
Meteo: il tempo che farà. Ma non solo
Progetto Melting Pot Europa - Thursday, September 17, 2026
Sono 42 le voci del Contro dizionario del Confine. Parole alla deriva nel Mediterraneo Centrale. Il volume è edito da Tamu. È il risultato di una ricerca collettiva avviata dal 2021 nel Mediterraneo centrale e firmata da un autore plurale: l’equipaggio di ricerca della Tanimar.
Ogni giovedì, a partire dal 19 febbraio, una voce accompagnerà lettrici e lettori dentro uno spazio di confine dove le frontiere non sono linee, ma pratiche che attraversano corpi, lingue e relazioni.
Perché in un viaggio segnato da rotte, pattugliamenti, respingimenti e attese, il linguaggio diventa strumento di sopravvivenza e un possibile modo di resistere alla narrazione dominante sulla mobilità.
Contro Dizionario del Confine. Parole alla deriva nel Mediterraneo Centrale
Ogni giovedì, per quarantadue settimane, una parola. A partire dal 19 febbraio 2026
Roberta Derosas
12 Febbraio 2026
Il meteo è attesa, speranza, paura. Meteo serve ad indicare che tempo farà. Ma non solo. Non descrive soltanto il cielo: indica quando partire, quando fermarsi, quando rinunciare.
È ben più di una previsione: è destino sospeso tra il vento e l’orizzonte. Forse, è l’unica forza che nessuno controlla e da cui dipendono molte vite. Perché, anche quando promette il passaggio, ricorda che il mare può trasformarsi, in poche ore, da strada a ostacolo.
Meteo
a cura di Enrico Fravega, Università di Genova
La parola meteo sintetizza e racchiude in un unico termine l’interagire di tutti quei parametri che definiscono le condizioni atmosferiche di uno specifico spazio, in un determinato tempo (un giorno, una settimana, ecc.).
Quando si parla di meteo, dunque, ci si riferisce a valori come temperatura, pressione atmosferica precipitazioni, vento, e simili. Per chi guarda lo stretto di Sicilia dalla sua sponda sud, il meteo non è un dettaglio tecnico o una curiosità. Piuttosto è il preludio, l’apertura o la chiusura del sipario su una possibile partenza.
La nota che annuncia la sinfonia, oppure il silenzio. Sugli schermi dei cellulari le app meteo compongono tavolozze multicolore a indicare vento, onda, pioggia e linee dinamiche di evoluzione nell’arco della giornata o della settimana. Sui social qualcuno le traduce in parole semplici: «mare buono», «vento forte», «onde grosse», «pericolo».
Parole che passano di bocca in bocca, accendendo sogni e incubi tra chi le pronuncia e chi le ascolta. Ci sono giorni in cui il vento si placa calando sul mare come un lenzuolo di seta e sembra di poter scivolare fino a Lampedusa. Altre in cui il vento morde la pelle e ogni onda è un muro.
Nella situazione di mobility injustice che caratterizza le condizioni materiali di movimento dei migranti nel Mediterraneo centrale, la previsione meteo è sia avvertimento, sia presagio. È la cornice di realtà che si impone a ogni possibile attraversa mento del canale di Sicilia.
La linea invisibile che scandisce il tempo dell’attesa e quello del viaggio. Il filo teso su cui camminano, incerte, le vite di chi si avventura per mare.
La più grande opportunità e, allo stesso tempo, la più letale minaccia. O la manifestazione della volontà di Dio (si veda Dieu). C’è chi nei frangenti del mare o nella forza del vento legge la scrittura di un destino, e chi nei grafici delle previsioni vede solo una data: domani, dopodomani, forse fra una settimana.
Perché qui il tempo atmosferico si fonde con quello cronologico. I più esperti sanno che le finestre meteo si aprono e si chiudono spesso nel giro di poche ore; perché il tempo è volubile, cambia umore senza preavviso. E quando cambia è come un colpo di coltello nella tela del cielo: squarcia la luce, lascia libere forze sovrannaturali, attorciglia la pancia.
Le restrizioni al soccorso in mare e l’esternalizzazione del controllo delle frontiere impongono al meteo anche funzioni necropolitiche.
Esempi dal campo
Météo de Lampedusa du vendredi 22 novembre au mercredi 27 novembre 2024
vendredi: vent rafales vagues. mauvais
samedi: vent rafales vagues houles mauvais
dimanche: vent rafales vagues mauvais
lundi: vent rafales vagues mauvais
mardi: vent rafales mauvais
mercredi vent rafale mauvais
mauvaise météo des 2 cotes trop de naufrages depuis septembre, octobre et novembre respectez la météo…
c’est pas l’homme qui prend la mer cest la mer qui prend l’homme
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