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Spagna, Sánchez scioglie il Parlamento e indice elezioni per il 29 novembre
Dopo un fine settimana di riflessione, il premier spagnolo Pedro Sánchez ha deciso: si andrà a elezioni anticipate. Le dimissioni del governo saranno formalizzate in mattinata, durante un Consiglio dei Ministri convocato d’urgenza da Sánchez. Si voterà il 29 novembre, tra due mesi. L’obiettivo della coalizione di governo è arginare l’ascesa di Vox e Partido Popular (PP) che venerdì scorso, insieme a Junts, hanno bocciato i due decreti sulla casa. Contestualmente, Sánchez proverà a intercettare il dissenso sociale che in questi giorni ha portato centinaia di migliaia di persone a scendere in piazza contro l’aumento degli affitti. La decisione era nell’aria, invocata tanto dalle opposizioni quanto da pezzi della maggioranza. Ieri sera Pedro Sánchez ha avvisato il Re Felipe IV e questa mattina ha tenuto un discorso alla tv spagnola, informando i cittadini dello scioglimento delle Camere. «Per fare di più, dobbiamo rinnovare il sostegno della gente. Abbiamo bisogno di una maggioranza progressista più ampia», ha dichiarato Sánchez. La decisione sarà formalizzata in un Consiglio dei Ministri convocato in mattinata. Nel suo discorso, Sánchez ha riconosciuto che «il governo ha commesso degli errori», mancando diversi obiettivi. A partire dalla casa, i cui primi provvedimenti strutturali sono arrivati soltanto a seguito della mobilitazione popolare per Maricarmen. Poi la bocciatura dei decreti in Parlamento e dunque le dimissioni, nel tentativo di arginare le destre e rimescolare le carte nel campo progressista, così da ottenere una maggioranza più ampia di quella attuale, legata al sostegno esterno di Junts. «Gli spagnoli devono decidere che ruolo avere, se ci uniamo all’ondata di ultradestra o se la Spagna continuerà a essere baluardo di apertura, giustizia sociale e responsabilità ambientale», ha dichiarato Sánchez. The post Spagna, Sánchez scioglie il Parlamento e indice elezioni per il 29 novembre appeared first on L'INDIPENDENTE.
October 5, 2026
L'INDIPENDENTE
Spagna, affossato il piano per il diritto all’abitare: migliaia in piazza in tutto il Paese
Solamente una settimana fa, il Consiglio dei ministri spagnolo aveva approvato due decreti d’urgenza con i quali il governo intendeva tutelare i cittadini dai fondi speculativi sugli immobili. La loro approvazione era arrivata sull’onda di una mobilitazione oceanica nel Paese, esplosa dopo lo sfratto di Maricarmen Abascal, 87 anni e un’invalidità al 50%, dalla sua casa a Madrid, dove risiedeva da oltre settant’anni. Tuttavia, invece che ricevere l’approvazione del Congresso, entrando così in vigore a tutti gli effetti, i due provvedimenti hanno incassato ieri una clamorosa bocciatura, sulla quale pesa il voto (inaspettato) di Junts. La sconfitta ha inflitto un duro colpo all’amministrazione Sánchez, tanto da ipotizzare la convocazione di elezioni anticipate. Nel mezzo della crisi politica, la popolazione è tornata a farsi sentire, con decine di migliaia di persone che in queste ore stanno tornando a riempire le strade di oltre cinquanta città del Paese per rivendicare il diritto all’abitare. «Non difendo lo stesso modello di Paese di Pedro Sánchez», ha dichiarato in aula Miriam Nogueras, portavoce del partito indipendentista di Puigdemont. Eppure, come riporta El Pais, il suo partito ha partecipato per mesi alle negoziazioni sul testo del decreto, con concessioni arrivate fino all’ultimo momento, tanto che il risultato finale avrebbe portato un’impronta di Junts «addirittura dell’80%». Il voto dei deputati del suo partito è stato determinante. Il primo dei due provvedimenti, il decreto regio 26/2026 che mirava a tutelare la funzione sociale dell’alloggio e ad ampliare l’offerta di alloggi accessibili, è stato bocciato con 178 voti contrari a fronte di 172 favorevoli. Tra le misure previste, vi sarebbero stati la sospensione degli sfratti nei confronti delle persone vulnerabili e maggiori tutele per gli inquilini, oltre all’ampliazione del parco immobiliare pubblico e la realizzazione di alloggi a prezzi accessibili. Il secondo decreto, il 27/2026, con il quale si intendevano adottare misure urgenti per rafforzare le garanzie di stabilità dei contratti di locazione, è stato respinto con 184 voti contrari e 166 a favore. Secondo i quotidiani locali, a pesare sulla decisione di Sánchez di convocare elezioni anticipate – probabilmente già per il 29 novembre – sarà la portata delle proteste di oggi. In queste ore, infatti, decine di migliaia di cittadini si stanno riversando nelle strade delle principali città spagnole per protestare contro il voto del Congresso e per il diritto all’abitare. La mobilitazione è stata convocata dal Sindacato degli Inquilini e tra oggi e domani coinvolgerà più di 50 città in tutto il Paese. «Avere una casa non può essere un lusso», scrive il sindacato sui propri social, dove chiede di abbassare del 50% gli affitti, l’espropriazione dei fondi «avvoltoio» e contratti a tempo indeterminato. Nella sola capitale Madrid, sono già migliaia le persone che, a partire dalle 12 di oggi, si sono ritrovate in strada, al punto da costringere la polizia a interrompere la circolazione dei veicoli in alcune delle arterie stradali della città – e il numero dei partecipanti aumenta di minuto in minuto. Centinaia di cittadini si sono ritrovate anche a Las Palmas de Gran Canaria, Cadice, Santander, Palma di Maiorca, Donostia, Santa Cruz de Tenerife, Valencia e decine di altri centri. In serata si uniranno alla mobilitazione anche Barcellona, Malaga, Toledo, Vigo e Valladolid, tra le altre, mentre cortei e proteste sono previsti anche per domani, domenica 4 ottobre. Dalla piazza, i cittadini annunciano un grande sciopero generale, organizzato insieme ai sindacati dei lavoratori, che avrà luogo «a prescindere da chi ci sarà al governo». The post Spagna, affossato il piano per il diritto all’abitare: migliaia in piazza in tutto il Paese appeared first on L'INDIPENDENTE.
