
lo accompagna nella richiesta di una soluzione.
Ricorsi, telefonate e solleciti senza risposta
Vengono presentati ricorsi, inviate email e fatte numerose telefonate per
ottenere un appuntamento almeno rispettoso dei tempi indicati dallo specialista.
I tentativi, tuttavia, non producono il risultato sperato: la data resta fissata
a novembre, nonostante l’urgenza legata alla sofferenza crescente e al percorso
chirurgico.
Secondo quanto riferito dal Coordinamento Sportelli Salute Lombardia, il
paziente e i volontari hanno cercato a lungo una soluzione attraverso i canali
ordinari, senza riuscire a ottenere il rispetto dei tempi richiesti.
È proprio questa prolungata assenza di risposte concrete a spingere lo Sportello
Salute California a passare dalle segnalazioni all’azione diretta. L’obiettivo è
ottenere un appuntamento immediato, perché i tempi richiesti dallo specialista e
tutelati dalla legge sono trascorsi e il malato continua a soffrire.
Lunedì 12 ottobre la protesta al Policlinico
La svolta arriva lunedì 12 ottobre 2026. Una delegazione di circa venti persone,
composta dai volontari del Coordinamento Sportelli Salute Lombardia, unitamente
a a quelli dello Sportello Salute California (via Lanino 1, Milano), si presenta
negli uffici della direzione generale dell’IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore
Policlinico di Milano.
La richiesta è precisa: ottenere subito l’elettromiografia.
Dopo diversi minuti di attesa all’interno degli uffici della Direzione Generale,
la prenotazione viene modificata e l’esame fissato per mercoledì 14 ottobre,
appena due giorni dopo la mobilitazione.
Da un appuntamento inizialmente previsto per l’11 novembre si passa dunque a una
prestazione praticamente immediata, anche se ottenuta dopo mesi di tentativi
rimasti senza esito.
Per il Coordinamento Sportelli Salute Lombardia, il risultato dimostra quanto
possa essere determinante la partecipazione collettiva nel far valere un diritto
fondamentale dei cittadini: l’accesso alle cure nei tempi e modi stabiliti dalla
legge.
Il nodo delle prestazioni a pagamento
Nel comunicato diramato dal Coordinamento Sportelli Salute Lombardia
(www.sportellisalute.lo.it) emerge anche un’altra questione: la difficoltà di
ottenere determinate prestazioni attraverso il servizio sanitario pubblico e il
rischio che i pazienti siano spinti a rivolgersi al privato e a pagamento per
non attendere troppo a lungo.
Il risultato, sostengono gli attivisti, è che chi può permetterselo paga una
prestazione che avrebbe dovuto avere gratuitamente (o quasi) mentre chi non
dispone delle risorse necessarie rimane in attesa o rinuncia a curarsi.
È una critica che investe direttamente il funzionamento delle liste d’attesa:
quando i tempi del servizio pubblico diventano incompatibili con le necessità
cliniche, il cittadino può trovarsi davanti a una scelta difficile tra sostenere
una spesa aggiuntiva o continuare a convivere con il dolore e l’incertezza.
La battaglia di questo paziente milanese si chiude così con una data finalmente
vicina. La questione sollevata dalla sua storia, però, rimane aperta: il diritto
alla salute non dovrebbe dipendere dalla capacità di organizzare una protesta
per ottenere una prestazione dovuta dal Servizio Sanitario Pubblico.
Una vittoria individuale, un problema collettivo
L’elettromiografia è stata fissata per il 14 ottobre 2026. Per il paziente
significa poter finalmente compiere un passo necessario verso il successivo
intervento chirurgico, dopo mesi trascorsi tra attese, dolori e richieste
rimaste senza risposta.
Resta però una domanda che va oltre il singolo caso: perché è stato necessario
presentarsi in una ventina negli uffici della direzione generale per ottenere in
due giorni un appuntamento che avrebbe dovuto essere garantito decisamente
prima?
Redazione Milano