La “maternità surrogata” tra libertà di scelta e condizionamenti

Pressenza - Sunday, September 13, 2026

 

Pubblichiamo questa articolata riflessione sulla gravidanza per altri (gpa) che è anche la riproposizione di un dibattito di cui abbiamo già dato notizia (La sostituzione della madre. Note a margine di un recente dibattito /1, poiché la questione, bioetica oltre che politica, è complessa e controversa e l’autrice ne dà esaustivamente conto

L’occasione per riaprire il dibattito sulla Maternità surrogata (MS),a più di 50 anni dal primo accordo legale retribuito (USA, 1976),è stata la presentazione del libro di Luana Zanella, La sostituzione della madre. Ecologia e femminismo pensano insieme (Moretti e Vitali, 2026), tenutasi il 3 settembre 2026 presso l’Istituto Gramsci di Palermo. La tavola rotonda, moderata da chi scrive, ha visto l’autrice dialogare con Daniela Dioguardi, Elia Randazzo, Angela Galici, Augusto Cavadi e con il pubblico, facendone emergere le implicazioni politiche, giuridiche, etiche e filosofiche.

Sostituzione della madre?

Luana Zanella (deputata e portavoce di Alleanza Verdi Sinistra alla Camera, con un lungo percorso tra militanza femminista ed ecologismo) ribadisce una posizione chiara, già espressa in Parlamento il 26 luglio 2023 con il suo no alla MS. Il testo si distingue per la coerenza argomentativa nel ricostruire legami economici, sociali, mediatici e simbolici su scala planetaria intorno all’assunto di partenza: l’indisponibilità del corpo femminile.

Parlare di sostituzione della madre significa additare “il tentativo millenario di trovare sostituzioni concrete e simboliche alla matrice femminile della vita, alle madri che mettono al mondo“(p 11). La sua cifra politica consiste nel mostrare alcune delle possibili conseguenze indesiderabili della MS sulla vita delle donne.

L’accento è posto sulla documentazione del coinvolgimento della MS entro l’industria globale della procreazione, all’interno del paradigma del capitalismo iperliberista, volto a massimizzare i profitti e a rendere brevettabile e utilizzabile la natura, umana e non umana. Solo negli Usa, leader mondiale del mercato della MS, il suo volume d’affari è passato da 4 miliardi di dollari nel 2023 al 5,1 miliardi nel 2024.

Il racconto comparativo delle modalità adottate nelle cliniche sanitarie specializzate nella MS, delle tipologie di contratto di surrogazione, del modus operandi delle agenzie che favoriscono la risposta al desiderio di genitorialità di coppie del “primo mondo” delinea la profonda diversità di ricadute della MS in aree del mondo distanti.

Dall’India ai paesi postsovietici, dall’America Latina ai paesi avanzati, emerge l’intreccio di desideri, capitali e interessi che utilizza delocalizzazioni, tolleranza politica, sapiente comunicazione sul web, contratti internazionali e condizioni socioeconomiche profondamente diverse per soddisfare il diritto ad una filiazione genetica.

L’excursus sulle normative internazionali richiama le risoluzioni dell’Unione Europea e le relazioni ONU che definiscono la Gestazione per Altri (GPA) una forma di tratta degli esseri umani e una nuova modalità di violenza contro le donne. L’ampia sezione antologica dà voce a filosofe, giornaliste e attiviste che analizzano i rischi della surrogacy, ponendo interrogativi cruciali: cosa si intende realmente per libertà di scelta? Di quali tutele sanitarie e giuridiche godono le madri surrogate? Tutti i desideri danno luogo a diritti?

Il dibattito

Nel corso del dibattito si sono sovrapposti diversi piani di analisi che hanno riconfigurato significati e conseguenze della GPA. Il paradigma neoliberale è la cornice economico-politica entro cui rientra, insieme a molte altre pratiche di rilevanza bioetica, la GPA. Assunti teoretici e epistemologici postmoderni, quali la rinuncia a leggere il cosmo come dotato di senso univoco e di finalità intrinseche, sono i presupposti dell’intervento di Augusto Cavadi che ha esplicitato, entro un orizzonte neoliberale, le conseguenze  etiche e valoriali coerenti con questa visione del mondo: la concezione dell’individuo autonomo, autocentrato  e sovrano che, privato di riferimenti normativi condivisi e ontologicamente fondati, è orientato in primis a soddisfare il desiderio personale.

