Una scia di ordigni colpisce Roma Est: otto esplosioni in cinque settimane

L'INDIPENDENTE - Wednesday, October 7, 2026

Otto esplosioni in poco più di un mese hanno colpito sei attività commerciali e un palazzo tra la periferia orientale e quella meridionale di Roma. L’ultimo ordigno è scoppiato nella notte del 6 ottobre a San Basilio, causando peraltro l’evacuazione di una cinquantina di persone. In una fase precedente erano finiti nel mirino autonoleggi, una barberia, un forno, una sala slot e una vineria della Capitale. Gli inquirenti stanno ricostruendo possibili collegamenti tra gli attentati. Tra le piste al vaglio degli investigatori ci sono intimidazioni, racket e contrasti negli ambienti dello spaccio e della criminalità organizzata, ma ad oggi l’esistenza di un’unica regia è ancora da dimostrare.

La sequenza di attacchi ha avuto inizio nella notte tra il 28 e il 29 agosto, con un ordigno piazzato davanti alla Travis Car di via Casilina 953, all’Alessandrino. Il titolare dell’autonoleggio, Manuel Sammarco, risulta pregiudicato per spaccio: nel 2023 fu trovato con oltre un chilo di droga. La notte successiva, intorno alle 2, una bomba è esplosa davanti a una barberia di via Salemi, tra Due Leoni e Tor Bella Monaca, chiusa da circa un anno. Pochi minuti dopo è stata nuovamente colpita la Travis Car, con un ordigno che ne ha squarciato la serranda. Verso le 3, un’altra esplosione ha distrutto l’ingresso di un forno in via delle Alzavole, a Torre Maura, nei pressi del commissariato Casilino, danneggiando violentemente la saracinesca e anche un pezzo di marciapiede. Nell’arco di sole due notti, insomma, si sono verificate ben quattro esplosioni, tre delle quali concentrate in circa un’ora di tempo.

Dopo alcune settimane, nella notte tra il 2 e il 3 ottobre una nuova esplosione davanti alla Costantino Rent Cars, in via Casilina, alla Borghesiana, ha provocato il danneggiamento dell’ingresso dell’attività e di un’automobile. I titolari, i fratelli Alessio ed Emanuele Costantino, di 26 e 28 anni, erano stati feriti il 13 luglio 2021 in un agguato al Roxy Bar di viale Alessandrino. Giuseppe Molisso, braccio destro del boss della camorra romana Michele Senese, ha subito in primo grado una condanna a 14 anni come mandante; il sicario Raul Esteban Calderon è stato invece condannato a 12 come esecutore. Gli investigatori hanno ascoltato i fratelli e stanno esaminando le immagini delle telecamere.

La sera del 4 ottobre, verso le 23.30, un ordigno artigianale ha colpito invece la sala slot Planet Win di via Antonio Bottini, all’Alessandrino, a poche decine di metri dal Roxy Bar, danneggiando anche due vetture. Alle 5 del mattino successivo un’altra esplosione si è verificata davanti a una vineria di via Calpurnio Fiamma, a Don Bosco. Danneggiati saracinesca, vetrine, interno del locale e, anche in questo caso, alcune automobili. Le telecamere hanno immortalato due uomini incappucciati che, dopo che la deflagrazione ha fatto scattare gli airbag della loro auto, sono scappati a piedi; vicino sono stati trovati un casco e due passamontagna. L’ultimo episodio in ordine di tempo porta l’attenzione a San Basilio: alle 2.15 della notte del 6 ottobre, una bomba carta è esplosa nel cortile del palazzo di via Filottrano 11, danneggiando vetri e serrande delle abitazioni. Cinquanta residenti, fra cui bambini e anziani fragili, sono stati allontanati durante la messa in sicurezza.

Su questi episodi sta indagando anche la Direzione distrettuale antimafia. Tra gli elementi al vaglio degli investigatori ci sono, tra gli altri, le misure cautelari del 9 settembre contro Michele Senese, Giuseppe Molisso e Leandro Bennato, accusati di essere i mandanti dell’omicidio di Fabrizio Piscitelli, detto “Diabolik”, capo ultrà della Lazio eliminato a Roma il 7 agosto del 2019. Secondo l’ordinanza del gip, Piscitelli è stato ucciso poiché, pur essendo affiliato al clan Senese, si era ritagliato un ruolo troppo autonomo nel traffico degli stupefacenti, non rispettando i patti sulla percentuale degli ingenti introiti che avrebbe dovuto versare alla consorteria criminale. Gli investigatori che ora indagano sulle recenti esplosioni valutano se tali provvedimenti possano avere modificato gli equilibri criminali nell’area, alimentando nuovi conflitti. Intanto il presidente del VII Municipio, Francesco Laddaga, ha chiesto un confronto urgente in prefettura sulla sicurezza.

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