The impact of immigration detention on migrants’ health and wellbeing: insights from key informants on the Macomer case
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University of Bergen
Faculty of Psychology – Department of Health Promotion and Development
Master’s Degree in Global Development Theory and Practice, with specialisation
in Health
Promotion
THE IMPACT OF IMMIGRATION DETENTION ON MIGRANTS’ HEALTH AND WELLBEING:
INSIGHTS FROM KEY INFORMANTS ON THE MACOMER CASE
Camilla Cardini (2026)
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INTRODUZIONE
Le condizioni di vita precarie nei centri di detenzione per migranti, in Italia,
in Europa e nel resto del mondo, sono ben documentate da articoli accademici e
report indipendenti. Nonostante ciò, questa pratica sta venendo implementata
sempre di più dai governi europei, in primo luogo da quello italiano. Ad oggi
nel nostro territorio, quindi escludendo dal conteggio i centri costruiti dal
governo Meloni in Albania, sono presenti dieci CPR, ovvero Centri di Permanenza
per il Rimpatrio, in cui le condizioni di vita e il loro impatto sulla salute
delle persone migranti detenute sono ben note.
Questo studio si concentra sul CPR di Macomer, in Sardegna, e ha come obiettivo
principale quello di esplorare qual è l’impatto della detenzione amministrativa
sulla salute e sul benessere delle persone detenute. Attraverso l’uso della
teoria integrale (Integral Theory) di Wilber, questo studio esplora il fenomeno
considerando quattro dimensioni fondamentali: la soggettiva, l’oggettiva,
l’intersoggettiva e l’interoggettiva.
In questa ricerca di tipo qualitativo i dati sono stati raccolti attraverso
interviste semistrutturate condotte con nove informatori chiave coinvolti a
vario titolo nelle vicende del CPR di Macomer. I partecipanti sono stati
selezionati in base al loro precedente accesso alla struttura e al loro ruolo
professionale. Le interviste sono state integrate dall’analisi di cinque
documenti rilevanti del governo e della società civile, con i dati raccolti
riferiti al periodo compreso tra il 2024 e l’inizio del 2026.
La ricerca ha prodotto risultati in linea con la letteratura esistente sui CPR
in Italia e su altre forme simili di detenzione delle persone migranti nel resto
del mondo. In particolare, questo studio ha riscontrato profonde sofferenze
psicofisiche, criticità sanitarie e condizioni strutturali fatiscenti, accanto a
pratiche condivise all’interno del sistema italiano dei CPR e specifiche
interazioni interne al centro. I risultati hanno inoltre rivelato un
parallelismo con i vecchi manicomi, una narrazione criminalizzante verso i
migranti detenuti, nonché barriere sanitarie e meccanismi di adattamento (coping
mechanisms) adottati dai detenuti.
I risultati dello studio hanno evidenziato che la detenzione amministrativa è
dannosa per gli individui detenuti, minacciandone la salute e il benessere.
L’inefficacia di questa pratica potrebbe essere affrontata dai governi e dalle
istituzioni internazionali adottando alternative in linea con i diritti
fondamentali e i principi di promozione della salute.