Spagna, affossato il piano per il diritto all’abitare: migliaia in piazza in tutto il Paese

L'INDIPENDENTE - Saturday, October 3, 2026

Solamente una settimana fa, il Consiglio dei ministri spagnolo aveva approvato due decreti d’urgenza con i quali il governo intendeva tutelare i cittadini dai fondi speculativi sugli immobili. La loro approvazione era arrivata sull’onda di una mobilitazione oceanica nel Paese, esplosa dopo lo sfratto di Maricarmen Abascal, 87 anni e un’invalidità al 50%, dalla sua casa a Madrid, dove risiedeva da oltre settant’anni. Tuttavia, invece che ricevere l’approvazione del Congresso, entrando così in vigore a tutti gli effetti, i due provvedimenti hanno incassato ieri una clamorosa bocciatura, sulla quale pesa il voto (inaspettato) di Junts. La sconfitta ha inflitto un duro colpo all’amministrazione Sánchez, tanto da ipotizzare la convocazione di elezioni anticipate. Nel mezzo della crisi politica, la popolazione è tornata a farsi sentire, con decine di migliaia di persone che in queste ore stanno tornando a riempire le strade di oltre cinquanta città del Paese per rivendicare il diritto all’abitare.

«Non difendo lo stesso modello di Paese di Pedro Sánchez», ha dichiarato in aula Miriam Nogueras, portavoce del partito indipendentista di Puigdemont. Eppure, come riporta El Pais, il suo partito ha partecipato per mesi alle negoziazioni sul testo del decreto, con concessioni arrivate fino all’ultimo momento, tanto che il risultato finale avrebbe portato un’impronta di Junts «addirittura dell’80%». Il voto dei deputati del suo partito è stato determinante. Il primo dei due provvedimenti, il decreto regio 26/2026 che mirava a tutelare la funzione sociale dell’alloggio e ad ampliare l’offerta di alloggi accessibili, è stato bocciato con 178 voti contrari a fronte di 172 favorevoli. Tra le misure previste, vi sarebbero stati la sospensione degli sfratti nei confronti delle persone vulnerabili e maggiori tutele per gli inquilini, oltre all’ampliazione del parco immobiliare pubblico e la realizzazione di alloggi a prezzi accessibili. Il secondo decreto, il 27/2026, con il quale si intendevano adottare misure urgenti per rafforzare le garanzie di stabilità dei contratti di locazione, è stato respinto con 184 voti contrari e 166 a favore.

Secondo i quotidiani locali, a pesare sulla decisione di Sánchez di convocare elezioni anticipate – probabilmente già per il 29 novembre – sarà la portata delle proteste di oggi. In queste ore, infatti, decine di migliaia di cittadini si stanno riversando nelle strade delle principali città spagnole per protestare contro il voto del Congresso e per il diritto all’abitare. La mobilitazione è stata convocata dal Sindacato degli Inquilini e tra oggi e domani coinvolgerà più di 50 città in tutto il Paese. «Avere una casa non può essere un lusso», scrive il sindacato sui propri social, dove chiede di abbassare del 50% gli affitti, l’espropriazione dei fondi «avvoltoio» e contratti a tempo indeterminato. Nella sola capitale Madrid, sono già migliaia le persone che, a partire dalle 12 di oggi, si sono ritrovate in strada, al punto da costringere la polizia a interrompere la circolazione dei veicoli in alcune delle arterie stradali della città – e il numero dei partecipanti aumenta di minuto in minuto. Centinaia di cittadini si sono ritrovate anche a Las Palmas de Gran Canaria, Cadice, Santander, Palma di Maiorca, Donostia, Santa Cruz de Tenerife, Valencia e decine di altri centri. In serata si uniranno alla mobilitazione anche Barcellona, Malaga, Toledo, Vigo e Valladolid, tra le altre, mentre cortei e proteste sono previsti anche per domani, domenica 4 ottobre. Dalla piazza, i cittadini annunciano un grande sciopero generale, organizzato insieme ai sindacati dei lavoratori, che avrà luogo «a prescindere da chi ci sarà al governo».

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