La Quarta Marcia Mondiale si costruisce nei territori
Una biblioteca di quartiere alle spalle, uno schermo davanti e tante finestre
aperte su città, territori e comunità diverse… è così che il 14 settembre scorso
Tiziana Volta, coordinatrice italiana della Marcia Mondiale, ha aperto la
presentazione della Quarta Marcia Mondiale per la Pace e la Nonviolenza: un
incontro volutamente diffuso, perché sono proprio i territori a dare corpo alla
Marcia.
foto di Marinella Bettamio
La Quarta Marcia non aspetta di arrivare: sta già accadendo nei territori.
L’incontro ha messo in rete le realtà che in Italia stanno preparando la marcia
e che, insieme, ne rappresentano la dimensione concreta e quotidiana.
Prima dell’incontro erano 27 le località e i territori italiani coinvolti.
Durante la presentazione se ne sono aggiunti altri due, portando il numero a 29.
Ma il numero, da solo, non racconta tutto.
Come ha sottolineato Marco Inglessis, in rappresentanza di Roma, «qui il numero
è soltanto una parte della storia. Dietro ogni località ci sono persone,
associazioni, scuole, gruppi, istituzioni, cittadini che mettono in campo idee e
iniziative. Ci sono anche difficoltà, fatica, momenti in cui sembra che tutto
proceda lentamente. Poi, quando si guarda all’insieme, tutto appare: le tante
esperienze si incontrano, si riconoscono e diventano una rete».
È questo il senso della conferenza diffusa: mettere in relazione esperienze
diverse, far emergere ciò che sta accadendo nei territori e mostrare come la
dimensione globale della Marcia possa tradursi in iniziative concrete, vicine
alle persone.
Tra le tante esperienze raccontate durante l’incontro, quattro territori
permettono di cogliere, come attraverso altrettante finestre, la varietà delle
forme che la Marcia può assumere.
A Vicenza, il luogo scelto per l’iniziativa è il Parco della Pace, che sorge
proprio accanto alla base militare statunitense. Una scelta che richiama anche
la storia della mobilitazione nonviolenta del territorio contro il progetto
della base di Dal Molin e lega la Quarta Marcia a un percorso già radicato nella
città.
A Trieste, il 2 ottobre, Giornata Internazionale della Nonviolenza, saranno
protagonisti gli studenti del Liceo Dante Alighieri, insieme a testimonianze
dirette di persone rifugiate provenienti da Paesi segnati dai conflitti.
L’iniziativa proseguirà con una camminata verso Piazza del Mondo. Il giorno
precedente, il 1° ottobre, è prevista inoltre la proiezione del documentario
Sarajevo Safari.
A Perugia, la pace passa anche attraverso lo sguardo dei bambini. Il 21
settembre, alla Biblioteca San Matteo degli Armeni, sarà inaugurata la mostra
Colors for Peace, con i disegni dei bambini e la collaborazione della Fondazione
Centro Studi Aldo Capitini e dell’Università di Perugia. L’iniziativa sarà
realizzata contemporaneamente in Costa Rica e al Colosseo di Roma. Sarà presente
anche l’Università di Perugia, con la quale la Marcia Mondiale sta portando
avanti una serie di iniziative, tra cui la realizzazione di un sito web/podcast.
A Roma, la rete è particolarmente ampia e attraversa scuole, associazioni,
istituzioni e realtà impegnate sui temi della nonviolenza, delle migrazioni, del
disarmo, dell’ambiente e dell’educazione. Il programma comprende una conferenza
il 17 settembre, una marcia il 21 settembre dall’Università della Pace a Santa
Maria Maggiore, la Giornata dell’Apocalisse del 26 settembre e, il 2 ottobre, un
appuntamento in Campidoglio dedicato alle scuole. Il 2 e 3 ottobre sarà inoltre
protagonista il Festival della Nonviolenza Attiva.
Sono quattro esempi, non quattro eccezioni: servono a mostrare quanto siano
diversi i modi con cui una rete territoriale può tradurre i valori della pace e
della nonviolenza in azioni concrete.
E la dimensione territoriale non coincide con i confini italiani.
Alla conferenza hanno partecipato anche il Canton Ticino e Fiume-Mrkopalj, in
Croazia.
Dal Ticino, con Margherita Maffeis (Ticino Culture Network) arriva un percorso
che si sviluppa attraverso concerti, iniziative pubbliche e momenti dedicati
alla pace, fino a un appuntamento transfrontaliero tra Italia e Svizzera.
Da Fiume-Mrkopalj la presenza di Andrea Cvitan porta invece dentro la conferenza
la realtà croata.