Ne deriva una sorta di morale provvisoria di stampo cartesiano: “la storia presenta molti casi in cui si può ritenere illecito… un comportamento individuale… e, nonostante questo giudizio negativo, optare per una regolamentazione legislativa. In concreto: giudico immorale… che una donna conceda in affitto il proprio utero per nove mesi, mi impegno pubblicamente per una società, alternativa a quella attuale, …in cui nessuna donna sia costretta… alla GPA; intanto mi mobilito per la tutela giuridica dei diritti minimali di ogni donna che ritenga di prestarsi a una GPA” (Cavadi, 2026)*.

Analogamente, l’intervento di Angela Galici, a partire da una visione antiessenzialistica e intersezionale delle donne, ha insistito sull tutela giuridica  delle donne che praticano la Surrogacy. Dall’iniziale constatazione dell’inarrestabilità del  mercato del turismo procreativo, Galici è pervenuta a  focalizzare l’urgenza di una regolamentazione condivisa che possa fornire la più ampia tutela alle donne che, mosse da condizioni di vulnerabilità, diventano madri surrogate. L’impegno, di natura sindacale, nel riconoscere e normare la MS equivale qui a impedire che le donne siano esposte allo sfruttamento e a far sì che siano sottratte a pratiche clandestine della GPA. Galici ha inoltre richiamato modelli di MS altruistica o oblativa (come le esperienze a Cuba), capaci di dar vita a relazioni parentali allargate.

Il merito di queste esperienze suggestive è collocare la MS entro uno schema etico politico paritario e relazionale, potenzialmente in grado di azzerare le forme di diseguaglianza operanti nei contratti di MS.

La suggestione lanciata da questa prospettiva, raccolta dall’intervento di Elia Randazzo, ha condotto alla questione se sia possibile definire aprioristicamente i caratteri distintivi della genitorialità e della famiglia. Al centro del suo ragionamento si è posta l’esigenza di non ridurre la filiazione a puro dato biologico. Condivisibile è il suo richiamo all’adozione come costruzione di una famiglia su base non biologica.

Da qui la necessità di distinguere tra gestazione e maternità. La prima, in virtù del concetto di autodeterminazione della madre gestazionale, può esser portata avanti a vantaggio di genitori intenzionali, omosessuali o eterosessuali; la seconda, invece è definita dalla volontà e responsabilità di crescere e prendersi cura di un nuovo essere umano, a prescindere dal legame biologico. Randazzo ha evidenziato la coerenza tra il diritto di interrompere la gravidanza o di disconoscere il neonato e la scelta di portare a termine una gravidanza per altri. Ha perciò messo in guardia dai rischi paternalistici o antiabortisti insiti nell’assolutizzazione del legame biologico.

Da questo sommario resoconto si possono estrapolare i concetti chiave degli interventi favorevoli all’accettazione e difesa della GPA.  Gli argomenti favorevoli alla regolamentazione della GPA si concentrano dunque su autodeterminazione, libertà di scelta, individualismo laico, sovranità sul corpo e diritto al desiderio.

Profondamente diversa è la lettura di Daniela Dioguardi che concorda con l’autrice nel rifiutare la MS, criticando alla radice il capitalismo neoliberista responsabile della mercificazione della natura. Dioguardi ha evidenziato come la stessa infertilità crescente sia legata all’inquinamento e all’insostenibilità ambientale di scelte politiche che traggono profitto dalle guerre, moltiplicatrici di  danni ambientali e dall’indebita appropriazione del corpo femminile.

Pur senza fare della maternità un destino, ha sottolineato l’importanza della relazione corporea tra madre e nascituro durante la gravidanza. A tale posizione si è riallacciato l’intervento di Maria Giannì dal pubblico, incentrato sugli aspetti biochimici, ormonali e fisiologici che legano la salute del bambino al contatto con il corpo materno durante la gestazione, elementi non riducibili a sole clausole contrattuali.

Nelle battute finali, Luana Zanella ha ribadito che, dopo oltre sessant’anni di lotte femministe per il riconoscimento del lavoro di cura, la battaglia della MS si gioca nuovamente sul corpo delle donne che rischia di tornare, per usare la celebre espressione di Barbara Duden, un «luogo pubblico».

*Cavadi, Augusto (2026), Gravidanza per altri e paradigma culturale postmoderno, in Il Blog sul filosofare per la vita scritto da noti filosofi-consulenti italiani

 

 

Redazione Palermo