USA, gli operai vincono la battaglia sindacale: stipendi più alti dopo 42 giorni di sciopero

L'INDIPENDENTE - Wednesday, September 2, 2026

Gli operai dell’impianto texano della Ashland Specialty Chemicals hanno dovuto scioperare per un mese e mezzo prima di ottenere un nuovo contratto segnato da aumenti salariali e maggiori tutele. La lotta dei lavoratori, canalizzata dal sindacato AFL-CIO, ha costretto l’azienda americana a ritornare sui propri passi. A far scattare la protesta operaia era stata infatti la presentazione di un nuovo contratto con il quale il gruppo Ashland puntava a ridurre i benefici dei lavoratori, riducendo ad esempio le indennità di malattia. A margine di una trattativa serrata, accompagnata dallo sciopero di 70 operai, AFL-CIO ha strappato condizioni migliori per i lavoratori, inserendo la protesta texana in un più ampio filone di lotte sindacali che sta scuotendo gli Stati Uniti.

Quando a giugno la Ashland Specialty Chemicals ha presentato il rinnovo del contratto per i suoi lavoratori impegnati nell’impianto texano non si aspettava una reazione così ferrea della controparte. Di fronte al regresso sociale prospettato dall’azienda chimica, 70 operai hanno infatti incrociato le braccia, dando il via a uno sciopero serrato che si è concluso ad agosto con l’ottenimento di un nuovo contratto assai diverso da quello proposto inizialmente. A sostenere i lavoratori è stata l’American Federation of Labor and Congress of Industrial Organizations (AFL-CIO), tra le principali sigle sindacali degli USA. È proprio quest’ultima, in una nota, a riportare i dettagli del nuovo contratto siglato per i lavoratori del ramo texano della Ashland Specialty Chemicals.

Per i prossimi tre anni è previsto un aumento salariale del 9,25%. A ciò si aggiungono 80 ore retribuite per i congedi di malattia. In caso di inabilità temporanea sono previste fino a un massimo di 25 settimane di congedo. C’è anche un aumento dei giorni di ferie, mentre vengono ripristinati i diritti per i lavoratori senior, che godranno dell’anzianità di servizio per accedere in via preferenziale a nuove posizioni interne. Il messaggio che manda il nuovo contratto, secondo il sindacalista Leonard Aguilar, è chiaro: «quando i lavoratori restano uniti, vincono e costruiscono un futuro più forte per sé e per le loro famiglie».

La vittoria dei lavoratori della Ashland Specialty Chemicals è in effetti solo l’ultima di una lunga serie di battaglie condotte con successo dai sindacati americani negli ultimi anni: dalle fabbriche agli hotel, passando per i supermercati e i magazzini. Lo stesso sindacato AFL-CIO rende noto che i lavoratori della catena di supermercati PCC Community Markets hanno di recente ottenuto la firma di nuovi contratti collettivi, segnati da aumenti salariali, maggiorazioni per i turni notturni e protezione contro gli agenti dell’immigrazione (ICE).

Nel 2022, negli Stati Uniti, i magazzinieri hanno conquistato l’inedito traguardo della sindacalizzazione. Migliaia di lavoratori del magazzino Amazon di Staten Island, a New York, si sono iscritti alla prima Amazon Labor Union (ALU). Due anni dopo è avvenuto il salto di categoria: l’alleanza con la International Brotherhood of Teamsters (IBT), uno dei sindacati più antichi d’America, attivo nel settore dei trasporti. L’unione di logistica e servizi ha ingrossato la voce dei lavoratori, che hanno preso a denunciare ritmi di lavoro estremi, sorveglianza costante e alti tassi di infortuni. L’esperienza organizzativa e il supporto legale dell’IBT hanno incontrato il fermento dei magazzinieri, dando vita a scioperi in giro per gli USA e ottenendo condizioni lavorative migliori in diversi hub logistici.

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