Sono presenze che mostrano come la Marcia possa costruire relazioni oltre i
confini geografici, mantenendo al centro una dimensione comune di pace e
nonviolenza.
La ricchezza della rete emerge anche dalle molte altre esperienze raccontate o
ricordate durante la conferenza.
A Fiumicello Villa Vicentina, la Quarta Marcia si arricchisce di appuntamenti
che proseguono oltre le giornate centrali. Il 20 settembre è previsto lo
spettacolo teatrale La strada, seguito da un dibattito, mentre in novembre,
nell’ambito della Settimana dei diritti dei bambini, è previsto un incontro con
Don Ciotti. Le attività proseguiranno fino alla fine dell’anno.
A Torino, il percorso si intreccia con l’ottavo Festival della Pace, della
Nonviolenza e della Resistenza Civile, con la lettura dell’articolo 11 della
Costituzione il 21 settembre e una presenza per la pace il 3 ottobre.
A Savigliano, nel Cuneese, la scuola sarà protagonista con una marcia il 24
settembre e con gli incontri dedicati al Ministero della Pace.
A Caionvico, nel territorio bresciano, le iniziative legano pace e memoria
attraverso l’albero sopravvissuto a Nagasaki e il gong.
A Genova si lavora invece alla proposta di un osservatorio permanente sul
traffico di armi nel porto.
A Firenze il dialogo e la cultura della pace passano anche attraverso la
biciclettata Ponti per la Pace e gli appuntamenti di Eirenefest, tra cui Oltre
il muro. La via del dialogo. 15 anni dopo Manuela Sadun Paggi, dedicato al
dialogo interreligioso, e D’amore e guerra, una lettura scenica che intreccia
parole, musica e memoria. Tra gli appuntamenti anche L’eredità di Alberto
L’Abate, dedicato alla cultura della pace e della nonviolenza e all’educazione
dei giovani.
La Val di Cecina porta una storia ancora più lunga. Da circa 26 anni il Tavolo
per la Pace riunisce nove Comuni delle province di Livorno e Pisa e circa trenta
associazioni, lavorando su disarmo, nonviolenza, dialogo interreligioso ed
educazione alla pace. Il 21 settembre è previsto un incontro con i sindaci dei
Comuni del Tavolo, dedicato anche all’obiezione di coscienza; il 26 settembre
una marcia collegherà Montecerboli e Larderello, mentre il 4 ottobre la Marcia
passerà da Cecina. Il territorio partecipa inoltre al Giro d’Italia per la Pace,
con la Lampada della Pace, e agli Stati Generali sulla cultura di pace in
Toscana.
Al Vajont, la conferenza Vajont: La parola alle vittime affronterà il rapporto
tra diplomazia, educazione, giustizia, diritto internazionale e partecipazione
come strumenti per disarmare i conflitti sociali e le guerre.
A Bologna, presente a tutte le edizioni della Marcia, torna sulla tematica
palestinese con il racconto del’esperienza del Palestinian Convoy.
Parma, alla prima partecipazione, farà coincidere l’apertura del proprio
Festival della Pace con la Quarta Marcia.
A Palermo, il 2 ottobre è previsto un momento culturale e musicale, seguito il 4
ottobre da un incontro con i francescani e, il 30 ottobre, da un convegno a
Villa Niscemi.
In Puglia, il lavoro con il Comune di San Vito dei Normanni guarda anche al
rilancio del percorso di collegamento tra Puglia e Medio Oriente, storicamente
legato a Brindisi. In Sardegna, il cammino assume forme diverse, dal Cerchio di
suoni di Calangianus alla danza per la pace a Sassari, fino alla camminata di
Cagliari del 2 ottobre.
A Milano, la partecipazione assume una dimensione diffusa nei quartieri flash
mob, scaffali di libri sulla pace nelle biblioteche di zona e una marcia il 24
ottobre verso il Kaki di Nagasaki.
E mentre la conferenza si concludeva, la rete continuava ad allargarsi.
Proprio nelle ore dell’incontro si sono aggiunte Palombara Sabina, con la
Palombara Marcia per la Pace – Per la Pace, il Disarmo e la Nonviolenza
organizzata dall’ANPI il 3 ottobre, e il Cammino di Santa Sinforosa, con un
percorso da Setteville a Tivoli nella stessa giornata.
Sono segnali che raccontano bene il carattere della Quarta Marcia: un percorso
ancora in movimento. Mentre la si costruisce, nuove persone, nuove realtà e
nuovi territori continuano a trovare il proprio modo di esserci e di
contribuire.
Redazione Italia