Varese per la Palestina: “la fine del genocidio”

Pressenza - Sunday, October 11, 2026

“La fine del genocidio”, così si intitola la manifestazione nazionale promossa da diverse associazioni pro-Palestina — Movimenti Studenti Palestinesi, Giovani Palestinesi d’Italia, Associazione dei Palestinesi in Italia e Unione Democratica Arabo-Palestinese — nell’ambito di un più ampio coordinamento, quello di Global Coalition for Palestine che tra il 9 e l’11 ottobre, ha organizzato manifestazioni in tutta Europa.

A Varese, il Comitato Varesino per la Palestina (CVP) ha risposto alla chiamata e ha portato in piazza tantissime persone con bandiere, striscioni, cartelloni e oggetti per fare rumore.

A Varese, come ogni sabato pomeriggio, il CVP si ritrova in piazza e per 15 minuti cerca di attirare l’attenzione delle persone “facendo rumore” con l’intento di non fare cadere nell’oblio il massacro dei palestinesi da parte del governo di Israele.

Oggi la partecipazione è stata ampia e sentita, perché anche la gente di Varese si è unita alla richiesta della fine del genocidio, lo sblocco degli aiuti per Gaza, il ritiro dell’esercito di occupazione.

Sono intervenuti Filippo Bianchetti del CVP, l’avvocato Ugo Giannangeli, una rappresentante di Emergency, e altre persone che hanno contribuito con discorsi e letture.

È stata espressa indignazione per la recente partecipazione e il discorso tenuto dal Premier Israeliano all’assemblea generale dell’ONU e per quanto accade nella nostra provincia, dove si concentra un numero significativo di aziende che operano nel settore militare, nella tecnologia bellica e nella produzione di aerei da guerra.

Durante il presidio sono stati informati i partecipanti sulle campagne di autodenuncia, dal valore fortemente simbolico, promosse a Varese dal CVP, contro la linea filosionista imposta dallo stato di Israele e dagli altri governi suoi sostenitori, a cui tutti possono aderire cliccando a questo link: Mi autodenuncio

Una rappresentante di Emergency ha richiamato l’attenzione sulla raccolta di firme avviata qualche giorno fa dal titolo “Io obietto la guerra” che ha l’intento di portare in Parlamento il diritto all’obiezione di coscienza alla guerra, ricordando che l’obbligatorietà alla leva in Italia è stata sospesa e non soppressa del tutto. L’obiezione riguarderebbe, non solo l’eventuale servizio militare, ma anche le attività lavorative collegate alla progettazione, produzione, commercio e movimentazione di armi e strumenti destinati alla guerra. Qui si trovano tutte le informazioni e il link per aderire alla raccolta firme: Io obietto la guerra

Il problema della Palestina è nel cuore di molta gente in Italia, in giornate come queste l’indignazione e la voglia di partecipare è sotto gli occhi di tutti, e dovrebbero prenderne atto anche i politici che guidano il paese perché le richieste che arrivano dalle piazze non possono continuare ad essere ignorate.

 

Monica Perri