
La Quarta Marcia Mondiale si costruisce nei territori
Pressenza - Tuesday, September 15, 2026Una biblioteca di quartiere alle spalle, uno schermo davanti e tante finestre aperte su città, territori e comunità diverse… è così che il 14 settembre scorso Tiziana Volta, coordinatrice italiana della Marcia Mondiale, ha aperto la presentazione della Quarta Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza: un incontro volutamente diffuso, perché sono proprio i territori a dare corpo alla Marcia.

foto di Marinella Bettamio
La Quarta Marcia non aspetta di arrivare: sta già accadendo nei territori.
L’incontro ha messo in rete le realtà che in Italia stanno preparando la marcia e che, insieme, ne rappresentano la dimensione concreta e quotidiana.
Prima dell’incontro erano 27 le località e i territori italiani coinvolti. Durante la presentazione se ne sono aggiunti altri due, portando il numero a 29.
Ma il numero, da solo, non racconta tutto.
Come ha sottolineato Marco Inglessis, in rappresentanza di Roma, «qui il numero è soltanto una parte della storia. Dietro ogni località ci sono persone, associazioni, scuole, gruppi, istituzioni, cittadini che mettono in campo idee e iniziative. Ci sono anche difficoltà, fatica, momenti in cui sembra che tutto proceda lentamente. Poi, quando si guarda all’insieme, tutto appare: le tante esperienze si incontrano, si riconoscono e diventano una rete».
È questo il senso della conferenza diffusa: mettere in relazione esperienze diverse, far emergere ciò che sta accadendo nei territori e mostrare come la dimensione globale della Marcia possa tradursi in iniziative concrete, vicine alle persone.
Tra le tante esperienze raccontate durante l’incontro, quattro territori permettono di cogliere, come attraverso altrettante finestre, la varietà delle forme che la Marcia può assumere.
A Vicenza, il luogo scelto per l’iniziativa è il Parco della Pace, che sorge proprio accanto alla base militare statunitense. Una scelta che richiama anche la storia della mobilitazione nonviolenta del territorio contro il progetto della base di Dal Molin e lega la Quarta Marcia a un percorso già radicato nella città.
A Trieste, il 2 ottobre, Giornata Internazionale della Nonviolenza, saranno protagonisti gli studenti del Liceo Dante Alighieri, insieme a testimonianze dirette di persone rifugiate provenienti da Paesi segnati dai conflitti. L’iniziativa proseguirà con una camminata verso Piazza del Mondo. Il giorno precedente, il 1° ottobre, è prevista inoltre la proiezione del documentario Sarajevo Safari.
A Perugia, la pace passa anche attraverso lo sguardo dei bambini. Il 21 settembre, alla Biblioteca San Matteo degli Armeni, sarà inaugurata la mostra Colors for Peace, con i disegni dei bambini e la collaborazione della Fondazione Centro Studi Aldo Capitini e dell’Università di Perugia. L’iniziativa sarà realizzata contemporaneamente in Costa Rica e al Colosseo di Roma. Sarà presente anche l’Università di Perugia, con la quale la Marcia Mondiale sta portando avanti una serie di iniziative, tra cui la realizzazione di un sito web/podcast.
A Roma, la rete è particolarmente ampia e attraversa scuole, associazioni, istituzioni e realtà impegnate sui temi della nonviolenza, delle migrazioni, del disarmo, dell’ambiente e dell’educazione. Il programma comprende una conferenza il 17 settembre, una marcia il 21 settembre dall’Università della Pace a Santa Maria Maggiore, la Giornata dell’Apocalisse del 26 settembre e, il 2 ottobre, un appuntamento in Campidoglio dedicato alle scuole. Il 2 e 3 ottobre sarà inoltre protagonista il Festival della Nonviolenza Attiva.
Sono quattro esempi, non quattro eccezioni: servono a mostrare quanto siano diversi i modi con cui una rete territoriale può tradurre i valori della pace e della nonviolenza in azioni concrete.
E la dimensione territoriale non coincide con i confini italiani.
Alla conferenza hanno partecipato anche il Canton Ticino e Fiume-Mrkopalj, in Croazia.
Dal Ticino, con Margherita Maffeis (Ticino Culture Network) arriva un percorso che si sviluppa attraverso concerti, iniziative pubbliche e momenti dedicati alla pace, fino a un appuntamento transfrontaliero tra Italia e Svizzera.
Da Fiume-Mrkopalj la presenza di Andrea Cvitan porta invece dentro la conferenza la realtà croata.
