
The impact of immigration detention on migrants’ health and wellbeing: insights from key informants on the Macomer case
Progetto Melting Pot Europa - Saturday, September 26, 2026Papers, una rubrica di Melting Pot per la condivisione di tesi di laurea, ricerche e studi. Per pubblicare il tuo lavoro consulta la pagina della rubrica e scrivi a collaborazioni@meltingpot.org.
University of Bergen
Faculty of Psychology – Department of Health Promotion and Development
Master’s Degree in Global Development Theory and Practice, with specialisation in Health
Promotion
The impact of immigration detention on migrants’ health and wellbeing:
insights from key informants on the Macomer case
Camilla Cardini (2026)
Scarica l’elaborato (EN)Introduzione
Le condizioni di vita precarie nei centri di detenzione per migranti, in Italia, in Europa e nel resto del mondo, sono ben documentate da articoli accademici e report indipendenti. Nonostante ciò, questa pratica sta venendo implementata sempre di più dai governi europei, in primo luogo da quello italiano. Ad oggi nel nostro territorio, quindi escludendo dal conteggio i centri costruiti dal governo Meloni in Albania, sono presenti dieci CPR, ovvero Centri di Permanenza per il Rimpatrio, in cui le condizioni di vita e il loro impatto sulla salute delle persone migranti detenute sono ben note.
Questo studio si concentra sul CPR di Macomer, in Sardegna, e ha come obiettivo principale quello di esplorare qual è l’impatto della detenzione amministrativa sulla salute e sul benessere delle persone detenute. Attraverso l’uso della teoria integrale (Integral Theory) di Wilber, questo studio esplora il fenomeno considerando quattro dimensioni fondamentali: la soggettiva, l’oggettiva, l’intersoggettiva e l’interoggettiva.
In questa ricerca di tipo qualitativo i dati sono stati raccolti attraverso interviste semistrutturate condotte con nove informatori chiave coinvolti a vario titolo nelle vicende del CPR di Macomer. I partecipanti sono stati selezionati in base al loro precedente accesso alla struttura e al loro ruolo professionale. Le interviste sono state integrate dall’analisi di cinque documenti rilevanti del governo e della società civile, con i dati raccolti riferiti al periodo compreso tra il 2024 e l’inizio del 2026.
La ricerca ha prodotto risultati in linea con la letteratura esistente sui CPR in Italia e su altre forme simili di detenzione delle persone migranti nel resto del mondo. In particolare, questo studio ha riscontrato profonde sofferenze psicofisiche, criticità sanitarie e condizioni strutturali fatiscenti, accanto a pratiche condivise all’interno del sistema italiano dei CPR e specifiche interazioni interne al centro. I risultati hanno inoltre rivelato un parallelismo con i vecchi manicomi, una narrazione criminalizzante verso i migranti detenuti, nonché barriere sanitarie e meccanismi di adattamento (coping mechanisms) adottati dai detenuti.
I risultati dello studio hanno evidenziato che la detenzione amministrativa è dannosa per gli individui detenuti, minacciandone la salute e il benessere. L’inefficacia di questa pratica potrebbe essere affrontata dai governi e dalle istituzioni internazionali adottando alternative in linea con i diritti fondamentali e i principi di promozione della salute.