October 3, 2026
L'INDIPENDENTE
Pedro Sanchez, un anno vissuto pericolosamente
Insieme al nostro corrispondente da Barcellona proviamo a fare il punto su quanto avvenuto negli ultimi mesi all'interno della politica spagnola, dove la destra tenta di dare una spallata, anche per via giudiziaria, al governo di Pedro Sanchez. La situazione rimane però decisamente in movimento e non è chiaro quali potrebbero essere gli sviluppi nei prossimi mesi.
July 21, 2026
Radio Ondarossa
La favola della destra moribonda
Perché la retorica della rinascita progressista nasconde la vera natura del potere di Mario Sommella (*). A seguire un link e una vignetta dell’illuminante (come sempre) Mauro Biani. Ci sono narrazioni che non descrivono il mondo: lo addomesticano. Ne attenuano gli spigoli, ne riducono la complessità a una formula consolatoria, e finiscono per produrre l’effetto opposto a quello che dicono
Il Nicaragua orteguista sempre più isolato
In occasione dell’incontro tenutosi in Spagna tra le forze progressiste promosso da Pedro Sánchez spiccava la assenza di una delegazione nicaraguense. di Bái Qiú’ēn La democrazia non può essere data per scontata; è in atto un attacco al sistema multilaterale e una pericolosa normalizzazione dell’uso della forza (Pedro Sánchez). Il presidente del Consiglio spagnolo Pedro Sánchez nei giorni scorsi ha
Sánchez a Pechino chiede alla Cina di diventare il paciere mondiale
Si è conclusa ieri la visita del primo ministro spagnolo Pedro Sánchez in Cina. Una visita che non è passata inosservata per tanti motivi, di certo economici, ma anche diplomatici. Perché il politico europeo ha riconosciuto a Pechino un ruolo centrale nel garantire la risoluzione dei conflitti che investono tanti […] L'articolo Sánchez a Pechino chiede alla Cina di diventare il paciere mondiale su Contropiano.
April 16, 2026
Contropiano
Il mondo che Meloni inventò
di Mario Sommella (*).   La fabbrica della realtà: istruzioni per abitare il Paese più bello del mondo (quello immaginario)   Cari concittadini, una buona notizia: viviamo nel migliore dei Paesi possibili. Lo sappiamo per certo perché ce l’ha appena comunicato la premier dal banco del governo, con la compostezza di chi legge un bollettino meteorologico nel quale c’è sempre il
Riflessioni sulla crisi energetica
articoli di Nicolas Lozito, Gianluca Ruggieri, Stefania Del Bianco e delle redazioni di Kenergia e QualEnergia. A seguire notizie sulle conseguenze del blocco di Hormuz.   In questa piccola rassegna di articoli non troverete necessariamente posizioni politiche; tuttavia ci sono contenuti utili per farsi un quadro dello stato dell’arte e qualche esempio sul quale riflettere.   Miracolo spagnolo? di Nicolas
Spagna, accordo PSOE-Podemos regolarizza 500mila migranti
Il governo spagnolo si prepara a dare il via a una delle più ampie operazioni di regolarizzazione amministrativa degli ultimi anni. Il PSOE [Partito socialista spagnolo, ndr] ha infatti raggiunto un accordo con Podemos per approvare, tramite Real Decreto, una misura che consentirà la messa in regola di centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori migranti attualmente in condizione di irregolarità. Il provvedimento è stato esaminato dal Consiglio dei ministri nella seduta di martedì 27 gennaio e rappresenta, secondo il movimento Regularización Ya, «un passo decisivo verso il riconoscimento dei diritti di migliaia di persone migranti che già vivono e lavorano in Spagna». La misura risponde a una richiesta avanzata da anni dalla società civile e sostenuta da un’Iniziativa Legislativa Popolare (ILP) che ha raccolto oltre 700mila firme in tutto il Paese. Già nell’aprile del 2024 il Congresso dei Deputati aveva approvato l’avvio del dibattito parlamentare sull’ILP con una maggioranza schiacciante — 310 voti favorevoli e solo 33 contrari, espressi da Vox — ma l’iter era rimasto bloccato per mesi, anche a causa delle tensioni politiche e del clima di crescente retorica anti-migranti. Secondo le stime delle organizzazioni promotrici, la regolarizzazione potrebbe coinvolgere circa mezzo milione di persone. Il requisito