Sono presenze che mostrano come la Marcia possa costruire relazioni oltre i confini geografici, mantenendo al centro una dimensione comune di pace e nonviolenza.
La ricchezza della rete emerge anche dalle molte altre esperienze raccontate o ricordate durante la conferenza.
A Fiumicello Villa Vicentina, la Quarta Marcia si arricchisce di appuntamenti che proseguono oltre le giornate centrali. Il 20 settembre è previsto lo spettacolo teatrale La strada, seguito da un dibattito, mentre in novembre, nell’ambito della Settimana dei diritti dei bambini, è previsto un incontro con Don Ciotti. Le attività proseguiranno fino alla fine dell’anno.
A Torino, il percorso si intreccia con l’ottavo Festival della Pace, della Nonviolenza e della Resistenza Civile, con la lettura dell’articolo 11 della Costituzione il 21 settembre e una presenza per la pace il 3 ottobre.
A Savigliano, nel Cuneese, la scuola sarà protagonista con una marcia il 24 settembre e con gli incontri dedicati al Ministero della Pace.
A Caionvico, nel territorio bresciano, le iniziative legano pace e memoria attraverso l’albero sopravvissuto a Nagasaki e il gong.
A Genova si lavora invece alla proposta di un osservatorio permanente sul traffico di armi nel porto.
A Firenze il dialogo e la cultura della pace passano anche attraverso la biciclettata Ponti per la Pace e gli appuntamenti di Eirenefest, tra cui Oltre il muro. La via del dialogo. 15 anni dopo Manuela Sadun Paggi, dedicato al dialogo interreligioso, e D’amore e guerra, una lettura scenica che intreccia parole, musica e memoria. Tra gli appuntamenti anche L’eredità di Alberto L’Abate, dedicato alla cultura della pace e della nonviolenza e all’educazione dei giovani.
La Val di Cecina porta una storia ancora più lunga. Da circa 26 anni il Tavolo per la Pace riunisce nove Comuni delle province di Livorno e Pisa e circa trenta associazioni, lavorando su disarmo, nonviolenza, dialogo interreligioso ed educazione alla pace. Il 21 settembre è previsto un incontro con i sindaci dei Comuni del Tavolo, dedicato anche all’obiezione di coscienza; il 26 settembre una marcia collegherà Montecerboli e Larderello, mentre il 4 ottobre la Marcia passerà da Cecina. Il territorio partecipa inoltre al Giro d’Italia per la Pace, con la Lampada della Pace, e agli Stati Generali sulla cultura di pace in Toscana.
Al Vajont, la conferenza Vajont: La parola alle vittime affronterà il rapporto tra diplomazia, educazione, giustizia, diritto internazionale e partecipazione come strumenti per disarmare i conflitti sociali e le guerre.
A Bologna, presente a tutte le edizioni della Marcia, torna sulla tematica palestinese con il racconto del’esperienza del Palestinian Convoy.
Parma, alla prima partecipazione, farà coincidere l’apertura del proprio Festival della Pace con la Quarta Marcia.
A Palermo, il 2 ottobre è previsto un momento culturale e musicale, seguito il 4 ottobre da un incontro con i francescani e, il 30 ottobre, da un convegno a Villa Niscemi.
In Puglia, il lavoro con il Comune di San Vito dei Normanni guarda anche al rilancio del percorso di collegamento tra Puglia e Medio Oriente, storicamente legato a Brindisi. In Sardegna, il cammino assume forme diverse, dal Cerchio di suoni di Calangianus alla danza per la pace a Sassari, fino alla camminata di Cagliari del 2 ottobre.
A Milano, la partecipazione assume una dimensione diffusa nei quartieri flash mob, scaffali di libri sulla pace nelle biblioteche di zona e una marcia il 24 ottobre verso il Kaki di Nagasaki.
E mentre la conferenza si concludeva, la rete continuava ad allargarsi.
Proprio nelle ore dell’incontro si sono aggiunte Palombara Sabina, con la Palombara Marcia per la Pace – Per la Pace, il Disarmo e la Nonviolenza organizzata dall’ANPI il 3 ottobre, e il Cammino di Santa Sinforosa, con un percorso da Setteville a Tivoli nella stessa giornata.
Sono segnali che raccontano bene il carattere della Quarta Marcia: un percorso ancora in movimento. Mentre la si costruisce, nuove persone, nuove realtà e nuovi territori continuano a trovare il proprio modo di esserci e di contribuire.