principale sarà la dimostrazione di una permanenza continuativa in Spagna di almeno cinque mesi nel corso del 2025, al momento della presentazione della domanda. La residenza potrà essere provata non solo attraverso l’iscrizione di residenza all’anagrafe comunale (empadronamiento), ma anche mediante altri documenti ritenuti validi dall’amministrazione, come referti medici, contratti di fornitura elettrica, contratti di affitto o certificazioni di invio di denaro. Restano esplicitamente esclusi dalla misura i soggetti con precedenti penali. > Un elemento centrale del provvedimento riguarda la sospensione immediata dei > procedimenti di rimpatrio e degli ordini di espulsione per motivi > amministrativi o per lavoro senza permesso, a partire dal momento della > presentazione della domanda. Come riporta l’agenzia Efe, l’ammissione a istruttoria comporterà il rilascio di un’autorizzazione di residenza provvisoria, che consentirà di lavorare legalmente e di accedere a diritti fondamentali, tra cui l’assistenza sanitaria. In caso di esito positivo, verrà concessa un’autorizzazione di residenza della durata di un anno, al termine del quale sarà possibile richiedere un permesso ordinario secondo quanto previsto dal regolamento sull’immigrazione. La notizia è stata anticipata dall’eurodeputata di Podemos Irene Montero nel corso di un comizio pubblico. Il partito ha chiarito che la regolarizzazione avverrà tramite Real Decreto, senza necessità di convalida parlamentare, trattandosi di una modifica del regolamento. Una scelta che consente all’esecutivo di superare le difficoltà legate agli equilibri parlamentari e alle resistenze di alcune forze politiche, come gli indipendentisti catalani di centrodestra di Junts. Il ministero dell’Inclusione, della sicurezza sociale e delle migrazioni, guidato da Elma Saiz, ha confermato ufficialmente l’iniziativa, spiegando a RTVE che l’obiettivo è «garantire diritti e offrire sicurezza giuridica a una realtà sociale già esistente». Secondo il governo, il Real Decreto rafforza un modello di politica migratoria «basato sui diritti umani, sull’integrazione e sulla convivenza», compatibile con la crescita economica e la coesione sociale. Anche Sumar, alleato di governo, ha espresso un giudizio positivo. La seconda vicepresidente del governo, Yolanda Díaz, ha definito la misura «un passo verso una società più giusta e democratica», sottolineando che «mentre l’estrema destra attacca la popolazione migrante, il governo spagnolo ne riconosce i diritti e la cittadinanza. Contro l’odio, diritti e democrazia». > Da parte sua, Podemos ha parlato di una decisione «urgente e di giustizia > sociale», sostenendo che mantenere centinaia di migliaia di persone in una > condizione di irregolarità favorisce lo sfruttamento lavorativo, rafforza > l’economia sommersa e alimenta esclusione e razzismo. Il partito ha ricordato episodi come i disordini a sfondo razzista avvenuti la scorsa estate a Torre Pacheco, lo sgombero di Badalona e, a livello internazionale, le operazioni dell’ICE negli Stati Uniti, definite «retate che violano sistematicamente i diritti umani». Il movimento Regularización Ya ha accolto con favore la decisione del governo, sottolineando come la scelta di una via normativa indipendente dagli equilibri parlamentari dimostri che la regolarizzazione «non solo era necessaria, ma anche possibile». Secondo gli attivisti, è stata la pressione costante del movimento migrante organizzato a sbloccare anni di immobilismo istituzionale, aprendo ora una nuova fase nel dibattito sulla politica migratoria spagnola. La copertina è di Psoe (Flickr) SOSTIENI, DIFENDI, DIFFONDI DINAMOPRESS Per sostenere Dinamopress si può donare sul nostro conto bancario, Dinamo Aps Banca Etica IT60Y0501803200000016790388 tutti i fondi verranno utilizzati per sostenere direttamente il progetto: pagare il sito, supportare i e le redattrici, comprare il materiale di cui abbiamo bisogno L'articolo Spagna, accordo PSOE-Podemos regolarizza 500mila migranti proviene da DINAMOpress.
February 5, 2026
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